untitledQualche giorno fa ho scritto un pezzo (clicca per leggere) che ha attirato molte critiche e perplessità. La maggior parte, a dire il vero, decisamente poco pertinenti. Il punto di partenza del mio ragionamento invitava a non confondere le politiche di austerità con la costruzione dell’Europa federale. Mi sembrava una ovvietà, una banalità pacificamente riconoscibile come vera e incontestabile. Sennonché arriva Rodion, brillante commentatore del blog, pronto a vergare un accorato j’accuse nei confronti del qui presente Moralista, finito sul banco degli imputati per avere sostanzialmente sposato un modello di informazione sovrapponibile rispetto a quello veicolato dal circuito mainstream (“Caro Moralista, ti rendi conto della responsabilità che si assume chi fa una sintesi come la tua”). Rodion mischia molte cose, da Kalergi al sistema Target 2, dal New Deal al mito orwelliano, passando per l’immancabile Von Hayek. Peccato però che nessuna delle cose rilanciate da Rodion scalfisca di un millimetro la linearità del mio ragionamento che, per maggiore precisione, di seguito ripropongo. Sull’utilizzo della moneta unica quale strumento per imporre l’austerità, nonché sulla più generale forza criminale profusa dall’ attuale struttura comunitaria, nulla quaestio. Ho scritto centinaia di articoli per palesare pubblicamente il mio profondo disgusto nei confronti di questa Unione Europea, mostro tecnocratico che recupera in chiave moderna le pulsione eugenetiche tipiche del nazismo hitleriano. Né mi pare il caso di dover dimostrare a nessuno la mia più totale avversione nei confronti delle politiche del rigore, denunciate con costanza su queste pagine quando ancora il nostro circuito mediatico glorificava le virtù del divino Monti. Quindi, finita l’essenziale premessa, torniamo al punto. Quale autorità/istituzione detiene oggi il potere di compiere quelle scelte di indirizzo politico che, a cascata, condizionano a dismisura la vita di cittadini, imprese, disoccupati e pensionati? Il cuore del nostro dibattito è totalmente  racchiuso all’interno di questa semplice domanda, risultando perciò superfluo e ridondante il continuo richiamo a  Kalergi, Reagan, Thatcher, Von Hayek, Orwell, Klinsmann, Pruzzo, Passarella e Causio. La mia tesi, confortata da granitiche circostanze di fatto, attribuisce in via esclusiva ai diversi Stati/Nazione la responsabilità esclusiva dell’Olocausto ora in atto ai danni della maggior parte dei cittadini europei. Né si capisce come mai potrebbe l’Europa federale, tutt’ora inesistente, farsi interprete e protagonista di un simile scempio. A meno che non si voglia addossare la responsabilità del fallimento odierno alla ipotetica costruzione futura di un nuovo sistema istituzionale (es. “Gli Stati Uniti d’Europa”) in grado di assorbire e superare gli equilibri attuali, ricalcanti di fatto un ottocentesco “equilibrio fra potenze”, non riesco a capire come possa essere razionalmente discussa una ovvietà tanto macroscopica da rasentare la tautologia. Proviamo a non fare confusione. La dicotomia difesa dell’identità nazionale versus costruzione dell’Europa federale, decisiva sul piano strategico per comprendere il futuro del Vecchio Continente, meriterà ulteriore e specifico approfondimento. In questa sede, anziché dibattere con spirito libero su vicende volte a disegnare “il domani”, limitiamoci a fotografare l’oggi. Chi ha scelto Juncker a capo della Commissione Europea? Una maggioranza composta da tanti singoli esponenti in rappresentanza dei rispettivi Stati sovrani o un immaginario consesso popolato da fantomatici emissari di una Europa federale voluta  a parole e negata nei fatti? A me sembra che la nomina di Juncker sia il frutto di un accordo intergovernativo, dovendo di fatto il Parlamento Europeo, unico luogo che presenta in nuce un barlume di sovranità allargata, limitarsi a ratificare una scelta figlia delle trattative condotte dai singoli premier nel nome e per conto di un sempreverde “interesse nazionale”. In caso contrario come potrebbe Cameron, ora spalleggiato dall’ultranazionalista ungherese Orban, minacciare l’uscita dell’Inghilterra dalla Ue? Non vi apre una contraddizione in termini? E’ logico sostenere che l’Europa federale annienta le singole sovranità nazionali, proprio mentre un accordo allargato fra le diverse nazioni isola le posizioni di due Paesi come Inghilterra e Ungheria? E non avvenne lo stesso al tempo della ratifica del Fiscal Compact, quando due nazioni sovrane, lo solita Inghilterra insieme alla Repubblica Ceca, decisero in piena autonomia di non recepire le indicazioni partorite in sede sovranazionale? Merkel, Barroso e Van Rompuy hanno forse sol per questo ordinato di bombardare Londra o Praga? Non mi pare. La nazione Italia ha invece accolto qualsiasi nefandezza contenuta nei Trattati perché, al pari di molte altre, ostaggio di una classe dirigente corrotta e/o insipiente. Se l’immagine riflessa finisce col risultare ripugnante, prendersela con lo specchio potrebbe non avere molto senso. Non trovate? Finiamola quindi di nasconderci dietro un dito. I Trattati valgano fintanto che qualcuno li rispetta. L’Italia ha affrontato la prima guerra mondiale al fianco delle forze dell’Intesa dopo avere formalmente stipulato un patto militare con gli imperi centrali. Lo stesso dicasi per la seconda guerra mondiale, quando chiudemmo le ostilità al fianco degli Alleati dopo avere combattuto insieme ai nazisti. E persino i seriosi tedeschi, da sempre finti custodi del rispetto delle regole, lanciarono all’epoca l’operazione “Barbarossa” nonostante la stipula, avvenuta due anni prima, di un Patto di non aggressione conosciuto sotto il nome di Molotov-Ribbentrop. Tutto chiaro? Se Renzi, burattino nelle mani delle Ur Lodges reazionarie, fosse un uomo libero, potrebbe oggi stesso dichiarare al mondo: “L’Italia non rispetterà il Fiscal compact al fine di tutelare l’interesse nazionale. Valuteremo l’immediata uscita dal sistema dell’euro, riappropriandoci quindi della nostra sovranità monetaria, nel caso in cui la Bce non intendesse rivedere in profondità le scellerate politiche monetarie fino ad ora promosse”. Chi impedisce al Pinocchietto fiorentino di assumere una posizione di questo tipo? Il fantasma di Von Hayek o lo spirito errante di Kalergi? Si aspettano risposte, possibilmente razionali e nel merito. In caso contrario si prega, prima di commentare, di contattare quantomeno un medium provvisto di certificato valido e riconosciuto. A livello europeo naturalmente…

    Francesco Maria Toscano

    30/06/2014

    Categorie: Editoriale

    62 Commenti

    1. […] Source: GLI ACCORDI INTERGOVERNATIVI MASSACRANO L’EUROPA MENTRE LA MEGLIO GIOVENTU’ INSEGUE IL FANTASMA … […]

    2. andrea scrive:

      Il patto militare con l’Asse riguarda la seconda e non la prima guerra mondiale.
      Le alleanze precedenti alla prima guerra mondiale erano la Triplice Alleanza e la Triplice Intesa.
      Scusa per l’intervento; era solo una precisazione.

    3. Pierluigi scrive:

      “Chi impedisce al Pinocchietto fiorentino di assumere una posizione di questo tipo? Il fantasma di Von Hayek o lo spirito errante di Kalergi?”
      Posso avanzare alcune ipotesi :
      ventennio Berlusconiano, Napolitano bis, Monti/Letta/Renzi, 1987 Ciampi/Andreatta, svendita della capacità industriale (Prodi).
      Anche in questa apparente Democrazia, le scelte non sono mai state fatte dal popolo Sovrano ma da presunti suoi rappresentanti, scelti od imposti. Più imposti da interessi altri rispetto a quello della Sovranità.
      Quindi una risposta (multidimensionale) potrebbe essere : Fino a chè non avremo la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti, vincolarli alle loro promesse elettorali ed eventualmente destituirli, non solo avremo Renzi ma anche Renzi I, II, III, Il Magnifico, Il Bello e così via. E noi, Popolo Sovrano, fossimo degni di questo nome ….

      • Caro Pierluigi, anche tu, come altri commentatori- direbbe il Moralista- non sembri in gradi di rimanere sul punto. Neanche di afferrarlo, questo punto.
        Certo, abbiamo avuto il ventennio berlusconiano, abbiamo avuto Napolitano bis, Monti/Letta (Renzi no, visto che è lui il Pinocchietto in questione e non può venire prima di se stesso come causa di quello che può o non può fare, n’est-ce pas?, abbiamo avuto l’opera congiunta di Ciampi e Andreatta sul divorzio tra Bankitalia e Tesoro (nel 1981 e non nel 1987, come erroneamente scrivi tu), abbiamo avuto la svendita/dismissione di importanti aziende di Stato anche ad opera di Romano Prodi. Ma il Popolo Sovrano avrebbe potuto organizzarsi politicamente, nelle sue componenti più illuminate e democratiche, per contrapporsi ai disegni oligarchici di certi potentati meta e anti-democratici. Dici che i rappresentanti di questo popolo sarebbero “pseudo-rappresentanti”. In che senso? Nel senso che il popolo non ha diritto, da qualche anno, di esprimere preferenze? Ma al tempo di Ciampi/Andreatta questo potere lo aveva. Allora cosa proponi, una democrazia diretta senza rappresentanti parlamentari? E come, con 60 milioni e più di abitanti? Magari tramite qualche sedicente e autoproclamatosi (a prescindere dagli effettivi voti ricevuti) megafono/portavoce della “volontà generale e più pura” del Popolo stesso? Li conosciamo, a partire dagli illiberali Rousseau (ideologo) e Robespierre (esecutore postumo), questi “comitati di salute pubblica” che si arrogano di rappresentare per via diretta la volontà della nazione, mandando al patibolo (reale o virtuale, a secondo delle epoche e delle circostanze) chi si permetta di dissentire o criticare. I rappresentanti possono sempre essere “destituiti” e non più votati, una volta che il loro mandato elettivo sia scaduto. Ma rimane il problema che se dal Popolo Sovrano al Popolo Sovrano (i partiti-movimenti nascono dal popolo e con il popolo, quali che siano le loro classi dirigenti) non viene data un’offerta politica degna di questo nome e alternativa nei fatti (e non a parole) a quelle che lo hanno deluso, in che modo vi saranno soluzioni di continuità nelle politiche economiche e sociali di un dato Paese? Per l’Italia: se votare PD o Forza Italia è la stessa cosa e se votare M5S non serve a produrre un’alternativa di governo, ma solo una sempiterna opposizione all’inciucio altrui che è stato reso altrettanto sempiterno (con l’indisponibilità dei pentastellati a spezzare l’inciucio, proponendo alleanze alternative su obiettivi comuni giusti e utili), come se ne esce? Alcune cittadine e cittadini, con il supporto iniziale di GOD e DRP (che poi, però, non vorranno in alcun modo condizionare l’autonomia dell’organizzazione che si verrà a creare) stanno per lanciare l’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal”. Questa sarà una risposta concreta per ridare voce al Popolo Sovrano e proporgli un’offerta pre-politica e politica alta, nobile e degna di questo nome. Ma una simile Associazione dovrà nascere e crescere a partire dal Popolo Sovrano e con il Popolo Sovrano, a prescindere dai supporti esterni che ad essa potranno pervenire da parte di avanguardie illuminate e progressiste. Tornando al punto della questione sul Pinocchietto fiorentino: ok, in Italia abbiamo avuto Ciampi/Andreatta (aggiungerei anche Berlinguer, con quel suo eurocomunismo asinino, insulso e inconcludente che ha bloccato una evoluzione diretta e sapiente del PCI verso la socialdemocrazia , mentre invece abbiamo visto che molti comunisti sono divenuti nel tempo liberisti della terza via come Veltroni o della prima via come Padoan…), Berlusconi, Napolitano, Monti e Letta…E allora? Torno a domandarti, con Francesco Toscano, pur con questi pessimi “precedenti”, se individualmente Matteo Renzi avesse coraggio nei fatti, e non solo nella chiacchiera, chi gli potrebbe impedire, se davvero volesse, di mettersi di traverso rispetto a questo tipo di Europa matrigna? Magari tenterebbero di fermarlo, di ostacolarlo, ma nessuno potrebbe impedirgli di tentare, di provarci, di passare alla storia come un grande statista coraggioso che almeno “ci ha provato sinceramente”. Dunque, il problema non sta nella micidiale potenza dell’eurotecnocrazia, della Germania e dei governi europei suoi satelliti, ma nella viltà, pavidità e mediocrità di personaggi che, come Papandreu, Hollande e Renzi, invece di combattere, se la fanno addosso o si fanno volentieri blandire e corrompere, contenti di tale proficua blandizie e corruzione. Tutto chiaro? Cari saluti. Fra’ Cazzo da Velletri

        • Pierluigi scrive:

          Caro Fra’ Cazzo da Velletri, grazie per le correzioni alle mie imprecisioni e per la possibilità di chiarire alcuni punti del mio precedente commento.
          Quando mi riferivo alla possibilità del Popolo Sovrano di poter scegliere i propri rappresentanti, eventualmente di “destituirli” nel caso prendessero direzioni diverse da quelle espresse in fase di elezioni mi riferivo alla possibilità di integrare la “rappresentatività parlamentare”, non di abolirla ne tantomeno di avere un “uomo forte” che ristabilisca l’ordine … Il punto, siamo noi, il Popolo Sovrano. Abbiamo perso la nostra dignità, disinteressandoci progressivamente fino al nulla del ventennio berlusconiano. Ci difendevamo dall’accusa di qualunquismo dicendo “ma tanto sono tutti ladri” …. Il mio ricorrente disappunto, caro Fra’ Cazzo da Velletri, è che si è ridestata la voglia di combattere per portare a compimento la nostra Costituzione ( la grande incompiuta ), di lavorare sodo ed in prima persona, per una società giusta, equa. E questo voglia/malessere è stata intercettata da Grillo/Casaleggio e NON dalle correnti più illuminate e democratiche. Mi parli della nascente associazione E. Roosevelt, i cui ripetuti annunci di “lancio” ho sempre salutato con gaudio e rinnovata speranza. Sarà il “mezzo” con il quale il Popolo Sovrano si potrà riprendere la propria Sovranità ? Personalmente è una sfida che sono disposto ad affrontare, consapevole però sia dell’enorme ritardo temporale acquisito ( 20 anni :) ) sia che la velocità di marcia sarà quello della tartaruga e i risultati potrebbero essere goduti dai nostri posteri ( che comunque è un bel lascito ) Cari saluti

    4. marco f scrive:

      E quindi?
      Forse che l’idea è giusta (Stati Uniti d’Europa), ma il metodo sbagliato (massoneria reazionaria anziché progressista)?
      Tralascio qualsiasi considerazione sulla totale imparagonabilità con il percorso costitutivo degli USA, frutto di un’espansione ordinata per bande predatorie, con annesso genocidio di nativi non utilmente assimilabili (cioè schiavizzabili).
      La fusione degli Stati sovrani d’Europa appartiene ancora al mito. Solo chi di miti e leggende, nonché di una innata mitomania si nutre, come i massoni, ne può intravedere una utile realizzazione in tempi misurabili. Certo, i popoli comunicano e le culture si sovrappongono contaminandosi. Sempre che gli intervalli loro concessi dalle élites tra una guerra e l’altra siano abbastanza lunghi.
      Ma temo che la velocità di avvicinamento degli stati nazionali della vecchia Europa sia paragonabile allo spostamento della crosta terrestre, da misurarsi in ere geologiche. Soprattutto da lasciar compiere per moto spontaneo, se si vogliono evitare disastri tellurici.
      A meno che interessi predominanti non forzino i tempi per trascinare altre mucche da mungere nel proprio pascolo privato, che è appunto quel che sta accadendo e che è dovere di chi ama la libertà impedire, a qualunque costo.
      Perché, per chi è sottoposto al rito della perenne mungitura, non esiste distinzione tra padroni reazionari e progressisti…

      • il Moralista scrive:

        Marco restiamo sul punto. Sulla bontà di perseguire la prospettiva di una Europa politica unita e federale, in opposizione alla salvaguardia delle singole identità nazionali, ci concentreremo in seguito con spirito libero e senza soluzioni preconfezionate. Nel qui presente articolo si parla dell’oggi per come effettivamente è. E non del domani per come probabilmente sarà…

        • marco f scrive:

          E quale autorità democraticamente eletta, in una qualsivoglia nazione europea, potrebbe fare tanto?
          Occorrerebbe prima scardinare l’attuale Unione Europea, andando ben oltre l’annullamento della moneta unica, tenendo presente che è dalla fine della Grande Guerra che l’Europa ha perso nel periodo 1914/1945, che vanno ristabiliti rapporti chiari e giuste distanze con gli “alleati” infinocchiatori yankee.
          Magari portando alla giusta ribalta nel letamaio della storia certi loro collaborazionisti prezzolati come Jean Monnet. Riscoprendo invece ben altri padri della libertà europea. Come Charles de Gaulle, che gli USA li aveva capiti a fondo.
          Senza una coraggiosa presa di posizione verso le psicopatiche e criminali élites statunitensi, temo sarà difficile ricreare le condizioni per un miglioramento della condizione europea.
          Obama, Merkel, Barroso, Van Rompuy, Lagarde, Draghi e chissà quanti altri. Massoni reazionari? Probabilmente anche. Ma sicuramente parte di quel sistema oscuro, riconducibile con una semplificazione al sistema NATO, dietro il quale il Vero Potere si nasconde e opera.
          Vogliamo ancora parlare di lotta tra logge reazionarie e democratiche? Magari con la Chiesa ed il mondo laico per completare la quadriglia? Tempo per darci qualche beccata ne abbiamo ancora, l’acqua nella pentola dell’Azzeccagarbugli però già bolle…

          • Caro Marco F ( mi riferisco al tuo intervento delle 16:53), Jean Monnet fu dapprima un massone progressista (a suo tempo collaboratore di FD Roosevelt e dei migliori ambienti democratici e libertari statunitensi) che, poi, smarrì la via dell’iniziazione per divenire un contro-iniziato neo-aristocratico, protagonista di quel processo di costruzione europea tecnocratica e malamente economicistica (cioè fondata sul primato di istituzioni economico-finanziarie su quelle politiche e di organi di governance formati per cooptazione rispetto ad altri elettivi e rappresentativi della sovranità popolare) di cui ad oggi stiamo pagando pesanti conseguenze. Ma esaltare, come fai tu, la figura del generale Charles de Gaulle, benemerito per la sua resistenza al regime di Petain, ma anche lo stesso individuo che voleva usare la forza delle armi e le repressione poliziesca contro gli studenti sessantottini (e fu fermato per intervento di massoni liberal-moderati del suo stesso governo)e un soggetto decisamente conservatore e reazionario (anche se non fascista) per molti aspetti della sua weltanschauung, ci dice molto della tua contorta visione delle cose. Così come, quando scrivi:

            “Obama, Merkel, Barroso, Van Rompuy, Lagarde, Draghi e chissà quanti altri. Massoni reazionari? Probabilmente anche. Ma sicuramente parte di quel sistema oscuro, riconducibile con una semplificazione al sistema NATO, dietro il quale il Vero Potere si nasconde e opera.
            Vogliamo ancora parlare di lotta tra logge reazionarie e democratiche? Magari con la Chiesa ed il mondo laico per completare la quadriglia? Tempo per darci qualche beccata ne abbiamo ancora, l’acqua nella pentola dell’Azzeccagarbugli però già bolle”

            dimostri tutta la tua sesquipedale ignoranza dei significanti e dei significati che vai citando alla rinfusa, senza un ordine né logico né storico.
            Parli di “Vero Potere” evidentemente influenzato dalle generiche terminologie barnardiane (Vero Potere è un’espressione utilizzata più e più volte da Paolo Barnard per descrivere mondi che anch’egli conosce solo superficialmente, nonostante alcune brillanti intuizioni)in relazione al sistema NATO, senza sapere che proprio la NATO è una estroflessione di mondi massonici, e non viceversa. La lotta tra Ur-Lodges (impara un po’ di terminologie precise, invece di scrivere a cazzo di cane) progressiste e reazionarie (con in mezzo molte zone grigie) è ciò che sostanzia le dinamiche del “Vero Potere”- per dirla in termini pecorecci e semplicistici a te più congeniali- nel mondo contemporaneo. Parimenti, la libertà che tu dici di amare e di rivendicare per te e i tuoi concittadini europei, non l’ha portata in dono lo Spirito Santo, nel corso della storia umana (anzi, a sentire diversi ierofanti e sacerdoti di tradizione cattolica e anche cristiano-protestante, lo Spirito Santo era a favore delle dispotiche e liberticide istituzioni ecclesiastiche e civili d’Ancien Régime…), bensì è stata prima la speculazione filosofico-ideologica dei massoni tutti, all’interno delle logge europee sei-settecentesche (e di quelle americane, a partire dai primi decenni del XVIII secolo), poi la decisa e valorosa azione rivoluzionaria e anti-reazionaria dei massoni progressisti, tra ’700 e ’900, a stabilire una volta per sempre la libertà tra gli inalienabili diritti umani. E’ chiaro, Marco F? O la tua cervice è troppo dura per comprendere i processi storici da cui sono germogliati i valori di Libertà, Fratellanza, Uguaglianza, Democrazia e Giustizia Sociale? Buona notte. Fra’ Cazzo da Velletri

      • Caro Marco F., iniziamo dal tuo puerile anti-americanismo. Tu parli di “percorso costitutivo degli USA, frutto di un’espansione ordinata per bande predatorie, con annesso genocidio di nativi non utilmente assimilabili (cioè schiavizzabili)”.
        Bravo!
        Ma dimmi una cosa, quando tra XVIII e XIX secolo si realizza tale percorso costitutivo degli USA, negli altri paesi del Mondo non si compivano genocidi, predazioni, schiavizzazioni?
        Non ti viene in mente che questa è la condizione storica in cui gli uomini sono vissuti, tra luci e ombre, per secoli e millenni.
        Nulla di nuovo sotto il sole, da questo punto di vista, ne negli USA né in lontane lande asiatiche, europee, africane, etc.
        La novità, semmai, sta nel fatto che mentre ancora in Europa (non parliamo poi di lande extra-europee, dove uomini e donne vivevano allora e talvolta vivono ancora in condizioni subumane, altro che diritti e libertà) la maggior parte degli esseri umani erano sudditi che si inginocchiavano appecoronati dinanzi ai custodi del trono e dell’altare, tra 1776 e 1787, prima con la Dichiarazione di Indipendenza e poi con la prima stesura della Costituzione USA, degli altri esseri umani- sotto la guida di massoni progressisti- si dichiaravano cittadini liberi di uno stato repubblicano e democratico proprio in quanto massonico. Il primo stato repubblicano e democratico moderno. E sarebbe stato grazie alle successive integrazioni e interpretazioni estensive (massonico-progressiste) di quella Dichiarazione e di quella Costituzione se, negli stessi USA, si sarebbe combattuta la schiavitù, poi l’apartheid e la segregazione razziale. Così come, in seguito, gli stessi eredi dei nativi a suo tempo espropriati delle proprie terre, avrebbero visto riconosciuto dinanzi a liberi ed equi tribunali (ispirati a un’ideologia massonico-progressista) il diritto a risarcimenti miliardari. Così come, nel tempo, politici di colore sarebbero assurti alle più alte cariche dello Stato (cosa che ancora aspettiamo che avvenga in Europa, tra le altre cose…)Ma di questo, magari, avremo modo di parlare meglio in altra occasione, quando, invece di raccontare la storia in base a cattive letture fatte su web o a qualche sgarrupato bignami scolastico, avrai la compiacenza di metterti a studiare meglio la storia americana in particolare e quella delle altre civiltà umane in generale (comprese quelle civiltà dei “nativi nord, centro e sud-americani”, le quali, pur diverse le une dalle altre, come ogni altro gruppo umano, predavano, conquistavano, schiavizzavano e guerreggiavano per il potere e il controllo territoriale). Dici poi che i massoni si nutrono di mitomania? Che vuol dire? Che ne sai tu dei massoni? Te ne intendi perché sei uno storico, un sociologo o un antropologo (ah, ah, non scherziamo) o un massone a tua volta (ci sembra improbabile, da come ti esprimi)? Ma, allora, donde trai le tue conclusioni sui massoni e la loro presunta mitomania? Dalla tua sconfinata presunzione e ignoranza? Sulle altre frescacce che hai scritto, vedi il mio commento sotto al tuo successivo intervento, quello delle 16:53. Fra’ Cazzo da Velletri

        • marco f scrive:

          Uff…
          Frà Cazzo, credo ci sia una differenza di qualche secolo tra la predazione e lo sterminio dei nativi americani, ad opera di invasori europei, e imprese analoghe già viste nella storia nei suoi momenti più pesti.
          Forse è per uno spiacevole retaggio di questo “ritardo” storico (e non solo…), che i nostri “amici” yankee contemporanei conservino tuttora la singolare abitudine a sterminare chiunque gli si frapponga.
          E’ però molto bello sapere quanta grazia ha donato al mondo, pur in secoli così difficili, la loro elite di illuminati massoni progressisti, così impegnati a redigere altisonanti proclami libertari, con le loro eleganti, ancorché maleodoranti, parrucche grigie.
          E’ molto consolatorio anche sapere che i superstiti di quei massacri, sopravvissuti allo sradicamento dalle proprie terre ed al confino in quella sorta di lager ad ampia metratura (laggiù lo spazio abbonda), puritanamente definiti “riserve”, abbiano ricevuto “giustizia” e risarcimenti miliardari. Magari si saranno comprati pacchetti di azioni di qualche Big Company, per partecipare così al sogno americano.
          Deve essere una costante per i “nuovi americani”, invitare a giocare con loro a Monopoli i discendenti superstiti di coloro che hanno ammazzato.
          Il razzismo, specie quello biologico, non appartiene alla cultura latina e dei popoli del mediterraneo in generale. L’estensione di Roma ha ulteriormente armonizzato genti e tradizioni, senza che il germe della superiorità razziale germogliasse.
          Eccezion fatta, forse, per una tribù nomade inassimilabile che, in una certa fase del proprio cammino, scoprì l’illuminazione di farsi “eleggere” da Lassù per dominare le altre genti. L’inizio del concetto di razzismo fu probabilmente questa.
          Lo stesso poi riproposto, volgarizzato su base biologica, dalle popolazioni barbare del nord, abituate probabilmente a riconoscersi dal colore degli occhi, dei capelli, dalla statura e dalla… puzza (inquietante abitudine che, singolarmente, tende a permanere in certi agglomerati umani di stirpe anglosassone…).
          Quando l’espansione nel nuovo mondo, poi, richiese forti braccia… gratis, la Compagnia delle Indie, grazie anche a valorosi “fratelli” capitani di ventura (uno dei quali sepolto a Caprera), ha provveduto all’importazione di bestiame umano dall’Africa nelle nuove terre. In fondo la ricchezza degli imperi è sempre stata rappresentata dalla schiavitù, l’impero americano non ha fatto eccezione. Peccato solo per l’imbarazzante coda del razzismo, persistente anche dopo decenni dalla sua ufficiale abrogazione.
          Circa la massoneria, sono impaziente di colmare le mie imperdonabili lacune, anche leggendo il libro del simpatico Gioele Magaldi, di più volte rinviata pubblicazione. Magari avrò modo di rivedere l’inquietante sospetto che si tratti di una “estroflessione” di ambienti gnostici ebraici del XVII secolo, concepita per riprodursi ed estendersi come una metastasi in tutta la società occidentale, per poi assumerne il controllo.
          Risparmiami l’immancabile, persecutorio strillo su Protocolli o altre contumelie e amenità. Passiamo oltre, guarda che ore sono e abbi un po’ di comprensione, la mia dura cervice ha urgente bisogno del balsamo della tua raffinata intellettualità.

          • Marcello scrive:

            Carino questo post.
            A proposito della puzza degli anglosassoni c’è questo filmato su youtube di un celeberrimo artista italiano che sta facendo le prove prima del concerto a Londra; si accorge che nel frattempo gli addetti stanno sistemando le sedie di primissima fila troppo vicino al pianoforte, protesta e dato che continuano imperterriti si alza dal seggiolino e comincia a prendere ogni sedia scaraventandola per aria.
            Gli chiedono quale sia il problema e lui risponde che non li vuole troppo vicino peché gli inglesi puzzano.
            Ora non so se ti riferissi a cose come questa o a veri e propri rituali anglosassoni magari subito ripresi da qualche importantissima UR Lodge di cui ci parlerà l’eminente Maestro Magaldi nel suo libro di imminente uscita…
            Comunque ci avremo il piacere di conoscerci di persona alla prima riunione dell’Associazione Eleanor Roosvelt che “sta per essere lanciata”
            :D

            • Marcello scrive:

              Dimenticavo il link!!!

              Qui c’è la scenata del celebre pianista, è un po’ lunghetta e non mi ricordo a che minuto dice che gli inglesi puzzano, comunque sta qui

              http://www.youtube.com/watch?v=85cUG4oJKd4

              • Caro Marcello (con riferimento al tuo divertente intervento delle ore 15:42).
                Bellina la tua ricostruzione…mi ha persino strappato qualche sorriso, almeno quanto gli altri tuoi contributi invitavano al sonno…Però le cose sono andate in termini un po’ diversi: ho scelto fortissimamente lo psesudonimo di “Fra Cazzo da Velletri” in quanto adattissimo a trattare con bestie umane come te e quell’altro triste figuro di Marco F…Statti bene e rosica di meno. Affezionatissimo Fra’ Cazzo

              • Errata corrige: pseudonimo e non psesudonimo: refuso con tutta evidenza involontario.
                Fra’ Cazzo

            • Caro Marcello, dubito che tu sarai mai invitato alla prima o alle successive riunioni dell’Associazione Eleanor Roosevelt…e se mai capitasse che tu venissi senza invito, sarà mia speciale cura prenderti a calci nel culo e rispedirti diretto a casa. Dove potrai impegnarti -con scarso profitto, temo- anzitutto nello studio della grammatica e della sintassi, dal momento che scrivere, come fai tu:

              “Comunque ci avremo il piacere di conoscerci di persona alla prima riunione”

              è un obbrobrio che offende gli occhi e la mente di chi legge…
              Vieni su questo Blog a discettare di politica e grandi questioni, e poi scrivi “ci avremo il piacere di conoscerci”.
              Ma vai a cagare, possibilmente senza puzzare troppo…
              Fra’ Cazzo da Velletri

              • Marcello scrive:

                Ma povero giuggiolone, uno scrive in fretta, cambia la frase e si dimentica di levare un pezzo, no? Povero barabba di cristica memoria che ti attacchi come un mendicante ai refusi non avendo altri argomenti all’infuori di:
                buffone, cazzo, stronzo, culo.
                Dai barbone, fai l’ultimo sforzo e finalmente bestemmia così acquisterai quel quid di autorevolezza che ancora ti manca.
                Sulla associazione Eleanor Roosvelt (di imminente lancio) il problema non si pone; non uscirà mai e se per sbaglio dovesse vedere la luce rimarrete 4 gatti 4 almeno finché la massoneria sarà l’estroflessione di gente complessata e violenta come te.
                E avete il coraggio di chiamarvi Massoneria Democratica. ;)

              • Caro, miserevole, Marcello dei miei stivali, tu scrivi in fretta e scrivi male, perché sei anche abituato a pensare di fretta e a pensare male. Non proiettare sugli altri la tua miseria intellettuale, morale e materiale. Chi sei, tu? Un povero coglione (aggiungi anche questa alle brutte parole che hanno offeso la tua fragile sensibilità) che viene su questo ed altri blog o siti a chiosare (in modo merdaiolo, se si rileggono tutti i tuoi interventi, per finire con quello sopra, a proposito del pianista che sentiva le puzze) gli altrui pensieri e le altrui iniziative, non essendo in proprio capace né di un pensiero coerente, né di iniziative concrete. Quanto all’Associazione Roosevelt, se permetti, lo deciderà il Popolo Sovrano se sarà composta di 4 o 4 milioni di gatti. Non lo decidi certo tu, che non sarai minimamente invitato a farne parte, come ti anticipavo nell’altro messaggio. E se il Popolo Sovrano deciderà che la Roosevelt debba contare solo pochi gatti, peggio per lui, per il Popolo. L’Associazione è fatta per il Popolo, non per i massoni democratici, che hanno già i loro consessi e le loro organizzazioni per svolgere le proprie attività. A proposito di attività di interesse civile, tu, a parte venire a cazzeggiare su questo Blog, che contributo hai dato e dai, alla società italiana, alla collettività? Tanti saluti dal tuo Giuggiolone Fra’ Cazzo da Velletri

              • marco f scrive:

                “Quanto all’Associazione Roosevelt, se permetti, lo deciderà il Popolo Sovrano se sarà composta di 4 o 4 milioni di gatti.”

                A proposito di mitomania massonica…

              • Marcello scrive:

                Coglione è evidentemente come tutti ti chiamano in loggia e devo ammettere che il Gran Maestro che ti ha appioppato questo soprannome la sapeva lunga.

                “Maestro vorrei presentarmi nel blog dei profani col nome di “Sublime Maestro Raro”"

                “Ma non se ne parla nemmeno razza di coglione calzato e vestito, quadrupede immondo vergogna della nostra onorata anzi, pardon, onorevole società. Un pagliaccio come te può persentarsi solo col nome di…di…ecco, ho trovato l’appellativo che ti si attaglia a perfezione:”Fra’ Cazzo da Velletri”

                “No Maestro per pietà, consentitemi un nome meno ignobile”

                “E’ pure troppo per te losco apprendista dalle finalità non chiare. Va nel mondo profano col nick che più ti è proprio e comportati in modo da attirare su di te il dileggio e il disprezzo della gente. Poi arriveremo noi e faremo vedere la differenza fra uno come te e i veri massoni”

                Ecco, più o meno è andata così…
                :D

              • Caro Marco F. (con riferimento al tuo intervento delle 15: 38), in realtà, l’obiettivo dell’Associazione Roosevelt è di aggregare e iscrivere molti milioni di persone, tra Italia, Europa, Occidente e resto del Mondo. Certo, tutto potrà avvenire solo gradualmente. Poi magari, come piacerebbe a te, la ER rimarrà composta soltanto di 4 gatti, ma questo sarà un problema di chi non ha aderito (rimanendo con il culo in aria,aperto alle intemperie), non certo di chi sta generosamente proponendo una struttura organizzativa ricca di grandi potenzialità pre-politiche, civili e sociali. Amen. Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

              • Caro Marco F (con riferimento all’intervento delle 15:28), ribadisco che sei un becero fascistoide anti-semita, anti-americano e anti-inglese, per di più stolto come pochi e ignorante come una cucuzza. Lo scolapasta, evidentemente, è utensile a te familiare, perché spesso ti trovi a separare gli escrementi liquidi da quelli solidi che fuoriescono dalla tua testa bacata…Quanto alla tua evocazione delle salsicce, di che si tratta, di una metafora freudiana per rivelarci che sei impotente e hai invidia del pene altrui? Statti bene, minkione. Tuo affezionato Fra’ Cazzo

          • Caro Marco F., nonostante leggerti darebbe noia e indignazione a molti, non è questo il mio caso. Infatti, rispondendo per le rime a te, mi consenti di operare una confutazione archetipica di tutti coloro che sono imbevuti della stessa tua pseudo-cultura anti-ebraica, anti-gnostica, anti-americana e anti-massonica. Grazie mille, per avermi dato questa opportunità, amplificata dalla mediocrità e persino dalla risibilità di alcune tue visioni storico-culturali, appropriate se fossero quelle di un bambino delle scuole elementari, del tutto incompatibili con la coscienza di un adulto che voglia anche discettare di temi di pubblico interesse. Veniamo al dunque. Le predazioni e gli stermini, se avessi studiato con profitto almeno alle scuole dell’obbligo, sapresti che furono anche più feroci nel cosiddetto “secolo breve” (copyright Hobsbawm), il Novecento, di quanto non siano state nei feroci secoli della prima modernità e della pre-modernità. Dicono nulla, alla tua memoria/coscienza storica claudicante e sgangherata, il genocidio degli Armeni (1915-16, centinaia di migliaia di persone), i massacri ordinati da Stalin (1923-1953, svariati milioni di persone), il genocidio del Popolo Ebraico (dagli anni ’30 al 1945, alcuni milioni di persone), il genocidio indonesiano (anni ’60, circa un milione di persone), il genocidio cambogiano (anni ’70, alcuni milioni),i massacri ai danni di decine e decine di migliaia di diversi dissidenti sudamericani all’epoca dell’Operazione Condor (che sbaglieresti a ritenere di matrice “americana”, dal momento che fu opera di ur-lodges euro-atlantiche reazionarie, di concerto con altri reazionari di ambiente clericale e neo-fascista, e fu alla fine fermata da altre ur-lodges sovranazionali con radicamente statunitense-occidentale e ispirazione democratico-progressista)e i genocidi dei curdi e poi in Sudan, Burundi, Rwanda, ex Jugoslavia, etc.? Tralascio le tue penose e insensate tirate contro il “sogno americano”, che da tre secoli a questa parte è infinitamente meglio dei vari incubi “europei” ed extra-occidentali…
            Quando poi scrivi che:

            “Il razzismo, specie quello biologico, non appartiene alla cultura latina e dei popoli del mediterraneo in generale. L’estensione di Roma ha ulteriormente armonizzato genti e tradizioni, senza che il germe della superiorità razziale germogliasse.”,

            hai certamente ragione se ti riferisci ad alcuni aspetti grandiosi e benemeriti (ma solo ad alcuni, che anche gli antichi romani promossero massacri per ragioni di potere e profitto) della civiltà di Roma antica, sia repubblicana che imperiale.
            Hai molto meno ragione quando parli dei popoli latini e/o mediterranei con riferimento a diverse epoche e civiltà. E tanto per restare nella nostra amata Italia, il fascismo (con i suoi richiami simbolici alla romanità antica)nacque proprio nella penisola e di qui si diffuse in ogni angolo del globo, compresa quell’Europa centro-settentrionale in cui la sua più significativa declinazione fu gestita dalle tenere camicie brune di Adolf Hitler e camerati. Del resto, anche nella Spagna di Francisco Franco e nel Portogallo di Antonio de Oliveira Salazar forme larvate di pseudo-razzismo non mancarono di allignare. Ma, contro il mito dei bravi latini/mediterranei e specialmente italiani antitetici al razzismo, soprattutto di natura biologica, vorrei rinviarti alla spudorata vergogna del Manifesto della Razza (1938) e alle altrettanto ignobili leggi razziali promulgate da quello stesso anno 1938 ai primi anni ’40.
            Hai capito, brutto buffone ignorante e spregevole, che osi anche proseguire così, ribadendo i tuoi verminosi odi antisemiti:

            “Eccezion fatta, forse, per una tribù nomade inassimilabile che, in una certa fase del proprio cammino, scoprì l’illuminazione di farsi “eleggere” da Lassù per dominare le altre genti. L’inizio del concetto di razzismo fu probabilmente questa.” ?

            Certo che è esistito ed esiste un razzismo etnocentrico ebraico, disapprovabile e detestabile come qualunque altra forma di razzismo, ma le forme di tribalismo e neo-tribalismo razzista sono, come ho cercato di spiegarti – nonostante la tua dura cervice- tipiche di ogni visione illiberale, anti-democratica, nazionalistica e imperialistica che sia maturata nel corso dei secoli. Tutto il contrario del patriottismo cosmopolitico di matrice massonica, di cui Thomas Paine, Giuseppe Garibaldi (quando ti riferisci a lui, pulisciti la bocca, stronzo!), Alexander Herzen, Giuseppe Mazzini, Lajos Kossuth e molti altri di pari valore furono insigni fautori, a beneficio anche della libertà di mentecatti come te, che nemmeno sei in grado di comprendere da dove ti derivino i tuoi diritti di uomo e di cittadino. Quanto alle leggende di ambiente clericale/tradizionalista, ant-massonico e anti-risorgimentale su Garibaldi (sepolto a Caprera, ma certamente inquieto e amareggiato, dall’al di là, nel sentire che razza di imbecilli-come te- hanno ereditato la cittadinanza italiana, per conseguire la quale egli ha sparso lacrime, sangue e sudore) presunto trafficante di schiavi, si tratta dello stesso tipo di mitologema squinternato secondo cui i latini/mediterranei sarebbero incapaci di razzismo biologico e la Massoneria deriverebbe da

            “una “estroflessione” di ambienti gnostici ebraici del XVII secolo, concepita per riprodursi ed estendersi come una metastasi in tutta la società occidentale, per poi assumerne il controllo.”

            Sai almeno di quali ambienti gnostici ebraici del XVII secolo vai cianciando? O il libercolo malamente cospirazionista da cui hai tratto questa sciamannata conclusione era avaro di esplicazioni razionali e tutto richiedeva di credere asininamente, per pura fede?

            Su una cosa, comunque, hai ragione, pur avendo torto.
            A partire dal XVII secolo e fino a tempi recenti, la Massoneria (maggioritariamente progressista, fino a pochi decenni orsono), si è caratterizzata come una “metastasi benigna” che ha diffuso ovunque libertà e lo status di cittadinanza e sovranità pro-quota ad esseri umani che ne erano privi e che venivano trattati come sudditi; e ha veicolato, in ogni landa in cui sia pervenuta anche i valori di Fratellanza/Solidarietà/Giustizia Sociale e Uguaglianza, ulteriormente perfezionati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.
            Certo, questa diffusione e veicolazione ha trovato e trova degli oppositori in ambienti tradizionalisti, ierocratici e autoritari di ogni latitudine spirituale e culturale e anche presso quei cenacoli latomistici neo-aristocratici che hanno sempre anelato, dopo che fu spazzato via l’Ancien Régime -e più che mai anelano ora- ad una compiuta involuzione oligarchica della governance occidentale e mondiale.
            Di più, questa diffusione e veicolazione è stata implementata anche a beneficio di asini come te, che evidentemente non la meritano.
            D’altra parte, l’universalismo massonico progressista sussume tra i suoi valori anche il famoso detto evangelico sul bene da fare anche a chi non ne sia degno (amate chi vi odia…amate i vostri nemici…), parafrasandolo nel senso che anche gli imbecilli, i saccenti e i cicisbei senza cervello (ma gonfi di presunzione, come te, dunque molto lontani dai “beati poveri di spirito” di cristica memoria) meritano di veder rispettata sotto ogni riguardo la propria dignità umana.
            Il che non vuol dire, sempre a beneficio della tua anima e della tua dura cervice, che ogni tanto non sia bene schiarirti le idee confuse e squinternate che hai in testa, applicandovi il balsamo della mia raffinata intellettualità…come giustamente hai scritto tu stesso.
            Cari saluti. Fra’ Cazzo da Velletri

            • marco f scrive:

              Senza troppo sforzo, potrei cercare di tradurre i miei pensieri nella tua neurolingua di pseudointellettuale dopato.
              Risulterebbe però fastidiosa a chi, a differenza tua, non praticando la coprofagia e non soffrendo di turbe psichiche, troverebbe inaccettabile il magma marrone che evocano le tua parole, conseguenza inevitabile dell’enorme quantità del medesimo rifiuto organico con il quale, nel corso della tua evidentemente inutile vita, ti sei abbondantemente nutrito e hai metabolizzato, al punto diventarne a tua volta massa evidente.
              Domando comunque scusa al Moralista ed ai lettori tutti di questo interessantissimo blog, per aver evocato l’animaccia sconcia che si nasconde dietro uno pseudonimo così significativamente coerente.
              Ammetto però che tua presenza, disturbata e disturbante, in un consesso a me ancora abbastanza oscuro come la massoneria, me la pone in una luce più, per così dire, di rassicurante umanità.
              Sarà l’effetto taumaturgico della tua raffinata, debordante intellettualità…

              • Caro Marco F, ma hai riletto il pezzo che hai appena vergato? Hai coscienza di quello che hai scritto? Come volevasi dimostrare, ignorante, presuntuoso e insipiente come sei, non potendo contestare nel merito le mie confutazioni della tua asinità storico-culturale e la mia denuncia della tua indegnità morale di anti-semita e anti-molte altre cose, ti metti a vaneggiare evocando quel magma marrone che, con tutta evidenza, scorre nelle tue vene e irrora il tuo cervello al posto del sangue…
                Take Care, stronzetto.
                Fra’ Cazzo da Velletri

              • marco f scrive:

                ‘Azzo da Velletri, non hai alcun titolo per bollarmi come antisemita, né anti un accidente.
                La tua oscena aggressività verbale non credo cerchi, né meriti, confutazione alcuna. Se cerchi invece uno spazio per confutare, magari anche fare a pezzi se è il caso, opinioni diverse dalle tue, credo possa essere questa la palestra giusta.
                Prima però togliti lo scolapasta che hai in testa e la salsiccia che porti al collo credendola una sciarpa.

    5. Rodion scrive:

      Caro Moralista, non vi è stata nessuna accusa; e, se hai sentito del sentimento nel mio intervento, per emapatia ti farei notare che a parer mio parlare del “sogno” degli USE oggi assomiglia un po’ come parlare del “verme” ai pesci che boccheggiano nella rete del pescatore.

      Se non è stato chiaro il riferimento a Pan-Europa e Scuola austriaca, ed il ruolo dei sognatori “federalisti europei” che si contrapponevano agli “statisti pragmatici” che avevano come consulenti i funzionari delle BC d’Europa, è evidente che ho fallito totalmente nei miei sforzi di far divulgazione: no, Scirea e Paolo Rossi non c’entrano.

      Mostrare la differenza tra “sognare” Keynes, le «politiche keynesiane per lo sviluppo e la piena occupazione» e praticare le politiche che portino a raggiungere le condizioni “tecniche” affinché si materializzano è un altro obiettivo mancato.

      C’è stata molta enfasi nel sostenere il “keynesismo spinelliano” ma tutti si scordano cosa affermavano i keynesiani che JMK lo “conoscevano verramente” e non lo “sognavano”: in questi mesi sarebbe bastato verificare cosa pensava un gigante del pensiero post-keynesiano come Kaldor – agli inizi degli anni ’70 – della “moneta unica” su cui si basava la costruzione federalistica.

      La critica, che non è uno “j’accuse”, è sulla consecutio logica: se si ha chiaro che “moneta unica = austerità”, cioè sono la stessa cosa, ovvero si ha chiaro che il gold standard da cambi fissi È LA DEPRESSIONE, e il progetto federalistico di USE si BASA su una moneta unica, dubbi sulla pertinenza nell’intervento fatto non dovrebbero esserci.

      Sottolineo:

      “Il progetto federalistico di USE si BASA su una moneta unica”.

      La questione identitaria NON è, quindi, strettamente legata alla problematica in atto: un progetto regionalista in aree OMOGENEE potrebbe armonizzare lo shock sociale.

      L’identità nazionale (che non coincide con quella di “etnia”) ma che è quella che permette a più popoli di diventare un unico popolo che si può produrre una “costituente”, tende a ricalcare quelle che sono le dinamiche ECONOMICHE di un’area geografica e culturale.

      Riprendo dal post: «[...]Il contrario di austerità non è perciò “ritorno agli stati nazionali”[...]»

      Affermazione plausibile: salvo il fatto che non si considera che l’austerità è strutturale per le zone a bassa inflazione dell’eurozona, ovvero ANCHE IN CASO di USE si avrebbe la DEINDUSTRIALIZZAZIONE e la COLONIZZAZIONE di intere aree geografiche: come è successo in TUTTE le grandi federazioni (Cina, Russia, ecc.).

      Insomma: il mio aiuto è sensibilizzare sul fatto che è necessario ammettere che non è semplicemente che l’euro viene usato per imporre l’austerità (infatti rammenti che gli Stati che non si sono legati gli attributi all’euro hanno PIÙ SOVRANITÀ dell’Italia, ovvero hanno ancora “il pallino in mano”: tipo l’Inghilterra?).

      Quindi il problema NON è l’austerità: il problema è la moneta unica.

      Il gold standard CAUSA l’austerità.

      Austerità che NON è governabile democraticamente proprio perché siamo lontani secoli dall’unità POLITICA.

      Il problema non è OVVIAMENTE che gli USE non sono imputabili di niente perché non ci sono ancora.

      Il punto, è proprio che non ci possono essere senza immani sofferenze e senza la perdita di democrazia.

      Sul banco degli imputati non ci sono gli USE: c’è L’IDEOLOGIA CHE PROMUOVE UN PERCORSO VERSO GLI USE.

      Ideologia che spalanca la porta alle forze più beceramente reazionarie.

      Più di così non posso fare.

      Un abbraccio.

      • il Moralista scrive:

        Caro Rodion, restiamo sul punto. Ti è chiaro che il processo di devastazione ora in atto è frutto, non di un processo federale, ma di un accordo intergovernativo tra nazioni sovrane? E, nel caso non fossi d’accordo con tale premessa, potresti per favore dimostrare il contrario? Grazie

        • Rodion scrive:

          Caro Moralista, ho pienamente compreso la tua posizione ma pare che io abbia esaurito i miei strumenti dialettici: sono diventato noioso e ripetitivo.

          Sono d’accordo generalmente con l’analisi sul tema e condivido la meta.

          Non condivido il percorso.

          È evidente che ci troviamo di fronte ad un immane tragedia politica che nasce da posizione ideologiche: e di cosa abbiamo discusso fino adesso?

          Ma non si può parlare della “congiura” di Andreatta imputando al divorzio tra tesoro e BdI (che poi è REALMENTE avvenuto più di 10 anni dopo, visto che fino ai primi anni ’90 era ancora acquirente residuale…) l’incremento dei tassi di interesse senza rammentare Volcker e lo SME (lo SME!!!! appoggiato dai federalisti!!!). Il tasso di interessi segue quello degli USA. Punto. Non si ricorda mai il “tradimento” nei confronti di Keynes a BW, il “dilemma di Triffin”: ci si dimentica del “signoraggio americano” che ha eroso “sovranità” al resto del mondo e che ci regala gran parte degli squilibri finanziari del mondo da decenni. (Per dirla grossolanamente: La miseria del terzo mondo, i relativi flussi migratori e i diritti sociali che non ci sono, “l’infibulazione” e tutti i prodotti dell’indigenza e dell’ignoranza vengono in gran parte “finanziati” così: ma bisognerebbe accettare le analisi della scienza macroeconomica…)

          Il motivo per cui si negano (o si evitano di ricordare) i danni causati dall’insostenibilità macroeconomica e socioantropologica del “federalismo intestatale” e delle asimmetrie causte del ruolo del governo USA è, fondamentalmente, ideologico.

          È innammissibile NON PARLARE SISTEMATICAMENTE del signoraggio del dollaro e del ruolo del cambio sulla bilancia dei pagamenti e di quest’ultima sul benessere dei cittadini.

          L’affermazione che viene fatta è, quindi, macroeconomicamente FALSA.

          Il problema del “divorzio” dell’81 è principalmente di natura politica: è l’ennesimo attacco alla sovranità che è sinonimo di ATTACCO alla Democrazia. (Ed è qui che nascono le divergenze).

          Infatti sanciva il modello neoliberista di indipendenza della BC dal potere democratico: era uno dei tanti “colpetti” per sottarrarre la sovranità democratica.

          Ma prima ancora ci fu lo SME: il primo grosso “colpetto” alla sovranità valutaria, ai lavoratori e quindi alla Democrazia basata sul Lavoro. (E prima dello SME ci fu Moro… ma non si può dire… Come prima di Maastricht ci fu Mani Pulite…)

          Il federalismo interstatale è UN GIGANTESCO ATTACCO ALLA SOVRANITÀ: l’art.11 NON permette la “CESSIONE” di sovranità. Ne permette solamente “LIMITAZIONI”: ma di cosa stiamo a parlare? Quale evidenza si vuol negare?

          Ma il progetto di “federalismo” (quindi di cessione di sovranità) non ha nulla a che fare con gli “accordi governativi”?

          Qui stiamo rasentando il grottesco: ma sai cosa diceva Kaldor (lui che era keynesiano in quanto post-keynesiano) sul progetto federalistico? In particolare del progetto di moneta unica PROPEDEUTICO (per come era stato venduto) allo stato federale? Che poi divenne prima SME e poi euro?

          Ma queste sono cose serie: non solo a te, ma anche ad altri commentatori “virtuosi” devo imputare una certa “rigidità” nelle analisi su questo tema.

          Non si possono risolvere con “sillogismi” analisi complesse che hanno una vasta letteratura scientifica: quella del “sillogismo”, mi spiace, ma è tipica della “difesa ideologica”.

          Dietro la “moneta unica” c’è (cosmeticamente, a livello di propaganda, per dipingere di “rosso” la distruzione degli Stati nazionali) il “federalismo”.

          E sovranità è libertà. E libertà è democrazia.

          Il federalismo intestatale nasce come ideologia neoliberista: quindi il dubbio che volevo trasmettere è:

          ma come mai i socialisti la hanno abbracciata parimenti, facendola propria?

          E con questa mi taccio, non prima di esprimere, però, la più alta considerazione e la stima sul lavoro che stai facendo.

          Un abbraccio.

          • Rodion scrive:

            p.s. i neo-keynesiani, a differenza dei post-keynesiani, sono la versione cosmetica del neo-liberismo “tinto di rosso”…

    6. Cari/e, vi è chiaro che gli stati uniti d’europa sono due poteri che si equivalgono?
      Vi è chiaro che l’europa delle regioni è rispettosa del potere centrale europeo legittimato da ogni singola famiglia e che il governatore è un tramite delle leggi centrali europee e può legiferare in base al territorio di appartenenza del tipo; l’Italia ha un particolare territorio e il governatore può legiferare a favore della regolamentazione della pesca.
      Vi è chiaro che la nuova europa deve essere in primis politica e tramite concordato di non interferenza col potere economico- finanza muoversi in modo meno burocratico. Che facciamo; potere su potere. In lomellina abbiamo pronta la lista e il paletto inamovibile è l’unione dei comuni per rilanciare il territorio, il sociopolitico, il socioeconomico, a visione Euroregio. Solo uniti nelle comunità si può guardare con serenità all’Europa!
      Ad maiora e lunga vita

    7. Alessandra scrive:

      ..ma caro Francesco, tu non credi che, se un qualche primo ministro italiano, avesse fatto come Inghilterra, che ancora ha una sua moneta sovrana, e Banca centrale che dipende dal governo, non avrebbe subito un ricatto sull’acquisto dei TDS?

      • il Moralista scrive:

        Cara Alessandra, i ricatti valgono nei confronti di chi è ricattabile. Voglio che sia chiaro un concetto. La devastazione dell’Europa di oggi è il risultato di un equilibrio stabilitosi inerzialmente per regolare i rapporti di interesse fra i diversi singoli Stati rimasti sovrani. E’ chiaro? Hai modo di confutare tale assioma? Quindi tutta la storia su quanto è brutto il federalismo perché ha nei fatti gettato un’ ombra sull’Europa intera è fuorviante e surreale.

        • Gianluca scrive:

          Trovo l’analisi di Francesco Maria Toscano contraddittoria.
          Sintetizzo in modo brutale: se c’è questa UE, è perché Renzi ha accettato delle condizioni assurde. Ok, ma chi è che dice ancora oggi: vogliamo un altra europa ma NON rinunciamo al progetto e quindi accettiamo comunque, volente o nolente, il progetto attuale? Sono gli stessi progressisti…
          L’accusa a Renzi andrebbe fatta a tutti i federalisti sognatori: prima di rinunciare alla sovranità nazionale e mortificarla davanti all’egemonia finanziaria tedesca e nord europea… due conti non ve li siete fatti? È un po’ come se acquistassi un prodotto che non mi piace, e lamentarmene anni dopo…!
          Che questa europa era totalmente liberista e mercatista, ce lo dicevano già negli anni ’70, anche proprio attraverso lo strumento dell’Euro.
          I “progressisti” hanno subordinato il lavoro, lo hanno declassato rispetto al fondamentalismo “europeista” come valore assoluto. Di li nascono poi tutti i problemi in cascata… nel momento in cui la tua risposta può essere sempre e solo SI, allora io ti darò le peggiori condizioni possibili…

        • alessandra scrive:

          secondo me, ora come ora, l’unica cosa da fare per poter decidere liberamente e’ con una atto d’imperio, da parte di un governo con le palle, uscire da euro e da Ue..in seguito, in condizioni di parita’, si puo’ discutere di “stati Uniti D’Europa” facendo aprtecipe il popolo dopo averlo informato.Ora come ora, qualsiasi capo di stato di una nazione che ha euro, non e’ libero di prendere nessuna decisione per superare veramente la crisi, senza essere costretto a smantellare lo stato sociale o a svendere i beni pubblici..(cosa peraltro voluta ma inutile al fine di uscire dalla crisi)

      • …ma, cara Alessandra, forse ti sei scordata che nel 1981, quando non esisteva l’eurozona e l’Italia disponeva sia di una moneta sovrana- la lira- che di una Banca Centrale qualificata ad agire con tutti i suoi poteri come tale, Ciampi e Andreatta (di concerto con amici fraterni e fraterni amici degli amici fraterni) determinarono le condizioni per il famigerato “divorzio” tra Banca d’Italia e Ministro del Tesoro. Un atto che, non assicurando più l’acquisto dei titoli di Stato da parte di Bankitalia, come certo saprai, avrebbe determinato nel corso degli anni successivi, tra gli altri inconvenienti, l’aumento progressivo e formidabile dei tassi di interessi sui buoni del tesoro emessi. Inoltre, proprio l’esempio dell’Inghilterra governata da Cameron appare utile a farti capire l’inconsistenza delle tesi sovranitariste a prescindere. Cameron, pur disponendo di una valuta sovrana- la sterlina- e di una Banca Centrale autonoma, ha implementato nel Regno Unito le stesse politiche di austerità realizzate in altri paesi dell’eurozona, con gli stessi disastrosi risultati. Dunque, le scelte di politica economica non dipendono dalla forma di entità statuale nazionale o sovranazionale in cui si viva, ma dall’indirizzo ideologico di chi contingentemente controlli le leve del potere. Ciò, anche in un sistema democratico-parlamentare e nazionale, come dimostrano tutti i casi di feroci politiche neoliberiste e anti-keynesiane implementate in singoli stati europei molto prima e a prescindere dalla nascita dell’eurozona. Che poi questa UE e questa eurozona siano particolarmente adatte a devastare socialmente ed economicamente i singoli popoli europei, è un altro discorso. Ma non sono l’Europa federale e democratica né gli Stati Uniti d’Europa (del tutto inesistenti, ad oggi) a produrre tali devastazioni, bensì un concerto di nazioni sovrane e autonome che ragionano ancora in termini di egemonia relativa l’una rispetto all’altra, con la complicità di burocrazie non elettive euro-tecnocratiche le quali, come bene ha evidenziato Francesco Toscano, nulla potrebbero senza l’assenso asinino di singoli governi e parlamenti nazionali. E’ tutto chiaro? Un caro saluto e buona serata. Fra’ Cazzo da Velletri

        • Gianluca scrive:

          Fra’ Cazzo da Velletri forse ti sfugge che quelle mosse le facevamo proprio per entrare nello SME e completare il disegno della futura UE. Al di fuori dell’Italia, non abbiamo nessuna chance di far valere i nostri diritti, se non in una contrattazione al ribasso veramente disgustosa. Abbiamo una costituzione e un minimo di solidarietà in Italia che ci consente di agire in questo spazio “fisico” e culturale.

        • Gianluca scrive:

          In più c’è un discorso più generale, e totalmente ignorato anche dagli ideologisti come te, che bisogna anche “sapersi scegliere le compagnie”…
          È inutile e persino stupido lamentarsi di finire in discoteca, se io preferisco la musica metal ma mi unisco ad un gruppo in cui il leader è uno sfegatato della musica dance… e la musica è importante.

        • Alessandra scrive:

          caro Fra Cazzo, sappiamo bene che in Gb potrebbero, ma non vogliono operare per il bene della maggioranza della popolazione..la differenza sta proprio qui: nei paesi che hanno adottato l’euro, anche se volessero NON potrebbero fare politiche diverse..perche’ gli e’ stato tolto lo strumento per farle..per dirlo con una metafora, la GB e’ un auto che ,pur dotata di volante, va a sbattere perche’ il pilota non usa o usa male il volante..i paesi dell’eurozona, sono un’auto che va a sbattere perche’ NON HA PIU’ il volante..quindi chi guida non puo’ fare diversamente.

          • Cara Alessandra, la questione è alquanto mal posta. Attenta e non affezionarti, da “antica” estimatrice di Paolo Barnard (benemerito su tanti aspetti, pur con tutte le sue ombre), al dogma che soltanto “fuori da un contesto europeo c’è l’agognata salvezza materiale e spirituale”. I dogmi sono solo opinioni effimere e velleitarie, che si arrogano la pretesa di divenire verità assolute e incontestabili, da credere per fede. Se anche solo una singola nazione,mettiamo l’Italia, coinvolta come le altre nella mortifera e pestifera eurozona senza vera valuta sovrana, anche senza tornare alla lira e mantendendo l’euro, decidesse di sospendere l’efficacia di alcuni trattati vigenti, in attesa della costruzione di una governance autenticamente federativa e democratica, chi potrebbe impedirglielo? Parimenti, anche tornando alla lira, se il governo italiano decidesse di applicare politiche di austerità come ha fatto Cameron- che nel Regno Unito disponeva di una sua moneta sovrana, la sterlina- quale sarebbe stato il vantaggio di uscire dall’eurozona? In buona sostanza, si può tenere ferma l’adesione all’eurozona e mantenere l’euro, cominciando con il mandare a farsi friggere il Fiscal Compact e quant’altro, chiedendo una diversa gestione della BCE e magari obbligandola ad acquistare tutti i titoli di stato italiani, così come, anche tornando alla lira, si potrebbe permanere nella condizione di divorzio tra Banlitalia e Ministero del Tesoro, per di più proseguendo per la via della cosiddetta auterità espansiva, a suon di tagli alla spesa, al welfare e agli investimenti pubblici, aumento delle tasse. Apri la tua mente (che so essere di notevoli capacità intellettuali), cara Alessandra, e liberati dai dogmi barnardiani e/o bagnaisti. Sia perché non tutto quello che dice Barnard va preso per oro colato, sia perché Bagnai ha clamorosamente fallito le sue previsioni perentorie che vaticinavano per il 2012 il “necessario e ovvio” crollo dell’eurozona. L’eurozona è viva e operante in modo feroce sui popoli europei. Ma tale ferocia non la si combatte efficacemente né con atteggiamenti settari, apocalittici e dogmatici alla Barnard (la cui opera, comunque, rimane benemerita per tantissimi aspetti), né con le previsioni fallaci del pur ottimo Bagnai (pregevole in alcuni tratti della sua narrazione), il quale non ha mai preso in adeguata considerazione il carattere politico-progettuale doloso dell’attuale costruzione euro, confinando la sua ermeneutica in un’orizzonte soltanto economicistico. Ma i modelli economicistici, che non tengono conto dei progetti umani (specie di quelli riservati e dissimulati, che rimangono però progetti, non necessariamente complotti, nell’accezione che a questo termine ambiguo danno sia i complottisti che gli anti-complottisti di professione), sono sempre destinati a fallire. Altro che implosione dell’eurozona…l’eurozona è viva e ferocemente vegeta, mentre buona parte dei ceti medio-bassi del popolo europeo va alla deriva, tra disoccupazione galoppante, aziende che falliscono, calo dei consumi (anche nelle nazioni più ricche). E se tornassimo alla lira, senza un paradigma keynesian-rooseveltiano, avremmo la stessa situazione di oggi, vigente l’euro come valuta ufficiale. Anzi, forse avremmo una situazione anche peggiore, in virtù dei contraccolpi inevitabili nel passaggio dall’una all’altra moneta. Per converso, se una nuova UE tramutata gradualmente in USE adottasse politiche keynesian-rooseveltiane, che bisogno vi sarebbe di tornare alla lira?
            Un caro saluto. Fra’ Cazzo da Velletri

    8. Giovanni scrive:

      Chi impedisce al Pinocchietto di Firenze….?
      Ho tre risposte:
      Renzi, Letta, Monti (i nominati, Saliti o Scesi in politica) sono dei Veri Massoni e pertanto operano
      in una ottica ben precisa!
      Renzi Letta Monti sono delle semplici cavie del progetto MK Ultra e pertanto asserviti a loro insaputa
      Renzi Letta Monti, (Ipotesi Peggiore) Credono in quello che dicono e si autoconvincono continuando a ripetersi
      le medesime tesi.
      Non esiste una via legale per uscire dal pantano.
      Il popolo Italiano ne uscira’ facendo ricorso alla propria Anima, forgiata in secoli di sudditanze e sottomissioni:
      -Si andra’ tutti alla Universita’ di Napoli, quella dei Quartieri Spagnoli, la Bocconi dei Poveri e si finira’ per assimilarne in pieno la Filosofia…poi nascera’ un nuovo Vero Rottamatore…
      Ce lo chiedera’ l’Europa di andarcene fuori alla fine!
      Li SPOSSEREMO ( con due Esse )
      Saluti Giovanni

      • Gianluca scrive:

        Lo impedisce l’intera classe politica italiana e il pensiero politico diffuso: meglio la disoccupazione di massa attuale, che rinunciare al fogno europeo (che non esiste).

    9. Marcello scrive:

      Al di là del fatto che ci sarebbe molto da dire sul progressivo “distacco” dei governanti dei vari paesi europei dall’interesse nazionale del loro popolo (ossia c’è stata una deriva verso le posizioni delle élites internazionali che andrebbe esaminata meglio) il dato – purtroppo – certo è che se si ritiene che è necessaria una risposta da parte dei cittadini bisogna accettare come punto di partenza che questa sarà possibile solo in nome di un ideale “a presa rapida” e qui da noi è rimasto solo il nazionalismo, quello nella forma un po’ becera sempre pericolosamente in bilico sul populismo di destra spinta.

      Gli ideali si possono comunque reinterpretare ma mi pare che nessuno sia disposto ad “abbassarsi” verso il vecchio ma tutt’ora funzionante nazionalismo che pure potrebbe essere rielaborato in molti modi lontanissimi dalle forme più pericolose che spesso può assumere.
      Forse dà fastidio questo doversi immischiare con il popolo meno informato, quello politicamente e culturalmente meno raffinato ma politicamente ineludibile in quanto, se mobilitato in maniera autenticamente corale, è l’unica forza in grado di rappresentare un antidoto a certe derive neo aristocratiche.

      Insomma proporrei di comsiderare anche la possibilità di doversi sporcare le mani accettando soluzioni meno elganti di quelle “optimum” ma sperando che la monilitazione stessa e la lotta portino in seguito a degli sviluppi in direzioni meno banali.
      Anche perchè non mi pare ci siano tante altre scelte; sarebbe opportuno aver costituito un centro di riferimento ideale, politico e di azione “prima” dell’inevitabile precipitare degli evenri.

    10. Pierluigi scrive:

      “Chi impedisce al Pinocchietto fiorentino di assumere una posizione di questo tipo? Il fantasma di Von Hayek o lo spirito errante di Kalergi?”

      Ritorno sul “pezzo”.
      Se Renzi, a cui per il momento non è imputabile lo stato delle cose in Italia ( come giustamente mi faceva notare FCdV), si ” mettesse di traverso ” alle attuali direttive imposte ed accettate direttive UE, avrebbe oltre gli 11 milioni di voti del PD anche quelli, quasi in toto del M5S e credo una parte di FI. Dunque, già da oggi, potremmo cambiare le cose.

      Ma ti rivolgo questa mia domanda : le correnti più illuminate e progressiste si esprimono con Renzi ? , ” Niente di nuovo sul fronte Occidentale ? “

    11. Michele scrive:

      Come gli USA l’Italia è pur anche nata grazie al coraggio e sacrifici di massoni, carbonari, laici e cattolici. Anche nel Regno e poi Repubblica non sono mancati massacri, errori, razzismo, sfruttamento, ruberie. Ma grazie alla introduzione e reintroduzione (vds il sacrificio americano nella lotta al nazi-fascismo) dei principi democratici, non solo ognuno è oggi libero e eguale, ma, può operare ed agire nella vita politica, economica, sociale, culturale. Leghisti, borbonici, scarsa informazione e istruzioni, sono, più di Monti, Renzi, Letta, Juncker, austerità e checché ci si voglia mettere, la malattia del paese.
      Si può inculcare l’idea che l’informazione deve essere servizio pubblico così come la cultura deve esser, nonsolo un diritto, ma anche un dovere?
      Il commento è forse fuori tema, ma mi è spontaneo, perché, a prescindere da tutte le dotte analisi che si voglian fare, è stato il lassismo (per convenienza o ignavia) dei tanti (me incluso) la causa della situazione presente.

    12. marco f scrive:

      Se anziché perderci nel cazzeggio pseudointellettuale su Kalergi, Von Hayek, Ur-Lodges e compagnia danzante, ci concentrassimo sulle poche quotidiane certezze che abbiamo, saremmo costretti quantomeno a scorgere “il” problema che ci sovrasta: un pressoché totale asservimento ad élites sociopatiche transnazionali. di prevalente matrice angloamericana.
      Magari poi, ridimensionando certi cattivi ancorché presunti maestri, riusciremmo anche a vedere il trucco del prestigio che, ahimè, da secoli i ciambellani di corte ci ammanniscono.
      Sicuramente i cittadini in buona fede sono preponderanti, il mediocre prestigiatore si serve di poche comparse mischiate tra il grande pubblico, per far apparire prodigiosi i soliti imbrogli con i quali campa da un pezzo.
      Mi associo quindi all’analisi del lettore Rodion, soprattutto in relazione alla “magia” del dollaro, moneta iperinflazionata che viene spacciata per solvibile. Grazie tante, con dodici portaerei nucleari in giro per il globo gli yankee riuscirebbero a far la spesa anche con i soldi del Monopoli.

      • Caro Marco F., vedo che continui imperterrito- come quel tal commentatore Marcello che tanto ti somiglia quanto a insipienza e ignoranza- nel proiettare le tue attività di sommo cazzeggiatore mentecatto e semi-analfabeta sulle ponderate e ben argomentate riflessioni altrui.
        Quotidiane certezze? Ma di cosa vaneggi?
        Elites sociopatiche? Ma qui l’unico sociopatico (e anche alquanto psicopatico) sei tu, abbarbicato come la gramigna a quelle quattro ideuzze fisse e miserabili che ti fanno odiare la perfida Albione, i perfidi yankee e i perfidi giudei, in perfetta coerenza con una matrice politico-culturale che si capisce lontano un miglio di ascendenza fascistoide.
        Ma, allora, invece di inquinare il dibattito egregio e interessante del Blog “Il Moralista” con le tue squinternate panzane paranoidi, vattene in malora con le tue anticaglie dialettiche da camicia nera fuori tempo massimo…
        Affezionato Fra’ Cazzo da Velletri

        • marco f scrive:

          Se mi prometti che da ora in avanti farai il bravo, non ti chiamerò l’ambulanza…

          • Caro marco f, scommetto che se tu chiami l’ambulanza arriva subito, perché gli infermieri ti conoscono bene…vecchio mentecatto dalla testa vuota…E, dimmi un po’, si sta meglio ricoverati con la camicia di forza a dire minchiate sugli anglo-americani e le élites sociopatiche, oppure momentaneamente liberi di scriverle anche su blog come questi, le tue cazzate strampalate? Scommetto che stai meglio libero. E allora approfittane e, invece di arrancare sul web intorno alle tue fisime paranoidi, vai a prendere un po’ d’aria, comprati un po’ di viagra (vedi i tuoi problemi freudiani sulle salsicce, di cui sopra), acquista un po’ di amore a pagamento (chi vuoi che te ne dia gratuitamente, nelle tue condizioni?).
            Baci baci. Fra’ Cazzo da Velletri

            • marco f scrive:

              Psyco da Velletri.

              • Eh, già…tu invece mi ricordi la vecchia madre morta e in stato di putrefazione che lo Psycho originale conservava in poltrona, in camera sua…
                En passant, ci sarà pure un motivo se tu e quell’altro minchione di Marcello, invece di rispondere nel merito delle confutazioni teoriche e storico-culturali che mi ero pregiato di opporre ai vostri vaniloqui, tentate di spostare la questione sul piano della coglionella e della psichiatria…Provate, invece, se ne siete capaci, di rispondere nel merito e con metodo rigoroso.
                Comincia tu, caro Marco f. che di te stesso dicevi, sopra:

                “Senza troppo sforzo, potrei cercare di tradurre i miei pensieri nella tua neurolingua di pseudointellettuale dopato”.

                Dunque, fai vedere a me e agli altri lettori/commentatori de Il Moralista, in che modo, traducendo i tuoi pensieri solitamente sciatti, superficiali e inconsistenti, nella mia “neurolingua di pseudointellettuale dopato”, sei o meno in grado di confutare quanto ho scritto a proposito delle tue pseudo-cognizioni storiografiche, socio-antropologiche e politologiche.
                Per comodità, ti ripropongo il brano che avresti dovuto affrontare nel merito, invece di rifugiarti in vaneggiamenti sulla coprofagia e le turbe psichiche (tue, ma proiettate su altri da te):

                “Caro Marco F., nonostante leggerti darebbe noia e indignazione a molti, non è questo il mio caso. Infatti, rispondendo per le rime a te, mi consenti di operare una confutazione archetipica di tutti coloro che sono imbevuti della stessa tua pseudo-cultura anti-ebraica, anti-gnostica, anti-americana e anti-massonica. Grazie mille, per avermi dato questa opportunità, amplificata dalla mediocrità e persino dalla risibilità di alcune tue visioni storico-culturali, appropriate se fossero quelle di un bambino delle scuole elementari, del tutto incompatibili con la coscienza di un adulto che voglia anche discettare di temi di pubblico interesse. Veniamo al dunque. Le predazioni e gli stermini, se avessi studiato con profitto almeno alle scuole dell’obbligo, sapresti che furono anche più feroci nel cosiddetto “secolo breve” (copyright Hobsbawm), il Novecento, di quanto non siano state nei feroci secoli della prima modernità e della pre-modernità. Dicono nulla, alla tua memoria/coscienza storica claudicante e sgangherata, il genocidio degli Armeni (1915-16, centinaia di migliaia di persone), i massacri ordinati da Stalin (1923-1953, svariati milioni di persone), il genocidio del Popolo Ebraico (dagli anni ’30 al 1945, alcuni milioni di persone), il genocidio indonesiano (anni ’60, circa un milione di persone), il genocidio cambogiano (anni ’70, alcuni milioni),i massacri ai danni di decine e decine di migliaia di diversi dissidenti sudamericani all’epoca dell’Operazione Condor (che sbaglieresti a ritenere di matrice “americana”, dal momento che fu opera di ur-lodges euro-atlantiche reazionarie, di concerto con altri reazionari di ambiente clericale e neo-fascista, e fu alla fine fermata da altre ur-lodges sovranazionali con radicamente statunitense-occidentale e ispirazione democratico-progressista)e i genocidi dei curdi e poi in Sudan, Burundi, Rwanda, ex Jugoslavia, etc.? Tralascio le tue penose e insensate tirate contro il “sogno americano”, che da tre secoli a questa parte è infinitamente meglio dei vari incubi “europei” ed extra-occidentali…
                Quando poi scrivi che:

                “Il razzismo, specie quello biologico, non appartiene alla cultura latina e dei popoli del mediterraneo in generale. L’estensione di Roma ha ulteriormente armonizzato genti e tradizioni, senza che il germe della superiorità razziale germogliasse.”,

                hai certamente ragione se ti riferisci ad alcuni aspetti grandiosi e benemeriti (ma solo ad alcuni, che anche gli antichi romani promossero massacri per ragioni di potere e profitto) della civiltà di Roma antica, sia repubblicana che imperiale.
                Hai molto meno ragione quando parli dei popoli latini e/o mediterranei con riferimento a diverse epoche e civiltà. E tanto per restare nella nostra amata Italia, il fascismo (con i suoi richiami simbolici alla romanità antica)nacque proprio nella penisola e di qui si diffuse in ogni angolo del globo, compresa quell’Europa centro-settentrionale in cui la sua più significativa declinazione fu gestita dalle tenere camicie brune di Adolf Hitler e camerati. Del resto, anche nella Spagna di Francisco Franco e nel Portogallo di Antonio de Oliveira Salazar forme larvate di pseudo-razzismo non mancarono di allignare. Ma, contro il mito dei bravi latini/mediterranei e specialmente italiani antitetici al razzismo, soprattutto di natura biologica, vorrei rinviarti alla spudorata vergogna del Manifesto della Razza (1938) e alle altrettanto ignobili leggi razziali promulgate da quello stesso anno 1938 ai primi anni ’40.
                Hai capito, brutto buffone ignorante e spregevole, che osi anche proseguire così, ribadendo i tuoi verminosi odi antisemiti:

                “Eccezion fatta, forse, per una tribù nomade inassimilabile che, in una certa fase del proprio cammino, scoprì l’illuminazione di farsi “eleggere” da Lassù per dominare le altre genti. L’inizio del concetto di razzismo fu probabilmente questa.” ?

                Certo che è esistito ed esiste un razzismo etnocentrico ebraico, disapprovabile e detestabile come qualunque altra forma di razzismo, ma le forme di tribalismo e neo-tribalismo razzista sono, come ho cercato di spiegarti – nonostante la tua dura cervice- tipiche di ogni visione illiberale, anti-democratica, nazionalistica e imperialistica che sia maturata nel corso dei secoli. Tutto il contrario del patriottismo cosmopolitico di matrice massonica, di cui Thomas Paine, Giuseppe Garibaldi (quando ti riferisci a lui, pulisciti la bocca, stronzo!), Alexander Herzen, Giuseppe Mazzini, Lajos Kossuth e molti altri di pari valore furono insigni fautori, a beneficio anche della libertà di mentecatti come te, che nemmeno sei in grado di comprendere da dove ti derivino i tuoi diritti di uomo e di cittadino. Quanto alle leggende di ambiente clericale/tradizionalista, ant-massonico e anti-risorgimentale su Garibaldi (sepolto a Caprera, ma certamente inquieto e amareggiato, dall’al di là, nel sentire che razza di imbecilli-come te- hanno ereditato la cittadinanza italiana, per conseguire la quale egli ha sparso lacrime, sangue e sudore) presunto trafficante di schiavi, si tratta dello stesso tipo di mitologema squinternato secondo cui i latini/mediterranei sarebbero incapaci di razzismo biologico e la Massoneria deriverebbe da

                “una “estroflessione” di ambienti gnostici ebraici del XVII secolo, concepita per riprodursi ed estendersi come una metastasi in tutta la società occidentale, per poi assumerne il controllo.”

                Sai almeno di quali ambienti gnostici ebraici del XVII secolo vai cianciando? O il libercolo malamente cospirazionista da cui hai tratto questa sciamannata conclusione era avaro di esplicazioni razionali e tutto richiedeva di credere asininamente, per pura fede?

                Su una cosa, comunque, hai ragione, pur avendo torto.
                A partire dal XVII secolo e fino a tempi recenti, la Massoneria (maggioritariamente progressista, fino a pochi decenni orsono), si è caratterizzata come una “metastasi benigna” che ha diffuso ovunque libertà e lo status di cittadinanza e sovranità pro-quota ad esseri umani che ne erano privi e che venivano trattati come sudditi; e ha veicolato, in ogni landa in cui sia pervenuta anche i valori di Fratellanza/Solidarietà/Giustizia Sociale e Uguaglianza, ulteriormente perfezionati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.
                Certo, questa diffusione e veicolazione ha trovato e trova degli oppositori in ambienti tradizionalisti, ierocratici e autoritari di ogni latitudine spirituale e culturale e anche presso quei cenacoli latomistici neo-aristocratici che hanno sempre anelato, dopo che fu spazzato via l’Ancien Régime -e più che mai anelano ora- ad una compiuta involuzione oligarchica della governance occidentale e mondiale.
                Di più, questa diffusione e veicolazione è stata implementata anche a beneficio di asini come te, che evidentemente non la meritano.
                D’altra parte, l’universalismo massonico progressista sussume tra i suoi valori anche il famoso detto evangelico sul bene da fare anche a chi non ne sia degno (amate chi vi odia…amate i vostri nemici…), parafrasandolo nel senso che anche gli imbecilli, i saccenti e i cicisbei senza cervello (ma gonfi di presunzione, come te, dunque molto lontani dai “beati poveri di spirito” di cristica memoria) meritano di veder rispettata sotto ogni riguardo la propria dignità umana.
                Il che non vuol dire, sempre a beneficio della tua anima e della tua dura cervice, che ogni tanto non sia bene schiarirti le idee confuse e squinternate che hai in testa, applicandovi il balsamo della mia raffinata intellettualità…come giustamente hai scritto tu stesso.
                Cari saluti. Fra’ Cazzo da Velletri”

                Adesso, rispondi nel merito su queste osservazioni, se ne sei capace.
                Oppure, se ne sei incapace e sei soltanto uno sbruffone ignorante, presuntuoso e disturbato, rimmarrai silente o ti rifugerai ancora una volta in squallidi vaneggiamenti sulla coprofagia e le turbe psichiche, argomenti che evidentemente senti più congeniali ai tuoi orizzonti intellettuali…

                Statti bene. Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

    13. marco f scrive:

      Per i lettori che volessero, ammesso che ce ne siano ancora, capire qualche cosa della polemica mordi e fuggi con questo bizzarro, ma non troppo, personaggio, improvvisato zibaldone assai “imparato” nonché arrogante e volgare, pubblico un link utile per iniziare un percorso di “detossificazione” dalla mitologia sedicente delle cosiddette società segrete.
      Tanto accattivanti nella propria apparente libertarietà, quanto funzionali a fini assai più prosaici: i soliti di sempre.
      Ovviamente massima libertà e rispetto per le opinioni di chiunque dissenta o intenda, seriamente, iniziare una discussione seria e costruttiva.
      E’ chiaramente una proposta rivolta alle persone serie e desiderose di accrescere il proprio pensiero e le proprie opiunioni. Spero possa trovare interesse e partecipazione.

      Il link:
      http://www.archenet.org/wordpress/docs/radiciOcculteModernita.pdf

      • Oh! Finalmente hai scoperto le tue fonti da quattro soldi…Quel tale, mediocre autore cospirazionista che risponde al nome di Gianluca Marletta citato nel link (uno che scrive libri con una saggista ancora più sgangherata e ignorante di lui: tale Enrica Perucchietti), che nei suoi libri ricicla e riadatta in termini alquanto più laici- mal dissimulandolo- tutto il filone clericale/tradizionalista anti-massonico, anti-moderno, anti-esoterico e anti-giudaico già presente in una letteratura otto-novecentesca che in “Epiphanius” (autore di Massoneria e sette segrete) ha trovato una monumentale ed enciclopedica epitome. Se vuoi inaugurare una discussione seria e approfondita, scegliti altre fonti, più serie, rigorose, meglio informate e meno fuorvianti. Se vuoi anzitutto disintossicarti tu dalla mitologia cospirazionista (la quale, in realtà, racconta cose anche molto meno clamorose e inquietanti della effettiva realtà storica, dacché la realtà supera di molto la fantasia dei complottisti beceri cui ti sei abbeverato) su cui ti sei finora fondato per interpretare la modernità e la contemporaneità, butta nel cesso i libri di Marletta, Perucchietti et similia e disponi il tuo animo confuso e perturbato alla lettura di Massoni. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore. Dici che è un libro che si attende da anni? Appunto. Occorrevano anni per individuare e cesellare una traiettoria narrativa in grado di confutare e affrontare anche – tra le altre tantissime cose ben più importanti da dire e spiegare- le superfetazioni grossolane di cospirazionisti e complottisti beceri come quelli che ingombrano la tua biblioteca cartacea e digitale. Ma ora il tempo è giunto e, nel corso del mese di luglio, l’opinione pubblica conoscerà le date esatte di pubblicazione (in tre volumi, probabilmente, editi a un mese di distanza l’uno dall’altro nel prossimo autunno) dell’opera del Fratello Magaldi. Da ultimo, quando vieni sfidato dal sottoscritto o da altri a rispondere nel merito delle contestazioni storiche, sociologiche, antropologiche e politologiche che ti vengono rivolte, non ti nascondere dietro gli scritti di Marletta o di altri, rinviando a link che nessuno (a parte me, che sono onnivoro, al pari di tanti altri fratelli che ruotano attorno a GOD) ha voglia di leggere, trattandosi spesso di proposte narrative noiose e squinternate. Piuttosto, se hai un tuo ordine adeguato di pensieri e osservazioni da opporre alle contestazioni che ti vengono rivolte (come io ho fatto con te, senza mettermi a citare saggi di Magaldi o di altri), esprimilo. Altrimenti taci, che forse fai più bella figura. Cari saluti. Fra’ Cazzo da Velletri

    14. Noi per Mede, Mede per l’Europa. I cambiamenti epocali iniziano dal basso. Da buon socialista liberale; poche idee ma valide, buone, costruttive!

    15. marco f scrive:

      Bravo, hai cominciato a comportarti bene, da persona educata.
      Spero che il tuo appetito da onnivoro ti permetta di masticare lentamente anche il cibo che ti è offerto e che non compreresti mai, metabolizzandolo potresti scoprire che nutre più di quanto tu pensi.
      Io, obtorto collo, ho già deciso da tempo di ingurgitare il tomo di Magaldi, non appena sarà disponibile nelle migliori salumerie.
      Comunque, per ogni evenienza, terrò pronto il bicarbonato…

      P.S.
      Naturalmente, tempo permettendo e con i dovuti toni, mi piacerebbe discutere anche le tue argomentazioni.

    16. Caro Marco F, sei proprio duro di comprendonio. Il cibo che offri tu (Marletta & Company) io e i miei fratelli lo abbiamo assimilato, digerito e defec…, già molto tempo prima che giungesse al tuo palato verginale e di poche pretese. Ma, non dubitare, saremo lieti di farne delle pubbliche confutazioni, se lo riterremo opportuno per l’inculturazione dei più insipienti e ignoranti, vulnerabili a simili raccolte di frescacce clericali, reazionarie, tradizionaliste, anti-moderne, illiberali, anti-laiche, anti-massoniche, anti-semite, anti-americane e anti-inglesi. E se le faremo, le faremo ad adiuvandum, magari, delle pagine che gli avrà dedicato il fratello Magaldi in “Massoni. Società a responsabilità illimitata”. Ora cimentati nel discutere le mie argomentazioni, se ne sei capace. Altrimenti, lo ripeto, taci, che ci fai una migliore figura. Quanto ai miei toni, sono sempre stati pacatissimi e argomentativi (salvo qualche rudezza amabilmente provocatoria ma innocua, che poteva turbare solo un’anima molto rarefatta e primitiva come la tua), prima che tu rispondessi alle mie argomentazioni con vaneggiamenti a proposito di coprofagia (un tuo sogno proibito?) e turbe psichiche (una realtà che ti perseguita e tormenta sul piano personale?). Attendo delle contro-argomentazioni sulle mie confutazioni, lo ribadisco. Tutto il resto è fuga per paura di non sapere cosa dire e come dirlo, oltre che fuffa volta a dissimulare tale fuga. Ciao ciao. Fra’ Cazzo da Velletri

      • marco f scrive:

        Caspita che ribaldo!
        Neanche il tempo di cullarmi nell’illusione di averti indotto a rimettere in dima il telaio squadernato delle tue pulsioni emotive, che mi torni all’assalto con la consueta temperanza da pubblico inquisitore hitleriano (stalinista, se preferisci).
        Devi essere una bella costola di traverso anche per il povero Francesco Maria, così morbido e pacato nelle argomentazioni, elegante e convincente nell’esposizione anche di concetti non sempre condivisibili tout-court, quanto tu ti ostini a restare rozzo e inutilmente provocatorio, pur se divertente nell’evocazione ripetuta della tua natura di fecalomane convinto.
        Guarda, te lo dico davvero in modo spassionato, giocare a fare lo psicopoliziotto di questo blog (ho letto altre tue intemperanze con altri lettori), non giova certo alla causa del GOD.
        A meno che tu sia un infiltrato dell’Opus Dei, tutto proteso a far sembrare l’ensemble di Magaldi una scombiccherata compagnia di cazzari (il sospetto nasce anche da tuo pseudonimo), allontanando anche il dubbio che sia possibile esercitarvi la libertà di parola e di pensiero.
        In quest’ultimo caso: chapeau!
        2

      • marco f scrive:

        Caspita che ribaldo!
        Neanche il tempo di cullarmi nell’illusione di averti indotto a rimettere in dima il telaio squadernato delle tue pulsioni emotive, che mi torni all’assalto con la consueta temperanza da pubblico inquisitore hitleriano (stalinista, se preferisci).
        Devi essere una bella costola di traverso anche per il povero Francesco Maria, così morbido e pacato nelle argomentazioni, elegante e convincente nell’esposizione anche di concetti non sempre condivisibili tout-court, quanto tu ti ostini a restare rozzo e inutilmente provocatorio, pur se divertente nell’evocazione ripetuta della tua natura di fecalomane convinto.
        Guarda, te lo dico davvero in modo spassionato, giocare a fare lo psicopoliziotto di questo blog (ho letto altre tue intemperanze con altri lettori), non giova certo alla causa del GOD.
        A meno che tu sia un infiltrato dell’Opus Dei, tutto proteso a far sembrare l’ensemble di Magaldi una scombiccherata compagnia di cazzari (il sospetto nasce anche da tuo pseudonimo), allontanando anche il dubbio che sia possibile esercitarvi la libertà di parola e di pensiero.
        In quest’ultimo caso: chapeau!

    17. Ma, vedi, caro Marco F, io penso invece che la ribalderia sia proprio la tua.
      Nessuno ti ha chiesto di cullarti in illusioni, né alcuno ha cercato di inibire la tua libertà di pensiero e parola.
      Al contrario. Invano, ti è stato chiesto più e più volte di rispondere nel merito alle contestazioni/confutazioni (argomentate) che sono state rivolte alla tua narrazione squinternata e pseudo-analfabeta di certe dinamiche storiche, sociologiche, antropologiche e politologiche.
      Io sono molto temperante e paziente, tanto da tornare a chiederti ancora e sempre di esprimere la tua libera parola e il tuo libero pensiero (non la citazione dei saggi stralunati di Gianluca Marletta e sodali) sulle questioni in oggetto.
      I pubblici inquisitori sono senz’altro più affini alla tua natura di cripto-fascista (neanche troppo “cripto”) che ha rimosso sia il Manifesto della Razza e le leggi razziali in camicia nera e che nutre simpatie per il conservatore semi-reazionario De Gaulle (che voleva sparare sugli studenti del maggio ’68 francese), almeno quanto ha in odio la democrazia liberale nata e consolidatasi sulle sponde inglesi e statunitensi dell’Atlantico.
      E quando citi i dittatori, accanto a Hitler e Stalin, mettici pure il tuo amato Mussolini, che del primo è stato maestro e con il secondo ha filtrato alquanto, nel corso degli anni ’30. Quello che giova alla causa di GOD non è certo affar tuo, anti-massone e anti-semita da strapazzo, e se avessi migliore consapevolezza antropologica di te stesso, troveresti maggiori affinità ideologiche tra il tuo modo di pensare e quello degli adepti dell’Opus Dei, di quanto non ce ne sia tra il mio mignolo e gli stessi ambienti opusiani (smaccatamente reazionari dunque per me indigeribili anche solo alla vista). Anche ciò che pensa il buon Francesco Maria Toscano dei tuoi e dei miei interventi, se permetti, lasciamolo decidere ed esprimere liberamente a lui.
      Infine, in luogo di reiterare il tuo bla-bla-bla sempre diverso e sempre uguale, subdolamente e vigliaccamente prodotto quale cortina fumogena per rimuovere il tuo terrore di essere chiamato a rispondere intorno a cose su cui sai di essere male e poco preparato, prendi il coraggio a due mani e cimentati nell’espressione libera del tuo pensiero.
      Sempre se ne hai uno tuo, autonomo, e non sei costretto a prenderlo in prestito da tangheri come Gianluca Marletta, Enrica Perucchietti & Company.
      Te lo chiedo per l’ennesima volta. Esprimi la tua libera parola e il tuo libero pensiero su queste mie puntuali osservazioni, cui da giorni eviti di dare riscontro:

      “Caro Marco F., nonostante leggerti darebbe noia e indignazione a molti, non è questo il mio caso. Infatti, rispondendo per le rime a te, mi consenti di operare una confutazione archetipica di tutti coloro che sono imbevuti della stessa tua pseudo-cultura anti-ebraica, anti-gnostica, anti-americana e anti-massonica. Grazie mille, per avermi dato questa opportunità, amplificata dalla mediocrità e persino dalla risibilità di alcune tue visioni storico-culturali, appropriate se fossero quelle di un bambino delle scuole elementari, del tutto incompatibili con la coscienza di un adulto che voglia anche discettare di temi di pubblico interesse. Veniamo al dunque. Le predazioni e gli stermini, se avessi studiato con profitto almeno alle scuole dell’obbligo, sapresti che furono anche più feroci nel cosiddetto “secolo breve” (copyright Hobsbawm), il Novecento, di quanto non siano state nei feroci secoli della prima modernità e della pre-modernità. Dicono nulla, alla tua memoria/coscienza storica claudicante e sgangherata, il genocidio degli Armeni (1915-16, centinaia di migliaia di persone), i massacri ordinati da Stalin (1923-1953, svariati milioni di persone), il genocidio del Popolo Ebraico (dagli anni ’30 al 1945, alcuni milioni di persone), il genocidio indonesiano (anni ’60, circa un milione di persone), il genocidio cambogiano (anni ’70, alcuni milioni),i massacri ai danni di decine e decine di migliaia di diversi dissidenti sudamericani all’epoca dell’Operazione Condor (che sbaglieresti a ritenere di matrice “americana”, dal momento che fu opera di ur-lodges euro-atlantiche reazionarie, di concerto con altri reazionari di ambiente clericale e neo-fascista, e fu alla fine fermata da altre ur-lodges sovranazionali con radicamente statunitense-occidentale e ispirazione democratico-progressista)e i genocidi dei curdi e poi in Sudan, Burundi, Rwanda, ex Jugoslavia, etc.? Tralascio le tue penose e insensate tirate contro il “sogno americano”, che da tre secoli a questa parte è infinitamente meglio dei vari incubi “europei” ed extra-occidentali…
      Quando poi scrivi che:

      “Il razzismo, specie quello biologico, non appartiene alla cultura latina e dei popoli del mediterraneo in generale. L’estensione di Roma ha ulteriormente armonizzato genti e tradizioni, senza che il germe della superiorità razziale germogliasse.”,

      hai certamente ragione se ti riferisci ad alcuni aspetti grandiosi e benemeriti (ma solo ad alcuni, che anche gli antichi romani promossero massacri per ragioni di potere e profitto) della civiltà di Roma antica, sia repubblicana che imperiale.
      Hai molto meno ragione quando parli dei popoli latini e/o mediterranei con riferimento a diverse epoche e civiltà. E tanto per restare nella nostra amata Italia, il fascismo (con i suoi richiami simbolici alla romanità antica)nacque proprio nella penisola e di qui si diffuse in ogni angolo del globo, compresa quell’Europa centro-settentrionale in cui la sua più significativa declinazione fu gestita dalle tenere camicie brune di Adolf Hitler e camerati. Del resto, anche nella Spagna di Francisco Franco e nel Portogallo di Antonio de Oliveira Salazar forme larvate di pseudo-razzismo non mancarono di allignare. Ma, contro il mito dei bravi latini/mediterranei e specialmente italiani antitetici al razzismo, soprattutto di natura biologica, vorrei rinviarti alla spudorata vergogna del Manifesto della Razza (1938) e alle altrettanto ignobili leggi razziali promulgate da quello stesso anno 1938 ai primi anni ’40.
      Hai capito, brutto buffone ignorante e spregevole, che osi anche proseguire così, ribadendo i tuoi verminosi odi antisemiti:

      “Eccezion fatta, forse, per una tribù nomade inassimilabile che, in una certa fase del proprio cammino, scoprì l’illuminazione di farsi “eleggere” da Lassù per dominare le altre genti. L’inizio del concetto di razzismo fu probabilmente questa.” ?

      Certo che è esistito ed esiste un razzismo etnocentrico ebraico, disapprovabile e detestabile come qualunque altra forma di razzismo, ma le forme di tribalismo e neo-tribalismo razzista sono, come ho cercato di spiegarti – nonostante la tua dura cervice- tipiche di ogni visione illiberale, anti-democratica, nazionalistica e imperialistica che sia maturata nel corso dei secoli. Tutto il contrario del patriottismo cosmopolitico di matrice massonica, di cui Thomas Paine, Giuseppe Garibaldi (quando ti riferisci a lui, pulisciti la bocca, stronzo!), Alexander Herzen, Giuseppe Mazzini, Lajos Kossuth e molti altri di pari valore furono insigni fautori, a beneficio anche della libertà di mentecatti come te, che nemmeno sei in grado di comprendere da dove ti derivino i tuoi diritti di uomo e di cittadino. Quanto alle leggende di ambiente clericale/tradizionalista, ant-massonico e anti-risorgimentale su Garibaldi (sepolto a Caprera, ma certamente inquieto e amareggiato, dall’al di là, nel sentire che razza di imbecilli-come te- hanno ereditato la cittadinanza italiana, per conseguire la quale egli ha sparso lacrime, sangue e sudore) presunto trafficante di schiavi, si tratta dello stesso tipo di mitologema squinternato secondo cui i latini/mediterranei sarebbero incapaci di razzismo biologico e la Massoneria deriverebbe da

      “una “estroflessione” di ambienti gnostici ebraici del XVII secolo, concepita per riprodursi ed estendersi come una metastasi in tutta la società occidentale, per poi assumerne il controllo.”

      Sai almeno di quali ambienti gnostici ebraici del XVII secolo vai cianciando? O il libercolo malamente cospirazionista da cui hai tratto questa sciamannata conclusione era avaro di esplicazioni razionali e tutto richiedeva di credere asininamente, per pura fede?

      Su una cosa, comunque, hai ragione, pur avendo torto.
      A partire dal XVII secolo e fino a tempi recenti, la Massoneria (maggioritariamente progressista, fino a pochi decenni orsono), si è caratterizzata come una “metastasi benigna” che ha diffuso ovunque libertà e lo status di cittadinanza e sovranità pro-quota ad esseri umani che ne erano privi e che venivano trattati come sudditi; e ha veicolato, in ogni landa in cui sia pervenuta anche i valori di Fratellanza/Solidarietà/Giustizia Sociale e Uguaglianza, ulteriormente perfezionati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.
      Certo, questa diffusione e veicolazione ha trovato e trova degli oppositori in ambienti tradizionalisti, ierocratici e autoritari di ogni latitudine spirituale e culturale e anche presso quei cenacoli latomistici neo-aristocratici che hanno sempre anelato, dopo che fu spazzato via l’Ancien Régime -e più che mai anelano ora- ad una compiuta involuzione oligarchica della governance occidentale e mondiale.
      Di più, questa diffusione e veicolazione è stata implementata anche a beneficio di asini come te, che evidentemente non la meritano.
      D’altra parte, l’universalismo massonico progressista sussume tra i suoi valori anche il famoso detto evangelico sul bene da fare anche a chi non ne sia degno (amate chi vi odia…amate i vostri nemici…), parafrasandolo nel senso che anche gli imbecilli, i saccenti e i cicisbei senza cervello (ma gonfi di presunzione, come te, dunque molto lontani dai “beati poveri di spirito” di cristica memoria) meritano di veder rispettata sotto ogni riguardo la propria dignità umana.
      Il che non vuol dire, sempre a beneficio della tua anima e della tua dura cervice, che ogni tanto non sia bene schiarirti le idee confuse e squinternate che hai in testa, applicandovi il balsamo della mia raffinata intellettualità…come giustamente hai scritto tu stesso.
      Cari saluti. Fra’ Cazzo da Velletri”

      Attendo a pie’ fermo che tu faccia uso di quel libero pensiero e di quella libera parola che i massoni progressisti (al cui novero mi onoro di appartenere) hanno, a suo tempo, conquistato anche per individui anti-massonici, illiberali e reazionari come te.
      Buon esercizio di libera dialettica, se ne sei capace e degno, invece di buttarla in caciara, tra coprofagie e problemi psichiatrici vari.
      Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

    18. MARCO ORSO Giannini scrive:

      In questi mesi ho iniziato a cambiare molte delle mie opinioni. Secondo me più si allarga il campo (dalle nazioni ai blocchi USA/RUSSIA/CINA/EUROA e dai blocchi al mondo globale) e più il potere reazionario (Multinazionali in primis ma anche paesi forti)uccidono democrazia, diritto al lavoro e dignità.
      Inoltre euro = Maastricht = lo stato non può autofinanziarsi e in termini di tassi di interesse reali è svenato/strozzinato dalle banche e dalle stesse multinazionali che hanno creato la crisi, da quel 10% di ricchi che ha il 50% della ricchezza e che si arricchisce in modo parassitario sugli altri (moderni schiavi). (In Italia è il motivo del debito/pil monstre cioè oltre 50 mld l’anno).L’euro (ma anche l’UE) è un piano di ingegneria sociale applicato e pianificato per decenni dove il target è lo smantellamento del diritto del lavoro (avere masse di lavoratori di riserva), la fine della democrazia perchè il voto sarà sempre meno incisivo (in pratica esisteranno i nuovi nobili intoccabili) e soprattutto (visto che di danari ne hanno un tot INFINITO)) L’APPROPRIAZIONE DELLE RISORSE NATURALISTICHE, CULTURALI E …UMANE! ps :i media pilotati ne sono uno dei cardini .

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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