imagesDomani sera, in un clima surreale, molti italiani ascolteranno l’ennesimo vuoto sermone del Presidente-rieletto Giorgio Napolitano. Una vera tortura per tutti gli uomini liberi e onesti che hanno vissuto, impietriti e impotenti, l’Italia dell’ultimo decennio. Il Presidente della Repubblica attualmente in carica ha distrutto tutto quello che poteva distruggere: il benessere economico, il rispetto delle procedure, la democrazia parlamentare, l’autonomia dei partiti e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sono già uno sbiadito ricordo. Cosa volete che dica il nostro “indispensabile” Presidente? Dirà che, dopo averlo categoricamente escluso, ha accettato il secondo mandato solo per senso di responsabilità; dirà, ben comodo all’interno delle lussuosissime stanze quirinalizie, che i sacrifici hanno fatto bene all’Italia; dirà, imitando inconsapevolmente i bambini viziatelli, di essere pronto a dimettersi di fronte alla sordità delle forze politiche. Non mancherà poi di condire il certo vaniloquio con anacronistici moniti, ridicoli ammonimenti e pelosi rincrescimenti. In tarda età Napolitano si è perfettamente calato nei panni dell’uomo destinato a salvare il Paese. In realtà è vero l’esatto contrario: la salvezza dell’Italia passa per l’allontanamento di Napolitano. Ma tutto questo Giorgio, come l’Alice cantata da De Gregori, non lo sa. In ogni caso, a meno che non vogliate farvi quattro amarissime risate, sappiate che è assolutamente inutile ascoltare l’ennesimo discorso di fine anno di King George. Al limite, giusto per non perdere quel po’ po’ di sceneggiatura all’uopo organizzata, sarebbe da prendere in seria considerazione l’idea di trasmettere l’orazione del Re (appositamente sottotitolata) soltanto su Das Erste Deutsche Fernsehen, ovvero il  principale canale televisivo della nuova madrepatria germanica. Oltre al contro-discorso di Beppe Grillo, domani sera sarà on-line su queste pagine anche uno speciale di fine anno curato da Il Moralista, felice di raccogliere apposito invito avanzato dagli amici di Forza Popolare Laura Madrigali e Massimo Merighi, (clicca per leggere) in nome e per conto di molti cittadini oramai esausti dalla inconcludenza di una classe politica pronta a svendere la dignità del nostro Paese pur di rimanere avvinghiata al potere. L’Italia è ancora ostaggio di forze esterne, occulte e perverse, che manovrano nell’ombra per completare una già ben avviata opera di demolizione della nostra civiltà. Monti, Enrico Letta e Renzi rispondono (al netto di trascurabili sfumature) alla stessa identica filiera massonico-reazionaria che guida il tragico processo involutivo che stiamo tristemente vivendo (clicca per leggere). Non fatevi incantare dalle sceniche liti fra il rottamatore fiorentino e il nipotino di Gianni Letta. Si tratta di squallide operazioni di puro potere che con la politica vera e propria non c’entrano nulla. Il Job Act di Renzi, non a caso apprezzato da Monti e Ichino, è in linea con le politiche fallimentari e turbo- liberiste in voga da oltre un ventennio. Si azzuffano per chi debba materialmente assestare il colpo di grazia all’Italia al fine di ottenere la futura benevolenza dei soliti mandanti esterni che operano al riparo da occhi indiscreti. Fortunatamente Renzi sta sbagliando tutto. Appoggiando di fatto, pur con qualche ipocrita distinguo, l’universalmente odiato governo Letta-Napolitano il sindaco di  Firenze affonderà precocemente insieme a loro (clicca per leggere). In tal modo gli italiani avranno la possibilità di demistificare in anticipo le vere intenzioni del nuovo segretario del Pd, schivando miracolosamente un altro quinquennio di politiche lacrime e sangue già pianificate da chi, Merkel e Olli Rehn in testa, detta l’agenda politica del nostro Blair casereccio. Per questo è un bene che il governo Letta resista ancora per poco. Qualche mese basterà ad invecchiare oltremodo l’immagine di uomo nuovo che Renzi si è faticosamente costruito. In caso contrario, se cioè Renzi dovesse rompere subito con Letta addossandogli le colpe dell’aggravamento di una crisi divenuta oramai devastante, il rottamatore vedrebbe crescere a dismisura la sua popolarità finendo per essere eletto premier a furor di popolo con qualsiasi tipo di  legge elettorale. E a quel punto, forte di un mandato popolare pieno, l’Italia resterebbe per molti anni in balia delle bizze di un scaltro personaggio pronto a farci credere che dalla crisi si esce soltanto attaccando i diritti, esasperando la precarietà, colpendo la rappresentanza democratica e tenendo i conti in ordine. Un incubo che, se possibile, preferiremmo risparmiarci. Non ci resta quindi che sperare che Renzi, su invito di Letta, Alfano e Napolitano, leghi scriteriatamente il suo destino a quello del governo in carica. Il possibile suicidio di Renzi (ora in fase embrionale), per dirla in termini conclusivi e brutali, costituisce infatti una precondizione indispensabile per interrompere in tempi brevi la diabolica spirale recessiva che condanna tutti ad un futuro di fame e stenti.

    Francesco Maria Toscano

    30/12/2013

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. Luca Mautone scrive:

      Caro Francesco ti faccio i complimenti perché sei sempre sul pezzo e questo articolo mi dà un ulteriore conferma.
      Sono d’accordo su tutto ciò che hai scritto. Penso che meglio soffrire con questo pseudo governo ancora per qualche mese che morire 5 anni (non oso pensare come passino tra rivolte sociali e proteste…).
      Però non sono così sicuro che tutti gli italiani siano cosi intelligenti da capire chi è veramente Renzi.
      Infatti nonostante sia in politica da 20 anni, ex democristiano, a favore di Marchionne, contro l’articolo 18, contro i referendum sulla privatizzazione dell’acqua…..insomma c è ne sarebbero di motivi per rottamare la sua storia ma in realtà sembra che nel paese abbia un discreto credito.
      Non sono così sicuro che nonostante allunghi il brodo di questo governo verrà successivamente trombato alle urne…..spero con tutto il cuore di sbagliarmi.

      • marco scrive:

        Le tue perplessità sul popolo italiano, sono più che giustificate: popolo di vigliacchi, degnamente e fedelmente rappresentati dai delinquenti dell’apparato gerente ma…stà di fatto che chi è deputato a commentare ed ha quindi un pò di voce in capitolo, si esprime sempre con sussiegosa e banale termineologia: mi spiego..a cosa serve farsi leggere dagli interessati ai quali vi rivolgete con epìteti indulgenti e possibilisti tipo….”…è una persona che lascia a desiderare…..antidemocratico…ecc.” date del ladro, invece, a chi lo merita..del pezzo di merda…del comunista…del corrotto…del delinquente…..esprimetevi con ciò che avete in testa trasferendolo direttamente alla bocca, senza filtri…Questa sarebbe vera democrazia e sopratutto informazione.

    2. Alessandra scrive:

      ..ho anche io dubbi che gli italiani capiscano..ma non vorrei che Renzi ti legga e ci faccia un ragionamento su quello che dici..

    3. Alessandra scrive:

      ..ti leggesse..e ci facesse

    4. Laura scrive:

      Non credo sia esclusa anche una opzione dimissioni nel discorso di Napolitano. Un eventuale successore che non sia segno e garanzia di discontinuità scatenerebbe nella popolazione esasperata reazioni ancor ben più forti di quelle del 9 dicembre.
      Questi ultimi per la maggioranza degli italiani sono stati anni tristi, difficili, per molti addirittura dolorosi. Anni di caos politico, di insicurezza del lavoro, di incertezza finanziaria.
      Ma la liberazione è vicina, perchè è già nelle nostre intenzioni, è già dentro i nostri cuori.
      Abbiamo nuovi orizzonti da guardare, nuova consapevolezza, non più divisi fra noi siamo un popolo.
      Nulla infatti unisce la gente come il doversi trovare ad affrontare problemi comuni. E gli italiani si sono scoperti migliori proprio nel mezzo delle difficoltà.
      Questa è la bellezza, che sorge prepotente a rassicurarci, che si alza sopra tutte le brutture che politici e finanzieri dissennati hanno caricato sulle nostre spalle rendendo i nostri passi pesanti, le tasche vuote e i nostri giorni infelici. Tutto in Italia cambierà in meglio, perchè sono cambiati in meglio gli italiani.”

      In politica, come nella vita, sono i buoni sentimenti quelli che fanno la differenza.
      Da Forza Popolare un grande grazie al Moralista per aver raccolto il nostro invito e auguri a tutti per un 2014 di rinnovamento, di ritrovata fiducia in quella che abbiamo scoperto essere l’unica ancora di salvezza, la solidarietà fra italiani, cittadini di questa Europa assai perfettibile.

    5. Cecilia scrive:

      Caro Moralista, complimenti e auguri (e occhio alle reincarnazioni del caimano: più che altro per non sprecare tempo ;-) )

    6. marco giannini scrive:

      ottima lettura

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    E’ IN ATTO UNA...

    Scritto il 19 - lug - 2019

    0 Commenti

    IL GOVERNO TECNICO C’E’...

    Scritto il 15 - lug - 2019

    0 Commenti

    LA CRISI IRREVERSIBILE DEL...

    Scritto il 13 - lug - 2019

    0 Commenti

    DALLA VAL BREMBANA CON...

    Scritto il 12 - lug - 2019

    0 Commenti

    IELO, IL MILANESE

    Scritto il 22 - nov - 2011

    2 Comment1

    NIGEL FARAGE, E’ LUI...

    Scritto il 4 - mag - 2013

    15 Comment1

    LETTERA APERTA DI PIERGIOVANNI...

    Scritto il 23 - giu - 2013

    3 Comment1

    TUTTI TRANNE IL PUP

    Scritto il 13 - feb - 2012

    2 Comment1

    I NAZISTI TECNOCRATICI NON...

    Scritto il 3 - giu - 2016

    22 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.