Cerchiamo di capire cosa sta succedendo in Italia, in Europa e nel mondo provando a demistificare il mare di menzogne che quotidianamente ammorba anche le menti più lucide e promettenti. Punto primo: il tormentone Berlusconi. Dopo la condanna in Cassazione l’ex premier famoso per le “cene eleganti” ha sbandato paurosamente. Incapace di elaborare una strategia coerente e razionale, il Cavaliere manda da mesi messaggi ambivalenti e inconciliabili nella speranza ,vana, di addivenire ad un compromesso accettabile “per il bene del Paese” (ciao core).  Come i lettori del Moralista sanno da tempo immemore con granitica certezza, invece, la massoneria reazionaria che governa questo mostro di Ue ha deciso di accompagnare Berlusconi a calci in culo fuori dalla porta. Nessun compromesso risulterà possibile. Al vecchio satrapo di Arcore non verrà riconosciuto neppure l’onore della armi sul presupposto, questo sì lucido e sensato, che per gettare definitivamente nella miseria più nera i ceti medi e proletari è indispensabile mandare ora al potere in Italia una figura fintamente nuova in grado di rilanciare un progetto di sterminio vecchio. Quel guascone di Renzi, già prono ai desiderata dell’ala più sanguinaria del potere continentale, è perfetto per completare con ferocia un disegno politico-criminale, perseguito da decenni, che mira in ultima istanza a destrutturare la civiltà occidentale per favorire il riemergere di un feudalesimo di ritorno. Non a caso Renzi rivaluta l’operato del governo Monti (“senza il professore l’Italia non sarebbe uscita dalla procedura di infrazione”), cita Ichino (“bisogna ripartire dalle sue proposte in tema di lavoro”) e si propone come tardo epigono di quel malefico blairismo che, in tutto il mondo civile, ha causato danni inenarrabili. Renzi è una specie di  reflusso gastrico, anacronistico e pericoloso, che condannerà l’Italia a vivere un altro decennio di agonia proprio mentre i Paesi anglosassoni, Stati Uniti in testa, ripensano criticamente agli anni bui della famigerata “terza via” al potere (in sintesi: partiti di sinistra che promuovono riforme economiche di estrema destra).  In questo senso è indicativa e salutare la dura battaglia combattuta con successo dall’ala liberal del partito Democratico americano per impedire al pessimo Larry Summers di succedere a Ben Bernanke alla guida della Fed, la banca centrale degli U.S.A. Summers, una specie di Mario Draghi d’oltreoceano, avrebbe significato continuità con quelle politiche pro-finanza e ammazza-popoli che hanno trasformato la globalizzazione da opportunità in dramma. Per tornare a Silvio. Dato per scontato che il suo tempo è comunque finito, nel caso volesse provare a salvare il salvabile, dovrebbe limitarsi a spostare dalla giustizia all’economia le tensioni che accompagnano endemicamente il cammino del governino Letta. Basta piagnucolare contro  i giudici cattivi. Berlusconi provi ad incalzare il premier sui temi della crescita, denunciando con chiarezza alcuni paletti pensati dall’Europa per fomentare una spirale recessiva dolosa e intenzionale. Berlusconi dica senza reticenze e ripensamenti che la rinata Forza Italia (alias “il ritorno dei morti viventi”) chiederà al governo di non rispettare il limite del deficit del 3% sul Pil, per altro già bellamente sforato dalla Francia di Hollande. Dica che le “persone contano più dei numeri”, denunciando al contempo i disastri provocati dalle politiche promosse dalla Troika. Solo così potrà mettere in difficoltà Renzi, che ha già giurato fedeltà alla Merkel, per assumere le sembianze  del vecchio leone indomito pronto a difendere il popolo da un “manipolo di tecnocrati non eletti che intende farmela pagare”. Si tratterebbe, come è ovvio, di una recita interessata. Considerato che Berlusconi, negli anni in cui si trovava a suo agio nei panni del maggiordomo al servizio della massoneria reazionaria, ha votato tutte le porcherie cucinate dalla euro-burocrazia ottusa. La gente non ha memoria e, quindi, potrebbe abboccare all’amo ancora una volta. L’effetto collaterale di una manovra di questo tipo, oltre a riabilitare parzialmente il Caimano agli occhi della Storia, servirebbe per diffondere una nuova consapevolezza sulla reale natura di alcuni consessi elitari che, come la Bce, decidono il destino di nazioni intere senza rispondere al controllo di nessun potere democratico e visibile. Lo schiaffone rifilato ieri da Gasparri a quel damerino di Olli Rehn, vicepresidente della Commissione Europea, rappresenta un buon punto di partenza (clicca per leggere). Punto secondo (e ultimo): lo stato dei media. L’informazione cartacea e televisiva continua a lavorare per la salvaguardia di interessi osceni e occulti. Con qualche timida eccezione. Lunedi, per esempio, il giornalista Iacona ha mandato in onda una interessante puntata di “Presa Diretta” in grado di testimoniare le inutili sofferenze provocate ad ogni latitudine dalle politiche di austerità. Ieri, invece, desideroso di ascoltare il prof. Alberto Bagnai, ho guardato fino alla fine la puntata del nuovo Matrix condotto da Telese. Un programma semplicemente osceno, senza capo né coda, saltuariamente ravvivato dagli improperi di Vittorio Sgarbi. Bagnai è intervenuto a notte fonda, dopo l’una, e per pochissimi secondi. Ha ripetuto i suoi soliti concetti, criticando la rigidità di una moneta, l’euro, che costringe i governi a moderare continuamente al ribasso i salari. In studio è perciò partito un breve quanto piatto dibattito sull’argomento. Solo il direttore De Bortoli, prudentemente, ha preferito non partecipare alla discussione. Tutti si sono concentrati su aspetti secondari e di contorno mentre a nessuno, Bagnai compreso, è venuto in mente di analizzare “politicamente “ i fatti, insinuando il dubbio sulle reali finalità perseguite attraverso alcuni provvedimenti apparentemente “neutri”. Possibile che gli economisti, i giornalisti e i politici che frequentano i soliti salotti televisivi siano tutti degli emeriti coglioni incapaci di capire che una recessione curata con il rigore diventa depressione? A nessuno viene in mente che  la storia è il susseguirsi di percorsi razionali elaborati da gruppi di uomini pensanti? Il complottismo non c’entra un fico secco. Basterebbe capire che il mondo non funziona a caso. E’ bene concentrare i prossimi sforzi in questa direzione.

    Francesco Maria Toscano

    18/09/2013

    Categorie: Politica

    6 Commenti

    1. [...] Cerchiamo di capire cosa sta succedendo in Italia, in Europa e nel mondo provando a demistificare il mare di menzogne che quotidianamente ammorba anche le menti più lucide e promettenti. Punto primo: il tormentone Berlusconi. Dopo la condanna in Cassazione l’ex premier famoso per le “cene eleganti” ha sbandato paurosamente. Incapace di elaborare una strategia coerente e razionale, il Cavaliere manda da mesi messaggi ambivalenti e inconciliabili nella speranza ,vana, di addivenire ad un compromesso accettabile “per il bene del Paese” (ciao core).  Come i lettori del Moralista sanno da tempo immemore con granitica certezza, invece, la massoneria reazionaria che Leggi la notizia [...]

    2. koichi scrive:

      Come ci si salva?

    3. alessandro scrive:

      Ad integrazione dell’ineccepibile articolo vorrei precisare:
      1)Nella trasmissione “presa diretta” è stata riportata molto bene la grave situazione economica e sociale del Portogallo vittima delle austerità, ma a mio avviso si è dipinta la Germania come il Paese del bengodi, della razza ariana europea più produttiva, che ha fatto le riforme e gli investimenti giusti, che investe nel sociale ecc., senza denunciare le numerose contraddizioni sulle politiche del lavoro di forte moderazione salariale (molti salari sono da fame, ci sono milioni di minijobs da 400€/mese e l’ex Germania Est è un serbatoio di lavoratori a basso costo) che costituiscono il successo di questo paese con la nota pratica di dumping salariale. Tra l’altro certi interventi la Germania li ha realizzati con investimenti pubblici sforando i parametri di Maastricht, quegli stessi investimenti che ora lo stato Kapò chiede di tagliare ai paesi del Sud-Europa;

      2)Berlusconi poco prima di dimettersi dal Governo rispose con una nota alle raccomandazioni della UE (ovvero alla famosa lettera della BCE di Mario Draghi di cui si è sempre negata l’esistenza), promettendo misure di stampo neoliberista, quali riforme delle pensioni, privatizzazioni e riforme del mercato del lavoro. In buona sostanza se non fosse arrivato Monti per realizzarle ci avrebbe pensato il buonpensante di Arcore. Ergo una tardiva denuncia delle politiche di austerità sarebbe più che una tragica commedia mossa da interessi contingenti, tanto più se pensiamo che la riforma costituzionale sul pareggio di bilancio è stata proposta proprio dal suo governo, con ministro dell’Economia Tremonti… che poi ha scritto anche un libro parlando di politiche keynesiane come se fosse un marziano venuto da un pianeta sconosciuto. Per approfondire basta leggersi il contenuto integrale della lettera per comprendere che rispecchia pedissequamente l’Agenda Monti, che tra l’altro è stata in parte attuata grazie al contributo fattivo del PDL
      http://www.repubblica.it/economia/2011/10/26/news/il_testo_della_lettera_alla_ue-23930250/
      3)Concordo che è il momento per il Cavaliere di lanciare delle belle bordate, dopotutto Berlusconi è abituato alle commedie ed è molto abile nella comunicazione (poi che ci vuole a convincere gli italiani?). Tra l’altro oggi non ha più niente da perdere, perché se ad ottobre del 2011 si è dimesso per evitare il tracollo del titolo Mediaset (che, notizia di oggi, guarda caso registra un discreto ribasso), dopo la multa di 541 milioni applicata per effetto della sentenza sul lodo Mondadori (per scongiurare la quale Berlusconi si è candidato nel ’93) cos’altro gli rimane? Oltretutto possiede mezzi d’informazione tali che, se usati bene, potrebbero essere assai incisivi per farla pagare cara e levarsi qualche sassolino dalla scarpa! Cado io, ma cadete tutti assieme a me. Fra poche ore sapremo il contenuto del discorso… staremo a vedere

    4. Petronius scrive:

      Sono d’accordo su tutto e ripeto che fino a qualche mese fa non me lo sarei mai aspettato da “area” massonica (so che non sei massone ma che sei vicino).

      Spero che la vostra associazione nasca al più presto.
      Le idee chiare sull’analisi ci sono senza dubbio; sul “che fare” vedremo, ma penso che nessuno abbia la pappa pronta e si deciderà anche in base al contributo di opinione di tutti.

    5. leopoldo scrive:

      ma ho i miei dubbi su reggìe così accurate, più che altro perché sono difficili e a nessuno piace faticare ;-(
      ad esempio i giornalisti non approfondiscono gli argomenti non tanto perché non sono capaci ma + per pigrizia, poche persone li leggono e ancor meno capiscono archittetture logiche e macchinose (articolo precedente sulla differenza tra politica e tecnica);
      Su b. concordo con che dice che è pieno di risorse: effettivamente lui e il suo manipolo di pretoriani per vent’anni hanno fatto di tutto per smantellare lo stato sociale, indebolire strutture assistenziali, eliminare le risorse della rex pubblica, ieri ha pure dichiarato che lui impedisce e impedirà un qualsiasi possibile gorverno alternativo al suo (questo è il senzo delle sue parole); secondo me non siamo a una resa dei conti con b. ma il suo gruppetto che buttatto fuori dalle poltrone di governo si prepara a scontrasi con gli altri gruppi di potere per gestire l’inpoverimento classi sociali e insediarsi come elite privileggiata per appropriarsi e disporre di tutte le risorse possibili.
      le massonerie e assai di + i gruppi che vanno hai convegni, tipo Cernobbio, vorrebbero con più aritmetica precisione come il calcio scommesse di itallica abitudine, ma sanno benissimo che possono imporre una tendenza, colpire una micro realta, ma non determinare a priori in ogni minimo dettaglio gli effetti. Guarda gli effetti su internet è un continuo aprire possibilità di comunicazione e subito dopo porre chiavistelli. La manovra di impoverimento sociale sta funzionando meglio di quanto si aspettassero (pochi ne caspiscono le finalità) finirà solo quando non ci sarà + un freno di controllo sociale se non l’autoritarismo. Già oggi il lavoro è gestito con un misto di connivenza, superficialità, intimidazione, sfruttamento (mi riferisco ai grandi gruppi impreditoriali); succede che gli individui imparano a comportarsi in un certo modo così si adeguano a certe regole, una persona che conoscevo dall’infanzia mi disse qualche anno fa riguardo al lavoro ‘in italia bisogna sapersi adeguare’ quando aveva 15-20 anni sarebbe inorridito a tale pensiero

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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