Stiamo attraversando un tornante della storia molto stretto e pericoloso. La dittatura eurocratica dominante ha affinato gli strumenti per imporre il suo volere senza, formalmente, aggredire frontalmente alcuni pilastri che contraddistinguono una democrazia liberale degna di questo nome. Anziché impedire il libero esercizio del voto, i neonazisti di stanza a Bruxelles hanno preferito renderlo di fatto inutile. Che vinca la destra o la sinistra, in Italia, in Francia, in Germania, in Portogallo o in Grecia, guida sempre “il pilota automatico”, come peraltro candidamente spiegatoci tempo fa dal mefistofelico massone contro-iniziato Mario Draghi  (clicca per leggere). In aggiunta, per schiacciare sotto il tallone di ferro della Ue la testa del popolino inebetito, i carnefici in doppiopetto a capo di questa mostruosa costruzione comunitaria sono riusciti a far trionfare il pensiero unico pur continuando a garantire sulla carta libertà di parola e di espressione. Tutti possono parlare ma nessuno ha diritto di  ascoltare. I grandi media sono letteralmente monopolizzati da ascari del sistema, pagati a peso d’oro per veicolare falsità grossolane che appaiono vere solo nella misura in cui, come spiegava Goebbels, tutti fanno finta di crederci. Il neonazismo tecnocratico contemporaneo è così forte da potersi permettere il lusso di consentire che pochi uomini liberi diffondano un punto di vista differente. Qualsiasi verità, anche la più solare ed evidente, finirà comunque per morire annegata nel mare di menzogne costruite ad arte dai soliti architetti che manovrano nell’ombra. Per quanto esperti nell’arte di avvelenare i pozzi, però, neppure i vertici della massoneria reazionaria continentale possono impedire ai cittadini di maturare un crescente astio verso le élite determinato da un oggettivo peggioramento (in alcuni casi drammatico) delle loro condizioni di vita. Fate ora attenzione a quello che vi dico ed entrate con me nella mente del demonio che ci governa. Draghi, Monti, Merkel, Olli Rehn, Van Rompuy, Schauble  e compagnia, non dimenticatelo mai, perseguono un lucido piano di  matrice eugenetica: intendono cioè provocare dolosamente la morte per stenti, o l’assoggettamento schiavile causato da un condizione di disperata miseria,del più alto numero possibile di cittadini europei da trasformare in sudditi proni e ossequiosi nei confronti della nuova aristocrazia nera oggi imperante. Questo è il fine. E il fine non va confuso con i mezzi. L’euro, per quanto dimostratosi efficace nell’impoverire contestualmente molti Paesi fiaccati dalla “crisi”, costituisce soltanto un mezzo. Efficace, certo, ma pur sempre un mezzo. Ora i nazisti continentali sono chiamati a risolvere alcune spinose questioni: come continuare a bastonare le classi medie e proletarie senza correre il rischio che l’odio montante finisca per ipotesi con l’abbattersi contro le strutture sovranazionali responsabili dell’attuale genocidio? E ancora: come riuscire a mantenere un saldo controllo centrale delle politiche comunitarie in grado di resistere di fronte alla scontata avanzata elettorale di movimenti sempre più arrabbiati ed euroscettici? Questi sono gli interrogativi che aleggiano nelle segrete stanze del potere. Per comprendere come il Sistema abbia deciso di affrontare i rispettivi problemi vi invito a leggere con attenzione due interviste. La prima concessa da Prodi qualche giorno fa al giornalista Massimo Degli Esposti del Quotidiano Nazionale (clicca per leggere); la seconda, pubblicata oggi dalla Stampa di Torino per la firma di Tonia Mastrobuoni, destinata a raccogliere il pensiero illuminato dell’ex premier socialdemocratico tedesco Gerhard Schroder (clicca per leggere). Preliminarmente è bene ricordare che entrambi i soggetti in questione sono compartecipi e protagonisti dello sterminio in atto, avendo in passato fornito un supporto politico indispensabile per consentire che davanti agli europei si spalancassero le porte dell’odierno inferno. Non a caso Schroder, finito il lavoro sporco, è stato subito ricompensato con un ricco contratto di consulenza generosamente offertogli dal colosso russo Gazprom (clicca per leggere), mentre Prodi colleziona da una vita incarichi ben remunerati da parte delle più importanti banche d’affari del pianeta (clicca per leggere). Cosa dicono con invadibile sincronia questi due vecchi arnesi? Dicono che l’austerità non funziona. Bella scoperta, verrebbe da rispondere. Ma c’era davvero bisogno di dare fiato alle trombe per vomitare una simile banalità? Sì, e vi spiego il perché. Facendo finta di attaccare “l’ideologia dell’austerità”,in realtà, questi due masnadieri tentano surrettiziamente di blindare l’oligarchia al comando. Lo schema è sempre quello del poliziotto buono che prova a limitare gli eccessi del poliziotto cattivo, tattica già testata con successo al tempo della finta contrapposizione tra il capo della Bundesbank Weidmann e il banchiere centrale a vocazione cosmopolita Mario Draghi (clicca per leggere). In sintesi funziona così: quelli che recitano la parte dei duri (Schauble, Rehn, ecc.) tengono la vittima sott’acqua, facendola liberare un minuto prima che sopraggiunga la morte dalle “colombe” che possiedono un approccio più flessibile (Draghi, Hollande, ecc.). In questo modo i veri artefici e registi dell’Olocausto vengono per magia trasfigurati in salvatori della sacra Patria europea ed esposti all’omaggio delle folle riconoscenti ed adoranti. Leggendo le interviste di Prodi e Schroder si percepisce con chiarezza l’elemento tattico che permea le rispettive analisi. Prodi: “… Ma oggi ci sono solo i Paesi e uno solo al comando, la Germania. Anche la Bce, che pure, con Draghi, è l’unico potere forte europeo e ha fatto tanto, non è onnipotente. Ha uno statuto e la Bundesbank in consiglio”. Schroder: “Mario Draghi ha fatto un lavoro straordinario, ha strappato ai mercati il tempo necessario perché i governi facciano le riforme. Ora, però, è tempo che le facciano”. E’ chiaro il giochino? Dopo avere versato abbondanti lacrime di coccodrillo e baciato la pantofola del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi (ma la Bce di Supermario non è forse il braccio armato della Troika che ha devastato la Grecia?), cosa propongono nei fatti questi due residuati bellici addetti al rincitrullimento delle masse? Le famigerate riforme strutturali, of course (clicca per leggere). Diceva Abramo Lincoln:è possibile ingannare tutti per una volta o ingannare uno solo per tutta la vita. Ma non è possibile ingannare tutti per tutta la vita”. Fino a ieri pensavo avesse ragione. Temo sia arrivato il tempo di ricredersi…

     

    P.s. Ad un livello paesano, Saccomanni e Alfano recitano in sedicesimo la stessa commedia. Il primo fa lo sguardo cattivo (“non ci sono soldi per levare la seconda rata dell’Imu”), mentre Angelino Jolie si erge a paladino antitasse (“manterremo gli impegni”). La fortuna di ogni apprendista è quella di avere un buon Maestro.

    Francesco Maria Toscano

    6/11/2013

     

    Categorie: Politica

    8 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Sono pienamente d’accordo con l’amalisi; aggiungo che in contemporanea stanno partendo gli attacchi finali al Movimento 5 Stelle, ultimo quello di Sartori.

    2. leopoldo scrive:

      questo è un incontro che c’è stato lunedi in parlamento:
      http://webtv.camera.it/evento/4237

      qui alcuni commenti:
      http://www.gustavopiga.it/2013/arrestate-lincubo-dei-giovani-arrestate-il-grande-spreco/#comment-7091

      io direi che stanno cercando di parlare col m5s

      prima che il malessere abbia uno sbocco autoritario

    3. Bernie scrive:

      Ma perché l’attacco a Prodi?
      Ha detto che il deficit dovrebbe arrivare al 7%, non mi sembra che sotto sotto stesse favorendo le politiche di austerità.

      • il Moralista scrive:

        Ma può essere mai in buona fede chi dice che l’austerità non funziona e poi loda Mario Draghi, capo della Bce che insieme al Fmi e alla Ue ha devastato la Grecia e l’Europa? Tu crederesti a chi dice “il nazismo è brutto però Hitler ha fatto un lavoro straordinario?” Dai su, siamo seri…

    4. francesco scrive:

      buongiorno,
      è uscito il libro di gioele magaldi?

    5. fabioesani scrive:

      bell’articolo. una cosa però mi ha sempre confuso le idee. cosa ci fa un uomo dei poteri forti del bilderberg nella gazprom di putin??? per quel che ne so io Putin è uno dei pochi baluardi contro il NWO mondiale e percio dovrebbe aver poco a che fare con schoeder.

    6. [...] abbiamo già analizzato con riguardo ad alcune figure politiche fintamente critiche e progressiste (clicca per leggere). Mi sono accorto di preferire i malvagi a viso aperto anziché quelli propensi a versare di continuo [...]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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