imagesPXJAVY11I Fratelli di Grande Oriente Democratico hanno pubblicato oggi un apposito pezzo (clicca per leggere) per criticare alcuni ragionamenti contenuti all’interno di un mio recente articolo riguardante la Russia e dintorni (clicca per leggere). Nel dichiararmi soddisfatto per avere collateralmente accelerato un approfondimento sul punto da parte dei massoni di God, sottilissimi interpreti e conoscitori delle logiche del potere globale, mi avvio a precisare ulteriormente il mio “pensiero claudicante”. Partendo da una fondamentale premessa. La natura dell’invito  rivolto a Putin affinché si faccia interprete di un nuovo e diverso modello di governance globale fondato sul recupero delle quattro libertà indicate da Roosevelt (di parola, di culto, dal bisogno e dalla paura, ndm), lezione tristemente dimenticata dall’Occidente oramai scivolato sul crinale neonazista di Merkel e Draghi, contiene certamente venature volutamente provocatorie. Ma, si badi bene, non di provocazione fine a sé stessa si tratta. Quanto semmai destinata a permettere a tutti noi di avviare una seria e non retorica analisi introspettiva sulla reale portata della metamorfosi che ha colpito l’area euro-atlantica nell’ultimo trentennio, trasformatasi nel volgere di un paio di generazioni da terra della prosperità e dei diritti in quella della miseria, del sopruso e dell’oligarchia affamatrice. Né consola più di tanto sapere che altri, in tempi o luoghi più o meno lontani, sono stati o stanno pure peggio. Quindi, interiorizzato preliminarmente l’assunto che indica nella diffusione di una ritrovata consapevolezza l’ingrediente fondamentale per arrestare e invertire il grave processo involutivo in corso, passo rapidamente all’analisi delle “chiose” dedicatemi. La prima “tiratina d’orecchie” me la sono meritata a causa del seguente passaggio:

     “Comunque finisca, questa storia dimostra una cosa seria e grave: la superiorità morale dell’Occidente libero nei confronti del resto del mondo non esiste più. Oggi i barbari siamo noi, anche se non ce la facciamo ancora a dircelo.”

    Scrivono i massoni di God:

    Francamente non capiamo proprio il senso del suo ragionamento. Almeno dal nostro punto di vista, non c’è mai stata una “superiorità morale dell’Occidente libero nei confronti del resto del mondo”. C’è piuttosto stata e c’è tuttora (…) una evidente “differenza culturale, valoriale e ideologica” tra l’occidente “libero e democratico” (…) e altre regioni del  mondo (…)”.

    Segue colta dissertazione sulle tante storture che assillano Paesi lontani, dalla Cina alla stessa Russia di Putin, da definire però utilizzando pur sempre le ben più consone e neutre lenti della “diversità culturale, valoriale e ideologica”, al posto dell’uso allegro e potenzialmente pericoloso di categorie perentorie come quelle che rivendicano presunte e  oggettivamente indimostrate superiorità di ordine morale”. Bene. Urge precisazione sul punto. Io non credo affatto nel mito della superiorità dell’Occidente cristiano chiamato a convertire o migliorare popoli belluini, influenzati da culture primitive che ne limitano ad aeternum spazi ed orizzonti. Per carità. Questo è forse il convincimento intimo di Berlusconi e di tanti altri atei devoti che si aggirano nelle stanze del potere italiano. Parimenti, però, nel confrontare la qualità del sistema nordcoreano di Kim Jong-un in relazione, ad esempio, al modello scandinavo, non mi sognerei mai di liquidare la faccenda evocando generiche “differenze culturali, valoriali e ideologiche”. Al contrario, appellandomi all’anima razionale presente nel cuore di tutti gli uomini, non troverò sconveniente affermare che esiste una gerarchia di ordine politico e morale che rende la liberal-democrazia danese certamente migliore rispetto al dispotismo di tipo cinese o nord-coreano. Non sul presupposto, badate bene, che esistono differenze ontologiche e perpetue che stratificano gli uomini per indole, cultura o razza; ma, al contrario, perché, per dirla con Hegel, credo che lo “Spirito del mondo, lo stesso Assoluto, si incarni volta per volta nei singoli popoli, formando in ciascuno lo spirito del popolo, diventando così il soggetto che esprime la civiltà, il costume, il contributo di ciascun popolo alla storia del mondo”. Dov’è oggi il “Weltgeist” hegeliano? Riposa presso di noi, cittadini occidentali ai quali è ancora consentito pure di “esprimere la propria pubblica e quotidiana contestazione anche virulenta (e talora grossolana) del potere costituito italiano, europeo, statunitense e occidentale proprio in virtù di questa “diversità culturale, valoriale e ideologica” che caratterizza le nazioni occidentali, tra le quali rientra a pieno titolo l’Italia a partire dal 1945”? (cit. God). Ecco, io, al contrario degli amici di God, non credo affatto che la tolleranza che il sistema dimostra nei confronti di chi come me critica quotidianamente il neonazismo tecnocratico europeo sia garanzia di “tenuta dei pilastri democratici”. Al più prova semmai la mia palese irrilevanza. Blogger confinato all’interno di un circuito minoritario che finisce sempre con il parlarsi addosso, permettendo per giunta ai soliti sanguinari e ipocriti governanti di continuare a fregiarsi del titolo di “sinceri liberali”. Magari rischiassimo veramente di finire torturati per le nostre idee! Nel qual caso avremmo costretto il mostro a levarsi la maschera che confonde le menti dei più buoni e ingenui. Cosa che, presto o tardi, temo avverrà comunque. Per queste ragioni non posso accogliere l’invito di God a “tenermi stretta l’ imperfettissima Unione Europea del 2014 e la mediocre Italietta odierna, gestita da vili cortigiani delle elites massoniche sovranazionali di ispirazione reazionaria”. Anche perché so, proprio per averlo imparato grazie alla lettura assidua e riconoscente dei redazionali firmati da Grande Oriente Democratico, che l’attuale Olocausto in danno dei popoli mediterranei, ben sintetizzato da uno scritto di Gallino rilanciato oggi proprio sul sito di God (clicca per leggere), è frutto, non già di insipienza, quanto di una volontà pervicace e atroce. Questo per quanto attiene alla prima critica. La seconda tiratina d’orecchie, con l’aggravante/scusante della semi-ingenuità mentale, me la sono meritata a causa del seguente passaggio:

     “Putin invece non si sveglia ogni mattina con l’assillo di “suicidare” i russi portandoli alla pazzia e all’ esasperazione a colpi di rigore e austerità […]Se Putin, anziché mostrare muscoli e carri armati, si impegnasse nel far fare un salto in avanti al suo Paese dal punto di vista delle conquiste civili e della piena e riconosciuta libertà di espressione, completerebbe una perfetta vendetta della Storia […]L’Occidente, finito sotto il tallone neonazista di Merkel e Draghi, inizierebbe a guardare ad est con gli stessi occhi con i quali i praghesi del ’68 guardavano verso ovest. E a quel punto, anziché continuare a giocare di rimessa, la Russia avrebbe tutti i titoli per fomentare, mutatis mutandis, ”rivoluzioni per la democrazia” nel cuore dell’Europa.  Dalla Grecia al Portogallo e dall’ Italia all’ Irlanda, ne sono certo, in molti risponderebbero all’ appello pur di spezzare le catene di questa arcigna Unione Europea. Può però la patria di Anna Politkovskaja interpretare il ruolo di leader morale del mondo nuovo? La vedo dura, durissima. A meno che la Russia non riesca per davvero a morire a stessa per rinascere su basi rinnovate.“

    Scrivono i massoni di God:

    “Senza escludere che in futuro la Russia di Putin o di altri presidenti diventi un laboratorio di sublimi conquiste democratiche e liberali (dunque guardando ai modelli culturali e ideologici partoriti con fatica in Occidente, da Londra a Philadelphia e da Parigi a New York e a Washington, etc., non certo ispirandosi alla Weltanschauung degli zar, dei capi sovietici o dei patriarchi della Chiesa ortodossa russa…), la situazione attuale che vede impegnati i russi sullo scacchiere geopolitico di Crimea, Ucraina e dintorni non ha niente a che vedere con una rivendicazione di leadership mondiale alternativa a quella euro-atlantica. La Russia sta semplicemente difendendo i suoi interessi di medio-grande potenza economica e militare. E il diretto controllo della Crimea, così come una certa influenza sull’Ucraina. rientrano fra questi interessi. Punto e basta. Non c’è altro e non c’è sicuramente nessuna vocazione putiniana a fomentare “rivoluzioni per la democrazia” nel cuore dell’Europa. I problemi e i contrasti dell’oligarchia putiniana con le oligarchie euro-atlantiche sono soltanto di concorrenza nella spartizione del potere locale e globale, non certo di contrapposizione in nome di ideali contrapposti. Anzi, potremmo dire che il sogno proibito degli oligarchi euro-atlantici è quello di poter un giorno implementare in Occidente regimi analoghi a quelli (autoritari e neo-aristocratici) vigenti già da ora in Cina e in Russia”.

    Ma, cari amici di God, davvero pensate che io debba essere convinto nel merito? Davvero pensate mi sfuggano le ragioni dell’interventismo russo in Crimea o la natura del potere autoritario e paternalistico esercitato dal glaciale Vladimir? Sarò ingenuo…ma non fino a  questo punto. A me la Russia serve solo come espediente dialettico per costringere tutti a guardarsi allo specchio. Certo, quando il Weltgeist  si incarnerà nel corpo mistico di madre Russia ce ne accorgeremo. Quel giorno Putin (o chi per lui) proporrà un nuovo New Deal a tutti i popoli che gravitano intono alla sua orbita, conquisterà la fiducia dei suoi vicini a suon di Rubli e opere pubbliche, renderà il Cremlino una casa di vetro, permettendo il sedimentarsi di contrappesi forti, indispensabili per limitare lo strapotere dell’esecutivo e far nascere un nuovo modo di intendere il rapporto cittadino-istituzioni. Quel giorno, in piena simbiosi con lo Spirito del Mondo, la Russia potrà tendere una mano fraterna ai greci, agli italiani, ai portoghesi e agli spagnoli violentati da una burocrazia di Bruxelles sempre più sadica e ottusa. Questa Russia non esiste e non esisterà, e “quel giorno” esiste solo nella fantasia di un blogger in vena di licenze poetiche. Ma c’era bisogno di dirselo?

    Francesco Maria Toscano

    18/03/2014

    Categorie: Attualità

    18 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Sono d’accordo col Moralista, il suo discorso era molto chiaro e ben argomentato.
      Putin è criticabilissimo ma in un modo o nell’altro sta facendo gli interessi del proprio Paese mentre noi al contrario facciamo gli interessi di qualcun altro che non è nemmeno un “Paese”.
      E vorrei mettere in evidenza la pretesa assurda degli “occidentali” che vogliono negare la validità di un referendum con oltre l’80% dei votanti e più del 90% di adesioni.
      E’ giusto non “innamorarsi” di Putin e Francesco non lo ha fatto, però è evidente che in qualche modo quel Paese si sta opponendo alle oligarchie cosmopolite quando noi ci siamo ormai sottomessi da decenni.
      Se Putin o Grillo sbagliano in qualcosa cerchiamo di fare di meglio noi e solo dopo eventualmente critichiamo, ma farlo prima suona un po’ come una banale scusa per la nostra inazione.

      P.S.: Ricordo Terzi di Sant’Agata che voleva tenersi i Marò; quello era un atto di coraggio vero, non è stato compiuto e se ne vedono i risultati brillantissimi in termini di efficacia e di prestigio

    2. Rodion scrive:

      :o)

      Qualcuno è stato pizzicato sul vivo: ma abbiamo solo iniziato.

      «[...]sono venuti a morire nel Vecchio Continente e in Italia, per liberare un popolo di vigliacchi[..]»

      Questi “vigliacchi” (o “italioti”, o “The Italians” per gli amici della Corona, quella che spedisce dai frati neri chi infedelmente arma il suddito argentino) con l’intelligenza, la passione e una tastiera, stanno confezionando un simpatico regalino ai carissimi che si fregiano di progressismo, libertà, democrazia e, di presunzione in presunzione, paternalisticamente avvelenano le torbide acque di chi, con buona fede, cerca fonti di conoscenza.

      Quando improvvisamente si accenderà il lume, tanti gentleman verranno sorpresi con le braghe calate.

      C’è chi sa attendere.

      Si porta rispetto anche per il peggiore dei nemici ma, per chi si siede sulla tredicesima sedia, la Storia non ha pietà.

      p.s. gli “ameriKani” sono coloro che liberarono i prigionieri di Auschwitz nella premiata fatica del progressista Benigni.

      • il Moralista scrive:

        Rodion ci tengo a precisare che, al netto delle stimolanti divergenze dialettiche, io nutro nei confronti degli amici di God stima, affetto e gratitudine per il lavoro che fanno. Per cui ti dico con franchezza che non condivido affatto i toni sprezzanti e liquidatori con i quali hai affrontato la questione. Se sei alla ricerca di traditori comodamente seduti sulla “tredicesima” sedia non li troverai certo dalle parti di God. Per cui ti invito a rivedere alcune tue conclusioni francamente deludenti. Oltre che ingiuste.

        • Rodion scrive:

          Caro @Moralista, ti devo pregare di converso di non trattare con sufficienza i tuoi interlocutori come tu stesso hai appena dimostrato di non voler essere trattato: sono ben focalizzato, so ciò che dico e con la delusione altrui è necessario convivere.

          Chi deve capire capisce: chi no sarà felice di unirsi alla schiera dei beati.

          Il confronto dialettico porta all’opposto che divergere: GOD non c’entra nulla e, quantomeno, Giuda non fa gli Apostoli.

          Con stima a Te e a GOD, di cui non so nulla e di cui non posso avere giudizi.

    3. gio scrive:

      se quello di putin è un regime autoritario, quello in cui viviamo noi occidentali è un regime “infernale”

      • ugo scrive:

        Direi piuttosto “subdolo”? “Manipolatore”? Dunque “vigliacco”? “Eticamente infimo”? E via così con il vocabolario ben aperto o “a braccio”, che tanto basta scegliere il peggio e tutti gli aggettivi denigratori possono andar bene.

        • gio scrive:

          infernale li comprende tutti, si potrebbe usare anche demoniaco
          su putin il god toppa, non è sicuramente un santo, ma nei suoi discorsi ci sono valori spirituali e concetti decisamente opposti a quelli dei nazi-pluto-tecno-ordo-liberisti occidentali, che da noi non sarebbe nemmeno possibile esprimere.

    4. Questa non l’ho capita; (nel tenersi stretta l’imperfettissima europea del 2014 e la mediocre italietta).
      Partiamo dal concetto che cos’è la cultura? essa è, a mio avviso, la coltivazione dell’animo.
      D’altro canto; togliamo l’imperfetta europa e mettiamo la perfetta europa e altresì togliamo la mediocre italietta e mettiamo la cultura italiana; culla della civiltà europea e avremmo trovato la perfezione per cui ci stiamo battendo, auspico.
      Se non erro Julius Evola, disse; non è il superiore che a bisogno dell’inferiore, bensì il contrario.
      Voglio dire che al popolo europeo si deve dare libertà responsabilità, semplicità e amore.
      Siamo qui per questo.

    5. Petronius scrive:

      Anche Marino Badiale propone di votare Grillo

      http://il-main-stream.blogspot.it/2014/03/votare.html

      Se per i primi giorni di aprile almeno dieci blog dichiareranno chiaramente la loro intenzione di votare Grillo e insisteranno con costanza fino alle elezioni nel ribadire questa indicazione di voto sarebbe una cosa splendida e forse potrebbe allargarsi a macchia d’olio con risultati imprevedibili.

      NEL FRATTEMPO I GRILLINI CHE LEGGONO QUI FACCIANO SENTIRE LA VOCE DEL MOVIMENTO che anche noi che voteremo M5S vorremmo comunque qualche piccolo chiarimento.

    6. Gianluca scrive:

      Condivido in pieno l’articolo di Francesco Maria Toscano.
      Quello che mi stupisce, è la difesa del “libero(?) e democratico(?)” occidente da parte di GOD.
      Io non la vedo per nulla così. Sarà che la prospettiva di chi non può permettersi la libertà, è diversa…
      Un paese si definisce veramente libero, se la libertà è di tutti, nessuno escluso.
      Non è il caso dell’Europa.
      Poi se parliamo di democrazia in occidente, se non ci fosse da piangere, mi verrebbe da ridere…

      Ingenuità da parte di GOD? In Europa non c’è niente di democratico, piuttosto un oligarchia travestita da democrazia, che usa in modo molto più raffinato e perfido le armi della propaganda, contro quelle magari rozze dei regimi del passato…
      In questo, è quasi peggiore di un regime del passato, perché quasi invisibile, ma presente quanto le ombre a mezzanotte…

      • il Moralista scrive:

        Gianluca, con tutti i suoi difetti vivere nella Ue è sempre meglio che rischiare la pelle in posti nei quali la libertà di parola e di espressione non è garantita. Certo l’Italia di oggi non è nè la Corea del Nord nè l’Arabia Saudita.

        • Cecilia scrive:

          D’accordo, ma nella compiaciuta celebrazione della superiore civiltà dell’Occidente vediamo di non dimenticarci che i grandi principi di libertà e uguaglianza tendono a impallidire non solo nel tempo, ma anche nello spazio. La democrazia occidentale conosce un centro e una periferia, anche estrema, fatta di vere e proprie democrazie di serie B. Noi non saremo il paese di Anna Politkovskaja, ma essere il paese di Ilaria Alpi non ci colloca esattamente sul ramo principale della nobile schiatta delle Rivoluzioni Atlantiche. E rimane forte, ahimé, la malinconica sensazione evidenziata dal Moralista che la nostra libertà di espressione sia legata più alla nostra impotenza di fatto che al rispetto dei principi democratici…

        • Gianluca scrive:

          La libertà però è stata svuotata, insieme alla democrazia e questo non me lo si può negare.
          La possiamo esercitare sulla carta, ma alla fine fanno quello che vogliono… e in un certo senso sono un regime più forte, perché non hanno paura della libera espressione, ormai inscatolata, sommersa e/o relegata. Non ha più forza. Loro, sono più forti.

    7. fabio ehsani scrive:

      PUTIN invece la visione del mondo ce l’ha benissimo in testa e la manifesta incentivando apertamente la chiesa ortodossa, costruendi solo a mosca piu di 100 chiese e attaccando i matrimoni e adozioni gay, arma occidentale per corrompere i popoli rendendoli viziosi lascivi quindi innocui. se Putin avesse semplicemente voluto difendere i suoi interessi di mediagrande potenze, avrebbe fatto le stesse mosse dell occidente che si vedevano in epoca di eltis. e invece no, qui non si tratta di cocacola contro pepsi che entrambe utilizzano le stesse tattiche pubblicitarie e le stesse bollicine per conquistare gli stessi biglietti verdi… qui è cocacola contro succo di frutta biologico a commercio equosolidiale. sono prorpio due diverse filosofie, modi di affrontare la vita… piu di weltgeist io qui parlerei di 2 weltanshauung differenti

      • il Moralista scrive:

        Scusami, spero di aver capito male, ma tu stai dicendo che Putin perseguita gli omosessuali per far sì che la Russia non diventi “lasciva e corrotta” come gli occidentali? Se è così la tua lettura delle cose fa semplicemente inorridire. Avrai modo, mi auguro, di spiegarti meglio

        • fabio ehsani scrive:

          questa è la posizione di putin e io concordo http://www.lintellettualedissidente.it/occidente-la-fede-dio-equivale-ormai-alla-fede-satana-vladimir-putin/
          in linea di massima io tollero i gay proprio nel senso che li tollero, li sopporto… ma non li apprezzo. i gay sono funzionali a kissinger o draghi perche sono innocui. un gay non farà mai una rivoluzione francese perche non ha figli biologici per cui morire, è schiavo dei suoi vizi e quindi non ha la minima autodisciplina, è fisicamente debole in quanto effeminato. una massa di gay è eversiva quanto una massa di adolescenti viziati. la difesa dei gay è una scusa per attaccare quei pochi paesi dove vige il divieto di omosessualita e di usura, soprattutto quello di usura, ma il pretesto deve esser la difesa dei gay. accettare l’omosessualità serve a fare un passo graduale successivo verso l’autorizzazione della pedofilia.
          la diffusione dell omosessualita è analoga alla diffusione della pornografia etero. entrambe servono a corrompere e rendere lascivi, quindi incapaci di disciplinarsi, di morigerarsi, di aver spirito di sacrificio, di aver senso dell’onore, tutte doti necessarie a persone incoericibili e non corrompibili.
          secondo alcuni studi
          “”"www.unav.es/civil/nsd/nosindebate/miller.pdf‎”"” oppure
          “”"L. Poli, «Fecondazione artificiale e lobby omosessuali: attacco finale alla famiglia» in Atti del Convegno di Studi Cattolici, Rimini, ottobre 2004, pp. 53-114″”" i gay sono tendenzialmente incapaci di fedeltà (sono quindi traditori); le coppie o durano pochi anni o entrambi i partners accettano le corna reciproche. questo significa che il gay non è capace di tener a freno le passioni e chi non è capace di tenere a freno le passioni è corrompibile, ricattabile e traditore. tutta gente utile a chi vuole dominare la societa e ha bisogno di traditori a buon mercato. sullo stesso piano ci sono gli eterosessuali affamati di sesso o di perversioni indicibili urina e altro: dove non c’è il senso del pudore non c’è neppure onesta e purtroppo tra i gay il pudore è raro. la maggioranza dei gay e la minoranza degli eterossessuali èsono senza pudore. la totalita delle elite occidentali è senza pudore e probabilmente è gay o bisex.
          forse in grecia esistevano grandi guerrieri gay poco effeminati, ma non erano mossi dalla salvezza della patria per i propri figli, ma dall’ambizione per il successo che avrebbe garantito ancora piu amanti. se le tue aspirazioni sono avere tante donne o uomini, tu passi dalla parte di chi te li garantisce, in quel frangente glieli garantiva la loro città greca, se glieli avesse garantiti il nemico, sarebbero passati al nemico.

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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