imagesSpesso faccio fatica a comprendere come sia stato possibile, per l’Europa di oggi, scivolare di nuovo all’interno del baratro antidemocratico quasi senza accorgersene. In questi giorni si discute molto della nomina del prossimo Presidente della Commissione Europea, ruolo strategico per definire i destini dell’Unione negli anni a venire. Come è oramai chiaro a tutti, infatti, le principali istituzioni comunitarie condizionano la vita dei cittadini in maniera molto pesante, spesso assorbendo con malvagità e furbizia ruoli e funzioni prima delegati ai legittimi rappresentanti del popolo eletti con metodo democratico. Per farsi un’idea puntuale su cosa stia realmente accadendo, è sufficiente dare un’occhiata alla vicina Grecia, landa desolata letteralmente martoriata da un manipolo di burocrati discesi ad Atene, su mandato della Troika, con lo stesso piglio con il quale i Visigoti di Alarico provvidero a saccheggiare Roma nel lontano 410 d.c. Qualcuno dirà: “i greci meritano la fine che hanno fatto, avendo scelto di affidare il proprio destino ad un personaggio come Samaras, burattino nella mani della signora Merkel che vede accrescere il proprio potere personale proprio nella misura in cui distrugge la dignità del popolo che indegnamente rappresenta”. Lo stesso discorso potrebbe farsi per l’Italia di Renzi, ultimo servo inviato dalla massoneria reazionaria globale per completare la de-industrializzazione dell’Italia. Ma una lettura di questo tipo, troppo colpevolizzante nei confronti di un elettorato complessivamente raggirato e intimorito, risulterebbe in verità ingiusta. La vera questione che dovrebbe turbare i sonni di qualsiasi sincero democratico europeo, non riguarda tanto la possibile presenza sulla scena di alcuni capi di Stato e di governo che sembrano ricalcare fedelmente le orme tracciate in passato dal lurido collaborazionista Petain. Tale circostanza, valutata con ragionevole disincanto, mi appare alquanto scontata: esisteranno sempre singoli uomini pronti a macchiarsi di condotte spregevoli e infami perché obnubilati dalla sete di ricchezza e di potere. Meno normale è invece assistere inermi alla fine della democrazia liberale nel Vecchio Continente, di fatto sostituita da un sistema oligarchico dal sapore medievale. Esagero? Non credo. Gli Stati-nazione sono già in fase di agonia avanzata, assorbiti di fatto dal già nato Super-Stato europeo, le cui direttive sono vincolanti e sovraordinate rispetto alle singole legislazioni nazionali. Ma questo Super-Stato, mostro a più teste dall’accento germanico, legifera forse in virtù di una procedura democratica? Rispetta la basilare divisione dei poteri, così per come formulata da Montesquieu (massone illuminato e progressista) ne “Lo spirito delle leggi”? Evidentemente no. Perché? Perché tanto il potere legislativo quanto quello esecutivo vengono di fatto esercitati dalla Commissione Europea in tandem con il Consiglio dell’Unione Europea, istituzioni non rappresentative che operano felicemente pure in assenza di rapporto fiduciario con l’unica istituzione comunitaria legittimata dal basso: il Parlamento Europeo. Per quanto riguarda il potere giudiziario, poi, pilastro di ogni democrazia liberale che crede nell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, sappiate che anch’esso è morto nelle pieghe di questa costruzione oligarchica e tecnocratica chiamata Ue. Il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), ad esempio, istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona nel 2011, stabilisce che “tutti i membri del personale sono immuni a procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni e godono dell’inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali (art. 35)”. In pratica il Trattato riconosce ai funzionari del Mes uno status pressoché identico a quello riservato ai monarchi assoluti di un tempo (“legibus soluti)”. Ricapitolando: è morta la sovranità popolare; è morta la divisione dei poteri ed è morta l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. C’è ancora qualcuno che è disposto a credere di vivere in democrazia?

    Francesco Maria Toscano

    11/06/2014

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. Pierluigi scrive:

      e dopo aver letto questo articolo, mi ritrovo su FB un post di un idiota sul blog di Beppe Grillo che se la prende con Pizzarotti …. I peggiori nemici di noi stessi … siamo noi stessi. Che la schiavitù sia una punizione divina :) per la nostra ignoranza ?
      Scusate lo sfogo

      • davide scrive:

        ennesima arma di distrazione di massa come lo sono il debito pubblico, lo spread,la corruzione, i partiti nonchè i rimborsi elettorali, le provincie, il numero dei parlamentari nonchè il loro stipendio, napolitano, i giudici comunisti, la merkel, la germania, la cina, gli immigrati…credo che si potrebbe continuare all’infinito

        • davide scrive:

          dimenticavo i finanziamenti pubblici ai giornali, il canone rai, gli sprechi nella pubblica amministrazione: credo che se ci mettessimo potremmo fare un libro

          • Pierluigi scrive:

            ??? L’articolo è perfettamente centrato su quale è e deve essere la priorità di ogni Cittadino nel riportare ( ed oggi significa combattere duramente ) il Potere nell’ambito della Sovranità Democratica (nazionale, europea o mondiale. Non deve essere possibile che vengano prese decisioni da organismi non eletti dal Popolo Sovrano. Mi riferivo invece ad un post sul blog di BG che continua ad alimentare una polemica da pollaio invece che concentrarsi su obiettivi Vitali

            • davide scrive:

              ci tengo a precisare che il mio commento era riferito non all’articolo del moralista, ma al post di beppe grillo riportato da pierluigi,ovvero a tutte quelle polemiche e discussioni inutili non fanno altro che distrarre la gente

    2. ampul scrive:

      @ Davide:
      Ma dai!
      Leggi bene l’articolo, il resto di cui parli è mangime per i polli!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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