untitledCome volevasi dimostrare Renzi è già scappato in Germania a promettere alla Merkel il sangue italiano. Il Renzi in versione premier, come era facile intuire, ha riscoperto il gusto della responsabilità, garantendo subito ai tedeschi il pieno rispetto di quei vincoli europei prima giudicati “anacronistici”. Il povero Enrico, staisereno, Letta, burattino già finito nel dimenticatoio, fu aspramente criticato dal Rottamatore  proprio perché accusato di essere troppo ligio nel recepire i diktat provenienti dalla tecnocrazia europea. Raggiunto però il tanto agognato obiettivo di sfilare la poltrona al fantoccio fatto principe da Re Giorgio, Renzi ha subito aggiustato il tiro. Ora che comanda lui va tutto bene. Il 3% non si sfora più, il fiscal compact va benissimo e di eurobond nemmeno a parlarne. Perfino D’Alema, visto da palazzo Chigi, non sembra più brutto come prima. Questo cosa significa in concreto? Significa che Renzi massacrerà le vite di tutti voi, aggravando una spirale recessiva già insopportabile per guadagnarsi la stima e la benevolenza ad vitam di quell’ala massonico-nazista, ben rappresentata dal ghigno del Venerabile Draghi, che lo ha imposto al potere risparmiandogli pure la scocciatura di passare per le urne. Tremino i pensionati, gli statali e tutti i poveracci ovunque dislocati sul territorio italico. Renzi non farà prigionieri. Il fiorentino, facendo finta di colpire interessi consolidati, distruggerà la sanità, le istituzioni e lo stato sociale nel suo insieme. Vi farà credere che l’Italia ripartirà solo una volta colpite quelle incrostazioni che ne limitano le potenzialità. E voi, sventurati, gli crederete. Incuranti del fatto che si tratta della stessa identica cantilena già ascoltata in Grecia. Landa desolata dove a furia di tagli, risparmi, lotta agli sprechi, avanzi primari e spesa virtuosa, sono ricomparse malattie come la tubercolosi che sembravano sconfitte per sempre. Per tentare di captare con l’inganno il consenso delle pecore da condurre al macello, Renzi si inventerà una narrazione metafisica della realtà. Conscio della disaffezione degli italiani verso le istituzioni di Bruxelles, il capo del Pd cercherà di ritagliarsi il ruolo di nemico della tecnocrazia nonché fautore di una Europa diversa che parli al cuore della gente. Fate attenzione: non vuol dire nulla. In cosa si traduce, al netto della retorica, la presunta discontinuità di Renzi con i suoi predecessori Monti e Letta? In niente. Come è chiaro a chiunque abbia assistito alla conferenza stampa congiunta Merkel-Renzi, patetica esibizione che ha mostrato al mondo un giamburrasca tremolante e in ginocchio pronto a recepire gli ordini impartitigli dal nuovo fuhrer in gonnella. Come sono lontani i tempi in cui Craxi, a Sigonella, si permetteva il lusso di far circondare i marines americani pur di difendere la dignità del suo popolo e del suo Paese ancora sovrano! Al punto in cui siamo nessuno ha più il diritto di sbagliare in buona fede. Tutti quelli che si recheranno alle urne per esprimere una preferenza in favore di uomini e partiti chiaramente etero-diretti da meschini lestofanti avvolti nell’ombra, assumeranno in automatico le sembianze dei peggiori collaborazionisti. Già me li immagino i tanti Quisling italiani pronti a votare Pd alle europee in attesa di incassare il premio di ottanta euro mensili per come anticipato dall’impomatato Renzi in versione Galeazzo Ciano. Ma come si fa a credere alle barzellette di un simile impostore? Gli assassini che guidano questo mostro di Ue potranno anche riuscire a completare il loro perverso disegno di riordino sociale in senso eugenetico e schiavista. Ma perché agevolare il loro malsano proposito? Perché legittimare con il nostro voto l’edificazione dei già visibili forni costruiti per annientarci? C’è modo e modo di perdere. Loro hanno i denari, i giornalisti a libro paga, le televisioni e, alla bisogna, formeranno pure squadracce di intimidatori professionali per bastonare i moderni Matteotti. Ma noi abbiamo dalla nostra la verità, il coraggio, la forza dell’ideale e la tenacia di rimanere fedeli a noi stessi anche a costo di pagarne prezzi salatissimi. Perderemo comunque? Non importa. Le nostre sofferenze concimeranno forse il terreno per chi verrà dopo di noi. Grave è arrendersi o consegnarsi senza opporre alcuna resistenza. Libertà! Uguaglianza! Fratellanza!

    Francesco Maria Toscano

    19/03/2014

    Categorie: Editoriale

    21 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Anche Marino Badiale propone di votare Grillo

      http://il-main-stream.blogspot.it/2014/03/votare.html

      Se per i primi giorni di aprile almeno dieci blog dichiareranno chiaramente la loro intenzione di votare Grillo e insisteranno con costanza fino alle elezioni nel ribadire questa indicazione di voto sarebbe una cosa splendida e forse potrebbe allargarsi a macchia d’olio con risultati imprevedibili.

      NEL FRATTEMPO I GRILLINI CHE LEGGONO QUI FACCIANO SENTIRE LA VOCE DEL MOVIMENTO che anche noi che voteremo M5S vorremmo comunque qualche piccolo chiarimento.

      VOTIAMO GRILLO A MAGGIO TUTTI UNITI!!!

      • Michele scrive:

        Io seguo il m5s da quando ancora non era costituito,e ora sto partecipando ad alcuni banchetti e riunioni sul territorio proprio per cercare qualche verità scevra da filtri. Se posso ti darò volentieri i chiarimenti che richiedi..

        • Petronius scrive:

          Dove stai?

          In generale quello che tutti si chiedono è perché il M5S parli tanto di tagli alla spesa pubblica ma non dica niente su cosa volete fare al posto di quesi tagli? Reddito di cittadinanza e cose simili?
          Sarebbe un errore; bisognerebbe piuttosto incrementare la spesa pubblica per grandi opere infrastrutturali che garantiscano soldi alle imprese, creazione di molti posti di lavoro e una volta finiti grandi opportunità di sviluppo (essendo appunto “infrastrutture”).
          Invece mettete solo l’accento sul concetto di “taglio della spesa pubblica” senza dire che IN PERIODO DI CIRSI DA DOMANDA E’ SOLAMENTE LA SPESA PUBBLICA CHE PUO’ RIATTIVARE L’ECONOMIA.
          Non vi rendete conto che non dicendo (e spiegando bene e con pazienza) queste cose vi negate la possibilità di guadagnare milioni di voti prersso la classe media?

          Ci sono molte altre domande ma già una risposta su questo farebbe superare qualsiasi esitazione a tanta gente.
          Io vi voterò comunque ma con una risposta esaustiva lo farei con maggiore convinzione.

          • Michele scrive:

            Vivo in provincia di Reggio Emilia, il gruppo cittadino è uno dei più vecchi, molto radicato e in stretto contatto con Parma (sindaco), Bologna(consiglieri regionali) e molti parlamentari.
            I tagli non sono alla spesa pubblica per ripagare il debito, pareggiare il bilancio o simili neoliberismi, ma tagli specifici in alcuni settori (privilegi e relativi lobbismi, ipertrofia della macchina statale, spese militari, ecc…) per reinvestire in altri settori pubblici, quindi non sono tagli ma riallocazioni (unica cosa che si può fare finchè sottostiamo al pareggio di bilancio e senza aumentare le tasse). Tra le proposte di legge discusse sul sito del m5s e presentate in Parlamento c’è anche il reddito di cittadinanza (copertura 20 miliardi, buona parte li spendiamo già di cassa integrazione), puoi andare a leggerti il testo, si può essere d’accordo o no, io lo sono perchè credo fissi un salario minimo e costituisca un ammortizzatore per il precario, il m5s lo ha redatto con gli iscritti. Per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali, sono alla base dell’iniziativa: l’obbiettivo è cambiare il sistema degli appalti, restrutturare gli immobili pubblici e convertirli energeticamente, mettere in sicurezza edifici e territorio, modernizzare il sistema di telecomunicazioni e la distribuzione/autoproduzione di energia..l’elenco è lungo e il territorio è talmente degradato che ci sarebbe lavoro per generazioni,i soldi si trovano proprio tramite riallocazioni. Ti devo deludere sulle grandi opere, che nel m5s vengono dopo le piccole/medie e dopo la riqualificazione dell’esistente. Questo perchè nella maggior parte dei casi i soldi sono garantiti sempre agli stessi amici (Impregilo, CMC, aziende di CL..qua da noi lo sappiamo bene, lavorano solo le coop), spesso con appalti irregolari e in odor di mafia. I posti di lavoro procurati sono pochi, molto meno che per le opere piccole, e molto più costosi. I prezzi già esorbitanti lievitano di 3 o 4 volte. I tempi di realizzazione sono biblici. Infine, le mega-infrastrutture sono molto più impattanti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, e spesso non portano sviluppo futuro, anzi vengono inspiegabilmente abbandonate (stadi Italia ’90, Olimpiadi invernali Torino, G8 della Maddalena,ecc..), mentre le piccole opere sono disegnate sulle esigenze del territorio e servono alla gente quotidianamente.
            Infine, come vedo che scrivete tu e Daniele più sotto, capisci bene che parlare di spesa pubblica a deficit ora come ora dopo 30 anni di propaganda è un suicidio elettorale,la gente ti guarda come un UFO, mentre parlare di tagli alla casta rende. Mi dà fastidio dover fare questi calcoli,ma purtroppo a certi livelli di consenso ci arrivi solo inseguendo un pò l’elettore, credo che Grillo ragioni così.
            Spero di averti risposto, ho riportato quello che è lo spirito iniziale del m5s,ricordo però che è un movimento molto eterogeneo,si cerca una sintesi tra visioni anche molto distanti della società e per influire e cercare di orientare il m5s si deve partecipare.

            • Petronius scrive:

              Grazie per la risposta.
              Non ho detto grandi opere ma infrastrutturali che non è necessariamente la stessa cosa ma comunque la tua risposta conferma che all’interno del M5S, accanto alle idee confuse e populiste, esistono persone che pensano concretamente ai programmi; mi piacerebbe che lo capissero anche altri.

              Personalmente poi voterò 5 Stelle perchè si tratta in ogni caso di un Movimento che è riuscito in due fondamentali obiettivi: riuscire a far partecipare gente che fino ad allora non andava nemmeno a votare; ha dato un sentimento di appartenenza a classi sociali che fino allora erano completamente abbandonate a sé stesse.

              Purtroppo in questo particolare momento storico (quindi non come regola astratta) il cambiamento avverrà solo dopo un periodo pesantemente conflittuale e distruttivo; il punto è che una cosa è arrivare a quella fase a mio avviso oggi inevitabile con un popolo che si senta “popolo” o con una massa informe che non sa dove andare. Il M5S pur con alcuni difetti è comunque un Movimento che sta trasformando la massa in popolo e per questo lo sosterrò alle elezioni europee.

    2. ugo scrive:

      Certo è che quando sul blog di beppe grillo si leggono ogni tre per due i soliti improperi idioti alla brunetta contro gli statali fancazzisti non è che venga tanta voglia di spararsi sui piedi da soli, vi pare? Rimane poi aperta la pelosa questione dell’appoggio del M5S al principio dello ius soli, in merito al quale sarebbe opportuna, in un senso o nell’altro, una presa di posizione netta (così come sull’atteggiamento che il movimento intende tenere nei confronti dei moti migratori in ingresso). Che mi si dia un aiutino per riuscire a mettere la crocetta su quel simbolo e, magari!, a diventare pure un attivista. Al momento sono molto titubante.

    3. Rosanna Spadini scrive:

      Reduce da goofynomics, appena cacciata a insulti e pedate nel sedere, ho da poco scoperto il tuo blog e ne sono molto contenta, perché mi trovo molto d’accordo con le analisi che ho letto finora. Spero di poter partecipare con maggior serenità.

    4. gigi scrive:

      Evvai Rosanna…le donne sono sempre benvenute..
      Io mi diverto a prendere in giro il pidiume sul blog di Gad Lerner..
      Una domanda al mitico Moralista…uno del nord Italia che vota pd ed insulta la Lwga come puó condividere le tesi di frau Angela nei confronti degli stati del sud Europa che …”hanno vissuto sopra le proprie possibilitá”?
      Non só se sono stato chiaro….ma stasera dopo 3 bicchieri di sangria cn amici….come dice il ns van de sfroos…anche la luna me par che sbanda…!

    5. Perderemo comunque? Non importa. Caro Maestro, non sono d’accordo. Io, credo fermamente nella vittoria se chi a cuore le magiche parole della Rivoluzione Francese, si unisse in un manifesto politico ad hoc, che abbia come priorità la famiglia.
      Un manifesto e dei simboli per svegliare le coscienze e tramite esse entrare nelle case, tramite degli opuscoli, tipo i Testimoni di Geova. Una sorta di informazione capillare, che scaldi il cuore dei cittadini. Io, credo in un mondo migliore, umano, sereno, ove ogni figlio posso guardare al futuro meravigliandosi di ciò che ha costruito il proprio padre.
      Sarò romantico; me ne frego!

      • Laura scrive:

        Siamo certi che il sistema della moneta unica europea sia un sistema criminale basato sulla malversazione, pertanto NON RICONOSCIAMO l’entità del debito pubblico accumulato dall’Italia nei confronti della BCE (Banca Centrale Europea), liquidando la nostra appartenenza al sistema bancario e monetario europeo della cosiddetta “Trojka” composta Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, come l’esperienza più fallimentare in assoluto nella storia della nostra Repubblica. I continui sacrifici che vengono pretesi dagli Italiani per contenere e ripianare tale debito non sono dovuti in quanto l’ammontare di tale debito illegittimo, frutto di una perversa truffa di dimensioni inaudite, e strutturato in modo tale che MAI potrà essere ripagato.

        Parimenti, non accettiamo gli attuali criteri di regolamentazione dell’import-export imposti dall’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), conosciuta anche con il nome inglese di World Trade Organization (il WTO, che ha iniziato ad operare dal 1° gennaio 1995). Rientrano sotto la giurisdizione del WTO i 28 accordi siglati a Marrakech il 15 aprile 1994, riguardanti il commercio internazionale dei beni industriali, dei prodotti agricoli, dei servizi e la tutela dei diritti sulla proprietà intellettuale. Il par. 4 dell’art. XVI obbliga ciascun Paese membro a conformare leggi, regolamenti e procedure amministrative nazionali alle disposizioni stabilite dagli Accordi multilaterali rafforzando la prevalenza degli impegni presi in sede internazionale rispetto alle normative interne. Pertanto, l’appartenenza al WTO obbliga i Paesi aderenti a scambi commerciali globalizzati anche con Paesi dove all’origine le produzioni sono difformi nei criteri dei valori sociali delle risorse ambientali, nei criteri ecologici, di diritti civili dei lavoratori, di costo del lavoro e di tassazione, contestualmente obbliga alla rinuncia a misure unilaterali di ritorsione.

        Crediamo anche che se l’Italia si trova nelle attuali pessime condizioni socieconomiche sia a causa di decisioni politiche scellerate, finalizzate sin dal principio alla consegna della sovranità politica, finanziaria ed economica dell’Italia a diverse Organizzazioni internazionali, prese in malafede da una classe politica infedele ai mandati di rappresentanza ricevuti dai cittadini, i quali sono stati tenuti all’oscuro delle terribili conseguenze che avrebbero dovuto patire. Lo Stato non è una azienda ma una comunità politica e umana governata da rappresentanti chiamati ad agire fedelmente per il bene e nell’interesse esclusivo della popolazione. I cittadini di uno Stato non sono infatti soci di una azienda, ed i servizi che vengono erogati a fronte della mole di tasse pagate non sono assolutamente congrui.

        Esiste una terza via fra Stato e Mercato, quella del buonsenso e dei servizi basilari ai quali devono avere accesso tutti i cittadini indistintamente indipendentemente dal censo. Al di là di questo, la libertà di intraprendere e di creare ricchezza deve essere possibile per chiunque ne abbia le capacità finanziarie ed intellettuali.

        Siamo consapevoli che esista un grave problema di fondo, vale a dire l’attuale insussistenza politica dell’Italia e la sua conseguente risibile credibilità sugli scenari politici economici e finanziari internazionali, che limita la forza della nostra Nazione a far valere i propri diritti negli ambiti della difesa, produttivi e degli scambi commerciali fra le nazioni. Per questa ragione Forza Popolare compirà ogni sforzo per sostituire in maniera drastica l’intera classe politica italiana dimostratasi incapace di attuare scelte a vantaggio della nazione. Tuttavia riteniamo che, una volta risolti i problemi interni, non sia possibile rapportarsi in quegli ambiti sulle attuali basi per un autentico rilancio e sviluppo della economia italiana, per i criteri con i quali sono state concepite le succitate Organizzazioni.

        Riteniamo pertanto che sia fondamentale e imprescindibile fare tabula rasa, sostituire in toto i rappresentanti degli Italiani nelle Istituzioni nazionali, al fine di recuperare la sovranità politica e monetaria della nostra nazione e con essa la dignità di popolo italiano e il diritto naturale alla dignità universale del lavoro, il Valore della famiglia, il Valore dell’appartenenza, il patriottismo e l’identità nazionale, recuperando senso e importanza alla nostra libertà individuale.

        Il processo di armonizzazione fra i popoli e culture , di per sé concetto giusto e condivisibile qualora finalizzato al progresso ed al miglioramento globale delle condizioni di vita di ciascun individuo sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, non può essere in nessun caso un processo di integrazione forzata basata su criteri di mero profitto economico, schiavitù e responsabilità in solido dei cittadini, criterio finora sconosciuto ma previsto, e quindi imposto, dalla ignobile regolamentazione sottoscritta fra gli appartenenti alla Unione Monetaria Europea.

        http://www.forzapopolare.it/index.php/home/manifesto-politico

    6. Daniele scrive:

      Grande come sempre Signor Toscano. “Ma come si fa a credere alle barzellette di un simile impostore?”… “Ma perché agevolare il loro malsano proposito?”.. “Perché legittimare con il nostro voto l’edificazione dei già visibili forni costruiti per annientarci?”
      Queste domande hanno una sola risposta. Perchè la maggioranza degli italiani è pigra, ormai priva di ogni pensiero critico, e si accontenta delle balle che le vengono propinate dai media mainstream. Purtroppo sono troppi quelli che hanno perso l’abitudine di pensare, di farsi domande e di chiedersi come mai da questa crisi non si esce mai. Inoltre difficilmente la gente, indottrinata quotidianamente dagli organi di informazione ufficiali, è disposta a mettere in discussione le proprie spesso insulse convinzioni. Io non posso fare a meno di vedere che, ogni volta che parlo a colleghi, parenti e conoscenti, tutti sono ancora convinti che il problema di questo paese sia il debito pubblico, i costi della politica e gli sprechi. Se solo si comincia a parlare di sovranità monetaria, di uscita dall’euro, di troika, di tecnocrazia nazista europea tutti quanti si girano dall’altra parte come se il folle fossi io. Sono decisamente depresso per questo. Fortunatamente ho scoperto questo blog e tutti coloro che vi inseriscono i propri commenti. Grazie, mi date ancora un pò di coraggio per andare avanti.

      • Petronius scrive:

        Per questo Grillo esita a pronunciarsi contro l’euro, proprio per quello che hai scritto che succede a te cioè che si voltano dall’altra parte.
        Grillo ha capito che bisogna rispettare una tabella di marcia che (semplificando) dice che PRIMA la gente deve incazzarsi, sentirsi unita, votare tutti insieme e SOLO DOPO si può sperare che inizi la vera consapevolezza stimolata dallo sviluppo della piattaforma grillina per la democrazia diretta.
        Sosteniamo Grillo e poi vedremo se si apriranno spiragli di opportunità.

        Chiedetevi peró: perché l’unico che si è deciso a scendere in piazza per parlare col popolo è Grillo e nessun altro lo fa?
        E ancora: come mai tanti signorini tanto sapienti che però non fanno una mazza, e magari si scopre che hanno addirittura votato a favore del governo Letta, si impegnano tantissimo nella critica a Grillo?

        Quando questi signorini (ma anche signorine) si decideranno a darsi da fare in mezzo al popolo probabilmente li seguirò ma finché stanno a sdottoreggiare “a gratise” su tutto e su tutti i, mio voto andrà all’unico che si sta coraggiosamente spendendo per gli italiani e cioè Grillo.

        • Daniele scrive:

          Premetto che io non sono un “grillino”, ma alle ultime elezioni ho comunque votato M5s per il semplice fatto che, a mio parere, attualmente, il movimento è l’unico grimaldello che abbiamo per cercare di scardinare o quantomeno indebolire l’attuale sistema che continua a mantenere in vita una classe politica ignobile che, in cambio del potere ottenuto in questo paese, ci ha svenduti e continuerà a svenderci fino a quando saremo dei veri e propri schiavi. Su diverse cose non mi convince in pieno ma al momento non vedo alternative e comunque credo che abbia avuto il merito di spingere un bel pò di persone a cercare nella rete verità che i media di regime non avrebbero mai mostrato.

    7. E’ la visione che unisce il popolo. E’ il sentire il sangue dei nostri avi che stimola la crescita. Sono gli ideali che aggregano. Sono i progetti che danno futuro. Sto leggendo il programma del m5s ” Stato e Cittadini”
      1] Abolizione delle province
      2] Accorpamento dei Comuni sotto i 5 mila abitanti.

      Sono iscritto al m5s da pochissimo tempo e mi sto dannando l’anima per dare un adeguato programma, sul come deve divenire l’Italia in seno all’Europa.
      Concordo che si debba votare e dare fiducia, ma concordo anche che si pecca di ingenuità a non avere una chiara e netta visione geopolitica, acciocché anche il singolo cittadino capisca le intenzioni, inerenti al proprio futuro.
      Con un chiaro manifesto politico, si può ottenere moltissimo e aggredire i vessilliferi, i Quisling di Mario Draghi.
      Il popolo si conquista col manifesto e simboli. Cribbio qualcuno dovrà pur farlo!!!

    8. Gianluca scrive:

      Secondo Eurostat, ufficialmente sono ormai più di 26 milioni gli uomini e le donne disoccupati nell’Unione europea, di cui 19 milioni nella sola zona euro.

      C’è da dire altro?

    9. Alessandra scrive:

      IO invece non votero’ il M5S..troppi sono i punti oscuri e la fede acritica di tanti grillini in Grillo, oltre al fatto che non si schierano apertamente contro questa europa e per l’uscita dall’euro..

      • non è che non si schierano. Si sta lavorando a un progetto sia geopolitico( Statologia) sia politico e altresì un cambiamento radicale del concetto del municipio. Già avere in programma l’abolizione dei comuni inferiori ai 5 mila abitanti è segno di fedeltà ai medesimi cittadini. Vota m5s, e pensa a una propria visione sia del nuovo stato sia della nuova europa. L’europa delle regioni e delle famiglie che eleggono i propri rappresentanti.

    10. Lorenzo scrive:

      Andrò controcorrente, ma in diversi commenti io ci leggo il tristemente noto messaggio del “votare il meno peggio”.
      Ed è così infatti: mi pare di capire che anche coloro che si definiscono sostenitori del Movimento 5 stelle sappiano bene che la posizione sull’Europa è ostile ma non chiara, e siamo sempre lì; sappiamo che il paziente è malato ma non troviamo / non sappiamo trovare / non vogliamo trovare una cura.
      Per dirla come si fa dalle mie parti…che due maroni

      • Michele scrive:

        In uno degli ultimi post sul blog di Grillo (citato anche da GOD), a mio parere si fa chiarezza anche a livello temporale: prima si chiede l’annullamento del fiscal compact e lo scorporo degli investimenti per la crescita dal rapporto del 3% (come dice di aver fatto Renzi), poi se la risposta è picche si interpellano i cittadini tramite referendum consultivo (quindi legale) e si studia una procedura di uscita condivisa (qui Renzi invece ha promesso prontamente di tagliare più di quello che gli viene richiesto!). Chi altri ha un programma del genere? Non Tsipras e nemmeno gli altri anti-euro principali, ma tanto per portarlo avanti si deve andare al governo in Italia, che il Parlamento europeo lo sappiamo quanto conta..

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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