imagesMentre l’Italia affonda e un nuovo autoritarismo in camicia nera avanza a passo spedito con l’obiettivo di disintegrare la Costituzione del 1948, tante anime belle continuano a stare comodamente sedute in poltrona tormentandosi su questioni di lana caprina. Perfino Scalfari, ex acritico difensore d’ufficio di Re Giorgio, intravede ora i prodromi di un fascismo di ritorno (clicca per leggere). Tendo a prendere molto sul serio le parole di Scalfari, già capo-redattore in gioventù del giornale “Roma Fascista” e noto esperto di bastonature mediatiche per la gloria dei potenti. Nessuno meglio di un fascista può infatti riconoscerne un altro. Renzi, come hanno capito quasi tutti, non sta colpendo al cuore il nostro sistema democratico con l’obiettivo di ridurre i costi e rilanciare l’economia. Questa lettura è così ridicola da poter convincere soltanto tipi alla Massimo Franco del Corriere della Sera. Renzi, da uomo pragmatico e servile qual è, sta semplicemente eseguendo gli ordini impartitigli da alcuni colossi bancari a partire da Jp Morgan (clicca per leggere). Il nostro premier sa benissimo che, lisciando il pelo ai massoni neofascisti che lo manovrano, riuscirà a garantirsi una vecchiaia ricca e serena. Come Blair e come Schroder per capirci, leader di una finta sinistra ricompensati a suon di contratti milionari dai potenti una volta portato a termine il lavoro sporco. Il consenso elettorale è mutevole, i soldi in banca invece danno una impressione di solidità, vero Matteo? Stando così le cose, non vi sembra sia arrivato il momento di scendere in campo per difendere le conquiste civili e politiche gratuitamente ereditate? Non vi sembra giusto uscire dal torpore e dalla sterile recriminazione per portare un contributo fattuale al fine di difendere i pilastri che sorreggono la nostra civiltà? O pensate che tocchi sempre a qualcun altro combattere e reagire al posto nostro? Confesso di avere trovato particolarmente deludente il merito di alcuni commenti recentemente postati sul blog de Il Moralista. E’ bene che sappiate che l’Associazione Eleanor Roosevelt, nata grazie alla felice e generosa intuizione del Gran Maestro Gioele Magaldi, rappresenta l’unica, seria e attrezzata risposta utile per arrestare la terribile involuzione oligarchica e tecnocratica in atto. Solo il circuito che ruota intorno al network del Grande Oriente Democratico possiede gli strumenti interpretativi per demistificare con precisione i progetti partoriti all’interno di alcune Ur-Lodges che riservatamente influenzano, direttamente o indirettamente, le dinamiche di potere al tempo della globalizzazione. Quelli che usano lo spauracchio della massoneria per non iscriversi alla E. Roosevelt farebbero bene a munirsi di un alibi migliore e più verosimile (clicca per leggere). Simili atteggiamenti, profondamente insipienti, legittimano obliquamente le ragioni di quei massoni, specie di cultura reazionaria, che tendono sempre a nascondere la verità ai profani, nella convinzione, spesso purtroppo azzeccata, che questi ultimi non sappiano in realtà cosa farsene. Capisco che il modo di argomentare del lettore che si firma Fra’ Cazzo da Velletri, portavoce ruspante del God, possa apparire respingente ed indigesto. Ma, dopo avervi invitato a leggere con attenzione il merito delle cose scritte da Fra’ Cazzo (sempre colto e brillante), sorvolando sul tono utilizzato effettivamente “poco accattivante”, vi chiedo: può un singolo lettore, per quanto organico al God, influenzarvi fino al punto da paralizzare un potenziale e benvenuto impegno all’interno della Costituzione E. Roosevelt? No, non può e non deve. Quindi, abbandonate ogni riserva mentale, sia essa genuina o strumentale, e iscrivetevi con entusiasmo alla E. Roosevelt al fine di divenire protagonisti (e non spettatori) di un percorso politico e democratico concretamente  proiettato su un piano storico. Sono tantissimi gli italiani che hanno compreso quanto l’attuale offerta politica sia inadeguata. Perfino i grillini, spesso mossi da intenti nobili e  apprezzabili, non sembrano in grado di invertire la rotta. Un po’ per inesperienza, molto per la presenza al proprio interno in posizione apicale di un personaggio come Gianroberto Casaleggio, già socio di Enrico Sassoon, nonché interessato dispensatore di proposte e idee care al regime dominante (clicca per leggere). Per chiedere di diventare uno dei soci costituenti dell’Associazione E. Roosevelt basta mandare una mail al mio indirizzo di posta elettronica (f.toscano79@libero.it), o, se preferite, a quello di God (info@grandeoriente-democratico.com) e Drp (info@democraziaradicalpopolare.it).

    Francesco Maria Toscano

    28/07/2014

    Categorie: Editoriale

    4 Commenti

    1. Rosario scrive:

      Sottoscrivo tutto del tuo articolo e sarò lieto di conoscerti di persona a fine Agosto, in Calabria, insieme a Gioele.

    2. ampul scrive:

      Idem!
      Evidentemente da dietro la tastiera siamo tutti bravi, colti, preparati, e strenui combattenti soprattutto quando in gioco c’è il nostro orgoglio di pensatori diversi “dagli altri” (c’è sempre qualcuno più diverso del diverso!)

      Io dico, ma invece di salutare la costituenda associazione come una realtà da condividere viste le premesse dal quale nasce (siamo o non siamo di fronte ad una involuzione democratica? È vero e no che finché non si cambia paradigma politico, economico e sociale, non se ne esce? È vero o non è vero che le sorti dello stato sociale sono agli sgoccioli? … è tanto altro…)…
      Invece ci sono gli scettici, gli indignati del “metodo antidemocratico all’interno del God”, ecc.
      Boh, forse non capisco io, ma non mi aspetto un consenso asinino alla questo o quel partito, ma almeno valutare secondo i valori, uomini, obiettivi…
      Invece no! Vabbè…
      Saluti.

    3. Pierluigi scrive:

      Sottoscrivo, caro “IL Moralista”.
      Se posso delimitarmi in una categoria dei tuoi lettori, mi iscrivo in quella del cittadino attento anche se non padroneggia il proprio intelletto per riuscire a decodificare la “realtà”. Di fatto, maturo le mie opinioni sulla base di letture, confronti e la “mia finistra sul mondo”.
      Partendo da questa premessa, mi sono spesso interrogato su quali fossero i fattori che in Italia, condizionano le persone ad avere un atteggiamento di sudditanza rispetto a coloro che hanno calpestato i Diritti e la Dignità dei Cittadini. Tra i tanti a cui ho pensato, consociativismo, il ” ma tanto passa anche questa”, il ” finchè non mi tocca ” …. il denominatore comune mi sembra sia il non aver metabolizzato la Democrazia e la faticosa lotta sostenuta dai nostri predecessori per conquistarla e donarcela per portarla a maturità. Spesso mi riferisco alla nostra Costituzione come alla “Grande Incompiuta” perché, ad oggi, non siamo riusciti a manifestare come popolo il risultato di vivere i Diritti/Doveri ivi scritti.
      La Democrazia che abbiamo vissuto fino ad oggi, per quanto incompiuta, bistrattata è il frutto di coloro che io definisco i Partigiani del 24 Aprile perché come tu sai, il 25 Aprile lo erano tutti … partigiani.
      Eccomi quindi arrivato al punto. E’ sempre stata una minoranza che ha aperto la strada, in Italia. La maggior parte, è stata alla finestra a guardare … starà alla finestra anche questa volta ? Per me, per la mia dignità di Uomo, questo non ha importanza. Và fatto ! …. malgrado FCDV :)

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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