Nel Paese dilagano le contestazioni. I “Forconi” sono scesi in piazza per manifestare rabbia e indignazione nei confronti di una classe dirigente, politica e informativa, che ha gettato volutamente nel pozzo nero della miseria migliaia di incolpevoli famiglie. In Italia, ma anche in Francia, si respira un clima pre-rivoluzionario, alimentato dalle contorsioni dialettiche di alcuni manigoldi di governo che abusano della pazienza popolare evocando una surreale ripresa economica che non c’è e non ci sarà. Le proteste che in queste ore stanno infiammando la Penisola hanno un sapore al tempo stesso tragico e antico. I dimostranti, a differenza di quanto accadeva nel recente passato, non sono mossi dal fuoco dell’idea. Non siamo cioè di fronte ad un nuovo ’68, stagione nella quale una giovane generazione cresciuta negli anni del boom economico riusciva ad imporre agli occhi della pubblica opinione nuovi modelli culturali. No. Gli uomini e le donne che oggi provano a farsi sentire sono mossi da esigenze primarie: il cibo e la sopravvivenza. Le scene alle quali increduli assistiamo ricordano semmai le atmosfere del 1898, anno della famigerata “protesta dello stomaco” repressa nel sangue a Milano dalle squadracce guidate da un avanzo di inferno come Bava Beccaris, generale assassino molto caro al cuore nero di Re Umberto. L’anarchico Gaetano Bresci, al cui ricordo la città di Prato ha inteso dedicare una via, impressionato dalla mattanza di Milano, si convinse allora circa l’indispensabilità del ripristino della giustizia violata attraverso la realizzazione di una atto dimostrativo effettivamente denso di significati simbolici: domenica 29 luglio 1900 Re Umberto moriva a Monza sotto i colpi di rivoltella esplosi proprio dal giovane filatore pratese. I nostri governanti, etero-diretti dall’esterno da occulti burattinai, hanno distrutto le fondamenta della nostra civiltà creando consapevolmente un clima di caos e tensione. Come ebbi modo di dirvi molti mesi fa, l’attuale crisi economica, alimentata artificialmente da una élite massonica di ispirazione reazionaria (che si esprime per bocca dei vari Draghi, Monti e Olli Rehn), precede giocoforza l’imminente collasso democratico (clicca per leggere). I massoni contro-inizati che nell’ombra guidano tale processo storico sanno perfettamente quello che stanno facendo. Non sono affatto spaventati dalla possibilità che il clima si avveleni ulteriormente. Al contrario, così come già accaduto in Grecia, i padroni del vapore non vedono l’ora che la protesta degeneri in atti di stupida, sconsiderata ed episodica violenza, utili per legittimare quella consequenziale stretta autoritaria e antidemocratica che le élite al potere preparano da tempo con metodo e pazienza. Per questo, per quanto disperati e afflitti, tutti i cittadini italiani per bene, vittime indifese e raggirate di questo nuovo Olocausto apparecchiato da una genia di nazisti tecnocratici e ipocriti, devono conservare la calma senza mai indulgere di fronte alla tentazione di ricorrere alla violenza. Sappiate che i vostri carnefici non aspettano altro. Plaudo invece all’iniziativa di Beppe Grillo, autore di un post lungimirante e saggio nel quale chiede alle forze dell’ordine di “fraternizzare” con i dimostranti (clicca per leggere). Il capo del Movimento 5 Stelle si rivolge ai responsabile dell’ordine pubblico. Io credo sia giusto non soltanto parlare alla “divisa” ma anche e soprattutto  all’uomo che la indossa. I militari, strumentalizzati da un potere sadico, ingordo e perverso, sanno che le piazze italiane sono oggi composte prevalentemente, non da facinorosi estremisti, ma da gente comune esasperata dal bisogno. In mezzo alla folla anche voi, difensori di uno Stato che ha smarrito la bussola, incrocerete gli stessi occhi del vostro anziano padre pensionato al minimo, di vostra madre che non riesce a far quadrare i conti, di vostro figlio disoccupato e senza prospettive e di vostro fratello emigrato in terre lontane e inospitali per inseguire una fortuna che costa lacrime e solitudine. Non dimenticatelo.

    Francesco Maria Toscano

    10/12/2013

    Categorie: Editoriale

    19 Commenti

    1. alessandro scrive:

      mi aspettavo un tuo articolo sul tema
      mi ha piacevolmente colpito vedere ieri a Torino che i poliziotti si sono tolti il casco e hanno seguito il corteo assieme ai manifestanti, un episodio di alto valore civile, che tende a smorzare tensioni, scoraggiando le teste calde e ad allontanare antiche tentazioni di strategie della tensione. La mia più sentita stima ed un immenso grazie agli Agenti che hanno compiuto questo gesto che definirei “disarmante”

      • Lorenzo scrive:

        In quegli episodi i poliziotto hanno rimosso il casco dopo aver constatato la non necessità di indossarlo. Questo è quanto è stato reso noto dal corpo di Polizia

        • il Moralista scrive:

          Cosa c’è di eversivo nel chiedere alle forze dell’ordine di fare fronte unico contro una oligarchia assassina, sanguinaria, corrotta e famelica?

          • Lorenzo scrive:

            Comprendere e rispettare le ragioni di una protesta come questa penso sia un obbligo per chiunque nessuno escluso, ma messaggi e modi che stanno passando in queste ore si portano dietro una spinta che ha del reazionario, non del rivoluzionario. anche la storia recente ha dimostrato che proteste nate per sacrosante ragioni, se non sono governate come dovrebbero, possono facilmente andare fuori controllo e portare risultati peggiori. Quando la rabbia è troppa poi la ragione viene meno

            • il Moralista scrive:

              Lorenzo, mi interessa la tua analisi. Mi spiegheresti meglio cosa distingue un fermento reazionario da uno rivoluzionario e, dipoi, perché quello odierno rientra nella prima lista?

              • Lorenzo scrive:

                Provo a spiegare. Quando dico che mi sembra reazionario come modo di veicolare la protesta intendo dire che intravedo un punto in cui l’esasperazione generale offusca di punto in bianco la vera ragione per cui va uniti a protestare (a cui riconducono l’idea di rivoluzione), e a quel punto la sola cosa che conta è la rabbia, rabbia che serve a garantire un livello di tensione che deve rimanere alto. Se però decido che oltre a essere soltanto arrabbiato devo anche riflettere su come uscirne, la protesta mi si ritorce contro, perché conta solo sentirsi arrabbiati e indignati.

              • Incognitus scrive:

                Francesco, una cosa è Casa Pound, un’altra Forza Nuova.
                La prima è una formazione di fascistoidi “semplici”; la seconda è qualcosa di diverso e se vi informate un attimo capirete che è gente non da naso ma da super naso, non dei semplici fascisti.
                Si quis habet aures audiendi…ma anche “oculos videndi”…scegliete voi ma stateve molto accuorti.

              • il Moralista scrive:

                Non ho capito, se vuoi provare a spiegarti meglio. Chi è che dovrebbe stare “accuorto” e perchè?

              • Incognitus scrive:

                Ti chiedi cosa distingue un fermento reazionario da uno rivoluzionario?
                Ti sto dicendo che stai mettendo nello stesso calderone del reazionario delle cose molto diverse. Se aderisce la destra può andare ma se quella destra, come è stato, è FN sei di fronte a qualcosa dal quale stare accuratamente alla larga.
                Poi non importa o forse lo si capirà in seguito.

              • Ugo scrive:

                Che chi ha in mano la dirigenza mi aiuti a stare alla larga da FN facendo cose che non mi spingano verso di essa. O magari anche solo non facendo cose che mi spingano verso di essa. Ad esempio… Ma no, dai, che non voglio annoiare: una di quelle cose la sapete già. Diversamente, muoia Sansone con tutti i Filistei.

    2. Luca scrive:

      Le prese di posizioni trasversali da destra a sinistra contro le parole di Grillo, fanno capire bene come abbiano, in un certo senso, paura e siano pronti alla repressione (da domani mi aspetto un escalation di violenze e scontri, anche dopo le parole di Alfano in uscita proprio ora). Il peggiore di tutti è il leader di SEL.

    3. Luca scrive:

      Ho visto un servizio di un telegiornale dove alcune persone si lamentavano del traffico causato dalle proteste. Ma che società si è costruito? Sono persone o animali che tendono soltanto all’istinto primordiale egoico? Dante avrebbe fatto fatica a trovare un girone infernale per loro: ” Gli automobilisti incazzati” o “gli automi guidati dalle automobili”? Ardua scelta.

    4. Lorenzo scrive:

      Lungimirante e saggio? Questo è incitare all’eversione, lo dicessi io finire dritto in galera

    5. [...] Nel Paese dilagano le contestazioni. I “Forconi” sono scesi in piazza per manifestare rabbia e indignazione nei confronti di una classe dirigente, politica e informativa, che ha gettato volutamente nel pozzo nero della miseria migliaia di incolpevoli famiglie. In Italia, ma anche in Francia, si respira un clima pre-rivoluzionario, alimentato dalle contorsioni dialettiche di alcuni manigoldi di governo che abusano della pazienza popolare evocando una surreale ripresa economica che non c’è e non ci sarà. Le proteste che in queste ore stanno infiammando la Penisola hanno un sapore al tempo stesso tragico e antico. I dimostranti, a differenza di quanto Leggi la notizia [...]

    6. Rodion scrive:

      Certo che quando Beppe si firma si fa riconoscere.

      Non è chiaro chi si sia avvicinato e cosa gli abbiano detto: c’è solo un fatto incontrovertibile: il blog ha il suo nome e deve riprendere in mano la comunicazione del MoVimento.

    7. nessuno scrive:

      Sono perplesso.
      L’approccio ‘soft’ con il quale si permette, da parte dell’ordine costituito, di far scorrazzare gente che fa chiudere negozi, mercati, strade e urlare frasi sconnesse (è lecito, siamo in democrazia) del tipo ‘vadano tutti a casa perché vogliamo nuove elezioni’ (non si sa se ridere a crepapelle o mettersi a piangere di fronte a tanto acume politico) può evidentemnte far parte di una acuta strategia ‘della tensione’, vecchio ritornello dello stato fascista che siamo dal 1861.
      E va bene.
      Ma scusi, Moralista, asserire che Grillo avrebbe fatto bene, nel suo blog, a fomentare la disobbedienza civile della polizia mi sembra un punto debole del suo ragionamento.
      Qui siamo, forse, di fronte ad una sollevazione popolare. Non si può fare gli equidistanti, mi scusi. O si lavora, si pensa, ci si sbatte scusi il termine, per l’ordine pubblico e per la preservazione delle istituzioni rappresentative sulle quali si regge lo Stato (e che ci fanno ancora a piede libero tanti scalmanati e violenti? e perché Grillo non è stato denunciato da qualcuno per istigazione?) oppure si scende in piazza, si prendono delle sane spranghe e ci si mette a menare a fianco dei forconi e come va va.
      Seguo con interesse il suo blog ma mi pare che siamo al salottismo, mi scusi ancora, alle volte.
      Questi forconi – ed è forse quello che qualcuno dietro le quinte vuole – vogliono che si scelga nettamente e che, per una volta, si stia di qua o di là, non le sembra?
      Cordialmente, un suo follower.

      • il Moralista scrive:

        Caro Nessuno, tengo a precisarle che io non sono “Polifemo” anche se mal sopporto lo strabismo e il salottismo. Io non credo che “l’ordine costituito” fomenti volutamente i Forconi per alimentare “la strategia della tensione” (addirittura?). Semplicemente molta gente ha fame e, avendo fame, urla. Mi pare abbastanza “salottiero” il suo di ragionamento che, nel criticare le parole d’ordine de I Forconi, tradisce un malcelato elitarismo. Cosa dovrebbero gridare in piazza anziché “tutti a casa”? Frasi estrapolate da i sonetti del Foscolo per esempio? Io non sono affatto equidistante. Io sono dalla parte di chi protesta e contro quelli che hanno consapevolmente creato le condizioni economiche utili per esasperare il quadro democratico. Dopodiché sono contrario all’utilizzo della violenza fino a quando l’ordine costituito rispetterà i confini della legalità costituzionale. In Grecia questi confini sono stati già abbondantemente superati. Ripeto, Grillo ha fatto bene a chiedere alla polizia di fraternizzare con i manifestanti. Il potere politico, comandato dai massoni nazisti di Bruxelles, intende continuare ad uccidere la gente a colpi di austerity. Evidentemente pensano poi di reprimere il dissenso usando il pugno di ferro. Una eventuale presa di posizione in senso democratico della forze armate può rappresentare un valido deterrente in gradi di scongiurare l’imminente deriva autoritaria. E se poi per davvero lo scontro dovesse polarizzarsi fino al punto da determinare scenari degni della Rivoluzione Francese, vorrà dire che ogni sincero democratico e progressista assalterà la sua Bastiglia. Un caro saluto, Francesco

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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