untitledMolte persone intelligenti continuano a confondere il fine con i mezzi. Il progressivo aumento delle disuguaglianze, la sostanziale schiavizzazione dei ceti medi e proletari, nonché l’instaurazione di un modello di governance autoritario e antidemocratico, rappresentano alcuni degli obiettivi concreti che i massoni reazionari ora al potere perseguono. L’euro, invece, moneta senza Stato controllata da una banca centrale che serve occultamente interessi privati, è soltanto un mezzo. Per questo è importante concentrare gli sforzi nella direzione giusta. Dobbiamo cioè riuscire a cambiare le politiche infami che condannano l’Europa ad un futuro di stenti e povertà. Limitarsi a denunciare le storture dell’euro, tra l’altro evidenti ed innegabili, potrebbe infatti rivelarsi alla lunga perfino controproducente. Prendiamo il caso inglese. I sudditi di Sua Maestà, pur avendo conservato la sterlina, conoscono gli stessi identici problemi dei lavoratori francesi ed italiani. L’Ukip, il partito antisistema guidato da Nigel Farage, rischia di diventare il primo partito inglese, sospinto da un malcontento popolare crescente e apparentemente inarrestabile. Cosa dimostra tale indubitabile circostanza? Dimostra che non basta riappropriarsi della sovranità monetaria per invertire il paradigma economico dominante. La vera battaglia è politica, non tecnica. Un’Europa politicamente democratica ed economicamente keynesiana, renderebbe la vita dei cittadini molto migliore di una Italia nuovamente capace di battere moneta ma sfortunatamente guidata da uomini simili all’attuale premier inglese Cameron. Questo non significa derubricare il caso euro a “faccenda minore”. Significa soltanto leggere i fenomeni secondo una giusta prospettiva. Un ipotetico premier italiano veramente attento al benessere dei propri concittadini, dovrebbe andare subito a Bruxelles e dire con chiarezza: “Amici miei, l’austerità ha fallito. L’Italia lancerà a breve un nuovo New Deal per aumentare occupazione e consumi. Nessuno si azzardi a limitare la nostra capacità di autodeterminazione evocando anacronistici parametri superati dal corso degli eventi. Anzi, invitiamo gli altri Paese dell’Unione, chiaramente afflitti da problematiche identiche alle nostre, a seguire il nostro esempio. Nel caso in cui qualche burocrate non eletto dovesse permettersi di alzare il sopracciglio di fronte alle legittime richieste italiane, sappiate che in tal caso considereremo fin da subito carta straccia i Trattati già firmati. D’altronde, come insegna la storia passata e recente, i Trattati valgono fino a quando permane la volontà di rispettarli”. Su queste basi la rottura avrebbe un senso. Ma che senso avrebbe invece tornare alla lira per poi tagliare la spesa pubblica fino a  200 miliardi come propone Casaleggio? O tornare alla lira per poi applicare le ricette iper-liberiste difese dai vari Giannino, Scacciavillani e Boldrin che tanto piacciono al leghista Maroni? Chi vota Lega in odio all’euro rischia di emulare le gesta di quel famoso marito che si evirò per fare dispetto alla moglie.  Non vi appare strumentale l’ultima piroetta del Carroccio?  Non è forse vero che da venti anni a questa parte i leghisti puntellano tutte le controriforme reazionarie che torturano i lavoratori? E’ possibile votare un partito guidato da Salvini, essere così meschino da prendere pubblicamente le difese dei poliziotti condannati in Cassazione per avere provocato la morte del giovane Aldrovandi? Basta un po’ di retorica a buon mercato per cancellare tutto il resto? Non fatevi ingannare da false questioni. Stimo e rispetto il professore Borghi Aquilini, intellettuale brillante candidato per il Parlamento europeo nelle liste della Lega. Sono certo che, in ogni caso, l’eventuale presenza nelle istituzioni di figure preparate e colte non potrà che migliorare il livello complessivo del dibattito. Ma, vi prego, restiamo sul punto. La battaglia per impedire il definitivo consumarsi dell’Olocausto ai danni dei popoli europei richiede uno sforzo articolato e maggiore. Non basta gridare “no all’euro” per guadagnarsi la patente di resistente. Specie con riferimento a chi, una volta riconquistata la lira, non saprebbe materialmente cosa farsene.

    Francesco Maria Toscano

    2/05/2014

    Categorie: Editoriale

    75 Commenti

    1. ampul scrive:

      Bravo! Oltretutto chi conosce l’attuale leader del carroccio (in ambienti milanesi…) sa benissimo di che pasta è fatto, e di quanto strumentale sia la sua presa di posizione.
      Borghi e Bagnai farebbero bene a rendersene subito conto!! Seppur la loro “dottrina” sia sacrosanta e scientificamente provata.

      • Rodion scrive:

        Prova a riflettere su ciò:

        1 – le europee non sono le politiche

        2 – pensi che Borghi o Bagnai siano due sprovveduti? Ti assicuro che sono state bussate TUTTE le porte: picche da tutti (alla fine anche Crosetto & company che avevano teso una mano con al prof. Rinaldi si sono tirati in dietro: e ci avrebbe fatto comodo prendere dei voti anche nel Sud Italia).

        L’unico che ci ha aperto la porta, interessatamente o meno, è stato Salvini.

        Non c’è altro.

        Abbiamo idea che gran parte dei meetup a 5 stelle sono coloro che in questi ultimi due anni hanno chiesto interventi, organizzazione di seminari, “consulenze”, ecc. da parte dei nostri economisti di riferimento?

        Sapete quali sono, a parte Scelta Civica :o) , gli unici segretari di partito che non hanno fatto manco una chiamata?

        Grillo & Casaleggio

        Purtroppo non abbiamo né risorse né organizzazione territoriale: ma ti assicuro che abbiamo le idee chiare.

        La testa e i valori non mancano: mancano ancora gambe, braccia e tutto ciò che ci vuole per rappresentare cittadini italiani ed europei. Non possiamo aspettare: e se Salvini ci darà un “passaggio”, gliene saremo grati.

        • ampul scrive:

          Rodion so bene tutto quello che dici, seguo bagnai da tempo e mi ritengo un suo “studente” (ahimè avrei voluto tantissimo essere suo studente, mi serviva qualche anno e kilometro in meno!).
          Però non posso che dubitare del “passaggio”, non me ne volere… Sono troppo d’accordo con l’analisi del moralista!
          Ma anche tu hai ragione, e so bene che bagnai bussò a tante porte (fosse venuto a casa mia gli avrei aperto! :-) )
          Non dimentichiamo mai chi sta dietro la pistola “Euro”!

          • Rodion scrive:

            Operativamente parlando, le porte sono state bussate dai prof. Borghi e Rinaldi.

            Il prof. Bagnai è più concentrato sul lato “accademico”, con a/simmetrie: il suo contributo politico è quello di dialogare dal punto di vista “consulenziale” con tutte le realtà politiche e cercare sinergie internazionali.

            Il “wishful thinking” su una “riforma” della Lega da parte di Salvini come ha già fatto per una buona parte la Le Pen con FN (che comunque pare ci abbia messo 4 o 5 anni…) è indipendente dal fatto che si vota Borghi capolista in un contesto “referendario/sondaggista” come quello europeo…

            Non sono politiche! Come dovresti sapere, Bagnai stesso lo ha ripetuto più volte… ed è strategia ed opinione che condivido. (In queste dinamiche non ci sono grafici e modelli che aiutano a far precise previsioni…)

            Non capisco: che alternative ci sono? Pur di non dare voti alla Lega di Salvini (che comunque MERITA per aver fatto un ottimo lavoro di informazione, in buona fede o meno), lasceresti Claudio Borghi (e tutti noi) a piedi?

            Nel momento in cui abbiamo una persona del livello di Borghi all’inano Parlamento il “passaggio” sarebbe un fatto, non un “wishful thinking”.

            I pii desideri sono al massimo riferibili alle politiche, per questo non trovo condivisibile l’analisi del Moralista e trovo poco comprensibile la tua posizione che dovresti aver studiato e seguito il dibattito…

            Ma ripeto, quando si parla di “partitica” nessuno ha la sfera di cristallo e ogni proposta va valutata… cosa offri di meglio? M5S? Tsiparas? Astensione?

    2. marcobaldi scrive:

      “non basta riappropriarsi della sovranità monetaria per invertire il paradigma economico dominante”

      No, non basta, ma è NECESSARIO.

      Con questo la discussione è chiusa, anche perché è assolutamente irragionevole pensare ad una Europa keynesiana o solidale (oggi).

      A mala pena i veneti si sentono concittadini dei calabresi, figuriamoci se possono sentirsi concittadini dei calabresi i bavaresi o i lapponi. Siamo seri, e siamo pragmatici, non è questo il momento di seguire sogni irrealizzabili (che è esattamente quello che fanno il PD e Grillo, tra gli altri).

      Per questo io voterò Francesca donato -Lega Nord.

      Con la massima stima, caro Francesco, sia ben chiaro.

    3. Alessandra scrive:

      ..forse varrebbe la pena ricordare che le elezioni europee sono soprattutto un referendum su questa UE e sull’euro e chesoprattutto : NON SONO ELEZIONI POLITICHE

    4. kthrcds scrive:

      L’€ è il perno della crisi che stiamo attraversando. Uscirne, come dice marcobaldi (2 maggio 2014 alle 16:01), “non basta, ma è NECESSARIO”.
      Anch’io voterò Francesca Donato pur sapendo benissimo che cos’è è la Lega. Però votare contro l’€ alle europee non significa votere Lega anche alle politiche – certo non voterò per il Pd -, ma significa rompere il simulacro che gli euro-burocrati hanno istituito per dare una parvenza di democrazia ad un’istituzione che di democratico non ha nulla.
      La mia impressione è che in questo particolare momento storico le disquisizioni di principio su chi votare alle europee non abbiano molto senso. Se dalle europee non esce un forte ed inequivocabile segnale di rifiuto delle politiche Ue, quest’ultima ci farà subire un’accelerazione in termini di politiche di austerità che molto probabilmente causeranno fortissime tensioni sociali su scala continentale. Se non vogliamo garantirci un futuro stile Egitto occorre per forza votare chi a questa Europa si oppone – quindi non M5s il cui ruolo consiste nel “rappresentare” l’opposizione, non farla.
      Ogni altra scelta è completamente inutile e gravida di pericolose conseguenze.
      Votare chi rifiuta nettamente l’€ equivale anche ad ammutolire Renzi. Per sempre.
      Sono soddisfazioni che non capitano tutti i giorni.

    5. Adriano scrive:

      Non mi pare proprio che Casaleggio abbia detto di tagliare la spesa pubblica.
      Non è un tipo che ami argomentare troppo e per troppa concisione tacitiana ha detto una cosa che nella sua lingua non significa taglio ma ottimizzazione, taglio agli sprechi non alla spesa in sé.
      È anche abbastanza ovvio se si pensa cheil m5s ha nel provramma l’a olizione del Fiscal Compact e soprattutto lo sforamento del 3% def/Pil.
      Se insistono per sforare lo fanno per poter spendere oltre il limite odierno quindi pensare che contemporanea,ente vogliano tagliare e sforare è un non senso.
      Quindi invito i lettori obiettivi a pensarci su e a calcolare nel loro giudizio che il m5s è un movimento giovane fatto da non professionisti né dell’economia né della politica (inclusi Grillo e Casaleggio che spesso sono approssimativi su molte cose ma non si fossilizzano sui loro eerori), che da quando sono entrati in parlamento sono migliorati in maniera straordinaria sotto tutti i punti di vista, che hanno un livello di decoro e di onestà impensabile nel resto dei partiti bordello, che queste elezioni sono una eccezionale occasione per scalfire il dominio fino a oggi incontrastato dei tecnocrati dell’oligarchia cosmopolita.
      Non perdiamola.

      • marcobaldi scrive:

        Casaleggio ha detto di voler tagliare la spesa pubblica primaria di 200 miliardi, in una recente intervista al Fatto Quotidiano.
        Informati.

        • Adriano scrive:

          Fai lo sforzo di leggere quello che uno scrive.
          Ho detto un’altra cosa portando un argomento abbastanza incontrovertibile come il fatto che vogliono sforare il limite del tre per cento.
          Se ti levi il lpraocchi (solo per un attimo per carità) ti rendi conto che non si può dire di tagliare la spesa e contemporaneamente sforare il limite di spesa.
          Casaleggio non è un economista, è un signore che ama darsi arie da capo indiano che parla per sentenze e ha detto una frase imprecisa.
          Ammesso e non concesso che invece fosse proprio mirata a un taglio tout court della spesa pubblica è evidente che se ne sta andando per i fatti suoi allontanandosi dal movimento perchè m5s ha scritto nel programma chiaramente che è contro il fiscal Compact e contro il limite del tre per cento.
          Ma capisco che ormai siamo in frenesia elettorale e non si riesce a guardare le cose serenamente.
          Votate per chi vi pare basta che ci rendiamo conto che euro o non euro se si vuole migliorare la situazione si deve sostenere qualsiasi partito faccia opura al potere.

          “Ma Grillo è un gatekepper mandato dalla JP Morgan, egli è l’emissario delle forze del male!!!”

          Sí bambini, allora votate Lega che sarà meno efficace ma un minimo di senso ce l’ha.

          E questo è niente ragazzi, vedrete a che livelli di assatanamento si arriverà dopo le elezioni…
          Meno male che i massoncini fanno l’associazione Eleanor Roosvelt (di prossima uscita) che avvalendosi degli argomenti del libro di Magaldi (di imminentissima pubblicazione, forse domani stesso) iporteranno la calma e la serenità fra le fila dei buoni e sbaraglieranno i perfidi massoni reazionari.

          • marcobaldi scrive:

            il paraocchi mi sembra che ce lo hai te, scusa:
            Ha proprio detto CHIARO E TONDO che si dovrà arrivare a tagliare la spesa pubblica primaria di 200 miliardi (su 700). Questo significa la fine dello Stato sociale e la miseria per milioni di pensionati (e non solo).

            piu’ chiaro di così!

            • Adriano scrive:

              Evidentemente quando uno si mette il paraocchi ci si affeziona

              Se uno dice che vuole sforare il tre per cento di deficit su PIL (sforare) significa che vuole fare più spesa pubblica, lo capisci o no?
              Casaleggio non è un economista e ha semplicemente detto che vuole ottimizzare solo che parlando un po’ a kazzo di cane come suo solito ha usato il termine tagliare.

              MA SE PRIMA HA DETTO CHE VUOLE SFORARE il tre per cento è chiaro che vuole fare una spesa maggiore di adesso dove NON POSSIAMO SFORARE.
              Non è difficile eppure c’è chi non ci arriva.

              • il Moralista scrive:

                Si può sforare di molto la soglia del 3% continuando comunque a somministrare il veleno dell’austerità classista e schiavista: urge analisi approfondita su Spagna e governo Rajoy…

              • Adriano scrive:

                Moralista ma davvero credi che m5s sia sulla stessa linea dei tecnocrati?
                A me non sembra affatto; sono d’accordo che c’è una certa confusione nelle loro proposte ma hanno un anno di parlamento e sono in evoluzione.
                Mi sembrate un po’troppo preveggenti.

              • il Moralista scrive:

                Adriano, ma secondo te se coltivassi simili dubbi avrei invitato i miei lettori a votare 5 Stelle (anche a naso turato)? Dico un’altra cosa. Nel Movimento esiste un sapiente doppio binario. Il primo, impetuoso, generoso, confusionario ma magari genuino rappresentato da Grillo, la base e molti dei parlamentari. Poi c’è Casaleggio, “garante” riservato agli occhi di alcuni salotti che somigliano a quelli dei tecnocrati da te evocati. Il passaggio di Casaleggio sul taglio alla spesa non è derubricabile a boutade di un ignorante. La vera lettura, agli occhi di chi deve capire, è un’altra: “tranquilli, qui dentro vi garantisco io…”

              • Adriano scrive:

                Non capisco, mi sembra contraddittorio.
                Prima mi dici che non pensi certe cose tanto che hai invitato i lettori a votare m5s.
                Poi dici che giocano su due tavoli di cui uno in combutta con le oligarchie finanziarie.

                Io sto ai fatti che sono: un programma in cui si dice che si vuole abolire il FC, sforare il tre per cento e se non ci si riesce si prende in considerazione l’uscita dall’euro; un’opposizione condotta con molto rigore da parte dei parlamentari grillini; un innegabile miglioramento generale del livello del movimento dalle elezioni dell’anno scorso; soprattutto un evidente disagio del potere politico dominante nei confronti della almeno apparente ascesa del movimento.

                Le tue supposizioni possono essere anche fondate ma lo si saprà dopo; certamente, e sono sicuro che sei d’accordo, dovesse venir fuori che davvero il m5s fa l’occhiolino ai tecnocrati sarebbe la fine del consenso dei pentastellati fra i quali ormai esiste un buon zoccolo duro di persone in buona fede che si informa con impegno e serietà.

                Io dico che un risultato vicino al trenta per cento da parte dei 5 stelle unito a un trionfo della Le Pen e di Farage getterebbe nello scompiglio il sistema imposto dalla Troika con inevitabili ripercussioni sulla coesione interna dei partiti vassalli.

                Non è un vero e proprio “risultato” ma rappresenta sicuramente la creazione di ottime premesse di azione politica.

              • il Moralista scrive:

                Io dico che votare 5 Stelle non risolverà molto. Ma votare 5 Stelle è meglio che niente…

    6. Diego scrive:

      C’è un goliardico modo di dire attualmente in voga, per esprimere fastidio e pulsioni di intolleranza: “mi sale il nazismo”

      parafrasando, quando ascolto la parola lega, “mi sale il borbonismo”

      • Rodion scrive:

        Le europee NON sono le politiche ed è possibile scrivere il NOME.

        Ha un valore simbolico, NON di governo.

        E’ necessario mandare persone alfabetizzate in ogni modo nelle istituzioni europee…

        • Adriano scrive:

          Fai lo sforzo di leggere quello che uno scrive.
          Ho detto un’altra cosa portando un argomento abbastanza incontrovertibile come il fatto che vogliono sforare il limite del tre per cento.
          Se ti levi il lpraocchi (solo per un attimo per carità) ti rendi conto che non si può dire di tagliare la spesa e contemporaneamente sforare il limite di spesa.
          Casaleggio non è un economista, è un signore che ama darsi arie da capo indiano che parla per sentenze e ha detto una frase imprecisa.
          Ammesso e non concesso che invece fosse proprio mirata a un taglio tout court della spesa pubblica è evidente che se ne sta andando per i fatti suoi allontanandosi dal movimento perchè m5s ha scritto nel programma chiaramente che è contro il fiscal Compact e contro il limite del tre per cento.
          Ma capisco che ormai siamo in frenesia elettorale e non si riesce a guardare le cose serenamente.
          Votate per chi vi pare basta che ci rendiamo conto che euro o non euro se si vuole migliorare la situazione si deve sostenere qualsiasi partito faccia opura al potere.

          “Ma Grillo è un gatekepper mandato dalla JP Morgan, egli è l’emissario delle forze del male!!!”

          Sí bambini, allora votate Lega che sarà meno efficace ma un minimo di senso ce l’ha.

          E questo è niente ragazzi, vedrete a che livelli di assatanamento si arriverà dopo le elezioni…
          Meno male che i massoncini fanno l’associazione Eleanor Roosvelt (di prossima uscita) che avvalendosi degli argomenti del libro di Magaldi (di imminentissima pubblicazione, forse domani stesso) iporteranno la calma e la serenità fra le fila dei buoni e sbaraglieranno i perfidi massoni reazionari.

    7. and scrive:

      eh, lo so, bisogna cercare di far capire che la soluzione dovrebbe essere la proposta del GUE di un new deal federale…
      Purtroppo però perchè l’euro sia sostenibile questi dovrebbero essere i costi per i paesi creditori:
      http://russeurope.hypotheses.org/2131

      Purtroppo Bagnai, che poteva spostare parecchi voti, è stato lasciato solo a lottare per cercare di portare il dibattito sulle verità macroeconomiche (proprio perchè vi leggo e lo leggo dall’inizio ed ho seguito l’andamento mediatico del dibattito sull’euro parlo con cognizione di causa) e alla fine ha dovuto radicalizzare la sua posizione su posizioni apparentemente nazionalistiche per poter rintuzzare ad ogni attacco trollistico.
      Ormai temo si sia talmente rinchiuso nel suo fortino che non si potrà più riuscire a coinvolgerlo in futuro.

      Certo però che sentire l’altra sera La candidata più autorevole dire “l’euro ci ha protetto”…sgvoibsjgvksjdbfvksdjbvkxfjvh
      veniva voglia di buttarsi di sotto!!!

    8. Mauro scrive:

      Qualche tempo fa ha indicato malamente di turarsi il naso e votare m5s…..credo la lega possa rappresentare solo l’inizio di un radicale cambiamento

    9. Gianluca scrive:

      La moneta non è solo un mezzo, questo vale solo per il mercato interno e disconoscerlo è un atto perdonabile solo a chi non sa di economia.
      Tra paesi diversi, come accade in EU, stabilisce anche il prezzo delle merci e volgarmente, chi LAVORERA’ e chi rimarrà disoccupato.

      • Gianluca scrive:

        Chi difende l’euro, anche in versione “buonista”, sta difendendo un sistema che costringerà trasferimenti ed emigrazione FORZATA. Capisco che per la ricca borghesia, muoversi in Europa, tra tante lingue diverse, è una passeggiata ed augurabile, ma per il popolo, significa fare enormi sacrifici, abbandonare le famiglie (vedi modello USA… e qui ci sarebbe da aprire capitoli), diventare “stranieri” per tanti del paese in cui si emigra (se va bene si integreranno le generazioni successive, ma sempre che le condizioni non muteranno ulteriormente), avere un enorme barriera linguistica ed acuire le frizioni tra popoli troppo diversi. In più, il megastato para-sovietico, sarà troppo liberista perché semplicemente il welfare sarà ai minimi termini, altrimenti insostenibile.
        Vorrei che Francesco Maria Toscano, potesse mettere a fuoco questi concetti.
        Gli idealisti, possono fare gravi danni alla società quando non capisco come le loro idee si relazione alla realtà, e al MERCATO.

        Non siamo in un economia chiusa e sovietica e le monete consentono di DIFENDERSI dall’invasione di prodotti stranieri che causeranno gioco forza l’esplosione della disoccupazione.

        Nessuno può pensare di comprarsi casa ed auto senza lavorare, ovvero reddito, e questo vale anche per un paese intero come l’Italia.
        Quindi o si ha un generale equilibrio tra importazioni ed esportazioni, oppure si finisce per comprare prodotti che come Stato non ci si può permettere.

        Mi spiegate adesso, perché questa cosa sfugge all’ambiente, anche più critico, che si definisce di “sinistra”? È così importante per voi il concetto, introdotto dall’euro e dall’europa, di concorrenza anche tra Stati, SUL diritto al lavoro?
        Ma con la nostra costituzione, ci possiamo pulire il sedere? Andatevi a vedere gli ENORMI conflitti che genererebbe rispetto ai trattati europei, che di fatto, aboliscono la nostra carta.

    10. faldrigh scrive:

      Sono d’accordo, la vera battaglia è politica, non tecnica. Ma dalla tecnica che si userà, dipenderà l’esito della battaglia.

      Avessimo anche un ipotetico premier italiano veramente attento al benessere dei propri concittadini, che domani mattina parte per Bruxelles per stracciare gli anacronistici parametri e annunciare un nuovo New Deal cosa cambierebbe? NIENTE!

      Certo, avremo meno austerità in Italia e in qualche altro paese che potrebbe seguire il nostro esempio ma se questa azione non viene accompagnata da un aumento della domanda interna dei paesi creditori (Germania) non solo nella componente pubblica ma anche e, soprattutto privata (adeguamento dei salari alla prduttività), la minore austerità della periferia non farebbe altro che tradursi in un nuovo peggioramento dei conti con l’estero dei singoli paesi e ci ritroveremo ancora al punto di partenza.

      Il Sud Europa ha pagato con lacrime e sangue la sua parte di riaggiustamento, realizzata tagliando la domanda interna sia nella componente privata (deflazione interna) che in quella pubblica (fiscal compact). Se il Nord Europa non fa esattamente il contrario, facendo ripartire la domanda interna in tutte le sue componenti, non se ne esce.
      E quali argomenti suggeriresti di utilizzare al nostro ipotetico premier illuminato per convincere tutta la grande coalizione tedesca a far ripartire la domanda in Germania?

      Questo è un punto cruciale. Se non si capisce questo, si rischia di giudicare come anti-austerità anche l’allungamento dei tempi di consolidamento fiscale chiesto da Renzi-Padoan, mentre questo rinvio è assolutamente strumentale a completare il disegno deflazionista in modo più efficace e con il consenso degli italiani.

    11. 8 settembre 1943 scrive:

      ottimo articolo, che apre pero’ ad una domanda che rivolgo quindi all’ottimo FM Toscano: chi votare, allora?
      Pd + Pdl: no, in quanto sull’euro hanno posizione da PUD€, in particolare il primo,se non per Fassina che ha capito concetti come svalutazione competitiva e ciclo di frenkel, ma per il resto non si nota nessuna analisi dei dati dal 1996 ad oggi su produttività e quota salari mentre il secondo random afferma che l’euro è un problema ma l’analisi si ferma in superficie
      Lega: se si accetta l’articolo il voto alla lega non puo’ essere dato
      M5S: anche in qs caso analisi ondivaghe sull’euro come mezzo per la lotta di classe da parte dei neoliberisti, per dirla alla G.Zezza non se ne sentono, se non il referendum sull’euro che non puo’ essere fatto
      Lista Tsipras: modifica degli assetti dell’eurozona, in particolare sui trasferimenti dalle zone in surplus a quelle in deficit, ma nessuna critica all’euro
      Sel: non pervenute critiche alla moneta unica
      Lista Civica: adesione eurista
      Fratelli d’Italia: se non ricordo male Crosetto ha votatocontro fiscal compact quando era in Fi
      NCD= Pd, quindi PUD€
      ergo se ne esce solo con il fatto che si votano gli uomini, e quindi domando: UN borghi oppure una meloni o crosetto possono dettare la linea del partito?

    12. Gianluca scrive:

      Ulteriore appunto: faccio notare che i vari Boldrin e company, sono ben lontani dall’attaccare l’euro, e anzi dal loro punto di vista, è 1 ottimo strumento per demolire lo Stato sociale.
      Quindi il paradigma va RIBALTATO.
      La Lega, forza reazionaria, paradossalmente è l’unica che apre le porte (non ho detto ASSICURA), ad una possibile (non certa) riconquista dello Stato sociale.
      Ci vogliono ridare il volante, per scegliere se continuare a farci del male come oggi siamo costretti anche dall’euro (o si svaluta la moneta, o si svaluta il lavoro) oppure…

    13. Rodion scrive:

      Caro Moralista, questa affermazione non solo non è condivisibile, ma è pericolosa:

      «Amici miei, l’austerità ha fallito.»

      Non ha assolutamente fallito: ha fatto quello che doveva fare, cioè “rimodellare la società” in una configurazione neoliberista ed autoritaria. Austerità che non è semplicemente stata imposta, ma è diretta conseguenza del “super goldstandard” che è la moneta unica.

      Innanzitutto UK ed USA hanno già avuto il loro euro, che si sono chiamati Reagan e Thatcher.

      In particolare l’Inghilterra è una nazione che ha già svenduto tutto, è un’economia completamente finanziarizzata: eppure, nella più grande crisi finanziaria della storia, hanno reagito MOLTO ma MOLTO meglio dei “debitori” dell’eurozona. Ti invito a vedere le comparazioni tra Italia e Inghilterra (che ha reagito allo shock da domanda svalutando naturalmente e facendo, nonostante l’ideologia neoliberista dominante, un minimo di politiche economiche sovrane).

      Non so più come ripeterlo: E’ L’EURO L’AUSTERITA’. Sono la stessa cosa. Uno è progettato per l’altra.

      Lo hanno dichiarato pubblicamente Prodi, Monti, Padoa Schioppa: si aspettava lo shock per il colpo di grazia finale.

      A differenza di USA e UK le socialdemocrazie europee hanno costituzioni che sono ANTILIBERISTE. Sono fondate sul lavoro, non sul capitale: e ora ci possono far ingoiare le riforme che hanno già ingoiato USA, UK e l’ordoliberale Germania.

      Con unica differenza: noi siamo stati colonizzati.

      Capito?

      Il progetto europeo è stato da sempre progettato per NON diventare un lisergico “superstato europeo”!

      Era necessario solo per “disperdere le sovranità” non per imporne un’altra. O meglio, serviva per imporre la sovranità del mercato. Il PROGETTO EUROPEISTA E’ FUNZIONALE ALLA PRIVATIZZAZIONE DI ASSET E ISTITUZIONI PUBBLICHE.

      I socialisti VERI sono da SEMPRE stati CONTRO: la Luxemburg, che l’economia l’aveva studiata, previse l’insostenibilità degli “USE” prima ancora delle due guerre.

      Quello del “federalismo” è un progetto direttamente e indirettamente hayekiano.

      (Poi sono arrivati i “doppio giochisti” a brandire il bispensiero pacifista.)

      Ormai, anche grazie al lavoro che si fa faticosamente in questo blog, la verità sta filtrando…

      http://orizzonte48.blogspot.com/2014/04/storia-non-troppo-segreta-della-pace.html

      • il Moralista scrive:

        Rodion, rimane sospesa la domanda di fondo: perché l’Inghilterra, pur non avendo l’euro, vive le stesse torsioni politiche di Francia ed Italia?

        • Adriano scrive:

          Infatti la chiave di tutto non è l’euro ma il Fiscal Compact; se salta il FC salta anche il sistema tecnocratico che ha voluto “questo” euro, quindi salta la moneta unica che è stata resa possibile ed è accettabile solo in quanto strumento di austerità (in funzione di freni del “disordine” democratico).

          Si trasformasse, come nelle sue possibilità, in uno strumento di politiche economiche keynesiane a livello continentale diventerebbe un pericolo esiziale per le oligarchie finanziarie che sarebbero costrette a farlo crollare al più presto.

          Quindi bisognerebbe riflettere sul fatto che attaccare direttamente l’euro è in prospettiva un errore politico enorme perché la responsabilità della eventuale caduta della moneta unica dovrebbe ricadere interamente su chi l’ha pensata e voluta come strumento di oppressione, non su chi se ne vuole disfare per disoerazione. Guardate che è un punto importante.

          Secondo: la gente ha ancora paura di dire no all’euro mentre molti ormai sono d’accordo nel criticare il Fiscal Compact.
          Si attacchi il FC quindi visto che il consenso sarebbe molto più diffuso e che l’effetto indiretto sarebbe comunque anti euro ma senza assunzioni di responsabilità che peserebbero moltissimo al momento del crollo della moneta e/o dell’Unione.

          Dopo le elezioni un certo gruppo proporrà un referendum per l’abolizione del FC; è un gruppo che non voterò a maggio ma che sosterrò nel suo referendum.
          Quella sarebbe una battaglia da portare avanti tutti insieme lasciando da parte le differenze di impostazione politica.
          Sarebbe una grande prova di mobilitazione popolare che avrebbe ricadute molto positive sulla consapevolezza generale dei cittadini nei confronti delle storture dell’Europa tecnocratica

          • Rodion scrive:

            @Adriano

            Il FC è necessitato proprio dall’euro stesso.

            Il cambio fisso crea degli squilibri nella bilancia dei pagamenti che per essere riequilibrati si dovrebbe forzare tedeschi ad alzare i salari (reflazionare) e comprimere (comunque) la domanda aggregata italiana (deflazionare).

            Non ci si scappa.

            La moneta unica, in un contesto disomogeneo (per motivi sociopolitici ed antropologici) che è caratterizzato da tassi di inflazione reale molto diversi, fa in modo di scaricare gli shock economici sui salariati (svalutazione interna) piuttosto che sui prezzi (svalutazione esterna). Per la gioia del grande capitale.

            LA MONETA UNICA E’ IL NON PLUS ULTRA DI LOTTA POLITICA, altro che “tecnicismo”.

            Si chiamava “lotta di classa” (al contrario): rubare ai poveri per dare ai ricchi.

            L’EURO E’ LO STRUMENTO ***POLITICO*** PRINCIPE PER LA RESTAURAZIONE EUROPEA nell’era dei “governi, appunto, TECNICI”.

            E, mi spiace, ma gli idealisti non possono rifiutare l’onere di imparare le scienze tecniche così come i Patrioti dovettero imparare ad usare la baionetta.

            • Adriano scrive:

              Rodion, scusa ma se non leggi i post e gli dai solo un’occhiata serve a poco.

              Hai scritto

              “Il FC è necessitato proprio dall’euro stesso.”

              È precisamente quello che ho scritto io se vai a leggere.

              Solo che tu parti a testa bassa contro l’euro col risultato che la gente si spaventerà di questa soluzione drastica e che in caso di rottura dell’Unione con gli inevitabili pesanti danni che subiranno alcune classi sociali (con l’euro alla lunga sarebbe peggio, lo so, ma i cittadini non lo capiscono appieno) la colpa se la prenderanno quelli che hanno sointo verso la fine della moneta unica, non con quelli che l’hanno imposta con le modalità autoritarie e antidemocratiche che conosciamo.

              Se vuoi fare un discorso politico sensato strategicamente e “vendibile” al pubblico è molto meglio partire da un attacco di coalizione (interclassista) al Fiscal Compact.

              Gli esiti sono due: nel migliore dei casi, il meno probabile, si abolisce il Fiscal Compact e si passa a politiche economiche keynesiane; siamo tutti abbastanza contenti e abbiamo ottenuto un ottimo risultato.
              Nell’eventualità più probabile invece non si riesce a abolire il Fiscal Compact e la gente finalmente aprirà gli pcchi sulla vera natura deLl’euro o addirittura, di fronte all’impossibilità di mantenere il FC, le oligarchie faranno cadere l’euro ma la responsabilità del disastro successivo all’uscita disordinata se la prednono loro.

              Quindi io e te (spero che tu concordi su questo punto) stiamo evidentemente dalla stessa parte solo che a mio avviso tu stai facendo come il toro che si scaglia a testa bassa sulla muleta senza rendersi conto che dietro di quella il torero nasconde una spada.

              Ripeto: a quanto mi risulta un certo gruppo proporrà un referendum contro il FC a giugno; ritengo molto importante che ci sia un’adesione e una partecipazione da parte di tutte le forze politiche “buone” su questo referendum.
              Se la proposta prende corpo e ottiene una larga diffusione a livello di opinione pubblica il tuo discorso anti euro si troverà avvantaggiato dal prevedibile rifiuto della politica mainstream e delle istituzioni che presumibilmente lo boicotteranno.
              È un passaggio intermedio della massima importanza senza il quale la lotta contro questa Europa rimarrà dispersa in un nugolo di fazioni incapaci di un’azione comune.

              In soldoni visto che il messaggio è stato frainteso: se siamo sicuri che l’euro e l’UE sono irriformabili abolendo il FC cade l’euro.
              Se invece si impedisce il referendum anti FC quando la gente comincerà a sentire gli effetti delle politiche di austerità spinte al massimo saprà con chi prendersela e l’azione politica diventerà molto più semplice ed efficace.

              Se parti direttamente contro l’euro ti depotenzi in partenza.

              • Rodion scrive:

                @Adriano

                Perdona, ma “repetita iuvant” anche a terzi…

                (infatti non è “politica” a testa bassa, vorrebbe essere meta-didattica :o)

                Nella strategia che proponi si scontrerebbero l’esisgenza di “dire la verità” con quella di trovare una strategia più furba ma, da come argomenti, più efficace.

                Non lo so.

                I sondaggi della Lega non sembrano confermare ciò che sostieni… ma andrebbero rapportati con quelli del M5S, che mi pare che tengano una linea più simile alla tua.

                Ne convieni?

              • Adriano scrive:

                Ma no abbi pazienza, non mi dire che sono “furbo”.
                Non ho mai detto, come sostieni tu, che non va detta la verità sull’euro ma che sono necessari dei passaggi intermedi mediante i quali i nostri avversari saranno obbligati a giocare a carte scoperte.
                Dimmi tu se anche nella tua ottica apertamente anti moneta unica non è comunque accettabile un referendum contro il Fiscal Compact.
                A mio avviso è un programma che non inficia minimamente il vostro e in seguito eventualmente le strade si possono dividere senza che nessuno dei due (chi è contro il FC per riformare l’euro e chi è contro l’euro tout court) ci perda nulla.

                Con l’enorme vantaggio però che si sarebbe fatto un lavoro in comune di mesi (banchetti per raccogliere firme, conferenze, incontri) che rafforzerebbe il fronte anti austerità.
                Dopodiché sia che il referendum passi e vinca sia che venga rigettato si metterebbero in grave posizione di scacco le oligarchie tecnocratiche.

                Gli sviluppi completi possono essere diversi ma li vedremo dopo. Dividersi fra euro sí euro no è al momento controproducente, ci vuole unità e credo che la battaglia contro il FC abbia proprio questo significato.

                Lo stesso sostegno al m5s è in parte strumentale (non li considero cosí male pur con alcune perplessità) al diffondersi di un fermento di reazione e voglia di partecipare con più consapevolezza dei reali problemi.

                Se uscirà davvero questa proposta anti Fiscal Compact il discorso diventerà meno teorico.

              • Rodion scrive:

                In linea generale condivido il “fronte unico” a livello politico. Quindi sì, come al tempo dei CLN.

                Ti faccio però notare che, come fa trasparire IlMoralista, sotto la sovradittatura europeista e nei paesi sotto la sua influenza, si sono formate forze popolari fasciste o comunque nazionaliste, “bizzarre” o, in generale, potenzialmente pericolose.

                Quello che non mi sconfiffera in line generale sulla propaganda politica contro il FC è che, fondamentalmente, si tratta di una propaganda che porta ad aizzare sentimenti antitedeschi…

                I creditori nazisti trovano perfetta controparte nei collaborazionisti dei peasi debitori oppressi.

                E se consideri che gli USA sono i più grandi debitori del mondo (anche nei confronti del vassallo germanico), non mi garberebbe un asse Stalin-Hitler… pardon. Putin-Merkel.

                Ci hanno ficcato in un bel pasticcio…

              • Adriano scrive:

                No, ma quale sentimento antitedesco.
                Il referendum anti Fiscal Compact lo porterà avanti Scelta per l’Europa, pensa un po’.
                Ma attenzione, la battaglia in comune per il referendum che cerca di cancellare concretamente e non a parole il FC è il passaggio ineludibile per la formazione di una forza interclassista che comprenda l’indispensabile borghesia medio alta.

                Puoi obiettare, e concordo su questo, che Scelta per l’Europa non è il massimo ma tieni presente primo, che tutti parlano ma gli unici che (pare) si muoveranno in concreto sono loro; secondo, il problema della creazione di una forza interclassista è che da una parte e dall’altra ci si dovrà sforzare di trovare una linea comune con chi consideriamo malissimo.
                Ripeto, il discorso assumerà contorni più definiti quando la proposta uscirà davvero.

        • Gianluca scrive:

          Semplicissimo: lì l’euro lo hanno già avuto, si chiamava Thatcher. In più, non avevano le nostre costituzioni socialdemocratiche! È un passaggio fondamentale per capire la strategia reazionaria delle élite europee…

          • Gianluca scrive:

            P.s. per demolire le nostre costituzioni quindi serviva scippare i popoli della sovranità nazionale e costituzionale per riconsegnarla al dio mercato

      • il Moralista scrive:

        Caro Rodion, anche il caffè fu inizialmente brevettato come cura per il mal di testa. Nulla vieterebbe domattina alla istituzioni europee di varare un New Deal finanziato con emissione di nuovi eurobond. Molto semplicemente manca la volontà politica. Con buona pace di Von Hayek, Prodi, Monti e Padoa Schioppa…

        • Rodion scrive:

          Caro Moralista, dai per scontato fatti che non sussistono: i famosi “fattoidi”.

          L’Inghilterra non è conciata come noi, né come nessun altro paese debitore dell’eurozona.

          Il punto è che queste non sono opinioni: è evidente che la stampa di regime va saltata a piè pari ed è necessario andare direttamente a valutare le fonti.

          Tutto il mondo libero ha subito un mostruoso shock economico, MA SOLO L’EUROZONA si sta disintegrando ed è costretta a vedere cose raccapriccianti: hai presente cosa sta succedendo in Grecia, in Portogallo o Spagna? Ti pare che lo stesso succeda in Polonia o in Danimarca?

          Se non vogliamo dar retta ai dati almeno diamo retta al cuore.

          La guerra neoliberista è una guerra globale e l’Europa aveva le sue peculiarità per cui è stato necessario un attacco preciso, con degli strumenti precisi.

          Sul fatto che manchi la volontà politica per uscire da questa situazione non ci son dubbi… e il problema “tecnico” nasce da “un problema politico e ideologico”. Ovvio.

          Il problema consiste nel fatto che è necessario spingere subito sulla strada “tecnica” giusta, in primissimo luogo: siamo in una mega CRISI ECONOMICA. E vorrei ricordarti come è andata a finire con quella del ’29, NONOSTANTE il New Deal roosveltiano.

          “[...]Nulla vieterebbe domattina alla istituzioni europee di varare un New Deal finanziato con emissione di nuovi eurobond[...]”

          Anche con gli eurobond la “mezzogiornificazione” non si fermerebbe. Si fermerebbero (forse) le “sevizie” della Germania (se riescono a spiegare agli elettori che il 10% del loro reddito andrà a coloro che, ancora oggi, per il loro media sono porci, pigri e corrotti), ma il processo continuerebbe e in una forma ancora più catastrofica di quella del Sud Italia. Per sempre (almeno per quello che riguarderà noi e i nostri figli).

          Il motivo dell’impossibilità di un esito democratico di questo tipo di processo è DI NATURA TECNICA, non solo economica, ma anche sociopolitica e antropologica, come ho provato ad argomentare fornendo fonti piuttosto consistenti. (Non è un caso che quelli che dai primi del ’900 scartavano a priori l’idea eurofederalista o che la volessero intraprendere PROPRIO per le suoe nefaste conseguenze fossero ECONOMISTI…)

          Se il percorso ermeneutico fosse stato intrapreso non avresti mai avanzato la metafora del caffé: NON SI POSSONO BREVETTARE LE LEGGI E LE PROPRIETA’ NATURALI. Puoi brevettare il processo per fare il caffé ma non puoi chiedere al caffé di curare il dolore come la morfina.

          Ci sono delle LEGGI NATURALI e, qualsiasi forzatura in quelle sociali, crea disastri immani, olocausti.

          Ma come nell’ultimo post chioso citando Orwell, ho anche consapevolezza del motivo per cui questo percorso stenta ad essere intrapreso. E lo capisco, nel profondo.

          Ma ci sto lavorando…

          A presto.

          • il Moralista scrive:

            Caro Rodion, il miglior modo per capire quanto la malattia sia in atto consiste nel valutarne gli effetti. Il quadro politico inglese è squassato dall’Ukip come quello francese dal Front National come quello italiano dal M5S. Guardare i frutti è spesso il modo migliore migliore per capire la qualità dell’albero. Non siamo affatto in una “mega crisi economica”. Il tuo determinismo mi sorprende. La crisi economica è niente più che uno spaventapasseri buono per allontanare i cattivi pensieri. La mezzogiornificazione coniata da Brancaccio non ha molto senso. L’unica cosa che ha senso è garantire l’immediato aumento della domanda aggregata e l’assottigliamento estremo della povertà figlia di politiche sadiche e oppressive. I tedeschi continuino pure a produrre tutte le mercedes che vogliono. L’importante è che esista una autorità centrale che permetta al ceto medio dei paesi mediterranei di potersene comprare una pur svolgendo professioni prettamente filosofiche o contemplative. Mi rifiuto a priori di pensare che la tecnica può, mai e in nessun caso, precedere la volontà politica. Non so infine cosa intendi per “proprietà naturali”. La prima cosa che mi viene in mente è la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, ma il discorso ci porterebbe troppo lontano…

            • Rodion scrive:

              :o)

              «L’euro è puro strumento **politico** nell’era dei governi tecnici»

              Guarda che l’Ukip ha come programma quello di uscire dall’UE… proprio perché l’UE non è riformabile. Noi abbiamo ***pure** il vincolo valutario…

              La Thatcher sarà stata un oppressore della working class ma ha almeno dimostrato di saper fare gli interessi nazionali.

              Anche oggi è l’una di notte e non ho ancora proceduto nella messa a punto della nuova formula del caffé… ma sarà il caffé buono che entrambi ameremmo gustare la mattina o dopo pranzo. E’ necessario solo modificare il processo di preparazione.

              Il preparare il caffé, come generalmente tutte le arti, necessita di “artigianalità”, cioè di “tecnica”: l’emozione di un Caravaggio, la sua incredibile espressività artistica, ci permette di far esperienza del Vero tramite la sua vivissima sensibilità che ci è comunicata per mezzo della sua stupefacente “tecnica”.

              Tecnica ed arte, Scienza e Idee, logos e pathos, Yin e Yang :o)

              Prima o poi lo troveremo il tempo per andar lontano con delle riflessioni…

              • Adriano scrive:

                Caravaggio non lo vedo vedo come esperienza del Vero.
                A meno che per Vero non si intenda il superamento della “verità assoluta” e immutabile per rivolgersi a una più profonda “verità relativa” che appare e scompare nel lampo di intuizione di un’ emozione che per esistere deve essere “umanità condivisa”.

                Il Vero assoluto (la tensione verso il) è Michelangelo; Caravaggio va oltre o forse “torna indietro” per non spingersi in solitudine troppo al di là del calore dell’umanità, a volte ambiguo e peccaminoso ma proprio per questo(e forse era precisamente quello che intendevi tu) più vero del Vero.

              • Adriano scrive:

                A proposito: hai visto il film Caravaggio di Derek Jarman?

              • Rodion scrive:

                @Adriano

                :o)

                Sì, intendevo proprio ciò che sta dietro il “velo di Maya”…

              • il Moralista scrive:

                La tecnica esiste solo nella misura in cui l’idea la guida. Altrimenti è inerzia. Vuota, nulla, meschina.

              • Rodion scrive:

                @moralista

                Verissimo: il problema è proprio che chi persegue l’Idea universalistica di uguaglianza sostanziale e possiede la massima influenza, si è perso in un vuoto idealismo non supportato dalla Tecnica, ovvero di quella comprensione scientifica della realtà che ha permesso all’uomo di elevarsi dallo stato di natura bestiale.

                Deficit che non si è ricoscontrato in tal rilevanza tra i reazionari.

                Se l’intelligenza (cioè la Tecnica) è sterile senza Idee (che nascono dalla passionarietà), le Idee sono nulle senza Intelligenza. E questo è ancora più vero quando il soggetto non è l’individuo, che gode di libero arbitrio, ma è la società nel suo complesso.

                L’Idea e la Tecnica vivono una nell’altra. Come puoi rifiutare il reale che prevede l’esistenza della luce solo in contrapposizione del calare delle tenebre? Non credi alla legge del Tao?

    14. claude scrive:

      1- usciamo dall’euro
      2- ne parliamo

      1 viene prima di 2

    15. claude scrive:

      l’euro è un problema in sé, non è solo mezzo, è fine!!!!:
      https://www.youtube.com/watch?v=wfcOnJC2uVM

      L’€ NON E’ UNA MONETA ma un accordo di cambi!

      L’eurobond non risolve i problemi di competitività interni Eurozona!

      Qualsiasi intervento espansivo andrà ad aumentare il divario interno europeo, servono politiche ad hoc.

      Una volta fuori si può decidere se essere espansivi o austeri, ma quello è il dopo.

      Già capire questo è un passo in avanti (vedi Lega e Salvini, che è se vuoi e rimane un porco antisemita criptonazista ma tant’è)

    16. claude scrive:

      L’inghilterra ha la META’ della NOSTRA DISOCCUPAZIONE ma tu COMI li leggi i dati ECONOMICI?

    17. Alessandra scrive:

      Comunque si e’ capito che la sovranita’ e’ una condizione imprescindibile per poter fare qualunque politica keynesiana, pertanto il punto principale e’ questo ed e’ imprescindibile.
      Si dovrebbe capire anche CHE LE EUROPEE NON SONO LE POLITICHE E CHE IL VOTO PER QUESTE EUROPEE E’ SPRATTUTTO UNA SORTA DI REFERENDUM SU EURO..pertanto, pur con tutti i conati di vomito che possono venire nel votare la lega, purtroppo se vogliamo dare un messaggio a questa Ue, dobbiamo votarla in quanto e’ praticamente l’unico partito, che sull’euro da’ unaindicazione chiara.
      Se si esce da euro, poi, come dopo il ’45, si rifanno le squadre, per costruire di nuovo la societa’ secondo le varie ideologie.

    18. faldrigh scrive:

      Moralista, ti rifaccio la domanda:

      Il Sud Europa ha pagato con lacrime e sangue la sua parte di riaggiustamento, realizzata tagliando la domanda interna sia nella componente privata (deflazione interna) che in quella pubblica (fiscal compact).

      Se il Nord Europa non fa esattamente il contrario, facendo ripartire la domanda interna in tutte le sue componenti, non se ne esce.

      La sola minore austerità della periferia o un nuovo New Deal, in presenza di cambi fissi, non farebbe altro che tradursi in un nuovo peggioramento dei conti con l’estero dei singoli paesi e ci ritroveremo ancora al punto di partenza.

      In alternativa all’uso della leva valutaria e quindi dell’uscita dall’Euro, tu quali argomenti suggeriresti di utilizzare per convincere tutta la grande coalizione tedesca a far ripartire la domanda interna in Germania?

      Su questo punto nessun partito anti-austerity e pro-euro ha speso una parola se non perdire “sarebbe bello che ci fosse…” e mi sembra che anche qui in fondo non si vada molto più avanti.

      Grazie

      • il Moralista scrive:

        Non esiste nessuna necessità tecnica che condanna i Paesi del sud alla deflazione. Così come non esiste nessuna dicotomia Germania-Paesi del sud. Sono recite. Gli uomini che decidono nel buio dei templi sono a vocazione cosmopolita. Ognuno di loro persegue interessi di gruppo recitando la parte del rappresentante di interessi interni. Chiaro?

        • faldrigh scrive:

          Moralista, per cortesia stavolta tieni il punto tu. Quello che è chiaro è che gli uomini che DECIDONO(nel buio dei templi o alla luce dei parlamenti nazionali)hanno vocazione cosmopolita perché sono uomini del capitale. Il lavoro, per fortuna o purtroppo, non ha la stessa vocazione e se lo vogliamo tutelare dobbiamo ragionare a livello nazionale e soprattutto dobbiamo essere MOLTO CONCRETI E INCISIVI.
          E’ ovvio che non esiste solo una contrapposizione Centro-Periferia, altrimenti questo schifo sarebbe già finito da un pezzo!!! A monte di questa contrapposizione, che è scritta nelle bilance dei pagamenti dell’Eurozona, ne troviamo un’altra, la contrapposizione trasversale inter-classista: all’interno della Periferia, in Italia come in Grecia, c’è chi ha guadagnato (e guadagna) con l’Euro, con la deflazione e con l’austerità e quindi non ha alcun interesse a cambiare la situazione.
          Il punto rimane sempre quello: dare un messaggio a chi decide per cambiare la situazione. Ma se non vogliamo che il cambiamento sia solo GATTOPARDESCO e che i “massoni contro-reazionari” non continuino a spaccare le terga ai lavoratori (tedeschi, greci, italiani) il messaggio (l’esito del voto) deve essere credibile e la soluzione proposta deve essere efficace. Chiaro?

          • il Moralista scrive:

            “L’esito del voto deve essere credibile e la soluzione proposta deve essere efficace”. E’ questo il punto. Nessun partito soddisfa le precondizioni che individui. Votare Grillo, il meno peggio? Va bene. Basta sapere chi è Casaleggio e quali mondi garantisce. Stessa storia per Salvini e i suoi rivoluzionari dell’ultima ora…

        • and scrive:

          Perdonami per le banalità che androò a scrivere ma…
          ti ho detto che probabilmente voterò GUe e cercherò di far dirottare voti lì perchè ritengo un bluff quello di ukip lega e FN; ma quello che temo è che non ci si riesca a spiegarsi sul problema tecnico intrinseco alla moneta unica.
          Vediamo così: La germania è più competitiva (non ci sono santi) anche se parte della sua competitvità l’ha ricavata deflazionando per prima, quindi regge con un tasso di cambio (prendiamo eur/dollaro 1,5 circa); la grecia regge al massimo 1,00 e questo dipende dalla diversità delle 2 economie (dalla dimensione delle aziende, dai turni orari, dalle infrastrutture, dalla morfologia del territorio, dalla fertilità del terreno ecc), questo solo considerando quello che serve per il commercio extraue, quindi già solo così la grecia deve ridurre il costo di produzione per pareggiare la germania nel commercio extraue, deve quindi deflazionare internamente.
          Già solo ripristinando il cambio variabile (senza nenache ancora parlare di sovranità, o di manovre espansive) anzichè ridurre internamente tutti i costi, ci sarebbe il cambio a fare da filtro e le aziende greche avrebbero i prezzi allineati alla loro reale capacità.
          Forse ho solo ripetuto banalità ma che ci sia un problema fondamentalmente tecnico a volte mi pare sfugga.

          • and scrive:

            E capisco che starai impazzendo in questo ultimo periodo perchè ti trovi a fare da parafulmine verso cui si scagliano tanti “allenatori della nazionale” come me :D

          • and scrive:

            azz, puntualizzo (onde sembrare un mercatista) che questo è la motivazione per cui poi le ziende ci si ritrovano per forza di cose a voler comprimere i salari e a chiedere più flessibilità e perchè gli stati sono costretti a privatizzare tutto per trovare i soldi per ridurre le tasse per ridurre i costi per le aziende ecc.

        • claude scrive:

          quelli che negano che l’origine dei propri mali sia di origine esterna in ordine ad una supposta superiorità morale fanno del male a se stessi e alle persone con cui condividono la sfortunata condizione.

          Questo non nega la ‘vocazione cosmopolita’ dei potenti di turno, anzi la conferma. Gli unici interventi in contrasto con la finanza internazionale sembrano essere azioni di resistenza territoriale e democratica.

          Questo né nega la manipolazione del popolo e l’intercettazione del dissenso né la validità del dissenso popolare

          E’ ovvio che il rischio di manipolazione in movimenti reazionari come Lega e M5s sia alto, ed è proprio per questo che l’analisi deve esser più critica.

          La mia idea è che la Lega sia stata una risposta sbagliata negli anni per la STUPIDITA’ IMBARAZZANTE dei suoi vertici. E questo è un buonissimo motivo per NON votarli (: l’unico politico onesto è il politico competente).
          Ma la verità è che negli ultimi MESI c’è stato un cambio netto di rotta, che non cambierà tutto, ma è pur sempre un segnale che merita moooolta attenzione.

          Così come molta attenzione meritava il movimento di Grillo all’inizio. La storia non è ancora stata scritta ma ai dubbi iniziali si sono aggiunti macigni intollerabili. E la situazione interna al m5s deteriora di giorno in giorno.
          Il punto fondamentale a mio avviso è che il m5s è entrato in politica con lo slogan la politica ai cittadini, un movimento senza leader, il popolo della rete. Poco dopo le elezioni Grillo in nome di una natalità prematura, e di un’ incapacità a decidere (la stessa per cui alcuni statisti hanno rinunciato alla sovranità monetaria e alla democrazia ipso facto per consegnarla ai signor 1-1=0), si è autoproclamato leader andando a convegno a porte chiuse con Napolitano, e Casaleggio (sic), e dettando la linea politica. Il problema è che io avevo votato m5s e non grillo, ma a parte questo, il m5s risulta chiaramente sconfitto perché non riuscirà mai ad affrancarsi da Grillo perché é proprio lui a non volerlo.
          Si può dissentire ma dubito di sbagliare, mio malgrado: ci avevo creduto nel m5s.

          La Lega merita la stessa chance e avendo aperto i microfoni della propaganda ad un personaggio come Claudio Borghi, hanno fatto un passo in una direzione che va considerata e seguita attentamente, anche per quello che è: un passo dallo sbagliato al giusto.
          SE l’ignoranza era il peccato della Lega.
          Se era altro a questo punto ti potrò dar ragione.

        • Rodion scrive:

          Caro Moralista, guarda che non sostiene solo Brancaccio l’opposto della tua asserzione «Non esiste nessuna necessità tecnica che condanna i Paesi del sud alla deflazione.»

          La scuola keynesiana e neoclassica convengono emtrambe sul punto, sicuramente dagli anni’50 con Meade e conferma successiva con Kaldor.

          (Ma ti sei mai chiesto perché il caffé costa meno a Napoli piuttosto che a Torino? Guarda che la filosofia “one-size-fits-all” è roba da collettivismo, da qui EURSS… non è un concetto molto democratico…)

          E’ vero che con la volontà si può ottenere tutto, ma a quale prezzo? E indovina, chi lo sostiene quel prezzo?

          • il Moralista scrive:

            Rodion, l’Olocausto attuale affonda le sue radici proprio grazie nella sublimazione di un concetto che sembra avere permeato anche le mente più brillanti ( come la tua per esempio). Ovvero l’idea che esista sempre una soluzione tecnicamente ottimale alle condizione date (e naturalmente per date si intende “possibili”). Io inverto totalmente il paradigma. La mia anima intellettiva crea l’idea, comandando poi alla mano di adeguare la realtà concreta alla concezione astratta. Per farlo, non ho necessariamente bisogno nè di tradizioni, nè di riscontri, nè di studi sulla ipotetica fattibilità dell’impresa. Basta il mio desiderio, la mia razionalità, la mia audacia. Non abbiate paura di esplorare territori mai battuti prima…

            • Rodion scrive:

              Non so…

              Ti posso solo dire che ti capisco, nel profondo.

              “Marco 11.23″ sostiene la tua posizione.

              Credo, comunque, che sia oltremodo urgente considerare che se esiste la “forza di gravità”, può essere saggio tenerne conto…

    19. Ohhh, finalmente sia il gran architetto oppure dio, vi ha dato la luce necessaria. L’EURO è un oggetto amorfo che solo noi umani gli diamo importanza e altresì serve per agevolare lo scambio delle merci.
      Il problema della unione europea è la POLITICA, giacché è formata dagli uomini, indi se vige il malcostume vige una visione europeista contorta, di assurde ombre.
      Ma siccome Francesco mi ha insegnato il PENSIERO CRITICO; rilancio; creare un concordato di non interferenza tra la nuova europa euro-regio e il potere economico-finanza.
      Basta accanirsi contro la moneta, quando siamo noi umani in malafede.

    20. Luca Mautone scrive:

      Ipotizziamo questo scenario al termine dell’elezioni europee:

      PD: 30 %
      M5S: 23 %
      Lega Nord: 10 %

      D’accordo risultato straordinario della Lega….ma a questo punto la coppia Renzi-Padoan si sentirà legittimata a distruggere quel poco di stato sociale che è rimasto…
      Per questo voteró 5s, nonostante tutti i limiti e le sparate di Casaleggio.
      Con un pareggio PD/M5S all’europee si potrebbe vedere con ottimismo elezioni anticipate e poi decidere in base ai programmi elettorali.

      • GLS scrive:

        Mi hai rubato le parole dalla tastiera! Il punto centrale secondo me non è dare segnali all’Europa (che se ne fregherebbe) ma è dare legittimazione a qualcuno perché si faccia forte per provare a sovvertire le cose in Italia fermando un governo uscito da leggi elettorali anticostituzionali e tornando al voto in tempi brevi. Se poi si riuscisse a mettere al governo persone il cui unico scopo non fosse gestire e mantenere il potere ma lavorare per il benessere del paese, male non farebbe.

    21. Giacomo Bracci scrive:

      Sono d’accordo Francesco.
      Chi pensa di usare la Lega per far passare il tema della sovranità monetaria ne verrà usato alla grande.

    22. alessandro scrive:

      La campagna elettorale la si può fare con camicie verdi, nere, blu o rosse… non so come dirlo, ma strategicamente per poter arrivare nel Parlamento Europeo per dire la verità sull’euro e sull’austerità si possono fare anche scelte discutibili… salvo stracciarsi la maglietta di dosso una volta eletti! Chiaro? Chi ha orecchie per intendere… Indipendentemente dal fatto che si è o meno a favore dell’uscita dall’euro tutti concordiamo che il progetto della moneta unica è stato un disastro ed ha prodotto enormi squilibri macro-economici. Non ammettere questo è da orbi e continuare a nascondere la verità è ormai impossibile. Io immagino Borghi davanti al Parlamento Europeo sciorinando dati e denunciando gli squilibri dell’eurozona. Nient’altro. Quale svantaggio può causare un economista qualificato che dice la verità di fronte all’Europa? Non si può essere d’accordo o meno con la verità dei dati. Se non altro su cento cose che ci sarebbero da dire ne dice 30, ma tutte esatte, al contrario del Movimento 5 stelle che ogni 2 per 3 spara una cazzata macroeconomica. Le analisi politiche sono tutt’altra cosa. Limitare la discussione unicamente all’euro concordo sia un’analisi parziale, ma ci deve pur essere qualcuno che parli delle criticità dell’eurozona nelle sedi istituzionali, senza ricorrere all’uso di dogmi infondati. Purtroppo una candidatura altrettanto valida non mi risulta essere stata proposta in altre circoscrizioni elettorali sud e isole… ma chi può ci faccia un pensierino, con una molletta nel naso

    23. alessandro scrive:

      Quanto al problema euro, senza perderci in tecnicismi, come altri commentatori hanno già evidenziato, non si può pensare di uscire dalla crisi economica unicamente superando la politica delle austerità. La finanziarizzazione dell’economia, unitamente all’apertura scellerata dei mercati globali, ha prodotto un mix micidiale di squilibri macroeconomici, ai quali gli stati non possono porre rimedio in quanto privati dei principali strumenti di controllo dell’economia. Uno di questi strumenti è la sovranità monetaria. Un’altro strumento è la politica fiscale. Un altro strumento è il superamento del principio d’indipendenza della Banca centrale. Altro strumento è la possibilità di difendere la propria produzione dal dumping salariale e ambientale dei paesi emergenti rifiutando l’apertura dei mercati verso i paesi che non garantiscono i diritti sindacali, politici, civili e alla salute. Altra questione riguarda la regolamentazione del credito e la separazione delle banche commerciali da quelle d’affari. Qualsiasi cessione di sovranità nazionale deve essere necessariamente compensata con l’acquisizione del controllo democratico dell’entità statuale o non statuale alla quale si aderisce. E’ pericolosissimo cedere quote sempre più consistenti di sovranità nazionali ad entità liquide in mano a tecnocrati non eletti. Fondamentalmente l’ultima crisi economica, che nata negli USA si è ora impantanata nella UE, ha un unica responsabile: la finanza o meglio il CREDITO. Non pensiate che con l’integrazione fiscale, gli eurobond e con il superamento delle austerità (possibilità di fare spesa a deficit positivo) si possa spazzare la crisi economica europea. Non è affatto così. Mettere una toppa temporanea non assicura affatto che le stesse problematiche non si presentino con la stessa o con maggiore virulenza di quella attuale. Incentrare tutto il dibattito sulla spesa pubblica e la possibilità di fare deficit, da contrapporre al dogma dell’isterismo da austerità è quanto di più sbagliato si possa proporre. Le stesse élite tecnocratiche hanno spostato il problema della crisi sul debito pubblico, a fondamento dell’assurdo dogma dell’austerità espansiva, additando i paesi non virtuosi di azzardo morale, colpevolizzandoli di aver causato la crisi stessa sprecando risorse pubbliche. Mentre invece l’indebitamento che ha causato la crisi è quello PRIVATO di famiglie ed imprese. Sia negli USA, all’origine della crisi (mutui sub-prime), che nella UE, per contagio nel sistema bancario europeo e per gli effetti che l’euro ha prodotto in termini d’indebitamento privato (debito di famiglie ed imprese, da tener distinto dal debito pubblico dello stato) la concessione di credito facile, abbinata ad una folle deregolamentazione dei mercati dei capitali ha prodotto i danni che vedete oggi e ricapiterà ancora. Per via dell’euro gli stati del sud-Europa si sono indebitati (debito privato) con quelli del centro-nord. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. Il debito pubblico è aumentato anche per coprire i deficit delle banche che contenevano il debito privato. Altro dato incontrovertibile. Uscire dall’euro è uno dei passi fondamentali per riappropriarsi di uno strumento per governare l’economia del proprio paese, fermo restando che non è l’unico modo per creare occupazione e sviluppo.

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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