images8C2Y9X8APassate le elezioni europee, smaltita l’euforia per il grande successo renziano, è ora possibile ragionare a mente fredda sul reale stato dell’Unione Europea. Nonostante la retorica sull’abbandono dell’austerità e sulla necessità di andare in Europa per difendere l’interesse nazionale, nei fatti, purtroppo, nulla è cambiato. Il nuovo Presidente della Commissione, il lussemburghese Juncker, ha già fatto sapere di essere “allergico a deficit e debito(clicca per leggere), mentre il finlandese Jyrki Katainen, degno successore di Olli Rehn nel ruolo di responsabile per gli affari economici, si è già perfettamente calato nel ruolo dell’arcigno e severo controllore dei conti dei Paesi cicala bagnati dal mar mediterraneo (clicca per leggere). L’ottimismo a beneficio di telecamera incessantemente dispensato dal nostro premier Renzi, quindi, risulta ad oggi decisamente fuori luogo. Dopo avere subito la nomina in posti chiave di due fanatici del rigore anti-keynesiano, Juncker e Katainen per l’appunto, l’ex sindaco di Firenze si è visto temporaneamente respingere pure la proposta, formalmente avanzata dal governo italiano, di indicare l’attuale ministro degli esteri, Federica Mogherini, quale nuovo Alto rappresentante della politica estera dell’Unione. Mogherini non è un fenomeno, come non lo era tra l’altro l’uscente lady Ashton, e Renzi sembra mosso più dal desiderio di liberare una casella sul piano nazionale che non dalla voglia di valorizzare le risorse migliori, ma non è questo il punto. Il punto è che Renzi, già commissariato in casa per il tramite del massone reazionario Padoan, è poco più che un ostaggio. Un burattino, più brillante dei grigi Monti e Letta, pronto a prendere ordini dai soliti centri occulti di potere che manovrano e sovraintendono il definitivo smantellamento dell’apparato produttivo italiano. La campagna mediatica lanciata dalla grande stampa in favore del desaparecidos Enrico Letta, da molti proposto quale possibile degno rappresentate dell’Italia all’interno del politburo di Bruxelles (“Letta è prestigioso mentre Mogherini non è all’altezza”), è oltremodo significativa. Il sistema non abbandona i suoi più ligi servitori. Enrico Letta, autore per conto terzi di politiche così scellerate da renderlo oramai non più spendibile sul piano nazionale, si aspetta di ricevere la giusta mercede per i servigi svolti. I politici etero-diretti che sfidano consapevolmente l’impopolarità operano convinti di agire al riparo di un ombrello molto capiente. Se, però, questi incestuosi rapporti, per una ragione o per l’altra, dovessero progressivamente sfilacciarsi, la forza persuasiva dei massoni reazionari che guidano la Ue finirebbe col risultare meno pregnante. Il maggiordomo serve con zelo solo se è certo di ricevere un lauto stipendio a fine mese. Se però è assalito dal dubbio che il padrone, a lavoro ultimato, possa infine non pagarlo, ebbene, in tal caso, il nostro furbo cameriere potrebbe improvvisamente essere colto dal desiderio di apparecchiare la tavola secondo il suo personalissimo capriccio. Chiara la metafora? Per queste ragioni è importante che Enrico Letta rimanga fuori dalle nomine europee. Per mandare cioè un messaggio erga omnes di discontinuità con il passato. Mentre i vari Schroder, Blair e Monti sono stati infatti ampiamente ricompensati, sul piano relazionale ed economico, per avere accettato di svendere l’interesse pubblico per garantire profitti privati, Enrico Letta deve ora rimanere a bocca asciutta.  I tanti cittadini che hanno riposto fiducia in Matteo Renzi si stanno velocemente ricredendo. In autunno, quando il governo varerà l’ennesima manovra recessiva per rispettare i patti con l’Europa (Renzi: “l’Italia non chiede di cambiare le regole”), il bluff sarà chiaro anche agli occhi dei più ottimisti. Nel frattempo il governo avrà provveduto ad imporre alcune contro-riforme dal sapore autoritario, Italicum, Senato non elettivo, innalzamento del numero necessario per indire un referendum popolare, tutte pensate per aggirare ed eludere l’inevitabile aumento del malcontento popolare. In tutto questo l’opposizione dei 5 Stelle, eccezionali nel raccogliere il consenso della parte più attenta della nostra società, mostra continui limiti tattici e strategici. Per le ragioni sinteticamente appena evidenziate, quindi, vi invito tutti ad aderire all’Associazione E. Roosevelt (clicca per leggere), unica risposta genuina, limpida attrezzata e seria di fronte al dilagare dell’ambiguità, della pavidità e dell’insipienza delle diverse forze politiche. Diventare direttamente protagonisti di una battaglia nobile ed epocale, pronta a sfrecciare sui binari della Storia, è semplice. Basta mandare una mail al mio indirizzo di posta elettronica chiedendo di essere ammessi a far parte dei soci costituenti (f.toscano79@libero.it).

    Francesco Maria Toscano

    21/07/2014

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. […] Source: L’AMBIGUITA’ DI RENZI E I LIMITI DEI 5 STELLE RENDONO NON PIU’ DIFFERIBILE LA STRUTTURAZIONE D… […]

    2. Cari/e, ciò che appare, nel leggere, agli occhi di un profano è la battaglia tra due ben distinti pensieri, visioni societarie massoniche.
      Ben lieto di essere dalla parte giusta.

    3. Alessandra scrive:

      ..la riforma della Costituzione non credo riescano a farla entro l’autunno..ci vogliono letture doppie..

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    LA QUARTA TEORIA POLITICA....

    Scritto il 23 - giu - 2019

    0 Commenti

    LE FORZE DELLA TERRA...

    Scritto il 22 - giu - 2019

    0 Commenti

    SENZA ANCORARSI AD UNA...

    Scritto il 21 - giu - 2019

    0 Commenti

    BRUXELLES DELENDA EST

    Scritto il 20 - giu - 2019

    1 Commento

    IL PRIMO CONGRESSO DEL...

    Scritto il 18 - giu - 2019

    0 Commenti

    ANCHE LETTA, DOPO MONTI,...

    Scritto il 26 - set - 2013

    8 Comment1

    OGGI LA GRECIA, DOMANI...

    Scritto il 1 - ago - 2012

    5 Comment1

    UNA RICETTA SBAGLIATA

    Scritto il 22 - ott - 2011

    0 Commenti

    IL PENSIERO UNICO CHE...

    Scritto il 11 - feb - 2012

    3 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.