download (3)L’avvenuta torsione in senso antidemocratico della nostra civiltà viaggia sulle ali della disinformazione. Il popolino tende a puntare il dito contro la Casta politica, composta perlopiù da ebeti ignoranti e straccioni, riservando ai padroni dell’informazione mainstream un trattamento tutto sommato di riguardo. Si tratta di un approccio sbagliato. Le responsabilità vanno invertite. La gran parte dei nostri parlamentari eletti con il Porcellum non legge e, se legge, non capisce. I giornalisti alla Massimo Franco, Corrado Formigli, Giovanni Floris, Lilli Gruber, Paolo Mieli e compagnia, invece, veicolano falsità con fare lucido e doloso. I suddetti protagonisti dell’informazione sanno di poter gonfiare il loro portafogli in misura direttamente proporzionale alle bugie che raccontano. Per cui, mentendo sapendo di mentire, codesti galantuomini si guadagnano un futuro di agi e lussi svolgendo con scrupolo l’arte più antica del mondo: quella intellettuale, difatti, rappresenta la forma di prostituzione più spregevole e redditizia. Chi ha creato il fenomeno Monti? Chi vi ha detto che le riforme strutturali servivano a far scendere lo spread? Chi vi racconta che la precarietà abbatte la disoccupazione? Chi vi induce ad accettare sacrifici che non finiscono mai nel nome dei mercati? I giornalisti naturalmente. Sono loro gli ascari visibili al servizio di quei poteri occulti e riservati che trafficano nell’ombra. Non è facile difendersi da questa razza di farabutti, servi ignobili e collusi, sempre pronti a sventolare il vessillo della libertà di stampa; proprio loro, miserabili ipocriti, che la libertà non l’hanno mai respirata. La disinformazione scientifica è un’arte. Ci vuole abilità e sprezzo del ridicolo per intorpidire con successo la mente di milioni di cittadini.  Lo schema utilizzato è quasi sempre lo stesso. Tutti i giornali e le televisioni di regime, al netto delle sfumature tattiche, recintano il campo grazie all’utilizzo sapiente di stereotipi tipizzati. Esempio. Tutti quelli a favore delle larghe intese nonché contrari al voto anticipato ricevono in regalo la patente di “responsabili”; gli altri, viceversa, vengono in automatico tacciati di  “populismo” e di “sfascismo”. Questo metodo funziona in automatico, a prescindere cioè dal profilo soggettivo dei singoli protagonisti di volta in volta interessati. Prendiamo il caso Verdini, trasformatosi a sua insaputa nel volgere di pochi mesi da aggressivo superfalco a ragionevole colomba. Cosa è successo di così importante da indurre la “libera stampa” a cambiare a trecentosessanta gradi il racconto del succitato ex macellaio toscano? Verdini si è convertito al buddismo? Ha conseguito nel frattempo un master in filosofie orientali?  Niente di tutto questo. Il Verdini di oggi è identico a quello di Novembre. Ma siccome al Verdini-falco non piaceva Enrico Letta, rappresentante pro tempore di interessi meschini e anti-italiani, ai giornali servi conveniva dipingerlo come una specie di esagitato sempre a braccetto con quell’isterica della Santanché; ma ora che il macellaretto lavora  per puntellare il governo del suo amichetto Renzi, ultima fiamma del Venerabile Mario Draghi, i giornali lo hanno naturalmente riscoperto “colomba”. Ora il falco è Brunetta. Fino alla scoperta del prossimo uomo-uccello naturalmente. Spegnete la  televisione, non acquistate i giornali, informatevi in rete e leggete buoni libri. E’ l’unico modo per non farsi incantare dalle sirene melliflue di finti commentatori pagati a peso d’oro per spargere veleni, menzogne e corbellerie. 

    Francesco Maria Toscano

    8/04/2014

    Categorie: Politica

    3 Commenti

    1. Caro Maestro; è un grande.Ella è una fonte di ispirazione ” NEURONALE”.
      1]Spegnete la televisione ( fate come me; vendetela)
      2]Non acquista i giornali.
      3]Informatevi in rete.
      4]Leggete buoni libri ( taluni li vendo a 5 euri pur di istruirvi).
      5]Il futuro appartiene al Popolo.
      6]Prima di votare, informatevi attentamente su cosa sta succedendo a livello politico.
      7]L’interesse politico non deve essere marginale,giacché tralasciando oppure delegando superficialmente, si ricade in codesto e nefasto periodo.
      8]Ridurre gli stadi e le categorie di calcio; tempo perso.
      9]Al posto degli stadi, innalzare la cultura tramite aumento delle biblioteche.
      10]Suggeritomi da Fernanda Ferfagia Vernizzi; Libertà di scegliere.

    2. GLS scrive:

      Appoggio pienamente quanto qui esposto. E’ esattamente cio’ che vedo quotidianamente. Hanno la capacità di dare notizie utilizzando parole che inducono il lettore o l’ascoltatore quasi inconsciamente ad accogliere l’informazione già con il giudizio intrinsecamente espresso. Sono artisti del raggiro. Ma quello che ritengo sia molto grave e preoccupante oltre a tutto questo è il livello di assoluta ignoranza e disinteresse che coinvolge la maggioranza dei cittadini. Hanno una tale confusione in testa a seguito del bombardamento informativo cacofonico a cui sono sottoposti che scelgono di allontanarsi invece di sforzarsi di capire, di analizzare e vagliare le fonti. Un esempio che mi ha lasciato con molto amaro in bocca è questo video https://www.youtube.com/watch?v=yxylAFQjya0 (forse girato a Bologna) in cui nessuno ha un’idea, nessuno è interessato o al più voterà come ha sempre fatto. Come dico spesso in questo caso la colpa maggiore, a voler proprio cercare un colpevole, ce l’hanno le vittime non i carnefici.

    3. Giampaolo scrive:

      Gli ascolti dei talk show sono in diminuzione. I lettori dei giornali anche. C’e’ forse qualche speranza.

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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