untitledI nodi cominciano a venire al pettine e Renzi, prestigiatore provetto, non potrà nascondersi ancora per molto. Anche quest’anno la crescita non ci sarà, nonostante le false e roboanti previsioni azzardate da alcuni istituti finanziari farlocchi, penso in primo luogo alla Bce di Mario Draghi, sempre pronti a rivedere al ribasso (senza mai arrossire) le stime precedentemente formulate. La crescita in Italia non c’è e non ci sarà perché le politiche economiche imposte dagli emissari di alcune potenti Ur-Lodges di ispirazione reazionaria (penso sempre al solito Draghi) sono pensate scientemente per diffondere nuova miseria, povertà e disoccupazione. Ma siccome il popolo italiano è composto in buona parte da suini ed ovini che non intendono fare uso dell’intelletto di cui inutilmente dispongono, i masnadieri al potere potranno continuare impunemente a diffondere all’infinito le solite e stanche menzogne di sempre. Eppure, per capire a grandi linee cosa accade, basterebbe introiettare un paio di concetti facili facili, alla portata pure di un bonobo adulto dell’Australia sub-equatoriale. Del tipo: austerità = recessione prima e depressione poi; politiche espansive e stimolo della domanda interna = crescita. Assodato però che i Trattati europei, così per come sono stati formulati, impongono per l’eternità la prosecuzione di quelle scellerate linee di indirizzo che tanto piacciono ai ringalluzziti tedeschi, in Italia (e nella zona euro) la ripresa non ci sarà mai. Fatevene una ragione. In tutto il mondo civile, applicando ricette opposte rispetto a quelle adottate in Europa, l’economia è ripartita. Negli Stati Uniti il Pil cresce al ritmo del 4% (clicca per leggere), mentre in Giappone sfiora addirittura il 7% (clicca per leggere). La zona euro, invece, guarda caso, sotto lo sguardo arcigno e mefistofelico del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi, resta ancora prigioniera di una crisi che sembra non avere fine. Paradossalmente poi, i protagonisti nonché responsabili dell’inarrestabile declino del Vecchio Continente, ripenso come al solito al Venerabile Draghi, anziché essere quotidianamente spernacchiati dalla libera stampa a ragione dei disastri oggettivamente provocati, vengono pure incessantemente lodati e magnificati a reti unificate. Insomma, siamo al teatro dell’assurdo. Chi non vuole più belare nel gregge ma diventare un uomo libero e consapevole, pronto perciò a demistificare con forza i luridi progetti partoriti da un manipolo di miserabili al comando, si iscriva immediatamente all’Associazione Eleanor Roosevelt (basta mandare una mail al mio indirizzo di posta elettronica: f.toscano79@libero.it); gli altri invece continuino pure a sbraitare contro la Casta, gli sprechi e la sorca fino a quando avranno fiato. Tornando a Renzi, poi, appare chiaro il tentativo del Pinocchietto fiorentino di alzare continui polveroni nel patetico tentativo di occultare una verità grande come un macigno: l’Italia continua a viaggiare a velocità folle verso l’abisso. D’altronde, come vi dissi in tempi non sospetti, Renzi è solo un burattino, tollerato da chi manovra nell’ombra le leve del potere, nonché commissariato e tenuto in ostaggio per il tramite di alcuni massoni oligarchici e reazionari a partire dal ministro dell’Economia Piercarlo Padoan (clicca per leggere). Dopo avere per mesi glissato, l’apprendista Padoan, con straordinario tempismo, lancia adesso un prevedibilissimo e scontato allarme sullo “stato dei conti pubblici(clicca per leggere), preludio dell’ennesima manovra lacrime e sangue che ridurrà sul lastrico un’altra buona fetta di popolino fattasi abbindolare dalla prosopopea renziana. Noi del Moralista, instancabilmente, proviamo ad offrirvi gratuitamente  da anni gli strumenti ermeneutici indispensabili per non finire risucchiati dalle sabbie mobili della propaganda. Non c’è però peggior sordo di chi non vuol sentire. E capire.

    Francesco Maria Toscano

    31/07/2014

    Categorie: Editoriale, Politica

    38 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      Ciao Francesco, spero che, se anche i paesi che hai citato crescono perche’ ‘stampano moneta’, questi non siano il modello che persegue l’associazione E.R, perche’ in questi paesi cmq, da una parte si continuano a perseguire politiche economiche liberiste, dall’altra, politiche volte alla svalutazione della moneta e alle esportazioni, tutte politiche che in ogni caso lasciano una gran fetta della popolazione ancora a vivere di stenti. Sto valutando se isrcivermi oppure no all’Associazione, ma ho dubbi proprio per quello appena esposto, come anche il fatto che non ho ben capito se quello che persegue questa associazione siano politiche keynesiane all’interno di questa unione europea oppure persegue il fine dello smantellamento di questa unione europea e dell’euro.Questa per me e’ una discriminante fondamentale, oltre ovviamente, dopo la riconquista della sovranita’ il perseguimento di vere politiche keynesiane dove lo stato garantisce il benessere ed i diritti della maggioranza della popolazione, che non vuol dire che tutto deve essere in mano allo stato, ma che questo debba e possa intervenire per riportare in equilibrio tutte quelle situazioni, come ad esempio, quella attuale, dove almeno 10 milioni di cittadini vivono al di sotto della soglia di poverta’ e la maggioranza dei lavoratori e’ sotto ricatto.

      • Rosario scrive:

        Alessandra, penso che basti una lettura attenta ai link relativi alla nascita dell’associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal” sui siti di DRP o GOD per rispondere alle tue domande. L’UE, così come concepita, è un aborto vero e proprio di ciò che doveva essere il sogno degli Stati Uniti d’Europa; due sono le cose: o si ridiscutono i Trattati, modificandone il paradigma che ne sta alla base (a partire da una riforma complessiva in senso democratico – Parlamento Europeo pienamente funzionante, che può sfiduciare gli esecutivi continentali (giusto per fare un esempio) – per continuare con l’adozione di un modello di politica economica keynesiano (quindi: investimenti pubblici, politiche anti-cicliche, potenziamento welfare); oppure, si restituisce temporaneamente la piena sovranità a tutti gli Stati che ne fanno parte, abbattendo la vecchia UE, in funzione di un processo costituente europeo ex novo: non una riforma qui, ma una sorta di “tabula rasa”, una “pars destruens” iniziale, seguita da una “pars costruens”, sulla quale edificare l’edificio degli United States of Europe.

        • Rosario scrive:

          Per quanto riguarda la questione “smantellare l’euro”, penso che il problema non sia la moneta unica in se per se. Come ribadito molte volte anche da Francesco Maria Toscano, l’euro non è il fine, ma il mezzo. Concepirlo e portarlo avanti così com’è stato fatto finora, ha portato alle conseguenze che tutti conosciamo. Dunque, anche l’Eurozona andrebbe riformata, così come va riformato lo statuto della BCE e i vari trattati, tipo Patto di Stabilità e Crescita, Six Pack, Fiscal Compact. Abbattere l’Euro non è garanzia di benessere, anzi…Se dovessimo tornare alla Lira per poi trovarci con governi che adottino politiche economiche ispirate al Washington Consensus (tagli, riduzione del ruolo dello Stato in favore del mercato, pareggio di bilancio) non risolveremmo un bel niente, anzi, peggioreremmo la situazione.

          • Gianluca scrive:

            Il problema dell’euro è che poi costringe a fare politiche lacrime e sangue per pareggiare i conti… ora a meno che Toscano e gli altri vogliano uscire dal sistema capitalistico, dobbiamo fare un minimo di conti anche con il fatto che l’élite tedesca non vuole uscire un denaro e anche se lo facesse sarebbe un ri-equilibrio costoso.
            Perché continuare a ostinarsi? È davvero così importante il liberismo per voi? Io sinceramente, in cambio di un benessere e democrazia maggiore, sono disposto a comprare più italiano e assecondare MENO le leggi di mercato (le uniche che contano dentro l’euro).

            • Rosario scrive:

              Gianluca, al di là della tua opinione, condivisibile o meno (e io, pur rispettandola, non la condivido), ci sono – nel tuo commento – una serie di imprecisioni e inesattezze. Innanzitutto, parlare di liberismo non significa per forza parlare di qualcosa di cattivo e dannoso, visto che la prospettiva economica keynesiana poggia su un’idea di libero mercato coadiuvato dall’intervento (anche forte) dello Stato, dato che il mercato stesso è incapace di autoregolarsi in base alle leggi della domanda e dell’offerta. Qual è l’alternativa..il baratto? O il sistema economico medievale, fondato sul feudalesimo? O, peggio ancora, il comunismo? E poi: comprare soltanto prodotti italiani significa essere anti-liberisti? No. Significa che tu, in cambio di una certa somma di denaro, compri semplicemente un prodotto italiano: una delle normali dinamiche su cui si fonda il sistema capitalistico. Al di là di questo, occorre anche precisare che l’Euro è così perché qualcuno ha deciso che dev’essere esattamente in questo modo. Embè!? Non si può cambiare? Non può fondarsi su basi diverse? Non si possono rinegoziare i trattati? E’ vero che c’è il problema della “path dependence” (dipendenza dal percorso o dalla storia), secondo cui, quando un’istituzione (tutto il sistema Euro, in questo caso) si “cristallizza”, è difficile abbatterla o modificarla…ma ciò non significa che la moneta unica europea sia eterna. E poi, anche con la Lira si possono fare le politiche lacrime e sangue, senza alcun problema, te lo posso garantire (chiedi agli argentini, tanto per fare un esempio).

              • Rodion scrive:

                Certo Rosario, si può affogare anche senza aver legato una palla di piombo alla caviglia.

                Quindi, se vuoi, te e coloro che la pensano come te possono liberamente affrontare la tempesta perfetta con questo simpatico accessorio.

                Non capisco come mai aleggi una certa diffidenza a tal proposta.

                p.s.

                Il disastroso default dell’ Argentina, per cui si pagano ancora le conseguenze, è stato dovuto proprio all’aggancio valutario con il dollaro, proprio come il nostro Paese con il marco. Magari una lettura ai lavori di Frenkel e Rapetti può essere utile.

                p.p.s.s.

                Sugli USE et pan-similia, monete uniche mondiali, ecc. ho da tempo pronto un pezzo per chiudere definitivamente l’argomento. (Quantomeno tra democratici).
                Mi mancano una serie di “perché?” e la natura “cabalistica” di certe pensate non mi sfugge: “l’inquinamento” su certi temi capitali si diffonde percettibilmente nell’800, ed è un processo finissimo… ma il “backoffice” non è il mio campo.

                Un caro saluto.

              • Gianluca scrive:

                L’ideologia liberista è quella che vi dice che all’euro (favorendo import estero) NON si può rinunciare, in nome della concorrenza e dell’efficienza (a colpi di distruzione del welfare naturalmente!).

              • Gianluca scrive:

                Secondo me vi sfugge totalmente la competitività di prezzo e il fatto che, se hai un cambio fisso con altri paesi, non puoi’ difenderti se non aggredendo il LAVORO, quindi le fasce più deboli.
                Siete talmente ideologizzati, da non capire nemmeno gli elementi base di “mercato”.
                In un mondo ideale, non dovremmo avere bisogno nemmeno delle monete, ne’ di tante altre cose… ma nel mondo reale, la flessibilità di cambio SERVE se non vuoi diventare una colonia.

              • Gianluca scrive:

                P.S. (ci vorrebbe un bel edit, scusatemi per i troppi post).
                Sono cosciente che le politiche lacrime e sangue le si possono fare anche con una moneta nazionale… e le si sono fatte proprio con la scusa di entrare nello SME/Euro che tanto bene ci avrebbe fatto.
                Il problema si aggancia a questo, ma è un altro, come ho cercato di spiegare. Il capitalismo prevede che la concorrenza faccia il suo corso e quindi se, per esempio, la Germania stravince nei mercati… l’Italia si attacca o al massimo riceve l’elemosina sotto forma di redistribuzione…
                Nel caso dei tedeschi, la seconda ipotesi è utopia, e in ogni caso poco augurabile.
                La sinistra dovrebbe difendere il lavoro, non il “mercato” a tutti i costi, il welfare, non l’esasperazione della globalizzazione, senza difese ne’ ammortizzatori nazionali e regionali!

    2. davide scrive:

      come non ricordare le parole di monti che diceva che con le sue riforme l’italia sarebbe cresciuta del 10% annuo…cmq sarebbe bene sapere quali sono gli obblighi per chi volesse far parte dell’associazione ovvero che tipo d’impegno è richiesto???

      • Sostenitore scrive:

        Niente, devi solo mandare un curriculum completo, devi aggiungere una dichiarazione che condividi gli scopi dell’associazione e poi sei automaticamente iscritto.

        In seguito sarà redatto uno Statuto definitivo (oggi esiste solo una bozza di Statuto) e si capirà quali sono i fini della associazione.

        • davide scrive:

          non per dire ma sarebbe bene saperlo prima quali sono i fini dell’associazione: non compro al buoio…

          • Pierluigi scrive:

            @davide
            art. 3 nella Bozza dello Statuto. Se segui i vari link su GOD o DRP e tutti i testi relativi del Moralista il buio si dipana. E’ tutto alla luce del Sole. Credo che Sostenitore abbia inteso dire che il lavoro di definizione verrà discusso dai Costituenti e da chi si iscrive all’Associazione E.R. e non c’è niente di preconfezionato.

          • fabio scrive:

            forse forse i fini sono piu meno quelli che propaganda da mesi il moralista?? lo statuto non c’è perche tutti gli attualisimpatizzanti/futuriiscritti partecipano a redigerlo

    3. Alessandra scrive:

      Caro Pierluigi, ecco io gli Stati Uniti d’europa non li voglio perche’ nn ci credo, e nn credo che sia possibile attuarli..non vedo perche’ uno stato non possa, pur collaborando con gli altri stati, non far parte di un organismo piu’ grande, poi, sinceramente, dopo l’esperienza della UE, prima di rifare un’altra Unione, credo debba passare un bel po’ di tempo..

      • Pierluigi scrive:

        Cara Alessandra, rispetto la tua opinione. Concordo con te che di tempo né passerà parecchio …. non fosse altro che attualmente, tutte le strutture di potere extra-europee, comunitarie ed italiane, sono occupate da burocrati asserviti sia al paradigma economico dominante sia alla propria poltrona e quindi, soprattutto per quest’ultima opzione, opporranno una forte resistenza al cambiamento. Cambiamento che non mi pare possa avvenire dall’oggi al domani visto che dipende dalla presa di coscienza delle popolazioni. Per fare un esempio, proprio ieri ho partecipato a Milano alla protesta che il Movimento 5 Stelle aveva indetto per la difesa della Costituzione davanti alla Prefettura. Eravamo un centinaio …. Tuttavia questo cambiamento, la progettualità di un cambiamento così epocale come quello che accoglie la E.R., deve includere anche aggregazioni extra statali. Ma queste aggregazioni, saranno democratiche se manterranno una forma realmente federalista e di partecipazione democratica. E qui torniamo al punto. I popoli dovranno trasformarsi in “insieme di Cittadini”. Perché solo con questa consapevolezza, si potranno “rettificare” le attuali strutture, ONU, Banca Mondiale, BCE, Commissione UE ecc. ecc. che impongono politiche estranee e dannose al benessere dei cittadini dei singoli stati ( non più sovrani). Potrà sembrare un’Utopia

    4. Cara Alessandra; uno stato collabora con un altro stato è già unione. L’unione ci sarà quando i popoli( rappresentati da un serio progetto politico)saranno un grande popolo in uno stato piccolo. Non vorrei urtarmi con te; credo che l’Europa è già unita, di fatto manca la politica ( palesemente palpabile) a cementare l’unione.
      Lunga Vita.

    5. aleale scrive:

      Scusate se inserisco un commento che c’entra apparentemente nulla, ossia la riapertura del caso Pantani che è notizia di oggi. I più informati mi correggano se sbaglio, ma personalmente interpreto questa uscita a distanza di 10 anni come un chiaro segnale da parte delle forze progressiste contro lo strapotere dei consessi reazionari globali macchiatisi dei crimini più atroci grazie anche alla complicità dei media asserviti in toto. Che si vada sino in fondo nello svelare la verità di uno dei simboli più clamorosi degli ultimi anni del procedere massonico è certamente inimmaginabile. L’emergere di un fatto così in vista (lo sport ahimè raggiunge gli animi dell’opinione pubblica molto più delle guerre)destabilizzerebbe semplicemente tutto! Tuttavia anche una mossa intesa soltanto come “avvertimento”, secondo una metodologia assai cara ai conflitti interni alla fratellanza, con il coinvolgimento di procure e mass-media di rilievo, è indice dell’accresciuta forza dei massoni democratici. C’è da sperare

      • Caro/a Aleale, condivido il tuo pensiero, poiché stamani nel leggere i quotidiani mi è balzato in mente codesto ragionamento; ( chissà, perché, quantunque, certe tematiche appaiano sempre nel mese d’agosto e altresì dopo il Tour? W Pantani)!
        Lunga vita

        • aleale scrive:

          Immagino che parlare di Pantani subito dopo il Tour de France abbia maggiore risonanza mediatica.

          • Addavenì Baffone scrive:

            @aleale

            Un’ipotesi molto convincente.
            Magari si scoperchiasse la cloaca del mondo legato alla cocaina.
            Si potrebbe fare piazza pulita degli abitanti di questa cloaca i quali come tutti sanno sono “le merde” e ” i topi”.

            • aleale scrive:

              Se la cloaca degli spacciatori riminesi è in grado di manovrare procure, tribunali, ministeri e l’informazione tutta, forse qualcosa non funziona. Ho tuttavia paura che sotto il coperchio ci sia ben altro.

    6. ziocanaglia scrive:

      non capisco quali sono le finalità pratiche dell’associazione. costituire un partito infine? fermarsi alla comunicazione? (che vada oltre questo blog). entrambi i punti sarebbero per me di fondamentale impatto.
      personalmente, non tratterei con niente che abbia lontanamente a che fare con la massoneria, anche se ce n’è di cattiva e… meno cattiva, semplicemente perchè (aldilà dei veri obiettivi che per comodità non commento) organizzazione che opera all’oscuro e che esclude di partenza la maggioranza della popolazione: così facendo come può stare dalla parte dei cittadini? il ragionamento è: solo noi “élite” sappiamo, abbiamo la conoscenza, siamo fighi, siamo “illuminati”, e voi, pecoroni, fate come diciamo noi. forse con politico atteggiamento paternalistico, potrei riconoscere la bontà solo in una fase iniziale nell’idea di condurre il popolo verso il benesserre “dall’alto”, ma io aspirerei ad una società che dà tutti gli strumenti necessari “all’ultimo della classe” per innalzarsi e poter giungere anch’egli a fruire in pienezza delle bellezze del creato. intendo, insegnamento, educazione, formazione, e poi, una volta raggiunto il traguardo, libertà, fai quel che ti pare, mio caro, hai le ali vola dove vuoi. non vorrei una piccola élite. vorrei una immensa élite, una grande consapevolezza globale.

      • marco f scrive:

        Purtroppo aprire una discussione critica sulla massoneria in quanto tale, su questo blog è impossibile ancorché inutile, vieni sistematicamente rintuzzato con distinzioni tra massoneria reazionaria e progressista, ur-lodges di varia natura ecc…
        Se poi insisti sull’argomento, ecco apparire “coscienze collettive” che, dotate di indubbio background culturale massonico, spostano la discussione su una base dialettica che un “profano” (di sapienzialità massonica) difficilmente riesce a sostenere, citando fatti perlopiù indimostrabili e opinioni “di loggia” innalzate a somme verità.
        Sto semplificando molto e qualcuno potrebbe non condividere, ma lo spazio ed il tempo sono quello che sono. Ho approfittato del tuo post soprattutto per evidenziare come, a mio parere, uno dei limiti più evidenti della Eleanor Roosevelt consista proprio nel fatto che altri (non oso dire “molti”) come me provano fastidio una certa inquietudine anche solo ad avvicinarsi a qualcosa che abbia a che fare, anche solo incidentalmente, con la massoneria.
        E tra i padri putativi della ER, Toscano non me ne voglia, non mi pare vi sia una presenza massonica solo “incidentale”…

        • il Moralista scrive:

          Io non sono massone e la Roosevelt non è una associazione nè massonica né para-massonica. Quindi, a meno che tu non voglia vietare ai massoni di partecipare in stile Mussolini del ventennio, non capisco di cosa stiamo parlando. Contro i pregiudizi è dura combattere. Mi piacerebbe di più dicessi: “io mi iscrivo alla Roosevelt e partecipo ai lavori. Mi riservo inoltre di palesare pubblicamente tutti i dubbi ora esplicitati”. Si tratterebbe di una prassi di ben altro spessore…

          • Rosario scrive:

            Marco, quando scrivi

            “Purtroppo aprire una discussione critica sulla massoneria in quanto tale, su questo blog è impossibile ancorché inutile, vieni sistematicamente rintuzzato con distinzioni tra massoneria reazionaria e progressista, ur-lodges di varia natura ecc…”

            …beh, ma se la realtà sta in questo modo, negarla a cosa serve? La discussione critica sulla massoneria va fatta, DEVE essere fatta…ma, per te, “critica” cosa vuol dire? Trovare i lati negativi? Ok, va bene. Anzi, probabilmente tanti fatti storici è bene che vengano spiegati per come effettivamente si sono svolti e non per come ce li hanno raccontati, soprattutto se dietro ha operato la “mano” della Massoneria…Ma, che tu voglia o no, la Libera Muratoria non è e non è mai stata un ente unico. L’hai paragonato tante volte alla Chiesa Cattolica…è un paragone sbagliato e se insisti con questo sistema logico, credimi, probabilmente non capirai mai cos’è e come ha agito nel corso dei secoli quest’istituzione. Sempre che a te interessi davvero capire le dinamiche di potere del mondo moderno e contemporaneo. Io non sono un massone e, prima di interessarmi a fondo di questo argomento, avevo più dubbi di te. Ora ho capito che non esiste la Massoneria in quanto “deus ex machina” singolo, ma esistono tante entità in rapporto dialettico fra loro, con diverso orientamento ideologico-filosofico-spirituale. Penso che il libro di Gioele Magaldi chiarirà molti dubbi, per primo a me. Ma qui sembrano esserci pre-concetti negativi e non un atteggiamento mentale di “neutralità” nei confronti dell’istituzione liberomuratoria, non fosse altro per capire meglio la realtà storico-politico-economico-sociale che ci circonda. Poi, io non capisco un’altra cosa: qual è il problema della presenza massonica in questa costituenda associazione? L’idea è stata concepita da Gioele Magaldi, che è un massone facente parte anche di una UR LODGE (la “Thomas Paine”, di orientamento progressista) e che, insieme a circuiti sovranazionali massonici progressisti, vuole costituirne un’altra (la “Paine/De Gouges”). Aderiranno persone normali come me (plurilaureato, con master, e disoccupato) e tant’altra gente normale, tutti quelli che ne condividono la finalità (rimando ai siti di Grande Oriente Democratico e Democrazia Radical Popolare)…Se poi dovessero aderire anche dei massoni, il problema qual è? E’ massone il nostro Presidente della Repubblica, è massone il Presidente della BCE, il nostro ministro dell’economia, il capo del Fondo Monetario Internazionale, ma anche, magari, il tuo vicino di casa, il sindaco del tuo paese, un tuo amico, un imprenditore, un operaio, il tuo prof delle superiori o dell’università, era massone Karl Marx e anche Che Guevara, oltre ai fratelli Castro, Bolivar, Garibaldi, Cavour, Mazzini, ecc ecc…Ma il problema è questo? O come ognuno interpreta la propria appartenenza a un’istituzione del genere? E come, di conseguenza, agisce nel mondo “profano”? Io, personalmente, non condivido molte tue opinioni, ma nemmeno quella di “ziocanaglia”, ma apprezzo il fatto che almeno poniate la questione in certi termini, diversi, devo dire, rispetto ad altra gente): il punto, però, è che la stessa questione da voi posta, poi dev’essere affrontata con un certo criterio.
            Spero si capisca ciò che ho scritto, perché vado di fretta, ma ci tenevo a dare un piccolo contributo alla discussione.

      • il Moralista scrive:

        Proprio per questo nasce la Roosevelt.

        • Oh finalmente, caro Marco F, se non gradisci nessuno ti impone. Io, mi sono iscritto, benché profano. D’altro canto, non vedo e altresì non assaporo nessun progetto politico degno di essere seguito, se non E.R.
          Lunga Vita, ed esci dal tedio.

    7. ziocanaglia scrive:

      Moralista, sono felice delle tue precisazioni. Ma la penso molto come marco f. e al momento, dopo recenti docce gelate, preferisco stare dietro la siepe. Personalmente, dato il confermato trend attuale, ti dirò che il Mussolini del ventennio sta in me guadagnando posizioni su posizioni. è grave?

        • marco f scrive:

          Sia chiaro: non sono fascista (termine, peraltro, abusatissimo), ma ho voglia di levarmi qualche sassolino.
          Forse Moralista, quello che vuole dire ziocanaglia è che, da parte di molti, c’è una grande voglia di “presentare il conto” ai bastardi che hanno svenduto e continua a svendere le vite degli italiani. Non dico “il Paese”, troppo spesso indefinita entità giuridico-sociale, ma gli italiani come corpo vivente, fatti come me e tre di sangue e carne.
          Molti dei quali sanguinano non solo in senso lato, a causa di atti che nel ventennio, tanto per dirne una, sarebbero stati puniti sacrosantamente con il plotone d’esecuzione.
          Nessuno dei lettori del tuo blog credo sia tanto ingenuo da non riconoscere luci e ombre della storia. Il fascismo si è anche indubbiamente macchiato di crimini. Ma, di grazia, se è possibile scindere il bene dal male con la complicatissima, oscura e controversa storia della massoneria, perché non farlo anche con il fascismo, scorporabile anch’esso in più fasi e correnti, alcune delle quali tutt’altro che condannabili tout court.
          Magari si scoprirebbero anche imbarazzanti sprazzi di autentica politica sociale e di riformismo vero, a favore dei più poveri e indifesi (colonie estive curative per bambini che mai avevano visto il mare, lotta all’analfabetismo, ecc…).
          Si rivaluterebbe forse una riforma scolastica che ha permesso all’Italia di avere una classe dirigente, pur composta anche da antifascisti, che ci ha dato il primato europeo negli anni ’60 e ’70.
          Tu mi dirai: grazie tante, con i quattrini del Piano Marshall. E infatti il conto agli americani lo stiamo ancora pagando: vogliamo parlare della plastica inventata dal Nobel italiano Natta, della Montecatini Edison, poi sfruttata industrialmente oltreoceano?
          E della Olivetti, creatrice del personal computer ed in procinto di diventare leader europea nel nascente mercato dell’elettronica, sino alla strana e “opportuna” morte di Adriano Olivetti, con conseguente smembramento dei settori più promettenti (ma no…) a favore delle americane IBM e General Electric (con la regìa del Massone Vittorio Valletta)?
          Di Enrico Mattei forse nemmeno è il caso di parlare, lì le impronte digitali dello Zio Sam (a proposito, infelicissima l’immagine del tuo post precedente…) si sono confuse sulla pistola fumante con quelle della Perfida Albione.
          Mi fermo qui solo per pietà e limiti di tempo, ma la lista è molto, molto lunga. Arriva sino ai giorni nostri e.. a quelli che verranno dopo. Vogliamo parlarne, magari senza ridurre tutto, al solito, con la solita battaglia tra massoni buoni e cattivi?
          Disinformazione? Complottismi? Dietrologie?
          Sei troppo intelligente e informato per aver diritto a queste scorciatoie. Si intende, sei liberissimo di credere all’America, così come c’è libertà di culto. Perché deve essere proprio un potente atto di fede a farti fare della bandiera della potenza (una volta si diceva impero) che ci domina e sfrutta dal dopoguerra, il vessillo delle nostre residue speranze di liberazione.
          Hai chiamato l’associazione Eleanor Roosevelt. E perché non Federico Caffè?

          • Diego scrive:

            Sul fascismo faccio mia una battuta di Benigni: “Anche il mostro di Firenze ogni tanto rivolgeva cordiali saluti”.

            Sulla longa manus atlantica… bè riterrei deludente se i tomi di Magaldi non toccassero fatti che vai elencando.

            In realtà poi, dall’area GOD/DRP, oltre alla contrapposizione tra Fratelli Elitari/Progressisti, emergono altri concetti chiave che smussano di continuo questo che di primo acchitto può apparire una schema mainicheo: dalla magmaticità di quell’ampia zona grigia di Individui iniziati che si interpongono tra le due ali estreme, all’inesistenza degli stati nazionali se usati come soggetti univoci del divenire della Storia.

            Detto questo sottolineo e rilancio l’ottimo invito del Toscano ad ispirarti a “ben altra prassi”

            • marco f scrive:

              Non male la battuta di Benigni.
              Circa il tomo, ora diventati tre, di Magaldi, non vorrei facessero la fine della famosa barzelletta sui comunisti pessimi amanti, “perchè non vengono mai…”

          • Rodion scrive:

            «Hai chiamato l’associazione Eleanor Roosevelt. E perché non Federico Caffè?»

            Bravo!

            Lo stesso motivo percui è stata promossa l’MMT o percui viene celebrata la Costituzione USA, “contenuta” e SOSTANZIALIZZATA nella Nostra Carta: Carta che è “modello” da decenni tra i costituzionalisti di tutto il mondo.

            Cosa dire dell’antitalianità che si respira nel meravigliarsi delle radicali richieste SOVRANISTE? L’art.11 Cost. NON PERMETTE la “cessione” di sovranità. (Cessione a chi? Che lingua parlerebbe il concessionario?)

            A forza di parlare di “italioti” e “italiette” ci si dimentica che la Costituzione USA è stata praticamente dettata da un Napoletano.

            Di gatekeeping all’americana i cittadini italiani si sono già scottati con Casaleggio: cosa vogliamo fare? Prendere altro tempo mentre prosegue l’eugenetica?

            La Verità è un virus potentissimo, quando comincia a circolare è difficile poi fermarla: specialmente in ambienti “piccoli” (ma influenti).

            La sovranità (e, quindi, l’euro…) è l’unico tema politico che conta per il benessere immediato degli Italiani e degli Europei: gli Stati nazionali sono sempre stati l’unica difesa dal capitale internazionale.

            Ci sono 6 milioni di Fratelli Italiani che sono finiti nella miseria più assoluta a causa sia di questo mostruoso progetto reazionario ma, anche, a causa di un vergognoso collaborazionismo autorazzista e di un conformismo ideologico-cosmetico senza precedenti nella storia occidentale. (Ideologia-cosmetica ben finanziata nel dopo guerra dallo zio Sam…).

            Non so che dire oramai… ER deve prendere ab origine una posizione chiaramente in ambito costituzionale: a partire dall’euro che è direttamente contro gli articoli 1,4,11 e 47 Cost. per iniziare.

            Come la pensano i promotori e primi naturali influencer di quello che sarà lo statuto dell’associazione?

            • Alisberto scrive:

              “Come la pensano i promotori e primi naturali influencer di quello che sarà lo statuto dell’associazione?”

              Ma non hai letto la bozza di statuto?
              Sta tutto scritto lì.

              • Rodion scrive:

                Ovvio: ma l’oggetto delle argomentazioni era rivolto ad una presa di posizione *** chiara *** rispetto alla Costituzione del ’48: o USE e moneta unica o ritorno al Dettato. Tertium non datur (ndt. Third is gatekeeping).

                E nella bozza non si parla di “moneta unica” e si propone un tentativo di riforma dei trattati: in linea con gli articoli de IlMoralista e di GOD/DRP.

                Conosco gran parte degli autori di cui si abbraccia la Weltanschauung: in particolare ho empatia per Rosselli, Gobetti e Rawls.

                Lelio Basso fu amicissimo di Rosselli: ciò non toglie che il “liberalismo” fu rifiutato nella Carta del ’48: era troppo vicina la Crisi del ’29 e vi erano Costituenti troppo colti.

                Gli stessi concetti che ho trovato “gravi” nei lavori di Spinelli si presentano anche nella bozza (ma questa è mia opinione).

                In giro c’è pure chi prova a riesumare Einaudi.

                Sembra che dobbiamo scegliere tra l’anschluss teutonico, di matrice neofeudale, oppure americanizzarci e consegnarci alla JP Morgan in cambio di un nuovo New Deal.

                Euro sì o euro no.

                Su questa presa di posizione (se qualcuno non l’avesse ancora capito) ci si gioca il futuro di ER (e dell’Italia).

          • aleale scrive:

            Liberismo significa infatti libertà di creare monopoli con qualsiasi mezzo, compresi truffa, ricatto, minaccia, attentato, omicidio, strage, genocidio. O forse qualcuno si aspettava un altro modello di società?

      • HaruspexFulgurator scrive:

        No, è normale in un italiano medio del cazzo.

    Commenta


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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