Ricevo e volentieri pubblico

    Santità,

    con umiltà e fiducia ci rivolgiamo a Lei, confidando pienamente nell’azione dello Spirito Santo che è Dio attivo in noi, certi che vorrà sostenerci con la preghiera ed aiutarci con azioni efficaci a risolvere il drammatico problema della crisi occupazionale, finanziaria, morale e politica che ha stravolto la nostra nazione Italiana e dalla quale non intravvediamo alcuna via d’uscita.

    Così come Lei è stato capace di riunire di recente tutte le persone di buona volontà nel mondo nella medesima preghiera e penitenza, per scongiurare il pericolo di un imminente conflitto la cui portata sarebbe stata devastante, allo stesso modo Le chiediamo di compiere un atto di carità elevando  la Sua voce per portare all’attenzione del mondo intero lo scempio che viene in Italia fatto del sacro diritto al lavoro.  Ci aiuti Lei, Santo Padre, a far capire al mondo la gravità della nostra condizione di piccoli e medi imprenditori, artigiani, commercianti, industriali, costretti a licenziare i lavoratori e a chiudere le attività produttive a causa di tassazioni insostenibili e leggi insensate, che perseguono le illecite mire espansionistiche di insensibili oligarchi prepotenti.

    La nostra nazione è in rovina, e sacrifici di generazioni e generazioni di Italiani sono spazzati via con noncuranza, freddezza e cinismo. Lo spettro della povertà aleggia sull’Italia. Molti , troppi, hanno già pagato anche con la vita questa spartizione delle quote dei mercati che persegue il potere fine a se stesso, pretendendo di condizionare e sottomettere mediante un pianificato e sistematico impoverimento popoli liberi e civiltà. Ciò che nelle premesse sarebbe dovuta essere una più equa distribuzione delle ricchezze si è tradotta nei fatti in una iniqua aggiunta di nuove povertà su povertà  consolidate sia in Italia che in altre nazioni del mondo.

    Santità, la povertà ha una sua dignità certamente ma tuttavia non è una benedizione. Non sono una benedizione i lavoratori disoccupati e inoccupati, non sono una benedizione gli imprenditori suicidi, non sono una benedizione le famiglie disgregate, non sono una benedizione i giovani sbandati, non sono una benedizione gli anziani non curati perché economicamente non più conveniente, non sono una benedizione i figli non nati a causa di tremendi disagi finanziari e mancanza di prospettive future. Lo stato delle cose in Italia è oltre il limite, oltre il punto di non ritorno, e la nostra società ha bisogno di un aiuto umanitario autorevole. Vogliamo lavorare, Santità, vogliamo vivere sentendoci apprezzati, vogliamo sperare di poter essere ancora parte di una società sana, vogliamo poter essere di aiuto alle nostre comunità, ma non ci è più consentito di fatto.  Questi sono solo alcuni numeri che lo dimostrano:
    •167 imprenditori sono morti per suicidio nel solo periodo giugno 2012-giugno 2013. Nel corso del 2013, a tutt’oggi la sconfortante conta è di 120 suicidi per motivi di insopportabile disagio economico, il 45% dei quali sono  imprenditori. Salgono complessivamente a 209 i suicidi registrati in Italia per motivazioni economiche dall’inizio del 2012 ad oggi.
    •Nei primi dieci mesi del 2013 sono cresciuti inoltre i casi di suicidio tra i disoccupati: si pensi che sono già 46 i suicidi tra i senza lavoro contro i 28 registrati nell’intero 2012.Vi è un forte indice di mascolinità fra i suicidi e i tentativi di suicidio.

     

    I dati sottolineano le gravi difficoltà di un segmento della popolazione, quello dai 45 ai 64 anni, che raccoglie soprattutto imprenditori e artigiani, maggiormente esposti alle difficoltà di accesso al credito e colpiti  dall’attuale contrizione dei consumi e dalla concorrenza di merci e servizi prodotti in nazioni non soggette alle più svariate limitazioni  vigenti in Italia e in Europa, forniti a basso costo. In questa fascia di popolazione ritroviamo anche gli esodati, una nuova, aberrante categoria per la quale si è reso necessario coniare un neologismo, generata dalla recente riforma delle pensioni Fornero, composta di disoccupati over 50 senza più alcuna fonte di reddito né da lavoro né da previdenza sociale (fonte Link Lab, Centro studi e ricerche socio economiche dell’università Link Campus University).
    •Nel corso dell’anno 2012, con un incremento del 2,2% sull’anno precedente, le aziende italiane perse sono state 104.000, delle quali 12.000 per fallimento, 90.000 messe in liquidazione, 2.000 per procedure non fallimentari.
    •Nel 2013 si sta procedendo con lo stesso trend, ovvero la chiusura di mille imprese al mese.(fonte dati Cerved)

     

    Questi sono altri numeri della crisi:
    •100 mila abitazioni mandate all’asta, e altrettante famiglie private della propria abitazione di famiglia, nel quinquennio 2008-2012, con un aumento del 75%.
    •426.000 abitazioni pignorate nel triennio 2009-2012, sottoposte a procedure esecutive di Equitalia.
    •Nel solo triennio 2010-2012 c’è stata un’impennata di italiani che si sono rivolti ai Centri Caritas al  33,3%, quindi uno su tre, e questo dato non accenna a diminuire.
    •Nel primo quadrimestre 2013 sono stati 2.589 i sequestri totali effettuati da Equitalia (il 28,3% su immobili) contro i 5.222 pignoramenti di case, di beni immobili e mobili registrati in tutto il 2012. (fonte Adusbef e Federconsumatori)
    •Pressione fiscale, nel 2013 si è attestata al 43,8%: un rialzo di 1,3 punti percentuali rispetto al 2012 e di 4,7 punti sul trimestre precedente (fonte ISTAT)

     

    Non ci è umanamente più possibile, davanti al cinismo e all’indifferenza di chi ci governa, continuare a sentirsi Italiani, cittadini della nazione che abbiamo contribuito a costruire e a far prosperare. Non è più possibile, Santo Padre. Noi ci arrendiamo, alziamo bandiera bianca e chiediamo la Sua protezione. Noi italiani non abbiamo più né i mezzi né le forze per reagire a questa condizione con gli strumenti consentiti dalla democrazia. Non abbiamo più nulla a che vedere con questa nazione Italiana, che non ci ama, non ci vuole, respinge ogni iniziativa costruttiva e non ci permette più di vivere in dignità, mediante il frutto del nostro lavoro, delle nostre fatiche quotidiane. Siamo come pecore al macello, chiuse in un recinto mentre da fuori ci stanno sparando. Non potendo quindi più sopravvivere dignitosamente, pur mantenendo  ancora ciò che nessuno può toglierci con gli strumenti politici ovvero le nostre facoltà decisionali, le nostre capacità e il nostro spirito imprenditoriale, il nostro know-how e la nostra creatività, è nostra intenzione mettere a disposizione queste nostre intime risorse a quanti nel mondo hanno bisogno di migliorare le proprie condizioni sociali e lavorative, rinunciando alla cittadinanza italiana, disposti a trasferirci dove saremo certamente più apprezzati e più utili.

    Non possiamo più sentirci italiani, Santo Padre, figli e popolo di questa nazione che ci respinge e ci emargina mediante i frutti delle azioni sbagliate di governi delegittimati, queste leggi che ci privano a vario titolo della sovranità di popolo. Noi siamo già profughi di fatto entro i nostri stessi confini, pertanto noi cittadini italiani, onesti e lavoratori, sottoscriviamo la presente richiesta di asilo politico allo Stato Vaticano per ragioni umanitarie.

    Laura Madrigali,

    Presidente Nazionale Forza Popolare

    Per aderire all’iniziativa contattare la seguente mail: byebyeitaly.asilopolitico@forzapopolare.it

     

     

     

     

     

    Categorie: Italia

    4 Commenti

    1. Blu scrive:

      Dalla padella alla brace

    2. Diego scrive:

      Ho condiviso e condivido le smargiassate di scherno, comuni alla mia generazione (32) e a quelle più giovani, rivolte a tutto ciò che (sia detto goliardicamente e senza intento provocatorio) “puzza di sagrestia” (in quanto tale!!)

      Tuttavia, le letture di questi ultimi anni, tra cui quelle del Moralista, noto credente di formazione cattolica, mi hanno insegnato a portare enorme rispetto (sul piano pubblico) verso chi agisce in modo schietto e benemerito, ed è senz’altro il caso della scrivente Laura Madrigali.

      Dico sul piano pubblico, perchè sul piano privato ho sempre, ovviamente, empatizzato e rispettato qualsiasi essere umano in quanto tale (pazienza se ordinato o fervente cattolico), continuando però a bestammiare, se in compagnia di altri atei frequentatori di taverne come me

    3. Ugo scrive:

      Forse mi sono distratto, forse ho equivocato, ma mi pare proprio che tra gli affamatori sia compreso pure quello stato extracomunitario che non esita a mungerci per il proprio bieco tornaconto. Direi che la supplica è rivolta verso un obiettivo assai poco commendevole. Un obiettivo che meriterebbe ben altri trattamenti che una supplica. Diciamo qualche trattamento un po’ più “energico”. In stile garibaldino, magari.

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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