Ripubblico oggi, 1/10/2013, a beneficio di coloro che “pongono il mondo a caso“, un pezzo profetico scritto in un torrido pomeriggio di Agosto. Gli idioti chiamano “complotto” alcune progettualità umane oramai palesi e scoperte. Tutto accade alla luce del sole. Non capisce solo chi non vuol capire. Buona lettura

     

    Berlusconi ha sentito il bisogno di rivendicare la leadership del Pdl-Forza Italia perché, al di là delle untuose dichiarazione di fedeltà, sa benissimo che una parte consistente dei suoi dirigenti sta affilando i coltelli per fargli fare la fine di Cesare. Napolitano, presidente della Repubblica e vero segretario politico del Pd, è estremamente dannoso per la salute democratica del nostro sventurato Paese ma lucidissimo nel tessere trame di potere razionali e difficilmente scalfibili. Questo per dire che l’ostentata freddezza palesata da Letta, Napolitano e dall’intero Pd nei confronti della sorte personale del (ex?) capo del centrodestra è frutto di una precisa e meditata scelta politica che presuppone una circostanza non ancora venuta alla luce: l’ala dialogante del Pdl cioè, in attesa di capire se Berlusconi troverà il coraggio per davvero di dichiarare guerra al Sistema, si è già consegnata disarmata nelle mani di Giorgio Napolitano. I vari Alfano, Matteoli, Gianni Letta, Quaqliariello, Lupi e altre simili mediocrità, fingono di difendere il loro leader morente in tempo di pace, avendo in realtà occultamente già garantito a chi di dovere di abbandonarlo un secondo dopo l’apertura delle ostilità. Letta e Napolitano non hanno nessuna intenzione di incrinare un equilibrio di potere che, nonostante i continui disastri combinati, li mantiene al vertice della piramide. E se per davvero Napolitano pensasse che l’unica via per rimanere potente e adulato fosse quella di permettere l’agibilità politica del Cavaliere rimasto senza cavallo, di sicuro avrebbe immediatamente contemplato come fattibile qualsiasi ipotesi irrituale e ai limiti della legittimità costituzionale (già in passato, mentre infuriava il caso Why Not, non si fece scrupolo nel chiedere “le carte” alla Procura di Salerno che indagava sui colleghi di Catanzaro). Se Napolitano invece non intende esporsi più di tanto per difendere il vecchio satrapo milanese, vuol dire che evidentemente lo  ritiene superfluo ai fini della conservazione della poltrona sua e di quella del suo pallido ventriloquo Enrico Letta. E questa consapevolezza non avrebbe potuto sedimentarla nel caso in cui non avesse già nell’ombra raccolto unanimi attestazioni di cieca obbedienza da parte di quell’ala governista del Pdl pronta a tradire il Biscione per recitare in tv il copione tendente a dipingerli come “responsabili che si oppongono ad una pericolosa crisi di governo per non assecondare un salto nel buio che non farebbe il bene del Paese”. Questi ipocriti cicisbei, il tempo dirà se mi sbaglio, hanno già pronta la  formuletta vuota da recitare in televisione a beneficio dei gonzi che pensano per davvero che l’Italia stia uscendo dalla crisi grazie a Monti prima e a Letta ora. Chi dice che il popolo punirebbe i temerari che osassero staccare la spina all’attuale governo, odiato almeno quanto quello precedente, mente sapendo di mentire. Sentivamo le stesse fesserie quando, ai tempi del divino Monti (sembra passato un secolo anziché pochi mesi), tutte le prezzolate grandi firme del giornalismo italiano paventavano scenari tenebrosi e tristissimi pronti a raggelare gli empi tentati dallo sfiduciare il salvatore bocconiano mandato dal Padre spirituale (Mario Draghi) per redimerci dal peccato. Le cose, ricorderete, andarono in maniera esattamente opposta. Quell’ottuso di Bersani, così miope da sostenere il governo dei tecnici fino all’ultimo, fu sonoramente bocciato dagli elettori. Mentre Berlusconi, smarcatosi con invadibile tempismo, riacquistò il consenso popolare proprio rinnegando furbescamente e fuori tempo massimo un esperienza ritenuta fallimentare dal mondo intero, esclusi gli stretti congiunti di Monti e i suoi fratelli di loggia pronti a decantarne il prestigio all’estero con apprezzabile zelo. Come ripeto da tempo, a Berlusconi non restano molte strade: o cade in battaglia, da uomo, assumendosi la responsabilità storica di spiegare con dovizia di particolari la vera natura del potere massonico reazionario che occupa la Ue per diffondere miseria e fame, o esce di scena come un Forlani qualsiasi, con la bava alla bocca e pronto a farsi rieducare attraverso la richiesta dei servizi sociali alternativi al carcere. In nessuno dei due casi conserverà il suo potere. Può però ancora difendere la sua dignità e il suo decoro (ammesso naturalmente che ne abbia), meritandosi così in extremis dalla storia quella clemenza negatagli dalla Corte (di Cassazione).

    Francesco Maria Toscano

    Articolo del 20/08/2013

    http://www.ilmoralista.it/2013/08/20/bruto-alfano-e-cassio-gianni-letta-preparano-la-fine-di-cesare/

    Categorie: Attualità, Politica

    10 Commenti

    1. [...] Berlusconi ha sentito il bisogno di rivendicare la leadership del Pdl-Forza Italia perché, al di là delle untuose dichiarazione di fedeltà, sa benissimo che una parte consistente dei suoi dirigenti sta affilando i coltelli per fargli fare la fine di Cesare. Napolitano, presidente della Repubblica e vero segretario politico del Pd, è Leggi la notizia [...]

    2. ampul scrive:

      La “storia” si ripete… Sempre!

    3. Lottie Knapp scrive:

      Se si tiene presente il precedente lo schema è abbastanza chiaro: a fine 2011 Giorgio Napolitano nominò Mario Monti senatore a vita e diede il via alla stagione nella quale ancora viviamo, quella delle larghe intese per garantire ai nostri creditori europei che i loro soldi torneranno indietro. Ieri il capo dello Stato ha nominato quattro nuovi senatori a vita dando avvio ad una sorta di ritorno alla normalità attraverso la sterilizzazione del potere di ricatto di Silvio Berlusconi. La manovra è così ben congegnata che ha provocato reazioni dure persino in chi di solito adotta un vocabolario meno aggressivo: “Napolitano da due anni gioca un ruolo politico, non è più il garante della Carta”, ha detto il comunista Paolo Ferrero. Questi nuovi quattro voti anti-B. a palazzo Madama sono, infatti, tanto un segnale al ceto politico che un cambiamento fattuale nelle dinamiche parlamentari. Ecco perché.

    4. Petronius scrive:

      Complimenti per le previsioni azzeccate con anticipo di vari mesi.
      Continuo a dubitare che Berlusconi si trasformi improvvisamente e decida di rivelare le trame massonico-reazionarie, ma c’è un punto: in questo momento è fragile, ha bisogno di aiuto da parte di tutti e forse in queste condizioni delle persone di un certo livello potrebbero riuscire a fargli capire che almeno per l’ultima grande battaglia (e sarà l’ultima per forza, vista l’età) sarà necessario abbandonare le tattiche da furbetto opportunista in favore, finalmente, di visioni ideali di più alto respiro.

    5. Ulisse scrive:

      Vorrei ricordare, comunque, che il Gran Cialtrone di Arcore e’ stato e ancora lo è un kapò della massoneria reazionaria nazi-fascista che ha portato il nostro Paese, ma non solo, in questa tragica situazione economici-politica.

    6. Petronius scrive:

      Avevo postato nell’articolo sbagliato. Riposto qui.

      Ore 13:40

      Berlusconi vota a favore del governo.
      Almeno una cosa l’ho indovinata io.
      Era abbastanza ovvio per la verità ma adesso bisognerà prendersi le proprie responsabilità e se non nasce nessn movimento di opposizione seria, o se alla peggio non si sostiene Grillo magari a denti stretti, saremo anche noi complici a tutti gli effetti.

    7. francesco scrive:

      purtroppo, “la voglia di vivere”, mi pare, abbia agito su questo uomo, berlusconi, che credo non dirà sull’euro nulla più di quanto abbia già detto poco tempo fà. ha vinto, ancora in lui, la voglia di “vivere alla grande”, ha preferito tutelare il futuro delle aziende che è connesso al futuro dei suoi figli, a cui più volte è stato invitato a pensare. IO, purtroppo, ingenuamente, ho sperato in lui, ho ritenuto che fosse l’unico, per potere, per comprensione, a poterci liberare, quantomeno a poter affermare in TV ciò che sta accadendo e ciò che accadrà in italia prossimamente. Ma non credo, ormai, che lo farà.
      a questo punto resterebbe il M5S, al quale di recente P. BARNARD si è nuovamente rivolto con speranza. in alternativa, quello che suggerisce PETRONIUS(movimento di protesta), che oggi non esiste.

      • Petronius scrive:

        Francesco, l’importante sarebbero le modalità di questo movimento. Non si può stare sul web, bisogna andare dalle associazioni, sindacati, fabbriche, case private, banchetti per strada a parlare faccia a faccia con le persone.
        Occorre della gente di alto livello culturale, dei volontari e tutti dovrebbero versare almeno un centinaio di euro al mese (minimo-minimo). Si potrebbe fare eccome ma per qualche motivo non si fa. Perché? E io una risposta ce l’avrei…

    8. [...] del potere, si stupiscono oggi del “tradimento” consumato dal nuovo capocuoco Angelino Alfano (clicca per leggere). Si rassegni Cavaliere. I massoni reazionari l’hanno già cucinata per bene e a fuoco lento per il [...]

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