Nel 2012 Monti assicurava: “ripresa nel 2013(clicca per leggere). Il 2013 è arrivato ma il Pil (cchiù Pil pe’ tutti!), nonostante le previsioni “scientifiche” del mago Monti do nascimento, continua a crollare (clicca per leggere). Che dite, le nostre illuminate classi dirigenti faranno ora finalmente autocritica? Archivieranno quindi, sulla base di un inconfutabile dato di realtà, le fallimentari politiche di austerità che deindustrializzano il Paese? Neanche per sogno. Se tutto va male, questa la filosofia sposata da Enrico Letta, significa che siamo sulla strada giusta. Se Monti diceva di pazientare fino al 2013 per cogliere i frutti dei “necessari sacrifici”, Saccomanni allunga le lancette fino al 2014 (clicca per leggere). Nel 2014, poi, statene certi, qualche altro apprendista stregone si prenderà la briga di assicurare che la ripresa è certa nel corso del 2015. In un Paese scialbo, pressappochista e senza memoria come l’Italia non è difficile prendere tutti per il culo all’infinito. Tanto nessuno mai risponderà delle sue malefatte. Nel leggere le diverse previsioni degli istituti di ricerca che certificano l’assassinio del “modello Italia”, mi torna alla mente un memorabile sketch del film “Signori si nasce”. Precisamente quello nel quale uno squattrinato barone Zazà (interpretato da un magistrale principe De Curtis) rinvia sempre a domani il pagamento di alcuni debiti arretrati: “ho detto domani ti pago. E domani ti pago mantengo ‘a parola(clicca per ridere). Vi hanno detto che la crescita ci sarà l’anno prossimo? E l’anno prossimo ci sarà la crescita. Non vale ricordare che hanno detto la stessa cosa anche l’anno scorso. Ieri è ieri e domani è domani. Sono due cose differenti. Punto. Chi insiste nel fare paragoni di questo tipo è un populista, un demagogo e uno sfascista. Due punti. I sofisti che criticano la legge di Stabilità non sanno che così facendo potrebbero turbare i mercati con ripercussioni molto gravi sul nostro sistema. Quindi tutti zitti per paura di svegliare il can che dorme. La politica economica del Paese, checché ne dicano Grilli e Saccomanni, non è equiparabile al meteo. La macroeconomia non risponde alle leggi del fato, ma riveste un ruolo ancillare rispetto agli obiettivi politici che si intendono realizzare. Non c’è bisogno di un genio per capire che i tagli alla spesa pubblica, il blocco degli investimenti e la riduzione dei salari con relativo crollo della domanda interna generano recessione prima e depressione poi. L’austerità espansiva, teorizzata da un clown come Alberto Alesina, è una barzelletta già abbondantemente ridicolizzata da premi nobel del calibro di Paul Krugman. Per far ripartire la crescita, e quindi i consumi, e quindi la produzione, e quindi abbattere la disoccupazione, è necessario varare una legge di Stabilità ispirata da una filosofia antitetica rispetto a quella abbracciata dal governo guidato dal burattino Enrico Letta. Al diavolo il limite del 3% nel rapporto deficit/pil, al diavolo il pareggio di bilancio e al diavolo la paranoica ossessione per l’ammontare del debito pubblico (che continua a salire nonostante le virtù di Monti e Letta). Sì ad un piano di investimenti da finanziare in deficit per migliorare ponti, strade, ferrovie e infrastrutture; sì ad un progetto  per la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici barcollanti con particolare riguardo per le zone ritenute ad alto rischio sismico; si ad un potenziamento delle reti ospedaliere con relativo ampliamento dei fondi destinati a garantire una vita decorosa alle persone non autosufficienti; sì ad un aumento del salario minimo garantito al fine di aumentare la domanda aggregata; sì alla predisposizione di un programma pubblico destinato a sostenere l’occupazione nella misura in cui il libero mercato non è in grado di assorbire autonomamente l’intera forza lavoro disponibile (impegno pubblico destinato in prospettiva a diminuire in misura inversamente proporzionale alla ripresa dell’economia provocata dalla adozione di interventi di natura “anticiclica”).  Le soluzioni per uscire dalla crisi esistono e sono già state sperimentate in passato con successo dai protagonisti del New Deal rooseveltiano. Non bisogna inventarsi nulla. Basta esprimere una classe politica che abbia a cuore l’interesse generale. Né Monti, né tantomeno Letta, uomini foraggiati e supportati da gruppi di pressione privati e famelici, potranno mai invertire questo tragico corso degli eventi. Entrambi sono stati selezionati ed ingaggiati con l’obiettivo di esasperare una infinita spirale di dolore, miseria e disperazione. Solo gli  ingenui possono credere di tutelarsi affidando al lupo la cura del gregge. E di ingenui in Italia se ne contano ancora a bizzeffe. Purtroppo.

    Francesco Maria Toscano

    5/11/2013

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. Giovanni scrive:

      Caro Toscano, ti toccherà scrivere queste cose fino alla fine,perché non ci sarà nessun cambiamento di rotta, sbatteremo contro un iceberg ed affonderemo, e qualche superstite, forse, sarà recuperato dalle sclialuppe inviate dal quel “ramo progressista” della massoneria, a cui sono vicini anche quelli di GOD. Del resto, credo che la massoneria “progressista” non aspetta altro, è troppo debole per combattere una guerra e l’unica strategia che ha adottato, paradossalmente, è accelerare e favorire il processo di distruzione in atto,teorizzando che a loro toccherà di ricostruire dalle macerie.
      Amen.

    2. davide scrive:

      questi keynesiani non allineati dell’ocse, non sanno che potrebbero far danno ovvero i mercati potrebbero reagir male a certe notizie: http://www.repubblica.it/economia/2013/11/05/news/ocse_benessere_2013-70255030/?ref=HREC1-4

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