untitledIn men che non si dica il Comitato ha archiviato la richiesta di impeachment avanzata dai penta-stellati nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Sistema, come era prevedibile, si chiude a riccio dimostrandosi per l’ennesima volta autoreferenziale e corrotto. Ma, al di là delle fredde procedure burocratiche, nessuno può oramai aggirare un dato politico nuovo e  innegabile: Napolitano è nei fatti già oggi considerato un Presidente golpista sia dal Movimento 5 Stelle che da Forza Italia, ovvero da due delle tre principali forze politiche del Paese. Come possa pensare di proseguire nel suo cammino una “figura di garanzia” che agli occhi della maggioranza degli italiani incarna la sublimazione del sopruso e della prevaricazione in spregio della Costituzione repubblicana rimane un mistero doloroso. Con l’avanzare dell’età, evidentemente, scema il senso del pudore. Un plauso dunque a Grillo, il quale oggi, dalle pagine del suo blog, affermando esplicitamente che “la ripartenza dell’Italia” passa per il “superamento” di Napolitano (clicca per leggere), rilancia alla lettera pensieri e parole chiaramente mutuati dalla attenta e fruttuosa lettura de Il Moralista (clicca per leggere). Andiamo oltre. In molti comprensibilmente si domandano: “Come mai proprio il Corriere della Sera e il Financial Times, ovvero due fra i più potenti strumenti nelle mani dell’oligarchia globale, hanno deciso solo adesso, con un ritardo quantomeno sospetto, di amplificare i tanti e noti dubbi che da tempo avvolgevano l’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi?”. Per rispondere correttamente a questa domanda bisogna prima affrontare un ragionamento preliminare. Il potere non è mai né statico né monolitico. Le cordate di interesse cambiano con l’evolvere di fatti e circostanze che  biforcano strade che in precedenza apparivano a senso unico. A questa ovvietà bisogna poi aggiungere la tendenza dell’élite finanziaria e reazionaria, quella per intenderci che si fa sentire per bocca dei soliti colossi di carta, di reputarsi superiore in grado rispetto a qualsiasi potere politico “visibile”, da colpire all’occorrenza con lo stesso freddo cinismo con il quale, magari fino al giorno prima, se ne tessevano le lodi. All’interno di questa cornice va inquadrato lo “schiaffone” rifilato dal Corriere a Re Giorgio, monarca agli occhi del popolino cui conviene periodicamente ricordare la natura pur sempre “delegata” del potere che felicemente esercita. Andiamo con ordine. I massoni reazionari che governano questo mostro di Ue hanno affondato il coltello nella carne viva degli italiani prima per il tramite del contro-iniziato Mario Monti, poi grazie ai servigi resi del para-massone Enrico Letta (clicca per leggere). I due figuri appena menzionati, innalzati sul torno grazie alla maestria tattica di un maitre d’eccezione del calibro di Giorgio Napolitano, hanno oramai esaurito il rispettivo potenziale distruttivo. Entrambi, sprovvisti di una base di consenso in grado di legittimarne l’operato, possono ora ritirarsi in buon ordine confidando nella imperitura magnanimità di quelle élite schiaviste che con zelo hanno egregiamente servito. Nelle mani dei massoni reazionari che svolazzano famelici sull’Italia resta però ancora una carta da giocare. Un Asso potenzialmente devastante pronto a dare il definitivo colpo di grazia al tessuto produttivo italiano: Matteo Renzi (clicca per leggere). Può Renzi, che tra l’altro gode di un consenso reale nel Paese, rischiare di finire rapidamente logorato pur di garantire sostegno al governo Letta caro al cuore di Re Giorgio? No che non può. Non può il sindaco, e non possono nemmeno gli occulti burattinai malamente nascosti dietro la sagoma del giovane segretario piddino (clicca per leggere). E siccome Napolitano è cinico e senza scrupoli ma certamente non è stupido, ieri sera, afferrato il messaggio, ha subito convocato al Quirinale proprio Renzi (clicca per leggere), probabile ispiratore e indiscusso beneficiario delle improvvise attenzioni riservate dalla grande stampa all’ indirizzo dell’uomo del Colle. Anche il rituale esige il dovuto rispetto. Ricordo che da ragazzo, quando la mia Calabria era tristemente insanguinata dalle guerre di mafia, si diceva che l’assassino firmava sempre i suoi delitti inviando per primo la più sgargiante Corona di fiori da far esporre in bella evidenza al funerale della vittima. In ogni caso, l’unico destinato a pagare pegno nell’immediato è Enrico Letta. Il suo governo è infatti al capolinea, con buona pace degli ingenui “alfaniani” pronti a sparire dai radar per sempre. Conosciuta infatti l’allergia di Napolitano per il voto democratico (meglio i carri armati della vecchia “Armata rossa”), non resta che attendere l’imminente varo del primo gabinetto Renzi. Figlio dell’ennesima alchimia di Palazzo che si consuma mentre tutt’ intorno il Paese brucia. Durerà?

    Francesco Maria Toscano

    11/02/2014

     

    Categorie: Editoriale

    12 Commenti

    1. Michele scrive:

      No che non durerà, la crisi se li mangerà tutti. Lo stile di vita della gente è in caduta libera, e questo è in assoluto l’unico fatto che può risvegliare il senso critico di un italiano verso i potenti. Neppure tutti i mass media a disposizione basteranno per nascondere alla gente che non può più andare al ristorante. E poi, terzo governo golpista di fila in 4 anni!?! Quanto potranno tirare la corda prima che si spezzi? Forse gli amici tecnocrati non avevano calcolato di bruciare così tanti fantocci in Italia, visto che in Francia e Spagna ne è bastato uno e un paio in Grecia…che c’entri qualche scheggia impazzita da 9 milioni di voti che si aggira per il parlamento berciando e accusando?

    2. Diego scrive:

      Lo schiaffone del corriere come invito a Napolitano ad abbandonare Letta al suo destino e dare fuoco alle polveri di Renzi?

      Schema piuttosto obliquo

      Non sarebbe bastata una chiacchierata? Che Re Giorgio non fosse convinto delle nuove direttive?

      • Giampaolo scrive:

        “Che Re Giorgio non fosse convinto delle nuove direttive?” Anch’io me lo sono chiesto. E forse l’intervento al parlamento europeo e’ stato un segnale di voler cambiare registro. Ovviamente si e’ subito provveduto…

        • Diego scrive:

          non so, l’intervento al parlamento europeo mi pare la classica paraculata beffarda, come quando DRaghi ebbe a dire che “i giovani hanno ragione a protestare”

    3. alessandro scrive:

      Spero che Renzi assuma subito l’incarico di Presidente del Consiglio così sarà l’ennesimo leader imposto al Governo dal Presidente a bruciarsi prima del tempo. E’ evidente che la corrente settaria e litigiosa degli ex comunisti, non digerendo la clamorosa sconfitta alle primarie del PD, con le dimissioni di Fassina prima e di Cuperlo poi, ha cercato e insiste nell’esporre Renzi alle sue responsabilità invitandolo a metterci la faccia. Insomma lo vogliono bruciare prima del tempo. Quando il PD rischia di andare al Governo del paese trova sempre un modo per perdere le elezioni. Dal canto suo, Renzi, strategicamente ha assunto la posizione dell’uomo nuovo che pungola la vecchia classe dirigente che stà al Governo. Se l’azione di governo non va bene è sempre colpa dei “ministerialisti” del PD! Renzi dice sempre che se Letta ritiene che l’azione di governo debba essere cambiata, che la cambi… come se non centrasse niente con il Governo. Ovvero tutti i piddini saliti sul carro del vincitore è come se garantiscano un appoggio esterno al governo, mentre i piddini cosiddetti “ministerialisti” (per mutuare un termine in voga nell’età Giolittiana) ci mettono la faccia e saranno i primi a bruciarsi. Una posizione simile la assumono i Forzisti al traino del Cavaliere rispetto ai ministerialisti del NCD di Alfano. Renzi questo lo sa benissimo, tant’è che nei sondaggi lui sale e Letta scende e i giornali non fanno che prendere atto di ciò e come al solito hanno fiutato in anticipo a chi dedicare le lodi e chi è il capitano del vaporetto, in questo senso può essere interpretato anche il comportamento del Corriere. Stessa cosa dicasi per Forza Italia che nei sondaggi sale e il NCD scende, d’altro canto è sufficiente vedere le manovre di Casini per capire che aria tira. Scommetto che Renzi non accetterà di fare il Premier… anzi non scommetto! con il Moralista non si scommette mai… azzecca sempre tutte le previsioni

    4. Britannicus scrive:

      Egregio Moralista,

      nel ringraziarLa per l’ennesimo articolo-analisi, ne approfitto per commentare che sarebbe disastroso per la Nazione se Palazzo Chigi, dopo l’inquilino contro-iniziato ed il maggiordomo di questi, venisse occupato dalla versione bischera di Blair.

      Rimango esterrefatto da come costui sia riuscito, grazie ai soliti media, a farsi votare en masse dal Popolo Sovrano alle scorse primarie.

    5. augusto scrive:

      Il giovane ambizioso deve fare un lavoro molto sporco. Naturalmente non può farlo Mr scendiLetta. Il suo mentore Monti e i padroni alla GS hanno bisogno di lui, oppure non se la sente di bruciarsi così presto e quindi ha rinunciato. Il giornale dei padroni FT e il suo servo in €pa, il CdS, ammettono ciò che il popolo da lungo tempo sa, rifacendosi una “verginità” molto poco credibile, ma chissenefrega, tanto i padroni siamo noi e ai sudditi diamo l’illusione di essere democratici. Se sono arrivati al punto di aver bisogno di un capro espiatorio significa che forse cominciano ad aver paura?

    6. Gio scrive:

      Salve a tutti e complimenti per l’ articolo. Credo che presto vedremo il sindaco a Palazzo Chigi. Il missile terra-aria lanciato verso l’ Olimpo dell’ Innominabile ha colpito in pieno l’ obiettivo. E’ evidente, ormai, che il nuovo cavallo di troia sia rappresentato dal cugino di Mr. Bean. Detto questo, leggendo il corriere della sera di ieri, mi ha incuriosito un articolo relativo al libro di Zapatero, in cui l’ ex premier spagnolo rende pubblici alcuni particolari di quel G20 del novembre 2011. In particolare, Zapatero racconta che in una cena ristrettissima Berlusconi e Tremonti furono pressati da Merkel, Sarkò e Obama al fine di convincerli ad accettare una linea di credito di 85 mld di dollari dal Fmi, ma i due esponenti italiani rifiutarono, nonostante le pressioni. Il ruolo franco-tedesco mi è sempre stato abbastanza chiaro, meno chiaro mi appare il ruolo di Obama che in linea di principio non avrebbe dovuto appoggiare due aguzzini come merkel e sarkozy.

    7. leopoldo scrive:

      io mi chiederei come mai cose sostanzialmente risapute, che Napo e le altre teste di serie che amministrano il paese si vedano e si chiedano: ‘quanto tempo dura uno sulla poltrona di presidente del consiglio(ppc)?’ credo sia da scommese da bar-sport, facciano tanto scandalo.

      Caso mai perché giornalista economico americano ben introdotto nelgli ambienti dell’alta finaza e politica(non mi sembra che ilmoralista faccia molte interviste a R. Prodi) prepari un libro e lo pubblichi addesso.

      Quali mani si vogliono forzare? Perché Renzi dovrebbe accettare la ppc, in posizione di ricatto politico (con una legge elettorale che gli garantisca la maggioranza i compromessi sarebbero minori)? il sistema bancario americano quali bandierine vogliono spostare in italia?

      il financial times e friedman stanno giocando l’ennessima partita contro il governo italiano, etero dirigendo i politici che dovranno sedere sulle poltrone?
      Perché De Benedetti si presta a questo gioco che interessi ha all’estero? De Benedetti quali favori deve al PD?

    8. […] pizzino inviato a Napolitano nel tentativo riuscito di spianare la strada al sindaco Rottamatore (clicca per leggere). Il pezzo, nel merito un vero e proprio concentrato di idiozie, è utilissimo da leggere perché […]

    9. […] al riguardo il sito “Il Moralista” di Francesco Maria […]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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