1483739_10201489092451751_1134362911_nNon dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata.”

    Mario Monti, 22 febbraio 2011

    Riesci a ricordarti come siamo finiti in questo disastro?

    Hai visto succedersi tre governi non eletti, senti parlare ogni giorno di sacrifici necessari per tornare a crescere, continui a provare disgusto nei confronti di una classe dirigente che non fornisce risposte ai problemi dell’intera comunità.

    Forse pensi che le sciagure italiane siano iniziate con la crisi della Seconda Repubblica. Dal 1992 al 2011 la scena politica è stata dominata dall’alternanza tra il polo guidato da Silvio Berlusconi e le varie forme assunte dal polo di centrosinistra. Un periodo storico contrassegnato dalla presenza di personaggi politici di nessuno spessore che, per coltivare i propri interessi personali, hanno fatto precipitare la reputazione internazionale del paese.

    In questo scenario si inserisce il lungo cammino dell’integrazione politica ed economica dell’Europa, in cui hai probabilmente riposto la speranza di contrastare il degrado di cui sopra. Infatti, nel 1998 Romano Prodi ha definito il processo di integrazione europea come un “meraviglioso e grandioso atto di fede” che avrebbe promosso l’Italia fra gli stati di serie A del continente. Tutto ciò che contribuiva a rendere il nostro paese una democrazia imperfetta, fra cui fenomeni di corruzione, cooptazione e criminalità organizzata, sarebbe stato spazzato via dal fresco vento democratico che spira da Bruxelles.

    Ma dal 2011 in poi lo spirito di fratellanza e cooperazione alla base dell’Unione Europea deve essersi preso una vacanza. La crisi degli spread, l’arrivo della Troika in Grecia, l’imposizione delle politiche di austerità in tutti i paesi del Sud Europa e delle cosiddette riforme strutturali (ovvero sacrifici volti ad aumentare la competitività) hanno mostrato il lato oscuro dell’integrazione europea.

    Se questo brusco mutamento ti ha colto di sorpresa, soffermati su questa seconda dichiarazione di Romano Prodi, rilasciata al Financial Times nel 2001 quando si trovava a capo della Commissione Europea:

    Sono sicuro che l’euro ci obbligherà a introdurre una nuova serie di strumenti di politica economica. È politicamente impossibile proporre ciò ora. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti saranno creati.

    E non è l’unica dichiarazione che suggerisce l’origine del processo di involuzione democratica che è stata resa possibile dalla progettazione dell’euro e della struttura giuridica complessiva dell’Unione Europea. Tommaso Padoa Schioppa, figura di spicco del mondo accademico europeo e già ministro del governo Prodi II, scriveva in un articolo del Corriere della Sera nell’agosto 2003 che un programma completo di riforme strutturali pensato dall’Europa dovesse innanzitutto “attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità”.

    Cos’è quel “diaframma di protezioni” se non l’essenza stessa della democrazia parlamentare nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale? Per l’economista Alain Parguez, brillante analista della filosofia politica delle elites europee, l’ideologia fondante dell’unione monetaria avversa la democrazia parlamentare e lo Stato sociale in questo esse rimpiazzerebbero “le leggi naturali dell’economia e la teoria neoclassica generale del valore, con i capricciosi interessi del popolo basati sui falsi diritti creati dallo stato [grassetto nostro, nda]”.

    L’economista Jacques Rueff, una delle figure a cui più si ispirano i moderni euro-entusiasti, riteneva già nel 1945 che l’intervento pubblico per mezzo della spesa in deficit fosse una distorsione del libero operare del meccanismo di mercato. Redistribuire risorse reali e monetarie nei confronti di coloro che sono stati colpiti dai “rovesci della fortuna”, per utilizzare una locuzione cara a Padoa Schioppa, significava per Rueff impedire il funzionamento del meccanismo concorrenziale e perciò produrre situazioni di efficienza non ottimali.

    La presenza di un sistema democratico e delle tutele per il mondo del lavoro presenti nei Paesi europei è d’intralcio per il programma di ristrutturazione in senso oligarchico della società europea, e lo dimostrano posizioni come quella espressa nel 2013 da Malcom Barr e David Mackie di JPMorgan:

    I sistemi politici e costituzionali del sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”.

    Si tratta di dichiarazioni che in altri periodi storici avrebbero causato uno scandalo, mentre oggi l’idea che i mercati finanziari abbiano il diritto di dettare la linea politica ai governi è stata interiorizzata dai politici europei e dagli elettori. Di fatto, abitare oggi nell’Eurozona significa vivere in un sistema di Neofeudalesimo: il potere del voto democratico è minimizzato dal ricatto dei mercati finanziari, che finanziano esclusivamente le manovre di politica economica a loro congeniali ed hanno il potere di destabilizzare i Paesi che si muovono in senso opposto ai loro interessi.

    Se pensi che questo ruolo di arbitro superiore delle politiche economiche sia una caratteristica naturale del sistema capitalistico moderno, ripercorri la strada che ha portato alla creazione della moneta unica europea. L’importanza che i mercati finanziari assumono in Eurozona nei processi politici è il risultato di una precisa costruzione economica scelta dagli architetti dell’euro.

    La rottura del trait d’union fra il Tesoro di ogni Paese membro e la sua Banca Centrale (e quindi la mancanza del legame stesso con la BCE) ha portato le politiche fiscali dei Paesi ad essere interamente determinate dalle decisioni di portafoglio degli istituti finanziari che intervengono sul mercato primario.” [grassetto nostro, nda]

    La citazione, tratta da un intervento del 1998 dell’economista Warren Mosler, si riferisce al fatto che l’euro è il più imponente esperimento di separazione fra il potere pubblico e quello monetario. Uno dei capisaldi della sua struttura è infatti il divieto di finanziamento monetario dei deficit pubblici dei Paesi membri, oggi contenuto all’interno dell’articolo 123 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Ciò era funzionale alla minimizzazione della capacità decisionale dei governi, ritenuti responsabili con le loro politiche economiche di quei falsi diritti citati in precedenza.

    Le cessioni di sovranità che sono parte della costruzione europea sono orientate alla concentrazione del potere innanzitutto economico e successivamente politico. L’ipotesi è che la consapevolezza della fragilità di questa struttura, che facilita l’avvento di crisi, possa essere stata utilizzata come arma per erodere il potere dei governi nazionali senza trasferirlo ad una autorità democratica a livello comunitario.

    La mancata creazione di un Tesoro europeo e più in generale di un vero governo federale ha fatto confluire queste cessioni di sovranità nelle mani di chi gestisce la moneta unica. Il problema è che questi ultimi sono entità non soggette al vaglio del voto democratico, e ciò fa parte di una strategia deliberatamente perseguita dai tecnocrati europei sin dai tempi di Jean Monnet. L’economista Patrizio Bianchi, nel suo libro La rincorsa frenata, descrive come già dal periodo del secondo dopoguerra il gruppo di tecnici francesi facente capo a Monnet ritenesse come unica via perseguibile per l’integrazione europea l’affidamento del potere decisionale ad organismi non eletti, con l’assemblea parlamentare relegata ad un ruolo meramente consultivo (come è di fatto il Parlamento Europeo di oggi).

    Questa filosofia d’azione ha suscitato profonda indignazione anche nei confronti di quello che viene ritenuto il padre del sogno europeo: Altiero Spinelli. In un intervento del 16 gennaio 1986, Spinelli commentava in questo modo la direzione intrapresa dalle istituzioni europee:

    Ora dobbiamo constatare in primo luogo che il Consiglio [Europeo, nda] ha mantenuto intatto il monopolio nel campo delle decisioni legislative; ha cioè mantenuto intatta la struttura non democratica, ma oligarchica e burocratica della legislazione comunitaria. [...]

    Quel che è stato tolto alla competenza dei Parlamenti nazionali continua a restare nelle mani non del Parlamento Europeo, ma di alcuni alti funzionari nazionali e di alcuni ministri che si sottraggono, di fatto, a ogni direttiva e controllo politici.

    Un’Europa così congegnata non poteva che portare alla necessità di trasferire ulteriore potere nei confronti dei soggetti sovranazionali, come suggerito dal governatore della BCE Mario Draghi al termine del consiglio direttivo dell’Eurotower di questo agosto 2014: “È probabilmente giunto il tempo di iniziare a condividere la sovranità a livello europeo anche per quanto riguarda le riforme strutturali”. Ciò significa, in altri termini, commissariare ulteriormente i governi nazionali al fine di operare una più profonda distruzione del mondo del lavoro che sarebbe impossibile portare avanti all’interno dell’arena democratica.

    L’ipotesi oligarchica serpeggia anche fra le schiere di intellettuali favorevoli all’azione delle istituzioni europee, e costituisce probabilmente la migliore spiegazione dello scopo finale di tali politiche. Eugenio Scalfari, in un editoriale pubblicato lo scorso 10 agosto su La Repubblica, afferma:

    Se posso dare il mio giudizio, io credo che la sola e vera forma che realizza la sovranità sociale sia l’oligarchia. Se vogliamo il modello più antico è quello teorizzato da Platone nel suo dialogo sulla “Repubblica”

    Certo l’oligarchia, per tutelare la libertà e la partecipazione, deve adottare alcune condizioni: deve essere democraticamente eletta, aperta sia a molte entrate sia a frequenti uscite; insomma deve rinnovarsi senza distinzione tra i ceti sociali di provenienza. Un’oligarchia chiusa o rinnovata soltanto per cooptazione è quanto di peggio possa accadere, ma se è aperta è il solo vero modo di affidare la società ai migliori e verrà giudicata dal cosiddetto popolo sovrano come consuntivo delle sue azioni sia in politica sia nelle istituzioni sociali ed economiche attraverso libere elezioni.”

    E per concludere il viaggio nella natura oligarchica delle istituzioni europee, è un sincero europeista come Paul De Grauwe a fornirci un’ulteriore conferma di come il processo legislativo sia privo di elementi democratici: la governance europea, imperniata sulla predominanza di istituzioni non elette come Commissione e Consiglio, scarica i costi delle decisioni politiche sulle singole nazioni senza essere sottoposta ad alcun controllo politico preventivo.

    Ciò viola il famoso principio “no taxation without representation”, in quanto i cittadini europei non hanno alcuna possibilità di sottrarre a coloro che prendono decisioni in materia di spesa pubblica e tassazione il potere di farlo, qualora tali decisioni non siano più condivise.

    Ecco perché l’involuzione oligarchica è sotto i tuoi occhi, e ti sta sottraendo, oltre al benessere economico, anche quel diritto inalienabile del cittadino che è la capacità di incidere sui processi decisionali.

    Ma se tanto lavoro è stato ed è necessario per rubarti quello che con secoli di lotte ti era stato concesso, e per renderti inconsapevole di ciò, dobbiamo concludere che la tua arma più potente e temuta è la tua coscienza dell’esistenza di questo processo.

    E se rispetto alle più importanti scelte di politica economica ti è stato sottratto il diritto di voto, che è conseguenza e non causa di un contesto democratico, prova a riflettere su questo concetto espresso dallo storico ed attivista americano Howard Zinn:

    Votare è facile e utile in misura marginale, ma non sostituisce pienamente la democrazia, che richiede un’azione diretta da parte di cittadini impegnati.”

    Giacomo Bracci e Francesco Ruggeri

    Categorie: Economia, Politica

    161 Commenti

    1. Cari/e, partissimo dal concetto che l’uomo è nato per vivere in piccole comunità e volgere, rasserenato dalle medesime comunità, lo sguardo alla immensità Europea, sgorga spontaneo un principio Culturale di Denis de Rougemont;
      AL PRINCIPIO DISTRUTTORE DELLO STATO-NAZIONE, ORIGINE DI TUTTE LE GUERRE IN EUROPA, SI OPPONE UN FEDERALISMO CREATORE, BASATO SUI COMUNI E SULLE REGIONI.
      lunga vita!

    2. Rodion scrive:

      Mi chiedo come sperassero i “federalisti” di ottenere una cessione delle sovranità non dispotica, nel momento in cui gli Europei non ne avevano per le balle di rinunciare alla propria libera sovranità e alle loro identità nazionali.

      L’onestà intellettuale vorrebbe che la questione linguistica sia dirimente rispetto alla possibilità di un qualsiasi processo democratico di integrazione di tipo “europeistico”.

      Ma sulla lingua, tra paneuropeisti di matrice neofeudale e triucchiuti sociopatici oil&finance, non c’era nessun dubbio: Kalergi fu esplicito da subito nel proporre la lingua dell’Impero come lingua ufficiale del progetto (tedesco e francese potevano essere benissimo seconda e terza lingua).

      Certo, ma Spinelli e Albertini erano democratici e “keynesiani” e ignoravano tutta la letteratura relativa alle aree valutarie ottimali e, la socio-antropologia, cozzava “lievemente” con le evidenti eterogeneità europee. Ma pace.

      Chi ha sempre invece sostenuto il progetto sono sempre stati gli USA, ben consapevoli per voce dei più autorevoli economisti, da Meade (’57) a Friedman (non proprio dei “comunisti”) che l’unione monetaria avrebbe portato ad una austera spirale deflattiva.

      Ma se Spinelli era Keynesiano (“vero”, cioè che crede nella politica economica keynesiana), perché non ascoltava ciò che diceva un gigante come N. Kaldor negli anni ’70? Perché sostenne (almeno come come MFE) il rapporto Werner di cui Carli da subito avvertì dell’incopatibilità con le politiche economiche keynesiane e nessuno dei federalisti si preoccupò dei collaterali “umani”?

      Certo, sapevano che ci sarebbero state delle difficoltà e, mettendo il carro davanti ai buoi, i buoi avrebbero dovuto “cooperare” per poter governare il carro nel momento di crisi: la storia fattuale dimostra che non è andata così: avava ragione Hayek.

      Tutti possono sbagliare.

      Ma perseverare…

      Lo scrivente proponeva, all’inizio di questo fondamentale dibattito, che l’ordine imperiale prima britannico, poi USA, fondato sulle ideologie economiche (neo)classiche e (neo)liberali, era alle basi del progetto europeo, in tutte le sue sfumature, da quelle para-socialiste, a quelle più smaccatamente reazionarie.

      L’obiettivo, sosteneva lo scrivente, doveva essere quello di sbriciolare economicamente l’Europa al tempo opportuno, e formare tramite deflazione una riserva giovanile di disoccupati che, pur di mangiare una scatola di fagioli, avrebbe accettato di imbracciare le armi contro Oriente, in primis contro Grande Madre Russia.

      Giusto?

      Questo il motivo per cui (sorprendentemente solo per chi non è libero da ideolgie), l’amministrazione Obama non ha fiatato per il genocidio greco: questo è il motivo per cui la Germania non ha fatto i propri interessi lasciando sganciare la Grecia dall’euro e lavorato per la dissoluzione dell’eurozona.

      Certo, anche stamattina i Radicali, come vuole la propaganda dell’Impero, ci ricordavano che questa macelleria sociale, solo prodromica di qualcosa di infinitamente più aberrante, è colpa degli Stati nazionali (sovrani?).

      Ricordo che in quella discussione unii i concetti di interesse “familistico” con quello di interessi “nazionali”.

      Bene.

      IlMoralista ci ricorda che le UR-Lodges sono le entità associative trasnazionali che condizionano i governi nazionali: è evidente che ciò che definivo “famiglie” è affine/collegato ai concetti di UR-Lodges.

      Quindi quella che definii “super-classe atlantica”, potrebbe essere tranquillamente rappresentata da queste potentissime UR-Lodges reazionarie.

      Resta il fatto che, come notano i “federalisti” e IlMoralista in alcuni interventi, i governi nazionali hanno ancora un ruolo.

      Quale è il ruolo del governo USA? Quali sono le COMUNI VEDUTE delle UR-Lodges più sociopatiche e reazionarie con quelle che dovrebbero essere più progressiste?

      Chi sostiene di fermare l’austerità senza dissolvere l’unione monetaria è complice, consapevole o meno, di questo progetto: la letteratura scientifica parla chiaro, Garorwnsky o non Garownsky: ER conferma di approvare lo Statuto in cui si afferma l’obiettivo politico di “provare prima a proseguire su questa strada, tentando di riformare le istituzioni europee e solo in un secondo momento di dissolvere l’unione monetaria”?

      Leggete ATTENTAMENTE questa analisi, non fatta da un signor nessuno che interviene a dibattere su blog indipendenti, ma da un consigliere del “mostro illiberale” d’Oriente: Sergei Glaziev.

      http://www.massimopreti.it/wp/?p=11986

      Niente da dire? Sono stato pagato dal KGB? O semplicemente vale il Rasoio di Occam.

      Supercazzole e sillogismi non hanno generalmente i requisiti “epistemologici” per argomentare un bel nulla, a parte la propaganda.

      È dal 1787 che subiamo l’imperialismo colonialista da parte degli stessi gruppi di potere: vogliamo essere carne da macello per l’ennesima volta per gli interessi degli scarafaggi e dei ratti della Storia? Non siamo capace di spogliarci delle ideologie e di fare i propri interessi, che si sostanzializzano tramite glli interessi nazionali? Lo Stato nazione di una democrazia non dovrebbe esprimersi tramite il governo nazionale?

      Piuttosto che combattere contro i Fratelli Russi ed Arabi, spero che i Fratelli DEMOCRATICI americani e tedeschi si uniscano in una lotta di Resistenza, che si trasformi pure in una guerra civile, contro coloro che cospirano, collaborazionisti, contro gli interessi nazionali dei popoli di tutti i continenti.

      È diventata inaccettabile questa pantomima di chi non permette il raggiungimento di una massa critica per la consapevolezza neanche negli ambienti dell’informazione indipendente: sono stufo di chi fa finta, per motivi ideologici e/o politici, di non conoscere la differenza tra doxa ed episteme.

      La gente soffre e muore.

      Chi vuole un NewDeal senza risolvere il problema degli squilibri strutturali della moneta unica e ci vuole consegnare alla Troika, collabora a renderci carne da cannone per questa follia.

      E il primo squilibrio struttarale monetario, globale, è proprio quello del DOLLARO: quello di cui i più autorevoli esponenti della MMT non parlano.

      Essere “adulti” significa riconoscere che la chiave è l’Onestà.

      Un caro saluto.

      • Rodion scrive:

        P.S. Per valutare la posizione di ER su questi temi, prima di firmare l’attuale statuto, invito attentamente a leggere questo articolo del prof. Bagnai e, in particolare, quello linkato del prof. Giannuli:

        http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/21/euro-quelli-che-ci-vuole-piu-europa/994109/

        Il M5S ha già neutralizzato gran parte della nostra meglio gioventù: abbandonate qualunquismi ed ideologia, è gia stato scritto tutto.

        A parità di “verità scientifiche” contrapposte, ricordatevi che per riconoscere chi mente, perché ideologizzato o politicizzato, esiste sempre l’EPISTEMOLOGIA.

    3. Caro Rodion, leggerti è sempre istruttivo e assai difficoltoso nel seguirti, considerando la padronanza nell’esporre il tuo asserire. Detto ciò, sgorga una domanda. Supponiamo che tu debba conferire in una conferenza organizzata da E. R e un signore ti chiedesse; qual’è la sua visione politica per una nuova europa a partire dai comuni? ossia la conformazione politica e amministrativa che possa sfociare nel governo centrale europeo.
      Mi raccomando, sono stato gentile con te, pregasi rispondere con gentilezza e onestà mentale.
      Grazie.

      • marcobaldi scrive:

        La do io la risposta.
        La tua è una cazzata puramente ideologica che sta all’ antitesi di cio’ che PENSA Rodion.
        Giustamente, Rodion, nel suo intervento ha già apostrofato te e quei ben pensanti come te come ” collaborazionisti, contro gli interessi nazionali dei popoli di tutti i continenti.”

        Traduco: collaborazionisti degli oppressori dei popoli di tutto il mondo.

        Scusami per la libertà che mi sono preso, Grande Rodion, ma quando ce vò ce vò! E che catso!

        • Caro Marcobaldi, ancora qui a insultare questo o quello se non la pensa come coloro di cui “sei devoto”? Qual’è il peccato di “Renato Protti Miracca”, quello di non accogliere il tuo stesso “Catechismo anti-federalista”? Ma vai a cagare, solito Marcobaldi dei miei stivali… Questo Blog non è una piccola comunità ecclesiale, in cui si debbano professare verità dogmatiche da credere per fede. Nelle pagine di questo Blog sono benvenuti infatti anche commentatori intelligenti, colti e brillanti, ancorché ridondanti e ossessivi, come Rodion (dai pensieri discordi rispetto alla maggior parte dei lettori/commentatori) e persino asini scimuniti come te, esimio Marcobaldi. Se devi esercitare qualche atto di fede scimmiesco e bovino, o leccare il deretano del tuo “Grande Rodion” (che è? Una divinità metà uomo e metà sovranitarista…?), vallo a fare in privato, perché qui ci nutriamo di libero pensiero e libero cimento dubitativo, non di apodittioche certezze devozionali. Per di più moleste e fanatiche, nella forma decerebrata che ne offri tu. Senza alcuna stima, Fra’ Cazzo da Velletri

          • marcobaldi scrive:

            le verità ecclesiali a me sembrano quelle vostre (INTRINSECAMENTE ANTIDEMOCRATICHE) ; di voi “sognatori” europoidi.
            Eccolo il vostro “sogno europoide-federalista” si sta realizzando sotto i vostri occhi.

            di che vi lamentate, COLLABORAZIONISTI?

            • Ribadisco che dialogare con un mentecatto decerebrato come te, Marcobaldi, è come dare le perle ai porci o cercare di insegnare come si suona il flauto dolce traverso a una capra o a uno struzzo. Rimani dunque il pitecantropo semi-bestiale che sei e più non ci tediare, minchione.
              Fra’ Cazzo da Velletri
              PS Per coloro che hanno intelletto e leggono questo scambio, invece, mi preme sottolineare che solo un macaco come Marcobaldi può pensare di venire a dire a me/noi che “il sogno europoide-federalista” è quello che si sta avverando sotto i nostri occhi. No, caro macaco, quello che si sta avverando è l’incubo anti-europeista e fintamente filo-europeo che serve proprio a suscitare avversioni bestiali e insensate come quella tua e dei tuoi degni compari. Quando e se rinascerai in forma androide e con intelletto umano, capirai che l’anti-europeismo ideologico e viscerale tuo (e dei tuoi pari) è perfettamente funzionale all’anti-europeismo de facto degli attuali oligarchi e tecnocrati che insozzano l’autentico sogno europeo e federalista degli Stati Uniti d’Europa che fu appunto di Washington, La Fayette, Mazzini, Mill, Garibaldi, Hugo, Spinelli, etc. Buona notte a tutti i macachi come Marcobaldi, ma andate a infestare un altro Blog con i vostri escrementi mentali, indegni persino di tutto il tempo che vi sto/stiamo dedicando.

      • Caro Rodion, come insegna l’Ecclesiaste o Qoelet, c’è un tempo per ogni cosa. Anche un tempo per dilungarsi e un tempo per soprassedere sulle altrui prolissità e ossessioni. Leggerti è sempre un piacere, perché sei un commentatore forbito, colto e interessante. Ma ormai sono chiarissimi i tuoi Leit-Motiven: 1) Ce l’hai a morte, a priori e a posteriori, con gli anglo-americani, incapace di fare distinzioni entro un contesto attraversato da miriadi di differenze. Chi pensi che l’abbia inventata la “democrazia” che, a chiacchiere, sembri invocare e voler difendere/promuovere? Pietro il Grande zar di tutte le Russie? La zarina Caterina? Lenin, Stalin, Kruscev, Brevnev, Gorbacev, Eltsin o Putin? Qualche Imam o Ayatollah? 2) Sei, per non meglio precisati motivi, piuttosto filo-russo e filo-arabo a priori e sempre ansioso di insinuare che solo da “Oriente” possa venire la salvezza ai popoli occidentali corrotti dal “Grande Satana yankee”… 3) Hai un’ossessione anti-federalista e anti-europea, tirando per di più in ballo non meglio precisate identità e tradizioni nazionali (come se le tradizioni nazionali, regionali e locali in quanto tali fossero antitetiche ad istituzioni federali rigorosamente democratiche, liberali e libertarie nella sostanza. Se e quando lo sono, lo sono perché violano quei diritti universali dell’uomo e del cittadino che, in quanto tali, sono costitutivamente sovra-nazionali e cosmopoliti). 4) Sei ridondante e ripetitivo nel proporre antinomie macropolitiche e macroeconomiche che non esistono in natura, ma solo nella limitata immaginazione tua e di tutti coloro che, con zelo fanatico, gridano: “aridatece la sovranità nazionale, così andremo tutti nel paradiso dei sovranitaristi”, tra i cui profeti c’è quell’Alberto Bagnai (mente fine e lucida, ma non certo novello Tiresia o Mosé da osannare acriticamente…) che per il 2012 aveva previsto “la necessaria fine dell’eurozona” con la stessa fallace sicumera con cui intere generazioni di marxisti malati di dialettica metafisica hegeliano-engelsiana avevano previsto la necessaria fine del capitalismo e l’avvento della società comunista…5) Dal 1787, anno di redazione della luminosissima Costituzione americana, la democrazia ha cominciato un faticoso cammino planetario di perfezionamento -mai facile e mai scontato- e invece tu maledici quella data come l’inizio dell’ “imperialismo colonialista”…Ma, scusami tanto, ammettiamo che gli eventi del 1776-1787-1789-1791, etc. non si fossero mai verificati. Di che staremmo parlando, adesso? Senza quegli eventi fondativi, caro amico eloquente ma poco profondo e ancor meno versato in materie storiche complesse, nemmeno il concetto di patria in senso moderno si sarebbe affermato per gli esseri umani contemporanei. E senza patria, niente nazione in senso moderno, né sovranità in senso democratico. O, forse, più o meno consciamente, tu rimpiangi ora e sempre le patrie dell’Ancien Régime, quelle in cui l’egemonia anglo-americana non esisteva ma sussisteva quella di papi, imperatori, re, regine, principi, duchi, marchesi, conti, baroni, cardinali, vescovi, tutti amorosamente solleciti “in modo tradizionale, particolaristico e ierocratico” del benessere dei propri sudditi e fedeli? O magari, non sai neanche tu bene quello che dici e le implicazioni di ciò che asserisci con troppa acritica baldanza? 6) Quanto all’insopportabile ossessione paranoide (tua e di diversi altri nazionalisti/sovranitaristi/anti-federalisti a prescindere) sulla dissoluzione della moneta unica e della UE e sulla posizione dell’Associazione “Eleanor Roosevelt” al riguardo, ci tengo a dirti poche ma chiare parole. Tra i promotori, i costituenti e i soci della ER sono benvenute le persone non dogmatiche e non ossessionate da alcunché. Noi perseguiremo il recupero sostanziale della democrazia liberale e libertaria, del welfare e della giustizia sociale, a tutti i livelli: globale, continentale (europeo e non), nazionale, regionale, provinciale, comunale, circoscrizionale…
        A differenza tua e dei tuoi/vostri pochi o molti seguaci fanaticamente anti-federealisti e sovranitaristi, siamo fieramente europeisti nel senso in cui lo erano George Washington,Gilbert du Motier de La Fayette, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, John Stuart Mill, Victor Hugo, Altiero Spinelli e molti altri fautori degli “Stati Uniti d’Europa”. Combatteremo le involuzioni oligarchiche, anti-democratiche, neo-feudali, neo-liberiste e neo-aristocratiche ad ogni livello in cui si manifestino attualmente: circoscrizionale, comunale, provinciale, regionale, nazionale, continentale e globale. Se tu e i tuoi avrete voglia di unirvi a noi nella ER, senza paranoie e ossessioni aprioristiche, saremo lieti di accogliervi, pur nelle differenze prospettiche che ci caratterizzano. Se, invece, tu e i tanti fanatici sovranitaristi come te, deciderete, in un mondo iper-globalizzato, di voler combattere formidabili potentati oligarchici sovranazionali semplicemente con il ritorno a una non meglio precisata identità nazionale e valutaria del popolo italiano (che in tale regime nazional-valutario fu appunto svenduto a una cattiva idea di integrazione europea, già dai vari Ciampi, Andreatta e poi Draghi % Company, contri i quali nulla poterono i sostenitori di una maggiore conservazione della sovranità nazionale e monetaria…comunque infeudati molto spesso a idee macroeconomiche neoliberiste e anti-keynesiane), ti/vi faccio/facciamo un sincero in bocca al lupo. Poi, quando avrete finito di cercare di combattere chi possiede “testate nucleari” politiche, mediatiche ed economico-finanziarie con “archi e frecce” sovranitariste, fateci un fischio che saremo ancora pronti ad accogliervi a braccia aperte. Non senza prima avervi fatto notare che avevate sbagliato completamente sia l”analisi che la sintesi operativa”. Et de hoc satis…che non ce la faccio/facciamo più a sentir ripetere sempre la tua/vostra solita filastrocca anti-europeista e anti-federalista…almeno quanto gli aristo-europeisti alla Draghi, Napolitano, Schauble, Merkel,Weidmann, Hollande, Walls, Rajoy, Lagarde,Barroso, Van Rompuy e ora anche Juncker, ci propinano la canzone stonata e infame della cessione di sovranità ad istituzioni né legittimate democraticamente, né efficaci sul piano meramente tecnico-economico. Se il sovranitarismo è il vostro credo e Bagnai, Barnard, Salvini, Barra-Caracciolo, etc., pur in lite reciproca fra di loro, sono i vostri profeti, abbeveratevi alla loro sapienza divinamente ispirata (la stessa che suggeriva a Bagnai l’ineluttabile fine dell’eurozona nel corso del 2012…) e “più non dimandate a noi”…che, in luogo di assolutisimi e profetismi, ci accontentiamo di navigare a vista- saldi però nei nostri principi e ideali e nella nostra missione di difendere e promuovere ovunque la sovranità popolare sostanziale- in un mondo assai più complesso di quanto la vostra immaginazione limitata e dogmatica vi suggerisce.
        Con stima ma anche molta stanchezza nel sentir ripetere sempre le solite cose noiose e velleitarie, affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

        • marcobaldi scrive:

          Un anti-sovranista per la sovranità popolare sostanziale(?)……

          La supercazzola di mezza sera del nostro fratello cazzaro (nomen omen)…

          • Caro Coglione di un “Marcobaldi”, capisco bene che, dal basso del tuo infimo quoziente di intelligenza, ti sfugga il fatto che perseguire e promuovere la “sovranità popolare sostanziale” significa essere degli autentici democratici (a prescindere dal fatto che tale democrazia la si preferisca inserita in un contesto nazionale o sovra-nazionale, centralizzato o federale), mentre con il cosiddetto “sovranitarismo” (termine di recente conio) ci si riferisce solitamente alla posizione di coloro che rivendicano la sovranità politica, economica e monetaria esclusivamente per comunità nazionali e persino prescindendo, di per sé, dal tasso di democraticità e liberalismo sostanziali entro tali confini patrii. Tutto chiaro, Marcobaldi, creatura ibrida tra un asino, una scimmia e un gatto mammome? Fra’ Cazzo da Velletri

            • marcobaldi scrive:

              La sovranità nazionale è PREcondizione ESSENZIALE per democrazia.
              Condizione necessaria ma NON sufficiente.
              Presente il concetto di autodeterminazione dei popoli o l’ art. 1 della nostra costituzione (decisamente migliore e più democratica di quella americana).

              • Caro Marcobaldi dei miei stivali, lo vedi che sei un ibrido fra un’oca e un asino? La sovranità nazionale ce l’hanno e la possono avere anche stati dittatoriali e totalitari. La sovranità popolare (non la “sovranità nazionale”) è l’unico sinonimo di democrazia e può essere interpretata tanto entro i confini di uno stato etnico-nazionale, quanto entro il perimetro più ampio di una cornice istituzionale federale (Svizzera, USA, Canada, etc.). Lo vedi che sei una malnata bestia? Di più: che cosa vai cianciando della nostra costituzione italiota e del concetto di autodeterminazione dei popoli? Lo sai che il concetto di autodeterminazione dei popoli lo hanno appunto affermato per primi, in modo epocale, i rivoluzionari massoni statunitensi, sin dal 1776? E lo sai che non sarebbe mai stata promulgata la costituzione democratica della Repubblica italiana (con tutte le sue pecche, come quella illiberale e clerico-fascista del concordato Stato-Chiesa voluto anche dal comunista Togliatti, che già nel 1787 era luminosamente evitata dalla Costituzione americana, la quale stabiliva principi di rigorosa separazione laica tra libertà assoluta di pensiero, coscienza e religiosità per tutti e per ciascuno, e divieto di ingerenza delle Chiese nella vita istituzionale dello Stato, così come delle istituzioni statali nella vita delle Chiese) senza che gli “odiati” anglo-americani venissero a liberare quella Penisola che i tuoi compatrioti più spregevoli avevano asservito al nazi-fascismo?
                Taci, dunque, mala bestia, e rassegnati a ragliare alla luna le tue flatulenze cerebrali…
                Fra’ Cazzo da Velletri

    4. Cari/e, non c’è nulla da fare, giacché la cagnara, regna sovrana. Volevo soltanto dire che la diversità tra me e Rodion è codesta; andare incontro al popolo. L’associazione E.R., di cui, senza esitare, mi sono iscritto è pre-politica. D’altro canto cosa significa pre-politica? Cosa significa la diversità tra il mio pensiero e il sublime pensiero di Rodion? Significa che io vado a favore del popolo e il saccente, per capirci e non voglio mancare di rispetto a Rodion, trova attrito nella comprensione popolare. Indi trovare sinergie tra noi e poi riportarle in termini popolari al popolo. Ciò che discutiamo noi, deve, in seconda analisi arrivare al Popolo, altrimenti che cazzo di socialisti liberali, siamo.
      Smettiamola di indossare l’abito degli intellettuali e creiamo i presupposti che vadano a favore del POPOLO.

    5. Rosario scrive:

      Marcobaldi, di quello che ha scritto Fra Cazzo da Velletri, io ho capito che l’idea della nascente associazione ER, nonché la sua, nonché la mia, nonché quella di tanti altri che si stanno interessando, è quella di recuperare e potenziare la sovranità popolare ad ogni livello, dal comunale al sovranazionale. Ciò significa superare il “sovranitarismo” classico, cioè il ritorno a una situazione pre-1950 (quindi uscita dall’eurozona, uscita dall’UE e cose del genere), caratterizzato da uno schema di “balance of power” tra le potenze europee (foriero di conflitti sanguinosi, in riferimento soprattutto alle due guerre mondiali), in funzione di una “riforma” del processo d’integrazione, che finora non è stato in grado di mantenere le promesse iniziali. “Riforma del processo d’integrazione”, nel senso di instaurazione di una vera e propria democrazia continentale, con un Parlamento che sia davvero espressione della sovranità popolare europea, in grado di agire da fulcro del processo decisionale: nonostante i poteri ad esso attribuiti nel corso degli anni (ricordiamo che, inizialmente, aveva funzioni meramente consultive e i membri vengono eletti soltanto a partire dal 1979), il Parlamento Europeo condivide con il Consiglio dei Ministri dell’UE il ruolo di legislatore e ha un potere di iniziativa soltanto indiretto, poiché quello diretto è rimasto in mano alla Commissione, organo di nominati. Questo è uno dei motivi per il quale si parla di “deficit democratico”. Purtroppo, però, i deficit democratici ci sono ad ogni livello. Innanzitutto, bisognerebbe ri-regolamentare la finanza e fare in modo di evitare che alcune oligarchie possano condizionare o, addirittura, determinare quelle che sono le scelte politiche dei governi, democraticamente eletti (quest’azione dovrebbe essere condotta a livello globale). Se poi vogliamo rimanere nell’ambito “istituzionale” e correggere alcune “regole del gioco”, sicuramente bisognerebbe modificare il meccanismo secondo cui un Parlamento nazionale, democraticamente eletto, debba dar conto delle sue scelte (di questi tempi soprattutto a livello economico-finanziario) non soltanto ai cosiddetti “mercati”, ma anche a istituzioni come la Commissione Europea o la BCE, entrambe tecnocratiche (e, parlando a livello di “backoffice”, per usare una terminologia cara a Gioele Magaldi e ai curatori di Grande Oriente Democratico, anche parecchio “elitarie”): è giusto, dopo mesi di dibattito parlamentare (fatto anche di navette, emendamenti, ostruzionismo) mandare un documento di programmazione economico-finanziaria, faticosamente adottato, a un organo di non eletti che giudicano se questo possa essere adeguato o meno? Per me non è giusto, perché in questo modo una democrazia nazionale rischia di essere commissariata (come difatti avviene) da una tecnocrazia. Se mi chiedi in che modo questo si possa fare concretamente, su due piedi non riesco a risponderti, ma l’importante, qui e ora, è il principio: di tecnicismi per realizzarlo ce ne sono tanti e ci si può riflettere.
      Non voglio parlare a nome di altri, ma penso di aver interpretato bene il pensiero di Fra Cazzo da Velletri e altri (magari lo stesso Francesco Maria Toscano), perché condivido determinate idee da loro espresse su questo spazio virtuale. Io, come loro, penso di essere un “sovranitarista” nel senso che bisogna restituire (quando si parla del livello nazionale e subnazionale) o consegnare completamente (quando si parla di livello europeo) la sovranità al popolo, che elegge democraticamente i suoi rappresentanti. Penso (insieme a loro, sempre se ho interpretato bene) di NON essere un “sovranitarista”, se con questo termine intendiamo un ritorno alla cartina geografica dell’Europa dell’800 o dei primi 50 anni del 900. Se impostiamo un discorso basandoci sul rapporto dialettico “UE vs anti-UE”, non andiamo da nessuna parte, diventerebbe un dibattito incompleto e non fecondo, perché non possiamo scegliere di schierarci con Merkel/Van Rompuy/Draghi (e compagnia cantante) oppure con Lega/Barnard/Bagnai…Posso pure comprendere le analisi di Barnard e Bagnai, ma per me la soluzione non sta nell’uscita totale dall’UE o dalla zona euro; di converso, ciò non significa che io abbia la stessa visione mainstream di quest’aborto di UE. Bisognerebbe mettere mano pesantemente ai trattati istitutivi e cambiare una serie di cose: prime fra tutte, le regole del gioco democratico e, contestualmente, abolire quei “numeri al lotto” dei Parametri di Maastricht, il Patto di Stabilità e Crescita, il Fiscal Compact e il Six Pack, in favore della condivisione del debito, dell’emissione di Eurobond (in luogo dei titoli di stato nazionali), della riforma della BCE, ecc ecc. Quest’idea di Europa è totalmente diversa da quella che è diventata l’UE oggi.
      Fantapolitica? Staremo a vedere. La storia ci ha sempre riservato una serie di sorprese positive.
      Intanto, ho scritto questo post proprio perché mi colpisce come il ritorno alla sovranità nazionale venga visto da alcuni come la soluzione a tutti i mali, quando in alcuni casi non è stato affatto così (si veda l’Argentina fino al 2001…sovrana, ma asservita al FMI. Ma è solo un esempio).

      • Spartaco scrive:

        -Nella nostra società elementi come Lapo Elkann fanno i manager e gli imprenditori mentre giovani con più lauree sono disoccupati e non riescono a farsi una famiglia. Questa è la società voluta dal popolo Italiano?. Non credo.
        -Nella nostra società un Giuliano Amato prende 31 mila euro al mese mentre un pensionato, che magari è andato anche in guerra nell’ultimo conflitto, non riesce a pagare le bollette. Questa è la società voluta dal popolo Italiano? Non credo.
        -Nella nostra società sono stati sostituiti gli ultimi tre presidenti del consiglio senza andare alle elezioni. Questa è la società voluta dal popolo Italiano? Non credo.
        -Nella nostra società le leggi sono frutto di un accordo Stato-Mafia. Questa è la società voluta dal popolo Italiano? Non credo.
        Ora, visto che un popolo che ha combattuto per la stessa terra, parla la stessa lingua, canta lo stesso inno, non è riuscito, dopo 150 anni,ad ottenere la sovranità ed è ancora schiavo dei soliti poteri e le solite lobby perché dovrebbero riuscirci più popoli messi insieme che parlano lingue diverse con culture diverse?
        Se tu e i tuoi fratelli non riuscite ad andare d’accordo e a pagare il mutuo della vostra casa pensi che trasferendovi in una casa più grande, insieme ad famiglia litigiosa tedesca ed una famiglia litigiosa francese, riuscireste a trovare la pace e a pagare il mutuo della nuova casa? Io credo che fareste un grosso favore alla banca che vende le tre case vecchie e con un unico nuovo mutuo schiavizza tutte e tre le famiglie.
        Perché tutti quelli che vogliono gli Stati Uniti d’ Europa non rispondono ad una semplice domanda: Come mai tanta fretta? Non sarebbe forse meglio che prima ogni popolo, dentro i propri confini, raggiunga una vera sovranità e poi, dopo aver imparato bene una lingua comune, si cominci a pensare ad un unico popolo?

        • Pierluigi scrive:

          Caro Spartaco
          condivido le tue perplessità tuttavia oggi, in questa drammatica situazione, non credo ci sia la possibilità di agire sequenzialmente. Bisogna agire su più livelli contemporaneamente. E credo che l’aspetto più importante in questo momento, non sia il parlare la stessa lingua ma riunire nel mondo, tutti gli umani che hanno la stessa volontà ed intenzione di cambiare direzione all’attuale situazione. Ciò non toglie che noi, si debba iniziare laddove viviamo. In un recedente post Ferdinando Imposimato (https://www.facebook.com/FImposimato?fref=ts) riflette sulla disastrosa situazione dell’Istruzione in Italia e delle nefaste conseguenze nel renderla inaccessibile alle fasce “povere”, aumentando il gap sociale che questa maturerà nel prossimo futuro. Mi sono sentito di commentare :” Il pensiero di Ferdinando Imposimato ci riporta sempre ai Valori della Democrazia, vera Ricchezza …. tuttavia caro Ferdinando, permettimi …. i poveri sono tali perché bastano 80 euro e si vendono …..”

          • Rosario scrive:

            Spartaco, forse non hai letto bene alcuni passaggi del mio post.
            Molte delle tue perplessità le condivido, ma voglio fare qualche precisazione. Prima del 1860, il popolo italiano poteva decidere ancora di meno rispetto a ciò che è in grado di decidere oggi e se personaggi come Lapo Elkann sono dei manager, mentre giovani con più lauree si ritrovano a fare i disoccupati (ho una laurea triennale e una magistrale e sono disoccupato, so di cosa parli), sicuramente è un fatto ingiusto, ma lui (ad esempio) fa parte della famiglia Agnelli (le cui varie componenti hanno bazzicato dalle parti di determinati circoli massonici e para-massonici: su questo, forse, Fra Cazzo da Velletri potrà darci qualche lume) e i ricchi di famiglia ci sono in ogni Stato del mondo, non solo in Italia; dunque, io mi soffermerei sulle ingiustizie sociali in generale, non sulla presenza o meno dei vari Lapo Elkann o dei vari rampolli della famiglia Berlusconi. Sorvolo, per lo stesso motivo, anche sulla pensione di Giuliano Amato.
            Tornando a noi, nel mio ragionamento precedente c’era anche una parte relativa al recupero della sovranità popolare a livello nazionale e subnazionale, quando dicevo cose del tipo (ti faccio copia/incolla):

            “penso di essere un “sovranitarista” nel senso che bisogna restituire (quando si parla del livello nazionale e subnazionale) o consegnare completamente (quando si parla di livello europeo) la sovranità al popolo, che elegge democraticamente i suoi rappresentanti”.

            in aggiunta a:

            “Se poi vogliamo rimanere nell’ambito “istituzionale” e correggere alcune “regole del gioco”, sicuramente bisognerebbe modificare il meccanismo secondo cui un Parlamento nazionale, democraticamente eletto, debba dar conto delle sue scelte (di questi tempi soprattutto a livello economico-finanziario) non soltanto ai cosiddetti “mercati”, ma anche a istituzioni come la Commissione Europea o la BCE, entrambe tecnocratiche (e, parlando a livello di “backoffice”, per usare una terminologia cara a Gioele Magaldi e ai curatori di Grande Oriente Democratico, anche parecchio “elitarie”): è giusto, dopo mesi di dibattito parlamentare (fatto anche di navette, emendamenti, ostruzionismo) mandare un documento di programmazione economico-finanziaria, faticosamente adottato, a un organo di non eletti che giudicano se questo possa essere adeguato o meno? Per me non è giusto, perché in questo modo una democrazia nazionale rischia di essere commissariata (come difatti avviene) da una tecnocrazia”.

            Ma questo è soltanto un esempio: possiamo anche inserire la tua giusta riflessione sul fatto che gli ultimi tre Presidenti del Consiglio siano stati nominati, bypassando libere e democratiche elezioni, che in un paese civile dovrebbero essere una cosa normale. Potremmo aggiungerne un sacco di esempi su come recuperare, potenziare e rendere funzionante per davvero la nostra democrazia nazionale (e non solo).
            Dopodiché, tu mi parli di fretta, in relazione agli Stati Uniti d’Europa.
            Ma hai presente l’architettura istituzionale dell’UE e come funziona? Il lavoro della Commissione e della BCE incide parecchio e direttamente sulle nostre vite quotidiane: questi due organi, banale ricordarlo, sono composti da tecnici non eletti. Arrivare agli USE (United States of Europe), significa innanzitutto democratizzare il processo decisionale comunitario e rendere il Parlamento Europeo (piuttosto che la BCE e la Commissione) il centro della vita legislativa sovranazionale. O preferisci la situazione attuale? L’UE di oggi soffre di vari deficit democratici, che si possono correggere. In alternativa, a mio parere, sarebbe giusto tornare MOMENTANEAMENTE alla completa sovranità nazionale (con al centro il popolo, poiché, come sottolineava Fra Cazzo da Velletri in altri interventi, sovranità nazionale non è sinonimo di democrazia; lo è “sovranità popolare”) ed avviare una riflessione sull’Europa unita su basi del tutto nuove (ispirandosi più ad un Altiero Spinelli che a un Jean Monnet) e, di conseguenza, avviare un processo di integrazione ex novo, più inclusivo e democratico.
            Un ultima cosa. Naturalmente, il concetto di Europa unita, almeno per come la vedo io, non deve basarsi su un super-stato europeo, iper-centralizzato, al cui interno le sovranità nazionali finiscano per liquefarsi. Deve basarsi sul federalismo, naturalmente, in quanto unico sistema che possa garantire l’unione tra le diversità, l’unico sistema in grado di tenere insieme diverse culture e tradizioni, demandando a un livello centrale UNA PARTE delle competenze e, contestualmente, lasciando al livello periferico (gli Stati Membri) ampia autonomia d’azione. Non so quanto questo processo possa durare. Io so soltanto che, attualmente, la vita di un paese facente parte dell’UE è condizionata, se non determinata, da decisioni prese a un livello superiore europeo (e ad altri livelli, sempre sovranazionali, ma più occulti), senza un vero e proprio controllo democratico su di esse.

            P.S. ho scritto di fretta, spero si capisca.

            • Rodion scrive:

              Carissimo Rosario, chi parla di “costituzione italiota” non può essere preso come fulgido esempio di “costituzionalista”.

              Prima di tutto perché la nostra Carta, per la sua sublime finezza, è universalmente riconosciuta come esemplare di costituzionalismo moderno.

              «[...]sovranità nazionale non è sinonimo di democrazia; lo è “sovranità popolare”[...]»

              Vediamo di non confondere uno scambio goliardico con una lezione di diritto costituzionale: ora ti leggi l’Art.11 Cost. e cerchi di capire perché la sovranità nazionale e la sovranità popolare sono due facce della stessa medaglia (così come “valuta” e “moneta”… se posso osare…).

              È ovvio che i federalisti influenzati più meno apertamente dal neoliberismo – tra cui ci mettiamo anche G.Miglio – vilipendano quel gioiello di prodotto culturale che è la Costituzione Italiana.

              Il Concordato è un “neo” che, come dovrebbe sapere ogni Italiano, è il dilemma millenario irrisolto di avere Santa Romana Chiesa in casa: perché pensate che la Patria della cultura occidentale ha dovuto tardare così tanto ad avere un’unità nazionale?

              Gli USA non hanno mai avuto né chiese millenarie né aristocrazie feudali che si ritengono nobili di sangue per aver pedigree secolari: è bastato il genocidio dei Pellerossa.

              Per capire la Costituzione Italiana è necessaria tanta, tanta, cultura multidisciplinare.

              La differenza con la gloriosa ma obsoleta Carta americana, è proprio quella per cui tramite la “techné” viene sostanzializzata l’esperienza costituzionale americana e giacobina.

              Cioè si passa da democrazie formali (v. a propos. la discussione riguardo Myrdal), per lo più cosmetiche e plutocratiche, a quelle progressive e programmaticamente volte alla sostanzializzazione dell’uguaglianza: Art.3, comma 2 Cost.

              Comma che mostra la differenza tra i (neo)progressisti e un gigante dell’intelletto e dello spirito come Lelio Basso, appartenente all’umile cenacolo del genio italiano, che conosce la differenza tra sogni e pragmatismo, forma e sostanza.

              Le Democrazie costituzionali europee sono l’evoluzione di quelle “liberali” anglosassoni, perché fanno proprie le esperienze socialiste della suprema cultura continentale che dall’Italia, dalla Germania o anche dalla Russia, denunciavano l’imperialismo anglosassone e l’esclusione dalla vita politica delle classi produttive e, in particolare, dei lavoratori.

              La vicinanza delle fratellanze massoniche alla Corona inglese ha in qualche modo limitato la presenza di socialismo “vero” nelle Logge, tanto che il profilo più comune è quello “liberale” o di un socialismo “contaminato” da liberoscambismo/federalismo (che in letteratura sono poi sempre due facce della stessa medaglia: come keynesiani rifiutano Ricardo il quale, però, gli rientra dalla finestra mentre fanno “saltare le frontiere”…mumble, mumble… Heyek docet)

              Il luogocomunismo vuole che da Marx sia nato lo stalinismo. Vero.

              Ma ci si dimentica che da Marx sono altresì nate le socialdemocrazie moderne: l’utopia marxiana si stava attuando tramite il riformismo progressivo delle Democrazie costituzionali, che donano la Libertà e i diritti civili tramite il socialismo: ovvero tramite l’antiliberalismo keynesiano ed il welfarestate beveridgiano. (Nota sul liberalismo: il comunismo non esiste più e le distinzioni crociane sono goffamente astoriche).

              Ora leggiti bene il seguente periodo:

              Questo processo avrebbe portato, tramite la materializzazione della Democrazia compiuta, alla *** naturale *** federazione di tutti quei Paesi che avessero iniziato un processo simile. (Ho scritto un articolo in proposito).

              All’inizio del ’900 quell’altro gigante del pensiero che è Rosa Luxemburg (che dai feedback è evidente che è sconosciuta), allertò subito di non assecondare percorsi forzati per una federazione europea: i redattori dell’articolo riportano le note di Spinelli che lamentava, *** stupito ***, della privatizzazione della governance del processo di integrazione europea. La Luxemburg (questa sconosciuta) sottolineò subito che, anche se non era ai più immediatamente evidente, che un processo di integrazione forzata poteva essere condotto *** esclusivamente *** da un cartello di interessi industriali/finanziari, a discapito delle classi subalterne: ed erano i primi anni del secolo.

              Gli anti-europei sono proprio i filo-angloamericani che vorrebbero l’Europa come gli USA, calpestando millenni di storia e cultura.

              Gli Europei veri, socialisti, democratici ed antiliberalisti (da non confondere con “illiberali”, v. nota precedente), sono cosmopoliti per cultura e conoscono la differenza tra la letteratura russa e quella americana: sanno che Sovranità e Libertà sono due facce della stessa medaglia (diffidate sempre dai neologismi supercazzolosi come “sovranitarismo”… hanno genesi sempre e solo in cenacoli neoliberali come tutti i neologismi antisocialisti e antidemocratici come: xenofobia, omofobia, femminicidio et similia…).

              La federazione mondiale deve avvenire tramite il processo di democratizzazione ed autodeterminazione dei popoli, non firmando dei trattati che cristallizzano la legge del più forte: nel 1786 si firma il primo UE/NAFTA/TTIP della Storia, per questo è interessante la lettura di Sergej Glaziev: le mio fonte non è un link trovato appositamente per la bisogna: sull’imperialismo storico del liberalismo anglosassone mi baso su quel gigante coreano che è il prof. Ha-Joo Chang.

              Ciò che accenno è la punta dell’iceberg: cultura classica, tecnica e spessore umano. Senza una di queste “dimensioni”, manca quello “spessore”, quella “massa” necessaria per accostarsi alla Verità.

              Negli USE, caro Rosario, in che lingua dovrà essere pronunciato il discorso di fine anno del Presidente? In che lingua verrà cantato l’inno €uroStatunitense?

              Leggiti cosa dice il prof. Giannuli, che di storia e di sistemi politici ne sa qualcosa…

              p.s. Bagnai non ha previsto la fine dell’euro nel 2012: ha previsto la fine dell’euro. Punto. Perché nella storia le unioni monetarie sono sempre finite così (con il collasso dei paesi a più alta inflazione). Egli è diventato famoso proprio perché ha fatto decine e decine di previsioni esatte: come gran parte degli economisti che han previsto la deflazione in cui ci avrebbe portato l’euro, e il conseguente assoggettamento alla Germania.

              p.p.s.s.

              Basta “sognare”: aprire gli occhi: la gente muore.

              • Rosario scrive:

                Rodion, ti ringrazio per la risposta, ma hai messo così tanta carne a cuocere che, mi perdonerai, ma mi soffermerò soltanto sull’ultimo punto.

                “Negli USE, caro Rosario, in che lingua dovrà essere pronunciato il discorso di fine anno del Presidente? In che lingua verrà cantato l’inno €uroStatunitense?”

                A parte che abbiamo già l’Inno alla Gioia di Beethoven…Sorvolando su ciò, il problema della lingua non me lo sono posto e non credo sia da porre, quanto meno nell’immediato. Anche tu, probabilmente spinto dal disaccordo nei confronti dell’idea di Europa Unita, hai fatto poca attenzione ad alcune parti del mio post. Come, ad esempio:

                ” Il lavoro della Commissione e della BCE incide parecchio e direttamente sulle nostre vite quotidiane: questi due organi, banale ricordarlo, sono composti da tecnici non eletti. Arrivare agli USE (United States of Europe), significa innanzitutto democratizzare il processo decisionale comunitario e rendere il Parlamento Europeo (piuttosto che la BCE e la Commissione) il centro della vita legislativa sovranazionale. O preferisci la situazione attuale? L’UE di oggi soffre di vari deficit democratici, che si possono correggere”.

                Evidentemente la dicitura “United States of Europe” fa paura, ma l’UE è già una sorta di Stato (un ibrido tra uno Stato e un’organizzazione internazionale classica, come per es. la Nato, l’Osce, ecc ecc), visto che tantissime decisioni vengono prese a quel livello…bisogna soltanto democratizzarne il processo. Dopodiché, il punto sarà condividere il debito, la politica fiscale e avere una politica estera “a una sola voce” nel mondo. Questi sarebbero gli Stati Uniti d’Europa, secondo me, e una tendenza in questo senso c’è già. Vari altri tipi di integrazione politica (e magari anche culturale) possono arrivare col tempo, ma il percorso appena descritto può essere già intrapreso, dato che, anche se in maniera sgangherata e dannosa (ma suscettibile di correzioni) abbiamo delle istituzioni comuni e una moneta unica.
                Per il resto, non vedo tutta questa coincidenza tra federalismo e liberismo alla Hayek (se ho capito bene) e contesto il fatto che Keynes fosse anti-liberista. Infine credo che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato quando scrivi:

                “La vicinanza delle fratellanze massoniche alla Corona inglese ha in qualche modo limitato la presenza di socialismo “vero” nelle Logge, tanto che il profilo più comune è quello “liberale” o di un socialismo “contaminato” da liberoscambismo/federalismo”.

                Non penso proprio che nelle Logge non sia filtrato del “socialismo vero” (come lo chiami tu), dato che Marx era un massone, Stalin pure, Lenin pure, Che Guevara pure, i fratelli Castro pure…e Fra Cazzo da Velletri, che ne sa più di me, può completare questa riflessione (lo tiro sempre in ballo quando si parla di Massoneria, dato che è un nickname collettivo gestito da alcuni “addetti ai lavori”).

              • Caro Rodion, stavolta sarò brevissimo. Anche perché tu ripeti quasi sempre le stesse nenie (magari arricchite di nuovi rimandi e citazioni a “grandi maestri” del pensiero, siano essi coreani, russi o sauditi…) e io credo di aver confutato alla radice, in numerosi altri contributi, le tue fisime anti-federaliste, anti-europeiste, anti-britanniche, anti-americane, anti-liberali, e così via. Mi limito quindi a pochi cenni. La nostra carta costituzionale del 1948 deve molto (al pari di altre, di diverse nazioni contemporanee democratiche e libertarie) a quella della Repubblica Romana del 1849, nutrita di una grande ispirazione mazziniana (di quel Mazzini che nel 1834 aveva fondato la Giovine Europa per favorire la futura nascita di un continente unito politicamente nonostante le differenze di lingue e tradizioni particolari) e fondata altresì sull’unica tradizione costituzionale di cui gli abitanti della modernità abbiano mai potuto usufruire: e cioè quella tradizione che si sostanzia di contaminazioni dapprima inglesi, poi americane, quindi francesi, nel complesso tutte massoniche. La Costituzione italiana andrebbe emendata in molte parti, non solo nel Concordato, e come tutte le costituzioni umane non è un totem da adorare, bensì un documento storico cui approcciarsi in modo critico, sia per le sue parti belle ed efficaci, sia per quelle meno sublimi e più caduche. Ma non è questo il punto. Secondo la tua logica sofistica e stralunata, sovranità nazionale e sovranità popolare sono la faccia della stessa medaglia. Invece, secondo la logica delle persone normali e meno confusionarie, no. La sovranità nazionale era propria anche dell’Italia fascista, della Germania nazista e dell’URSS comunista, ma in nessuno di questi paesi vigeva la sovranità popolare, id est la democrazia, dal momemnto che il potere era esercitato da dittatori attorniati da oligarchie anti-democratiche e illiberali. Gli Usa stavano per avere una neo-aristocrazia militare di sangue (l’Ordine dei Cincinnati) subito dopo l’Indipendenza, ma l’intervento provvidenziale di alcuni massoni progressisti capeggiati da Benjamin Franklin lo impedì. Il genocidio dei pellerossa è una pagina triste che non differenzia gli americani da altri popoli del Mondo (macchiatisi di analoghi misfatti), mentre la Costituzione americana del 1787 e la successiva evoluzione democratica e libertaria degli USA differenziano quello straordinario popolo d’oltre Atlantico da ogni altro, per una serie di conquiste politiche e civili che in Europa e nel resto del pianeta sono sempre arrivate (quando sono arrivate) con discreto ritardo. Le socialdemocrazie europee nella loro fase matura e, appunto, “democratica e liberale”, non sono nate da Marx, ma dalla sua contestazione. Piuttosto, si sono innestate su quel filone revisionista e critico del marxismo ortodosso inaugurato da Eduard Bernstein (1850-1932) e contro il quale la marxista dogmatica Rosa Luxemburg (altro che gigante del pensiero…) si scagliò con ottusa e intollerante veemenza. Capisco, Rodion, che per supportare le tue traballanti e sgangherate tesi hai bisogno di riscrivere la storia a tuo uso e consumo: un pò come facevano i funzionari del Socing di orwelliana memoria ma, credimi, c’è un limite a tutto. E confondere il marxismo ortodosso della Luxemburg (niente affatto sconosciuta. Anzi, piuttosto in auge presso gli illiberali e i cripto-comunisti di varia estrazione) con un qualche titanismo del pensiero valido anche per l’attualità, più che grottesco suona alquanto risibile; così come suona aberrante affermare una filiazione del socialismo democratico e liberale dalle fisime illiberali e anti-democratiche di Marx ed epigoni di stretta osservanza, sempre pronti a stigmatizzare i socialisti marxianamente non ortodossi come “social-traditori”. Keynes non era anti-liberale (anzi, apparteneva al Liberal Party britannico, al pari di William Beveridge), semmai criticava il liberismo dogmatico, che è altra cosa dalla libera economia di mercato e dal liberoscambismo. Come si suol dire: “hai poche idee, ma confuse e indefinitamente reiterate attraverso sillogismi difettosi sempre diversi e sempre uguali”. Sarei curioso di capire meglio il tuo pensiero a proposito di “omofobia, xenofobia, femminicidio, etc.”. Talora ti esprimi in modo talmente involuto e farraginoso che è difficile seguirti. Forse perché, come diceva Benedetto Croce: “chi pensa in modo confuso, si esprime anche in modo confuso”. Il discorso di fine anno del Presidente degli USE sarà letto nelle stesse lingue in cui oggi si leggono i discorsi del Presidente della Bce e degli altri eurotecnocrati, con la differenza che quel Presidente USE sarà stato eletto e legittimato direttamente dal Popolo Sovrano Europeo, mentre i tecnocrati della UE non li elegge nessun detentore legittimo della sovranità. Giannuli dice anche cose interessanti, ma non è la Sibilla cumana, al pari di Bagnai il quale, mi dispiace contraddirti, aveva proprio previsto il crollo dell’eurozona nel 2012, tanto da rammaricanrsi che il suo libro “Il Tramonto dell’euro” potesse vedere la luce senza che egli avesse fatto a tempo a inserirvi questo importante evento come già avvenuto…Dopo di che, molte analisi di Bagnai sono pregevoli, ma non tutte, e certamente debole appare la sua visione generale dei processi politico-economici continentali, che non tiene per nulla conto dei progetti consapevoli di alcune oligarchie nel prolungare l’euro-agonia, e tutto riduce ad un problema di squilibri neo-mercantilisti delle bilance commerciali tra i vari paesi europei. In conclusione, caro Rodion, smettila tu di sognare e rifletti sul fatto che voi anti-europeisti rappresentate- alcuni senza volerlo- l’avversario più facile e gradito di quei potentati oligarchici che gestiscono questa Europa matrigna e infame. Con avversari come voi, per costoro si aprono autostrade di sempiterni successi consociativi per scongiurare il “radicalismo anti-europeista di demagoghi e populisti”: questo è lo slogan che voi stessi, con il vostro modus operandi ottuso e poco lungimirante, gli avete consentito di adottare. Addirittura, esiste un programma occulto di finanziamento dell’anti-europeismo (con la sua galassia di gruppi, movimenti e attivisti) da parte di coloro che vogliono conservare l’attuale assetto UE. Ma, su questo, ti rinvio alle pagine di “Massoni S.r.ill.” del fratello Gioele Magaldi, dove anche questi paradossi delle dinamiche del potere vengono spiegati in modo esauriente. Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

              • Rodion scrive:

                Rosario, non ho affermato che non esistano Massoni socialisti: semplicemente che le Logge socialiste sono una trascurabile minoranza. GOD ha affermato anch’esso che attualmente le logge progressiste siano una minoranza: figuriamoci la presenza socialista.

                Ho letto ciò che hai scritto: temo che non abbia letto tu ciò che ha scritto il prof. Giannuli.

                Per antrambi i miei interlocutori:

                L’Inno alla Gioia? Quello proposto dal massone reazionario Richard Coudenhove-Kelergi come inno europeo? Cantato in germanico?

                Come dovrebbero essere scritte le leggi? Con quale lingua? Che lingua parlerebbero magistrati ed avvocati? Come fa esserci un processo democratico, di natura elettiva, quando i candidati sono di madrelingua polacca o lituana?

                Per fare una Costituzione ci vuole un Popolo. Per fare un Popolo ci vuole la Lingua. Per fa la Lingua ci vuol la Storia.

                Non esiste un popolo europeo.

                Queste sono banali ovvietà: gli stati nazionali sono un naturale compromesso socioeconomico tra popoli “omogenei” che possono per motivi geografici e culturali condividere una Costituzione.

                Lingua e Cultura sono fiori dello stesso seme.

                Questo è il motivo per cui negli anni ’30 von Hayek proponeva il “federalismo interstatale”: perché l’Europa non è l’America del nord, né il Canada, né la Svizzera: sapeva, basandosi su altri esempi storici, che processi di integrazione DI TIPO FEDERALISTICO (CHE NON È L’UNICO TIPO DI INTEGRAZIONE FRA POPOLI E STATI!), avrebbe semplicemente portato alla dispersione delle sovranità e all’impossibilità degli Stati NONPiùSovrani di governare i cicili economici: ovvero sarebbe stato il passo per la distruzione del socialismo keynesiano, il ritorno al gold-standard depressivo, la fine dell’odiata Democrazia e un passo fondamentale per la denazionalizzazione della moneta, la privatizzazione della governance politica da parte del mercati e un grande passo dell’Uomo verso la Grande Società.

                Se vi capitasse di leggere ciò che scriveva Coudenhove-Kelergi negli anni ’20, quando il razzismo che si condivideva nei salotti era quello “vero” (non le fregnacce “xenofobe” strumentali all’ingegneria sociale che promuove la libera circolazione dei capitali – liberoscambismo – che TECNICAMENTE necessita la “deportazione” del fattore lavoro, chiamata emigrazione) ci si potrebbe anche rendere conto che l’unico modo di avere un’Europa “unita”, sarebbe stata quella di cancellare gli Europei, trasformandoli in una razza “cinonegroide” senza cultura né consapevolezza culturale: figuriamoci di classe. Infatti A. Hitler chiamava Kalergi: “quello che voleva tutti bastardi”.

                Se no non si capisce da dove saltano fuori le razze ariane e le altre innominabili aberrazioni.

                L’unico modo per unire l’Europa è distruggerla. Ma pensate sul serio che sia io a dirlo?

                Kalergi si scriveva con tutti gli uomini di potere del dopoguerra: da De Gasperi ai Rockfeller.

                Bene.

                Avete mai sentito delle lotte politiche all’ultimo sangue su questioni europee tra “federalisti europei” e “Paneuropa”?

                Mi portereste degli esempi a riguardo?

                Chissà chi vincerà il prossimo Premio Kalergi….

              • Rodion scrive:

                p.s.

                Non scadiamo, please: non ho detto che le Democrazie costituzionali sono marxiste, dai…

                Ho sottolineato il contributo del pensiero marxiano al socialismo che è stato sostanzializzato in Costituzione.

                Ma non lo dico io… Il secondo comma del terzo Articolo passa dalla Luxemburg: ma per capirlo bisognerebbe conoscere un minimo il pensiero bassiano.

                Capisco che non se ne condivide la “weltanschauung”, ma questo non significa non valorizzare i contributi all’umanità di menti di quel calibro…

                Poi il fatto che insisto su certi leit motiv, è proprio perché, a parte alcune risposte dello stimato Magaldi come quelle sul rapporto tra E. Rossi e Beveridge, non sono mai arrivate delle risposte alla “radice”: sulla Storia del pensiero politico-filosofico ne esco arricchito, lo ammetto: ma sul confronto puntuale, argomentativo tecnico-giuridico ed economico, non sono soddisfatto. Se no non sarei “ridondante”….

                È vero che nella Costituzione del ’48 c’è Mazzini: lo ricordava agli studenti Calamandrei negli anni ’50.

                Ma Calamandrei ricordava anche che in Costituzione c’era pure Cattaneo, Art.5, caro ai federalisti. Calamandrei ricordava che la nostra Costituzione è il fiore che nasce dal sangue degli Italiani molti per la nostra Libertà ed autodeterminazione.

                Autodeterminazione che ci viene ricordata da Mameli…

              • Rodion scrive:

                p.p.s.s

                Poi, non scadiamo bis…

                Mi vengono imputati paralogismi e mi si parla di dittature che sono sovrane ma illiberali? Ma si gioca o si fa sul serio?

                Stiamo parlando di Democrazie costituzionali, quindi di popoli liberi, sovrani e che si autodeterminano: se no perché porto ad esempio l’Art.11?

                Non esiste la “cessione” della sovranità proprio perché non esiste la “cessione” della libertà. Ma devo venirvelo a dire io?

                Esiste invece la LIMITAZIONE della sovranità come esiste la LIMITAZIONE della libertà.

                Capisco che non ho a che fare con dei costituzionalisti ma temo che non ho a che fare neanche con dei giuristi.

                La Sovranità popolare è “all’interno” quella per cui un Popolo ai organizza liberamente e democraticamente e, “all’esterno”, quella percui un Popolo, con la veste giuridica di Stato-nazione, rivendica la sua autonomia e libertà da oppressori. (v. Mameli)

                L’Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione di controversie internazionali: quindi è disposta a limitare la sua sovranità a favore di organismi internazionali che operino per la formazione e il rispetto di un ordine sovranazionale.

                L’integrazione con gli altri Stati nazionali è prevista per Costituzione, ab origine. Ma a parità di trattamento con le Parti coinvolte: eventualità che non può accadere in presenza di monete uniche, che portano i Paesi a bassa inflazione ad asservire i Paesi meno competitivi.

                Quindi le limitazioni di libertà (tanto odiate dai “liberalisti”…) sono le precondizioni per cui l’individuo, a livello nazionale, assoggettandosi all’ordinamento, ne ottiene a livello “sociale” una libertà di ordine superiore: lo stesso avverebbe nel caso in cui esistesse un “ordine internazionale” per cui si potesse far rispettare “un’eguaglianza sostanziale” tra i Popoli che diventerebbero dei soggetti di diritto positivo come gli individui.

                Così può essere inteso, rielaborato a parole libere, l’Art.11 di cui chi vaneggia di USE non conosce il significato.

                Quando durante la Costituente qualche sprovveduto accennò agli USE (perché successe), si prese il compatimento degli altri Onorevoli per i quali era naturale che l’Art.11 non valesse esclusivamente per la facilitazione di progetti astorici come quello USE: ma per QUALSIASI relazione internazionale del mondo.

                La Sovranità nazionale è condizione necessaria ma non sufficiente a quella del Popolo: ovvio.

                (Può essere interessante sottolineare che i Russi, per cultura, possono accettare l’asservimento alla loro classe dirigente, ma mai e poi mai, si assoggetterebbero a quella di altri popoli.

                Ci hanno provato i Polacchi, ma con poco successo.)

              • Rodion scrive:

                p.p.p.s.s.s

                Non scadiamo ter…

                Ma a chi la vogliamo raccontare che alle oligarchie fanno comodo gli antieuropeisti? Ovvero l’unica parte degli Europei che non si è fritta il cervello con Sky e il MacDonald?

                Una dimostrazione è l’assoluto piacere che hanno a Bruxelles del successo della Le Pen e di quel Marxista di Sapir che oltre ad essere uno dei maggiori economisti europei (ovviamente antieurista…) fa delle analisi geopolitiche sulla situazione Ucraina che Obama e la UE si dovrebbero far prendere lezione di Democrazia dagli Ayatollah…

                Quella poi dei finanziamenti (nascosti… :o)) agli antieuropeisti è fantastica: per ora conosco quelli PUBBLICI, con le tasche dei contribuenti pagati per la propaganda europeista e per le truppe scelte di troll…

                Forse intendevate come quelli di Soros per #OccupyWallStreet, che si è sciolta subito dopo…

                Bruxelles, Paneuropa e Triocchiuti vari, se finanziano il cosiddetto “antieuropeismo”, vorrebbe dire che finanziano Grillo, Paragone, Barnard, MMT, la Napoleoni e complottologi vari…

                In Italia non esistono solo “italioti”, fondamentalmente di matrice piddinica, che sanno di sapere. E, se esiste un socing, è proprio l’europeismo: già il fatto che non si riconosce la differenza tra ideologia di partito e cultura, è stupefacente: l’antieuropeista che non fa parte del gatekeeping complottologo, brandisce come armi l’episteme :o)

                L’antieuropeista è un Europeo e, soprattutto, è Italiano e sa cosa significa esserlo.

                È eurocentrico, cosmopolita per cultura e non filo-angloamericano, di cui rispetta però il contributo culturale anglosassone (prima o poi anche gli americani avranno una letteratura…): come rispetta quello cinese, arabo o africano.

                È consapevole che il socing vero non è l’ europeismo, ma è il mondialismo, di cui è parte: combatte il proselitismo per la salvezza dei clitoridi del terzo mondo ricordando che i diritti della persona sono diretta conseguenza di quelli sociali. Soprattutto è consapevole che il colonialismo liberalista, di cui il dolloracentrismo è caposaldo, è il motivo per cui esiste un “terzo mondo” sempre più terzo… e tutte le “malattie sociali” connesse.

                Studiare per credere.

              • Rodion scrive:

                Sui neologismi e sulla neolingua (sti maledetti nei) sarebbe necessario assimilare quanto esposto e capire la differenza tra chi fa discorsi confusi e stralunati e chi, pur con tutte le pecche del caso, ha fatto i compiti.

                Bisognerebbe capire propedeuticamente cosa siano i “diritti cosmetici” e come, in particolare dal ’68 in avanti, abbiano progressivamente sostituito l’attenzione rispetto a quelli sociali, ormai percepiti come acquisiti.

                Il negzionismo, le quote rose e tutte quelle fregnacce a cui si è già accennato, la UE ha già provveduto a stendere la legislazione necessaria per punire penalmente chi commette tali reati: ovvero si introducono dei reati d’opinione 2.0

                Ti lamenti del disperato marocchino che accetta un salario a metà di quelli già compressi e imprechi contro la libertà dei fattori della produzione? sei uno xenofobo. 2 mesi di galera e disprezzo sociale.

                Ti lamenti perché gran parte delle donne che hai dovuto assumere per legge non sa una fava delle mansioni che dovranno compiere? sei sessista e misogino. 3 mesi di galera e disprezzo sociale.

                Ti lamenti perché vivere in 3 famiglie nello stesso appartamento (come ai tempi del ludopatico Fjodor) si sta stretti? sei un claustrofobico.

                Ti lamenti perché non vuoi dar da mangiare a tuo figlio grilli, blatte o ragni? sei un aracnofobico….

                Dopo che avrai capito che l’ecologismo, la decrescita felice, il femminismo, i matrimoni gay, genitori 1&2 e piddinate radicaloidi varie, sono la causa di quel bruciore al posteriore… non ti lamentare. Non sarai mica omofobo?

                La Costituzione costituisce quella forma di “overlapping consensus”, per dirla con Rawls – sufficiente per percorrere strada insieme, anche se il “Weltanschauung” non è sempre coincidente.

                Buona notte.

            • Spartaco scrive:

              Caro Rosario il tuo commento lo ho letto bene e una frase mi ha colpito:.. “Se mi chiedi in che modo questo si possa fare concretamente, su due piedi non riesco a risponderti, ma l’importante, qui e ora, è il principio: di tecnicismi per realizzarlo ce ne sono tanti e ci si può riflettere”. Su due piedi non sai rispondere perché sui quotidiani, sui telegiornali e su altre fonti di informazione non si parla di questi temi perché il dibattito deve rimanere sul dualismo: austerità o keynes. Il Capitalismo non deve essere messo in discussione perché i poteri che si sono costituiti all’interno di questo sistema ovviamente vogliono rimanere protagonisti. Magari in minoranza ma sempre protagonisti. Se provi a parlare di terza via sei un eretico un comunista.
              E adesso ti saluto invitandoti a guardare questo divertente video ( https://www.youtube.com/watch?v=D7dy0glQJyQ ) immaginando che il MALCONCIO rappresenti il popolo italiano, il primo ospedale la classe politica italiano, il secondo ospedale la Chiesa, il terzo l’Esercito e Alberto Sordi l’aristocrazia. Da dopo la seconda guerra mondiale nessuno si occupa più del popolo italiano e viene quindi abbandonato agonizzante sotto la statua di Mussolini che poi sarebbe la statua di MAZZINI (due uomini che nel bene e nel male hanno fatto la storia dell’Italia. Qualcosa non deve aver funzionato però).
              Ti saluto e ti auguro buona Domenica; io vado a contatto con la natura fra mare e cielo, cielo e mare, perché è li che capisco quanto sono STRONZO!

              • Caro Spartaco, mi dispiace che ti dia da solo dello STRONZO. Sei troppo severo con te stesso. Tu non sei uno stronzo e talora hai fatto anche degli interventi decenti. Talaltra, invece, ti ho sorpreso a dire stronzate. Come adesso, quando accomuni Mazzini e Mussolini “due uomini che nel bene e nel male hanno fatto la storia dell’Italia”. No, caro Spartaco, Mussolini la storia dell’Italia l’ha fatta nel male: 1) Mettendo fuorilegge la democrazia e le libertà politiche e civili di uno Stato parlamentare che, imperfetto quanto si vuole, era infinitamente preferibile alla dittatura che lo ha sostituito 2) Clericalizzando una società politica e civile che solo da pochi decenni era approdata alla laicità liberale 3) Determinando uno sviluppo economico e industriale viziato dalle strutture corporative e dai bassi salari dei lavoratori mentre, nello stesso periodo, le democrazie occidentali avevano ben altri tassi di crescita, industrializzazione, de-analfabetizzazione e mobilità sociale 4) Intrioettando la barbarie infame e atroce delle leggi razziali e costringendo persino scienziati e medici a prostituire la propria coscienza ai dettami folli e grotteschi suo regime dispotico, illiberale e cialtronesco 5) Coinvolgendo il popolo italiano nella sciagurata e sanguinaria Seconda Guerra mondiale. Il tutto, vivendo e facendo vivere se stesso e i propri familiari e sodali nel lusso e nella corruzione più sfrenata, mentre la maggior parte della popolazione non sapeva minimamente cosa fosse il benessere moderno e viveva in una società fascista profondamente classista e gerarchizzata. E potrei continuare. Mazzini, invece, che durante la sua vita non soltanto non si arricchì mai del denaro altrui e piuttosto spese del proprio, riducendosi in miseria e morendo da clandestino a Pisa, fu il prometeico cantore di una Italia democratica, laica (profondamente rispettosa delle fedi religiose ma non infeudata ad esse nei suoi meccanismi e valori istituzionali) e repubblicana che, tuttavia, non ha potuto ancora realizzarsi compiutamente. E nondimeno, fu grazie a uomini come Mazzini se l’Unità italiana fu resa possibile e fu grazie al suo lascito spirituale e ideologico che furono concepite e attuate le parti migliori della Costituzione italiana del 1948. Quanto alle altre stronzate che hai detto, riguardano il “Capitalismo” Quale forma di produzione auspichi, di grazia, in alternativa a quella che salvaguarda il diritto a detenere “mezzi di produzione e finanziamento privato “(non perciò negando allo Stato un ruolo importante di intervento pubblico)? L’economia curtense e feudale? L’economia corporativa e totalitaria dei fascismi? O quella altrettanto totalitaria e pianificata dittatorialmente dei comunismi, dove la proprietà privata dei mezzi di produzione è abolita? Il problema è “quale capitalismo” non sopprimere la libera economia di mercato. Perciò l’alternativa sensata non può che essere tra keynesismo e neoliberismo, non tra capitalismo e chissà cosa, dopo tutte le tragedie politico-economiche e le radicali inefficienze che sistemi non-capitalisti di non libera economia di mercato hanno dimostrato nelle loro pratiche e ineluttabili incarnazioni. Tanto ti dovevo. Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

              • In Risposta agli ennesimi, paralogistici e torrenziali interventi di Rodion segnati come del 30 agosto, dalle 20:36 alle 22:36, anche se l’orario dei post su Il Moralista andrebbe corretto.
                Quando TU, Rodion, scrivi:

                “Come dovrebbero essere scritte le leggi? Con quale lingua? Che lingua parlerebbero magistrati ed avvocati? Come fa ad esserci un processo democratico, di natura elettiva, quando i candidati sono di madrelingua polacca o lituana?
                Per fare una Costituzione ci vuole un Popolo. Per fare un Popolo ci vuole la Lingua. Per fa la Lingua ci vuol la Storia.
                Non esiste un popolo europeo.
                Queste sono banali ovvietà: gli stati nazionali sono un naturale compromesso socioeconomico tra popoli “omogenei” che possono per motivi geografici e culturali condividere una Costituzione.”,

                dimostri tutta la sofistica inconsistenza del tuo argomentare.
                In che lingua sono comunicati gli attuali diktat delle odierne tecnocrazie europee? In che lingua sono imposti leggi e decreti eurotecnocratici? In che lingua si svolgono le ornamentali elezioni dell’attuale Parlamento Europeo privo di qualunque sovranità effettiva?
                Forse, caro Rodion, non ti sei accorto che una Unione Europea esiste già. E la sua comunicazione linguistica non desta problemi: quello che crea problemi è la mancanza di democrazia sostanziale a tutti i livelli.
                Il Popolo Europeo esiste eccome. Così come esisteva un popolo italiano, non solo per la lingua (che cosa ha in comune il dialetto siciliano con quello bergamasco o l’idioma ladino del Trentino e dintorni con il pugliese?) italiana forgiata artificialmente e creativamente da padre Dante ed altri e però parlata quotidianamente da pochissimi, ma per una comunanza di memorie e valori condivisi a un livello più profondo, e in vista di realizzazioni futuribili inedite e rivoluzionarie. Oltre l’eredità antico-romana, oltre l’età comunale e il Rinascimento, i tanti patrioti risorgimentali che si riunirono attorno a Cavour, Mazzini, Garibaldi, etc., sognavano una entità politica nuova che unisse fra loro stati regionali diversi, che tali erano stati per secoli (Regno delle Due Sicilie, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Regno di Sardegna/Piemonte ex Ducato di Savoia, Lombardo- Veneto, ducati minori, ex Repubbliche di Genova e di Venezia, etc.). La storia non è soltanto conservazione di tradizioni, ma anche invenzione creativa di innovazioni che anch’esse, un giorno, diventano memorie da “trasmettere”…
                Lo stesso avverrà per una Europa democraticamente unita, nonostante gli oligarchi che la temono come l’inferno e nonostante gli “utili idioti” come te/voi, che gli date oggettivamente una gran mano. Ma tu queste cose non le capisci. Peggio: non le puoi capire. Ormai è chiaro il tuo modus cogitandi. Come tutti i tradizionalisti, sei abbarbicato a ciò che è stato (che a suo tempo costituì una innovazione) e non concepisci altro che la sua conservazione. E sullo specifico dell’Europa, invece di metabolizzare finalmente il fatto che una Unione Europea già c’è e funziona malissimo, ti affatichi a combattere una idea ancora non realizzata- gli Stati Uniti d’Europa- che, qualora mai si realizzassero, sarebbero certamente cosa diversissima dalla UE vigente. Tu combatti contro dei fantasmi ideali- gli USE- e intanto, anche grazie all’anti-europeismo becero e dissennato di tradizionalisti/conservatori (di destra e di sinistra) come te, invece della Costituzione Europea del 2004- imperfetta ma con qualche interessante miglioramento del quadro istituzionale continentale- ci siamo trovati con il Trattato di Lisbona del 2009. Complimenti vivissimi! La verità è che voi anti-europeisti a prescindere, o siete in mala fede (lavorate per gli oligarchi e i tecnocrati che vogliono questa UE matrigna e infame, e la vostra propaganda- insieme al malgoverno dell’eurotecnocrazia- riesce a far bocciare i referendum confermativi di ipotesi costituzionali migliorative, ancorché molto perfettibili, come quella del 2004, MA NON RIESCE A SCALFIRE IL POTERE ANTI-DEMOCRATICO DI BRUXELLES E FRANCOFORTE), o siete dei poveri imbecilli in buona fede, manipolati dai potentati di cui sopra, che invece credete di combattere. A proposito di Kalergi, posso dirti che non ne condivido minimamente il progetto europeo neo-aristocratico (quello al momento in corso e che tu e i tuoi pari puntellate indirettamente), ma sicuramente provo un profondo anelito di simpatia per lui relativamente al problema delle “razze”. Kalergi aveva sangue europeo di vari ceppi (greco, boemo, austriaco, tedesco, norvegese, francese, etc.) e anche sangue orientale (giapponese). Era un massone oligarchico, ma anche un fiero cosmopolita anti-razzista. Tu, invece, e nemmeno te ne rendi conto, sei un cripto-razzista e un socialista-nazionalista che ciancia di razze, tradizioni e culture con lo stesso piglio ottuso con cui Adolf Hitler discettava di queste cose e non per caso odiava e disprezzava ideologi cosmopoliti come Coudenhove-Kalergi. Conosco benissimo la complessità del controverso massone socialista Lelio Basso. Molte cose si posso apprezzare della sua vita e della sua opera. Non però l’affezione per Rosa Luxemburg (da Basso veicolata in Italia), che a te deriva chiarissimamente da questa fonte indiretta, interiorizzata acriticamente con il consueto stile dell’ “ipse dixit”. Tu ricordi l’influenza di Cattaneo sulla Costituzione e di Mameli sul patriottismo italiano? Appunto: porti acqua al nostro mulino. Mameli era un massone seguace dell’europeismo di Mazzini e Garibaldi. Cattaneo uno che sognava il federalismo per l’Italia e gli Stati Uniti d’Europa per il Vecchio Continente. Tu sei di formazione giuridica e parli con competenza di questioni costituzionali e giuridiche? Sicuro? Hai una formazione economicistica e non giuridica -come hai tenuto a precisare al mio Gran Maestro Gioele Magaldi, che me lo ha riferito- oppure il tuo back-ground cambia da contesto a contesto e ti piace recitare più parti in commedia al riparo della maschera ambigua che hai indossato per celarti alla pubblica opinione dei lettori? Perché se non hai mentito al GM Magaldi, e se sei quindi un semplice giovanotto laureato in economia e non in giurisprudenza (come ti sei voluto presentare a lui), mi sembrerebbe fuori luogo che in questo spazio telematico o altrove tu ti conceda il lusso di metterti in cattedra con riferimento a materie appunto giuridico-costituzionali, che esulerebbero dalla tua formazione. Le quali materie, nondimeno, si affacciano un po’ troppo spesso nei tuoi ragionamenti…Va be’, tanto tu sai che noi sappiamo più cose di te di quelle che ti piacerebbe far credere…Comunque, anche se tu fossi un giurista-costituzionalista del calibro di Carl Schmitt (che aggiungeva anche velleità da politologo alle altre sue velleità enciclopediche), ti diremmo- come avremmo detto a lui- che la “polymatheia” senza “sophrosyne” e adeguato “nous” conducono ad esiti aberranti, mediocri e insipienti anche le menti più dotate…
                Potevi risparmiarti tutta la “pippa” su interno/esterno a proposito di sovranità nazionale e sovranità popolare. Hai detto cose scontate e banali. E dicendole, hai confermato che si tratta di due tipi di sovranità molto diverse, perché differenti sono gli ambiti cui si applicano e perché la sovranità nazionale e l’autodeterminazione/indipendenza verso l’esterno di un popolo governato da oligarchi, monarchi o dittatori è cosa ben diversa dall’autodeterminazione di un popolo che, all’interno come all’esterno, possa far valere meccanismi democratici di auto-governo. E poi ritorni con la fissazione dei russi…Esempio scelto malissimo e in modo inopportuno. Ti dai spesso e volentieri la zappa sui piedi da solo. I russi nella loro maggioranza e non nella loro generalità (sono sempre esistite robuste minoranze agognanti alla vera libertà e alla vera democrazia, sin dal Movimento Decabrista di matrice massonica del 1825 e anche prima), accettando l’asservimento alla propria classe dirigente e non a quella di eventuali popoli invasori, dimostrano solo di essere dei nazionalisti ottusi e pervicaci, ma di non avere affatto compreso e interiorizzato il diritto individuale e collettivo alla libertà, alla democrazia e all’affrancamento da qualunque servitù, sia essa autoctona o eteroctona. Io guardo con molto piacere Sky (il cinema + lo sport+ molte interessanti serie di telefilm, documentari, trasmissioni di cucina, etc.) e ogni tanto mi piace anche mangiare da Mac Donald. Il che non mi impedisce di essere un raffinato intellettuale versato in molte discipline e di frequentare i migliori ristoranti “stellati” o le trattorie di cucina locale più sfiziose e che usano le migliori materie prime. E il mio cervello non è fritto. Il tuo si, inizio a pensare, dal momento che sei pieno di pregiudizi e complessi, persino anti-televisivi, come se la tv non fosse che un mezzo mediatico accanto ad altri, come giornali, riviste e lo stesso web, su cui tu ti intrattieni per ore a vergare i tuoi involuti e prolissi interventi. A proposito del successo della Le Pen e della presunta paura di costei e di Sapir che avrebbero gli “oligarchi” filo UE e BCE attuali, adesso ho la certezza che il tuo quoziente di reale intelligenza (al di là delle apparenze più brillanti: quello è proprio un troglodita e non ha nemmeno la parvenza di un intelletto funzionante) non è molto superiore a quello dei tuo “devoto estimatore” Marcobaldi. Proprio questo esempio che mi fai sulla Marie Le Pen è la migliore palla che potevi alzarmi. Al fine di reiterare indefinitamente il consociativismo tra PPE e PSE, responsabili dell’attuale Europa matrigna e tecnocratica, gli oligarchi di cui sopra hanno bisogno di 10, 100, 1000 Le Pen, Sapir, Fronti Nazionali e Movimenti anti-europeisti analoghi. Tanto questi movimenti non avranno mai la maggioranza per cambiare alcunché del paradigma vigente in Europa e/o per porre fine alla UE e/o all’eurozona, ma la loro esistenza- sbandierata dai media mainstream come “pericolosa” e troppo “radicale”- fornirà sempre un ottimo alibi a socialisti e popolari europei per stare tutti insieme appassionatamente e impedire la formazione di un Fronte Progressista per il cambio reale di paradigma e la costruzione di democratici Stati Uniti d’Europa. La stessa cosa accade in Italia, con il Movimento 5 Stelle che, sin qui, ha costituito un ottimo alibi per il consociativismo altrui, giustificato peraltro dall’indisponibilità ad alleanze “progressiste” da parte dei pentastellati. Hai capito come funziona, deludente Rodion dall’intelletto sin qui colpevolmente sopravvalutato dal sottoscritto e da altri? I finanziamenti agli “anti-europeisti di professione” ci sono e la convenienza a stanziarli ed erogarli periodicamente anche. Dopo di che, ci sono anche gli anti-europeisti imbecilli e in buona fede che portano acqua al mulino degli oligarchi di cui sopra completamente gratis…Altrimenti, che imbecilli sarebbero? Sei anche ignorante come un discreto caprone, caro Rodion, perché la letteratura gli americani ce l’hanno eccome e, dal XIX al XX secolo, è stata anche una letteratura all’avanguardia sociale e culturale rispetto a quelle del resto del Mondo, spesso trainate e contaminate da essa. Studia tu, per capire, non per “credere”, che è verbo più adatto alla dimensione acritica degli anti-europeisti dogmatici piuttosto che a dei raffinati e liberi battitori come il sottoscritto e i suoi fratelli. Ho capito che a te non garbano le battaglie contro l’infibulazione e nemmeno quelle contro l’omofobia…Capisco. Dipenderà dalla tua affinità spirituale con le civiltà molto “liberali” della Russia e dell’Iran…Da ultimo, comprendo che la tua mente (sin qui sopravvalutata, e me ne scuso…) non colga certe distinzioni, ma esiste una differenza profonda tra la cazzata della “decrescita felice”, le modalità talora discutibili, presso certo “femminismo”, di rivendicare la sacrosanta parità di diritti politico-civili e condizioni socio-economico-culturali tra donne e uomini dopo secoli di asservimento e discriminazione del sesso femminile da parte di culture paternaliste e maschiliste (tuttora turgide, in Iran, Russia e dintorni…), e la ancora più sacrosanta e comprensibile esigenza di tutelare il sistema ecologico del pianeta o il diritto alla felicità e alla non discriminazione/vessazione per soggetti di orientamento sessuale diverso da quello della maggioranza. Tu metti tutto nello stesso calderone confusionario perché, ancora parafrasando Benedetto Croce, la tua stessa anima vive in stato di confusa perturbazione, trovando sollievo solo in qualche articolo dei codici e delle costituzioni (spesso male interpretate) e in questa solenne minchiata dell’anti-europeismo a prescindere e a priori- specie contro i fautori degli USE- mentre nel frattempo fai/fate bellamente il gioco dei potentati che non intendono concederti né gli USE nè lo smantellamento di questa UE infame e matrigna. Sogni d’oro, caro Rodion.
                Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

              • Rodion scrive:

                «Forse, caro Rodion, non ti sei accorto che una Unione Europea esiste già. . E la sua comunicazione linguistica non desta problemi: quello che crea problemi è la mancanza di democrazia sostanziale a tutti i livelli.»

                Qui stiamo cominciando a grattare il barile, vedo: ma che razza di democrazia c’hai in mente? Ti pare che queste comunicazioni siano rivolte ai cittadini? Ti pare che ci sia o ci possa essere un processo democratico, un dibattito europeo? O siamo in una burocratica dittatura hayekiana multilevel?

                Se tu/voi foste onesti intellettualmente (e ormai, con tutto il rispetto, ne dubito) avreste dettagliatamente risposto ai problemi sollevati dal prof. Giannuli, che sono poi quelli che porto. Ma pensate che gli interventori non se ne accorgano? Ma veramente pensate di avere a che fare con dei “caproni”?

                Il processo di unificazione italiana è l’evidenza di ciò che sostengono gli Europei che vorrebbero un’integrazione che rispetti gli “Art.11” delle singole costituzioni nazionali: abbiamo capito che state collaborando per avere una Calabria che inizi dal Portogallo e finisca in Turchia, ma per Giove! ma studiatevi un po’ di economia e di diritto costituzionale! E mi devo pur sentire dare dell’utile idiota?!? Ma da chi? Da chi dal dopoguerra ha dipinto di progressismo un progetto sociopaticamente oligarchico?

                E adesso saremmo noi degli “utili idioti”.

                Si chiama sindrome proiettiva, razza di presuntuoso.

                La Costituzione Europea del 2004!!?! Ma avete capito che state parlando con un gruppo di persone che sa cosa dice? Ma avete presente quale abominevole porcheria hanno presentato nel 2004?

                Ma chi sarebbe anti-europeista a prescindere? Ma mi faccio insegnare cosa è “l’Universalismo” da chi non sa cosa sia una bilancia dei pagamenti, non conosce la propria Costituzione e si rifiuta LUI STESSO, a prescindere, di studiarsi tutta la letteratura tecnica? Ma avete capito che avete a che fare con chi se ne fregherebbe altamente le mani di USE o non USE se non fosse che ci troviamo GENTE CHE SI SPACCIA PER DEMOCRATICA E PROPONE NEW DEAL SENZA FAR FLUTTUARE LE VALUTE?!?! Siete uno strakazzo di problema in Italia! Ma avete capito o no, da dove nasce la mia inutile e fastidiosa, spossante, ridondanza?

                Se non rispondi a me e agli Italiani su come evitare (se li vuoi evitare…) i “lievi inconvenienti” che sorgono aumentando la spesa pubblica mantenendo la moneta unica, please, evita di porti con un’arroganza che non puoi sostenere.

                Che tu potessi avere simpatia per Kalergi non ne avevo dubbi.

                È da quando ho iniziato a dibattere con Francesco che domandavo, nel primo articolo, come potessero «due ideali contrapposti percorrere la stessa strada senza collassare l’uno sull’altro».

                Kelergi ERA RAZZISTA, razza di ignorante diversamente-alfabeta che NON SAI COSA È IL RAZZISMO: ma sei talmente strafatto di ideologia neoliberista che manco te ne rendi conto.

                Kalergi identificava “l’aristocrazia dello spirito” dal sangue: ripeto SANGUE. Capito? S-A-N-G-U-E, RAZZA: quella del sangue NOBILE: Kalergi era anch’egli “meticcio”, ma maledetto inquinatore di idee, era di RAZZA NOBILE sia da lato europeo che da lato asiatico: capito? Apri le orecchie virtuali ed impara:

                il RAZZISMO è quello di classe per i neoaristocratici, e Kalergi proponeva una riconciliazione tra cristianesimo ed ebraismo, ovvero tra nobiltà e finanza, considerando che il SANGUE ebreo fosse “più puro” (cosa che faceva incazzare baffetto che non era né nobile né ebreo), e questo lo sosteneva facendo notare come gli ebrei eccellessero in molte arti, e fossero quindi “nobili dello spirito”: quindi da una parte disprezzava quelle che chiamava “cachistocrazie plutocratiche” (ovvero le democrazie liberali), quindi gli imprenditori e gli industriali capitalisti, dall’altra strizzava l’occhio alla grande finanza europea e americana.

                Il razzista Kalergi (che NON è mio Fratello, ma TUO) descriveva gli Ebrei in base alla “fisiognomica”, come da tradizione lombrosiana: in particolare l’atteggiamento, la postura, ecc.

                Tu SEI RAZZISTA: neanche cripto.

                Un altro aspetto del CLASSISMO RAZZISTA (per quello i liberali aborrono la “lotta di classe”, fanno finta che il conflitto redistributivo non esista…) è quello nato per giustificare il colonialismo e lo schiavismo. Ovvero è “un’estensione” del “classismo”: la “xenofobia” non esiste e se avessi letto qualche articolo serio di antropologia lo sapresti: l’accusa di “xenofobia” è essa stessa parte delle politiche RAZZIALI. Pure quel liberale conservatore di Montanelli era costretto a ricordarlo, desolato, al piddinazzo di turno.

                Il nazifascismo e lo stalinismo nascevano culturalmente ed economicamente (ovvero politicamente) in contrapposizione alle aberrazioni liberali reazionarie: novità? Non lo sapevi? Ovvero erano le solite due facce della stessa medaglia: stessi valori (null), differenti esperimenti.

                Il “multiculturalismo” che i DIFFAMATORI dei Padri storici delle Democrazie moderne vendono come “progressismo”, nasce dalle peggio ideologie reazionarie e Kalergi lo spiega candidamente qual è il motivo: il “meticcio” è come il “paesano”, una RAZZA INFERIORE che “lavora ed ubbidisce” (in realtà usa finemente metafore tanto delicate quante terribili, a differenza che nel Mein Kampf di Adolfo, sguaiato ed urlato).

                Kalergi parla di eugenetica: ti rendi conto delle gaffe che fai? Con argomentazioni lisergico-esoteriche proponeva una oligarchia per un governo “aristocratico” per RAZZA (nobiltà di sangue + nobiltà di “spirito”, dove alla fine lo “spirito” è valutato sempre dal “sangue” e dal “potere economico”): capisci?

                Non credo.

                Questa visione medioevale alla Sacro Romano Impero si conciliava incredibilmente con le idee meta-economiche della scuola austriaca, con il “mondialismo” di gran parte della Massoneria, e con le esigenze del grandissimo capitale che vedeva negli Stati nazionali un ostacolo per la circolazione dei capitali: la circolazione dei capitali porta ai flussi migratori a causa della disoccupazione che porta nelle aree colonizzate (quelle di SOS clitoridi… Freud, se ci sei, batti un colpo).

                Per questo, mio caro collaborazionista, gli USA sono un bel modello da proporre. (Certo, se gli USA sono un faro della letteratura mondiale, mi chiedo cosa tu conosca di quella europea… e tutto torna)

                Quello che non ti passa in quella zucca ideologizzata è che QUI NESSUNO È TOUT COURT CONTRO UNA INTEGRAZIONE EUROPEA come sognata da Mazzini o Garibaldi. Che tu non riesca a capire che ci siano più modi per raggiungere il medesimo risultato, è disarmante.

                Io non mi metto in cattedra un bel niente: non cito gli economisti perché “sono laureato in economia”: perché esserlo non significa essere economisti. TUTTI (o quasi) quelli che cito in riferimento all’euro lo faccio a ragion veduta tramite il lavoro di divulgazione dei prof. Bagnai, Cesaratto, Zezza e Brancaccio: bisogna avere l’umiltà di leggere quello che scrivono i professionisti.

                A differenza tua/vostra mi sono letto le opere di divulgazione che mi han fatto conoscere coloro che han trattato la materia: poi è vero, ci ho messo del mio. E qui ci posso mettere dell’umile orgoglio.

                Sulla Costituzione ho studiato l’opera di divulgazione degli autori di Orizzonte48, quanto basta per capire quando ho a che fare con coloro che parlano a vanvera. (Lelio Basso l’ho iniziato ad apprezzare attraverso i lavori della Costituente che ho imparato a leggere grazie a Barra Caracciolo)

                Ragazzi, è gratis.

                Vedete, io non ho niente da insegnare, mi limito a riportare argomenti altrui, e magari arricchire il dibattito. Non ho “ego” da soddisfare: né tantomeno particolari “complessi”.

                Quindi risparmiati le offese personali: quando parlo di Sky e MacDonald mi riferisco al “consumismo senza senso” di Rawls: evita le lezioncine: ho detto che sono giovane: non un “giovanotto”. I bimbominkia li abbiamo già premier.

                Come ho spiegato in altre occasioni, ad iniziare dallo scambio con il carissimo Magaldi, io ripropongo chi la “cattedra” ce l’ha veramente: i quali ripropongono altri grandi nomi della storia.

                I problemi sono:

                1 – ma come mai TU/VOI NON lo fate? E fate certe figure meschine come quello sulla Art.11 Cost.?

                2 – ma si può sapere che razza di concetto di privacy c’avete tutti quanti in testa per cui dati personali di una conversazione privata debbano diventare di dominio pubblico? Che concetto di democrazia avete? All’amerikana stile NSA? (Il “k” mi è scappato, sorry)

                3 – Come ti chiami? :o)

                Ti confermo che alla Luxemburg ci sono arrivato tramite Basso e condivido il giudizio sui Russi: comunque l’art.11 Cost. lo dai così per scontato che non lo hai ancora capito.

                E se lo avessi capito avresti la stessa sensibilità democratica di von Rampoy (con tutto il rispetto).

                Cosa è stata poi la letteratura americana? Scusa, ma quali sarebbero le tue (numerose) discipline di competenza? Ma hai capito o no che non hai a che fare con i ruffiani ignoranti del tuo paesiello?

                Ti ritaglio parte del tuo profilo psicologico (sai, sono piuttosto eclettico, io): sei abituato a persone che ti adulano, hai un ruolo sociale tipico del libero professionista o dell’imprenditore: guarda che avere “un’alta concezione di sé” è un problema da affrontare, spesso con un professionista.

                Vedi mio tronfio degustatore di “gamberi rossi” de noantri, se con il tuo intelletto sopraffino non hai capito una sacrosanta mazza del contributo che provo a dare (invece di leggermi un bel romanzo o magnarmi una bella braciola OGM, cara ai TTIPguys), mi metti in imbarazzo.

                Soprattutto non HAI CAPITO [ovvero QI+QE+BackGroundCulturale < (minore, per i diversamente tecnici) EffortMinimoNecessario ] cosa siano i “diritti cosmetici”.

                Ma vedi, carissimo ANONIMO luogocomunista, se tu potessi comprendere l'analisi (anche se messa in forma ironica) che ho presentato, prendendo spunto dai neologismi di cui blateri ovvietà con paternalismo piddofascista, ti verrebbe un'emorragia cerebrale, o forse faresti semplicemente “harakiri”: ti romperesti.

                Perché chi ha studiato la materia, sa benissimo qual sia stato il ruolo dei “federalisti europei” nell'attuale Ordine: ok? Chiaro?

                La tua analisi sulla Le Pen può essere anche accettabile, carissimo servo delle tue vuote convinzioni: ciò non toglie che Madame dica la VERITÀ. Capito? Ripeto:

                V-E-R-I-T-À

                Questa sconosciuta, come la Luxemburg, che a differenza di farsi l'abbonamento a Sky e farsi il BigMac è MORTA AMMAZZATA per combattere per ciò che credeva, giusto o sbagliato che fosse.

                E solo per questo una persona colta, di spessore, non la liquiderebbe con tanta sufficienza. Soprattutto quando fa il bullo con i concittadini rinfacciando loro di fare i “leoni da tastiera”.

                Se tu avessi capito qualcosa dello scrivente, non ti saresti MAI permesso di appellarmi. Il problema è che non ti sai collocare. Ridimensionati.

                La Le Pen sull'eurozona dice la:

                VE-RI-TÀ

                A differenza tua e di coloro che non lavorano per tornare repentinamente a far funzionare il mercato delle valute.

                Capito, razza di genio che se le va a cercare?

                Le persone come me o Marco Baldi, che è oggetto di tutta la mia stima a partir dal fatto che STUDIA anche cose "noiose", a differenza tua/vostra, hanno una marcia in più rispetto a certi tracotanti cialtroni che non hanno ancora capito perché si stanno facendo prendere a calci nel culo: dalla nostra parte ci sono tonnellate di letteratura che rifiutate. Capito?

                Ho provato in tutti i modi a non sputtanarvi: per quello ho sempre usato uno stile un po' “criptico”: ma non lo avevate capito?

                Se Marco può essere stato provocante, lo scrivente può essere stato al limite provocatorio: se non hai argomenti, prima di rispondere studia: inizia magari dal Gandolfo.

                Marco ha “mangiato la foglia”, e dalle ultime domande che vi ha fatto dimostra che ha capito bene l'operazione che state conducendo.

                Non ti permettere più né te né nessun altro di appellarmi: soprattutto se emerge di nuovo una velata minaccia facendo riferimento alla mia identità, in perfetto stile anglomafioso (giusto per ricordarsi qual è la vera lingua parlata dai mafiosi), la “telefonata” la faccio io.

                Per quel che mi riguarda ER è un'operazione di gatekeeping. Il discorso è chiuso.

                E, peggio, vi ritengo pericolosi.

                Buon appetito e buona visione.

                p.s. chiaramente con goliardissimo affetto :o)

              • il Moralista scrive:

                Nel merito il dibattito fra Rodion e Fra Cazzo da Velletri ha raggiunto vette altissime. Uno scambio colto, vivace, ben scritto e a tratti entusiasmante. Leggendovi ho sentito forte l’orgoglio di avere dato vita a questo spazio telematico. Gli intelletti più arguti dovrebbero sempre sentire il bisogno di addivenire ad una sintesi alta. In questo caso, senza voler ergermi a giudice di nessuno, non è andata così. E me ne dispiaccio. Me ne dispiaccio molto. Per il futuro, pregherei tutti i commentatori (me per primo) di scansare la tentazione di spostare l’attenzione dal ragionamento astratto all’attacco personale. Ne guadagneremo tutti in armonia, pacatezza e serenità, alimentando quel desiderio di pacifico, leale e socratico confronto che questo spazio telematico intende tutelare. Il Moralista

              • Pierluigi scrive:

                L’insulto, le considerazioni sulla persona e le sue capacità, oltra che abbassare il dibattito a livelli ignobili, impedisce di portare argomenti a sostegno della propria visione e nella critica di quella altrui. Ho assistito ad un dibattito sulle “cime” e un ritorno alle “paludi” dell’umana natura. E’ mia opinione che chiunque si “celi” dietro i nickname di “rodion” e “FCdV” sia in grado si sostenere le proprie tesi obbligando l’altro a portare argomenti e critiche ancor più precise senza nascondersi dietro le cortine fumogene dell’insulto.

    6. Rodion scrive:

      Carissimi,

      mi scuso per la consapevole ridondanza: ma il ritrovamento di quei link (ricordo anche quello di Giannuli), che argomentavano in modo molto simile – a mio sostegno :o) – rispetto ai temi del nostro dibattito, mi hanno spinto ingenuamente a provare a riproporre la discussione.

      1 – inviterei i miei interlocutori a “coglier” anch’essi le differenze tra Clinton, Obama e Roosevelt o Hamilton: se fossi nato a Praga avrei probabilmente più antipatia per i russi: ma perdonate la presunzione, conosco la differenza tra “liberatori” ed “oppressori”. Non insultate l’intelligenza altrui: io Keynes l’ho letto, non sono nazionalista e so bene cosa sia la sintesi di interessi contrapposti che esprime la “dominant social force behind authority”.

      Spiegate ai popoli Arabi, che hanno l’unica colpa di avere le propria Patria che galleggia sul petrolio, chi ha inventato la Democrazia. (Sostantivo, per inciso, con tipica etimologia anglosassone). Magari poi spiegatelo ai Vietnamiti, agli Afghani o agli Africani.

      A chiacchiere un bel niente, ricordo che è il gruppo culturale a cui faccio riferimento, che da Lelio Basso a Gunnar e Alva Myrdal, ha fondato le Democrazie costituzionali moderne, europee, che hanno permesso il superamento di quelle “liberali”, ancora censitarie e classiste. Ricordo che è stato Myrdal a spiegare agli “americani” cosa sono i “diritti civili”, non viceversa: «There is no doubt that the overwhelming majority of white Americans desire that there be as few Negroes as possible in America. If the Negroes could be eliminated from America or greatly decreased in numbers, this would meet the whites’ approval—provided that it could be accomplished by means which are also approved. Correspondingly, an increase of the proportion of Negroes in the American population is commonly looked upon as undesirable. White prejudice and discrimination keep the Negro low in standards of living, health, education, manners and morals. This, in its turn, gives support to white prejudice. White prejudice and Negro standards thus mutually “cause” each othe» Brown v. Board of Education, per Francesco che è avvocato.

      2 – Non scherziamo: credo che un mondo “bipolare” porti a quello stallo che Myrdal descrisse come foriero di un “virtuoso processo di causazione circolare e cumulativa”.

      Il mio parere personale è che il governo USA, catturato dai poteri oligarchici che conoscete molto meglio di me, è il vero problema del pianeta: persegue la politica imperialista, colonialista e razzista di quello che fu l’Impero Britannico: penso che gli USA e gli UK dovrebbero dotarsi di una moderna carta costituzionale: ricordo che il “vincolo esterno” ci è stato imposto, insieme alla limitazione della nostra sovranità, con la violenza e “dall’esterno”: altro che “stragi di Stato”.

      Non è un caso che le forze oligarchiche abbiano avuto “via libera” con il cedimento prima e la dissoluzione dopo del gigante sovietico. O no?
      Conveniamo almeno su questo?

      3 e 4 – se ho un’ossessione non è sicuramente anti-europea (amo l’Europa e sono consapevole che gli USA hanno sempre e solo vissuto di luce riflessa…) ma, semmai, “anti-europeista”: perché?

      Perché ho scoperto (studiando…) che esistono tonnellate di documentazione scientifica che argomentano a favore di ciò che sostengo io/noi/Bagnai/Borghi/DeGrauwe/Stiglitz/Krugman/Sapir/Kaldor/Meade/Friedman/Caffè/Graziani/eTuttiColoroCheSiOccupanoDiMacroeconomiaPerProfessione che un’unione monetaria ci avrebbe portato in questa situazione.

      Si chiama “verità scientifica”, e si fonda sulla techné: quella con cui i tecnocrati si sono pappati i progressisti “sognatori”.

      Sono anch’io a favore (…e chi non lo è…) della costruzione di un ordine internazionale, ma che passi dalla Democrazia con cui si autodeterminano i Popoli: come faceva notare la Luxemburg (questa sconosciuta) un secolo fa, gli Stati nazionali non si formano “a caso”, e le Costituzioni democratiche non si applicano né a livello di quartiere o di circoscrizione né a livello macroregionale, continentale o ad catsum.

      Francia e Germania non sono il Quebec e l’Ontario: facciamo i seri.

      Il “fanatismo” è proprio degli ideologizzati, non sicuramente di sobri studiosi: io non sono contro “tout court” agli USE: ho scritto un articolo a riguardo proprio su questo blog.

      Non basta ripetere a memoria i grandi nomi della storia, bisognerebbe anche capire il loro pensiero e contestualizzarlo: mi gioco un caffè :o) che la stragrande maggioranza di quei nomi, se vivesse al giorno d’oggi, condividerebbe di più le mie/nostre posizioni che le “vostre” (europeiste senza se e senza ma).

      Non esiste il “sovranitarismo”: esiste la Costituzione che dona la Libertà ad un popolo che gran parte dei nomi che citate ha rischiato la vita o è morto per donarla ai posteri.

      5 – 1787: http://robertoviera1.wordpress.com/2013/05/29/on-the-free-trade-agreement-between-england-and-france-1786-version-2-1-2/

      6 – la bontà e l’apertura di ER è fuori discussione: non saremmo qua. Il differente approccio all’internazionalismo porta a sostenere scelte politiche che di fatto sono contrapposte.

      Su questo punto si è “bruciato” anche il M5S. (Lasciamo perdere i Barnard e i Salvini, per carità divina…).

      *** Proporre un’espansione della spesa pubblica senza tornar a far fluttuare le valute è di una gravità inaudita: ci porta dritto dritto al bacio della morte della Troika ***

      Per capirlo è necessario avere un minimo di confidenza con la Techné…

      Dire la verità non è “velleitario”, è un obbligo morale.

      Rimango sempre speranzoso che il messaggio che ho cercato di far passare, e che forse non è ancora arrivato, è che vogliamo la stessa, medesima, sacrosantissima cosa: differiscono le modalità e le tempistiche.

      Bagnai e Barra Caracciolo non fanno “proseliti”, fanno “divulgazione”: sono “tecnici” esperti delle rispettive materie e forniscono gli strumenti tecnico-culturali per l’ermeneutica dell’attuale contesto socio-economico e politico-giuridico: non sono “opinionisti” o politici: meglio litigare per inezie metodologiche e comportamentali che essere amorevolmente d’accordo su strafalcioni epistemici.

      Abbiate pazienza, cercate di capire, tira una certa, inquietante, sinistra aria da guerra mondiale.

      Con affetto.

      R.R.R.

      • Rodion scrive:

        p.s. parliamoci chiaro: il problema tra i progressisti non è il “federalismo”: sono i “federalisti”.

        Se Spinelli avesse avuto effettivamente quello spessore che gli viene unanimamente riconosciuto, e fosse ancora vivo, non mi stupirei se prendesse la “nostra” parte e, forse, metterebbe in discussione, alla luce dei fatti, alcune sue analisi.

        (Soprattutto penso che prenderebbe a pedate nel sedere la figlia.)

        • Caro Rodion, ti confesso che non è facile spossarmi, ma tu lo hai fatto. E quel che è peggio, lo hai fatto come al solito in modo brillante, ma anche pieno zeppo di paralogismi della ragione (come direbbe il fratello Gioele Magaldi). Ho poco tempo da dedicare alla puntuale ricognizione di tutti i tuoi sofismi argomentativi e mi dolgo del fatto che più uno ha un cervello talentuoso e brillante come il tuo, più corre il rischio, procedendo velocemente dove altri sarebbero più lenti e più dubitativi, di farsi del male da solo, schiantandosi contro un muro cieco di fuorvianti interpretazioni e scolastici dogmatismi del tipo “ipse dixit”.
          Vengo brevemente alla confutazione dei tuoi paralogismi.
          1)Chi ha mai detto che Clinton e Obama siano della stessa stoffa di Washington, Franklin, Roosevelt o dei fratelli Kennedy (Alexander Hamilton è un esempio scelto male, perché ai suoi tempi fu accusato di operare al servizio di interessi plutocratici sovranazionali e in danno del popolo sovrano…). Che c’entra con la nostra discussione? Ai poveri arabi, afghani, vietnamiti e africani dei ceti popolari e/o analfabeti e/o in condizione di estrema indigenza, prima di volergli spiegare qualcosa vorrei anzitutto portare vera istruzione, un minimo di benessere materiale, vera libertà, vera democrazia, vera laicità e vera giustizia sociale. Tutte cose negate non solo e non tanto a causa dei cattivoni oligarchici anglo-americani (che pure hanno le loro responsabilità in negativo, come altri britannici e statunitensi ne hanno in positivo), ma soprattutto in virtù di classi dirigenti autoctone egoiste, spietate, crudeli, infami e profondamente dispotiche, illiberali e anti-democratiche. Mi fa piacere che tu citi i massoni progressisti svedesi Gunnar e Alva Myrdal, entrambi keynesiani. Ma li citi a sproposito, perché essi, come il confratello Keynes, erano a favore di una sana e democratica integrazione politica europea, al contrario di te e dei tuoi sodali. Gunnar Myrdal aveva mille ragioni nello spiegare ad “alcuni americani” il dislivello tra la bontà dei loro principi costituzionali (quelli implementati sin dal 1787 e poi ribaditi con la Guerra di Secessione e l’entrata al Congresso statunitense dell’afroamericano Hiram Rhodes Revels nel 1870, infine magnificati dalla lezione dei Diritti Umani Universali patrocinati dalla statunitense Eleanor Roosevelt) e la coerente applicazione di essi a livello culturale, sociale e civile. Infatti, anche americani come John Fitzgerald Kennedy, Robert Kennedy, Arthur Schlesinger Jr., Martin Luther King, etc., avrebbero espresso analoghe e persino più incisive reprimende sia in ambito americano che mondiale…2) Racconti in modo grottescamente semplicistico ciò che è infinitamente più complesso. Dalla cultura anglo-americana, intrinsecamente massonica, sono venuti al genere umano contemporaneo sia i mali dell’oligarchia (appannaggio di tutti i popoli, prima della modernità, e ancor vigente presso qualsivoglia territorio extra-occidentale, anche in epoca post-moderna) sia i benefici della democrazia, della libertà, della laicità, dell’eguaglianza e del diritto alla felicità per tutti e per ciascuno. 3 e 4) Ma dove sta scritto e che significa che gli USA avrebbero sempre e soltanto vissuto di luce riflessa? Piuttosto, i padri fondatori e poi i migliori interpreti della tradizione progressista statunitense (non certo gli epigoni di certe correnti conservatrici e neo-aristocratiche) hanno propagato la loro luce sull’intero pianeta. E anche qui, mi riferisco ai rivoluzionari e costituenti del 1776-1787-1791, artefici della prima democrazia repubblicana al Mondo, mi riferisco agli anti-schiavisti ottocenteschi e a quei personaggi (ce ne furono tanti, come il massone James Roosevelt, padre di FD Roosevelt, che combattè per l’indipendenza italiana accanto a Garibaldi) che portarono il proprio contributo alla causa democratica e libertaria sia in patria che all’estero, mi riferisco a campioni di democrazia, diritti umani e giustizia sociale come John Dewey, FD Roosevelt, Gerard Swope, Eleanor Roosevelt, George Marshall, Edward R. Murrow, George Gallup, Arthur Schlesinger Jr., JfK, RFK, ML King, etc, John Kenneth Galbraith, e tantissimi altri ed altre che per brevità evito di menzionare. Grazie al cavolo che una unione europea solo monetaria ed economicistica ci ha portato al disastro. Dalle nostre parti lo diciamo da molto prima che tu apparissi su questo Blog come “Rodion”. E allora? Secondo noi, per rimediare a questo errore ci vogliono gli Stati Uniti d’Europa rigorosamente democratici, secondo te/voi invece il ritorno alla lira e ad un orizzonte nazionalistico. Anche questo ce lo siamo detto mille volte, quindi passiamo oltre. Parlare di un Ordine internazionale “democratico” e poi menzionare la Rosa Luxemburg che tutto era tranne che democratica (piuttosto una comunista marxiana anche alquanto arrabbiata), dimostra tutta la confusione che regna presso la tua pur brillante mente. Le nostre posizioni non sono europeiste senza se e senza ma: al contrario sono vincolate precisamente alla costituzione di Stati Uniti d’Europa. Tutto il resto non ci interessa. E certo ci disgusta l’attuale UE matrigna e infame. Quanto ai caffé che vorresti scommettere, che senso ha fare una scommessa di cui non si può conoscere l’esito concreto? Perché i defunti non possono tornare dall’oltretomba e dirti (come probabilmente ti direbbero): “vai in malora tu con i tuoi russi e i tuoi arabi, che noi ci teniamo stretto il sogno democratico di matrice euro-atlantica…”. Davvero pensi di conoscere meglio di me/meglio di noi il pensiero dei “grandi nomi della storia” sin qui evocati? Non ti stai allargando un po’ troppo, non pecchi un tantino di presunzione infondata, visti anche i tanti paralogismi di cui sei artefice? 5) Metti un link al solito pezzo rozzo, mistificatorio, indigesto e fuorviante, che nemmeno ho voglia di commentare, perchè se queste sono le tue fonti, mi/ci fai cadere le braccia…6) La pretesa “scolastica e chiericale” di superiorità della “Techné” la rifiuto per principio. I tecnici dell’economia e del diritto hanno sbagliato analisi, sintesi e previsioni a bizzeffe nel corso del tempo: dunque si tacciano e ridiano la parola alla “POLITICA” in senso alto, contentandosi di fornire con sobrietà e moderazione qualche suggestione, ma senza pretese né sciamaniche, né profetiche, né da scienziati positivisti che invitano al culto dei propri dogmi. Bagnai e Barra fanno sia divulgazione che proselitismo e si comportano talora come i capi di una setta invece che come degli intellettuali laici e dialogici. Un ultimo punto, relativo al post dove parli dei calci che Altiero Spinelli darebbe a sua figlia Barbara. Costei non è perfetta (ma nemmeno da buttar via) e certamente non è all’altezza di suo padre, fratello massone progressista e radicalmente democratico come pochi altri. Ma se Spinelli Senior fosse ancora vivo, altrettanto indubbiamente non starebbe dalla tua/vostra parte, ma immancabilmente da quella di coloro che propugnano ora e sempre “Stati Uniti d’Europa”. E, te lo dico con quell’affetto e quella simpatia goliardica che nonostante le divergenze anima le nostre conversazioni, sicuramente prenderebbe “a pedate nel sedere” te/voi e non la sua amata figlia Barbara. Buona notte, caro Rodion e soprattutto buon risveglio, al lume della ragione e di sillogismi meno difettosi…
          Fra’ Cazzo da Velletri

          • Rodion scrive:

            Per ora ti appunto solamente che difendere le eterogeneità economiche e culturali presuppone l’integrazione.

            Ho già scritto relativamente alle “membrane” sociali: quindi conservare gli “organi” nazionali rifiutando un processo forzoso verso un’entità superstatale è semplice buon senso.

            Quindi un Europeo non europeista è per una graduale integrazione dei popoli europei: è consapevole del non sense economico e culturale di un superstato e non ne capisce neanche la necessità: ha studiato la Storia del pensiero economico è sa che l’associazione Stati-nazionali=Guerra ha radici nel pensiero reazionario ottocentesco di cui la scuola austriaca di Menger è apologeta.

            Myrdal, come qualsiasi economista progressista di quel tempo, vedeva bene l’integrazione dei mercati come bacino di Domanda in caso di shock esterno: un’altra cosa sono lo SME e poi l’euro come presupposto degli USE.

            Non diciamo sciocchezze: non esiste letteratura scientifica in favore degli USE: è stato un progetto meramente politico. (Tra l’altro strumentale a quello paneuropeo et similia…).

            Aggiungo poi che non propugno la “superiorità” della “techné”, anzi… È unanime che in Occidente si accetti la sua (faticosissima) necessaria presenza come bagaglio culturale: semplicemente, senza di essa, non potremmo neanche dibattere da remoto.

            Per finire non ho capito cosa ti ha turbato del link: ne ho preso uno a caso che si riferisse all’agreement anglo-francese entrato in vigore nel 1787: assolutamente in tema (angloamerican, liberalism and UE/TTIP…) e fornito per chiarezza sulla data.

            p.s. furono gli Inglesi a capire per primi, tramite quel genio di Smith, che prima di usare la “costosa” Marina Reale si poteva utilizzare il “libero scambio”… The Bad Samaritans, Chang

            • Gianluca scrive:

              Davvero, non capisco come si possa pensare agli USE, senza conoscere la techné. Costruiamo un edificio di 100 piani, machissenefrega delle leggi della fisica (leggi capitalistiche), chissenefrega se metà dell’edificio poggia su sabbie mobili perché non vogliamo prima “bonificare” le paludi, ideologiche e non solo. In quell’edificio ci sono 300 milioni di persone e rischiano la vita? Pazienza… ma vuoi mettere chiamarsi cittadino dell’impero europeo?…

            • Gianluca scrive:

              Oltretutto veniamo da 150 anni di unione disastrosa, con un sud saccheggiato, depresso e lasciato morire nel crimine e nell’assistenzialismo… ma va bene così? Questo non è “amore” per il proprio paese e nemmeno per l’europa. È fanatismo ideologico che non tiene conto delle conseguenze, o le sottostima. Abbiamo ancora tantissimo da fare, per far diventare l’Italia, un paese migliore, e ho l’impressione che ai popoli sud europei, gli spetta un futuro da sud italia, di emigrazione, clientelismo e povertà diffusa.

      • Gianluca scrive:

        È sempre un piacere leggere Toscano e Rodion, che secondo me completa con 1 po’ di realismo pragmatico la lettura dell’attualità politica.

        Io continuo a non capire come possano i sognatori italiani “venderci” l’imposizione di un modello progressista democratico ad un altro popolo come quello tedesco.
        Sono dell’idea che bisogna ripartire dalla nostra costituzione, e se vogliamo unirci ad altri popoli (ma la moneta unica non ce l’ha prescritta il medico…), lo si deve fare mettendo alla base ideali costituenti fortemente progressisti e perché no, prendendo il meglio di quello che è già stato inserito nella nostra di carta.
        A corredo di questo, disegnare strumenti di ri-equilibrio interni, che impattino meno possibile il benessere minimo garantito per le fasce più deboli della società. Insomma, l’esatto contrario di quello che attualmente viene predicato dai tedeschi e non solo, dove gli squilibri interni vengono corretti a colpi di deflazione, austerità e precarizzazione del lavoro.

        Ormai sentir parlare, ancora, nel 2014, di un unione europea progressista, mi suscita un misto di sensazioni tra ilarità, ira e orrore. Basta saper leggere un pochino, per capire come l’élite tedesca sia ossessionata da un modello che è in anti-tesi a quello egualitario, socialista e progressista.
        Vogliamo fare la rivoluzione europea? Cominciate a prendere le armi, politiche o vere che siano, e andate a “Berlino”. Io non vi seguirò, ho troppo rispetto per la libertà dei popoli e poca voglia di imporre la mia visione ad altri. Sarà già tanto riuscire a reintrodurla in questo fazzoletto di terra chiamato “Italia”…
        Esistono ancora enormi differenze culturali, che possono essere spazzate via solo da un tiranno (modello attuale), da un guerra europea, o da centinaia di anni di lavoro, lento, politico e culturale, senza eccessive fughe in avanti.
        Io sono per quest’ultima ipotesi. Voglio convincere i tedeschi, i francesi, etc in modo pacifico, ma non per questo morire attendendo la loro “conversione”… come ci chiedono gli “euristi”.
        Un europa delle differenze non mi fa paura.

        Spero di non avervi infastidito troppo con il mio stile 1 po’ caotico.

    7. Per Rodion: Tra i tanti nomi di statunitensi benemeriti per la causa della democrazia sostanziale, della libertà sostanziale e della eguaglianza sostanziale delle opportunità che ho dovuto omettere per brevità ed esigenze di sintesi, non posso tuttavia non menzionare uno dei più importanti: quel massone progressista John Rawls (1921-2002) che ha elaborato le formulazioni più alte, nobili e originali di una teoria della giustizia sociale adeguata al mondo contemporaneo.
      Ri-buona notte.
      Fra’ Cazzo da Velletri

      • Rodion scrive:

        Il fatto che citi con massima, assolutamente condivisibile, importanza Rawls, evidenzia proprio che non è la “Weltanschauung” che ci porta a sintesi politiche diverse: ciò che ci divide, e per cui sarebbe necessario confrontarsi, è la “Techné”.

        Da qui il mio invito a confrontarsi con divulgatori con spessore “tecnico” e unanimamente conosciuti per essere “liberi” dal “potere” anche se, magari, non dalle “passioni”… :o)

        Buona serata.

        p.s. Quando Kelergi propose l’attuale ordine europeo/mondiale alle élite anglosassoni ed europee, non mancò di farsi fare una “consulenzina” a von Mises…. per questo esiste una tecnocrazia: i progressisti si son fatti rifilare la sòla ideologica in cambio della techné e dell’episteme: l’anima dell’illuminismo liberale… venduta a Belzebù. :o)

        • marcobaldi scrive:

          Sarebbe interessante uno scambio di idee sul concetto di protezionismo tra Rodion e Fra cazzaro da Velletri.
          Sono certo si capirebbero molte cose. E soprattutto chi sta con chi.

          Non è che il fanatico atlantista (che ha una visione della storia un po’ fumettistica e un tantinello manichea) Fra cazzaro ritiene che il protezionismo sia “il male assoluto” e Rodion un INDISPENSABILE (nella misura strettamente necessaria) strumento per EQUILIBRARE gli scambi internazionali e renderli SOSTENIBILI e VERAMENTE fonte di crescita del benessere DI TUTTE LE PARTI?

          • marcobaldi scrive:

            ps: Gli “europeisti” sono contrari a priori, ideologicamente, al concetto di protezionismo, per definizione a livello di scambi tra le nazioni europee, e, in molti casi (per non dire tutti) a livello globale.

          • Caro Pitecantropo decerebrato di un Marcobaldi, ho pochissimo tempo da dedicarti. E la mia risposta sarà secca, tagliente e concisa, senza aderire a nuovi, interminabili e infecondi sbrodolamenti sul tema, con il torrenziale e sofistico Rodion. Protezionismo? No, grazie. Protezionismo, Nazionalismo, Imperialismo nazionalistico e Mercantilismo vanno a braccetto. Abbiamo già dato, a suo tempo, con la putrida stagione dell’Imperialismo tardo ottocentesco e primo novecentesco, che ha poi condotto a due Guerre mondiali. Non ti è bastato, Pitecantropo dei miei stivali? Inoltre, tante volte non lo sapessi, se una critica va fatta agli USA e ad altri paesi occidentali riguarda proprio il fatto che, pur propugnando ufficialmente la libertà dei mercati e degli scambi, in realtà mettono in atto palesi e/o occulte pratiche protezioniste. E la Germania merkeliana è la quintessenza del Neo-Mercantilismo. In sintesi, Noi progressisti (tu non sei niente, al massimo puoi essere definito il “classico scemo del villaggio globale”, che parla a vanvera e senza alcuna profondità storico-ermeneutica di concetti rimasticati in rosticceria…) vogliamo invece universale liberoscambismo e libera economia di mercato, salvo che in alcuni territori sottosviluppati la comunità internazionale decida di “proteggere” per un certo periodo la crescita industriale e commerciale di un certo popolo, impreparato all’urto della globalizzazione delle merci e dei capitali. Naturalmente, essendo progressisti, democratici e socialisti, oltre che liberali, non ci basta la globalizzazione delle merci e dei capitali, ma vogliamo anche quella dei diritti politici, civili, economici, sindacali, di giustizia sociale etc. E vogliamo entità pubbliche, democraticamente legittimate e rooseveltian-keynesiane (cioè sapientemente interventiste) sul piano economico quando occorra, sovraordinate a qualunque tecnocrazia e/o interesse oligarchico privato. Vogliamo la sovranità monetaria dei popoli e degli stati che li rappresentano e non l’autonomia mefitica, de facto privatistica, e in mala fede, delle Banche centrali. Tutto chiaro, “MacacoBaldi” che non sei altro? O ancora non hai capito che se una nazione fa il protezionismo a casa sua con le merci altrui, altre nazioni faranno lo stesso con le merci proprie in danno della prima nazione, e quanto una comunità nazionale guadagnerà proteggendo le sue industrie e le sue merci, altrettanto perderà vedendo limitare le sue esportazioni presso altri paesi che “si proteggano” nella stessa misura. Di qui le liti internazionali e poi di nuovo guerre feroci per guadagnarsi i mercati chiusi e “protetti”. Piuttosto, facciamo in modo che la Globalizzazione attuale (iniqua e predatoria in alcuni suoi funzionamenti) sia corretta avendo riguardo alla tutela di certi territori sottosviluppati ed evitando la perdita di ricchezze industriali e artigianali particolarmente pregiate ma a rischio di contrazione per una concorrenza sleale e non ben regolata a livello globale. Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

            • marcobaldi scrive:

              E’ chiarissimo da parte stà (DAVVERO), Fra cazzaro.
              Grazie del chiarimento ad uso dei suoi lettori.

              • marcobaldi scrive:

                errata corrige:
                E’ chiarissmo da CHE parte stà.

              • Si, bravo! Infatti è chiarissimo da che parte stia io. E da che parte dovrei stare? Da quella dei nazionalisti fascistoidi, mercantilisti e protezionisti come TE, Macaco che non sei altro? Ti dirò di più: di dialogare con australopitechi di così bassa caratura come TE ne ho piene le palle. Vai a passare il tempo dinanzi alle slot-machines, al bingo o presso qualche circolo sgarrupato di sfaccendati: li troverai interlocutori alla tua bassezza, che non hanno niente di meglio da fare. Fra’ Cazzo da Velletri

            • marcobaldi scrive:

              e del “TTIP” che ne pensa?

              ps: Dalla sua risposta trasuda solo un altro elemento che la unisce alle elite (e aspiranti ad entrare in essa) che hanno in profondo disprezzo il popolo -o come forse dite tra voi “illuminati”- “la plebaglia europea” che “non sa cosa vuole”.

              • marcobaldi scrive:

                Cerco di uscire da sterile polemiche e personalismi e di dare un contributo costruttivo al dibattito sottoponendo all’ attenzione di Fra cazzaro, questo -comunque la si pensi- interessante articolo; un vero e proprio atto di difesa del tanto vituperato protezionismo (MOLTO BEN ARGOMENTATO):

                http://vocidallestero.blogspot.it/2014/08/sapir-i-limiti-della-concorrenza.html

                frase chiave:
                “bisogna sacrificare l’ equilibrio o sacrificare la concorrenza”*

                *la concorrenza e il libero-scambismo sono parenti molto stretti (solo chi è fortemente ideologizzato può negarlo)

                Sarei davvero interessato ad una critica sul merito.
                Anticipatamente grazie per la risposta (dopo aver letto l’ articolo linkato, però)

              • Caro Marcobaldi, leggerò/leggeremo l’articolo linkato, ma nemmeno puoi pensare che io ed altri stiamo qui “sequestrati” a concionare tutto il giorno con te e altri della tua stoffa, che non siete neanche dei nemici (mentre fuori, nel Mondo “vero”, ci sono molti avversari temibili da sconfiggere, anche a vostro inconsapevole beneficio…), ma solo delle povere anime perturbate e confuse che anelano alla luce. Se vi impegnerete a scrollarvi di dosso un mucchio di insipienti e fuorvianti “credenze” e se vi disporrete ad accogliere in voi qualche nozione più solida e verace su come funziona il Mondo in cui vivete e su come siete manipolati anche quando credete di ribellarvi alla manipolazioni altrui, vedrai che un po’ di luce si farà strada anche nel tuo intelletto non troppo dotato. Ad maiora. Fra’ Cazzo da Velletri

              • Aggiungo che io non sono affatto un estimatore del “liberoscambismo” asimmetrico attualmente vigente nell’ecumene globalizzata. Il libero scambio che io/noi propugniamo deve essere “corretto” e “regolato” da una serie di misure volte a tutelare tutta una serie di territori non ancora maturi per una concorrenza su un piano di parità con determinati players globali. Dopo aver avuto accesso al link poc’anzi, credo peraltro di aver già letto quel testo. E posso dire che contiene alcune critiche e suggestioni condivisibili, altre meno. Ma non è questo il punto. Rifiuto per principio, in questa sede, una discussione scientifico-accademica su un articolo che si presenta con pretese “scolastico-tecnicistiche”. Secondo me/noi, come abbiamo detto e ripeteremo ad oltranza, non sono i tecnici dell’economia a dover decidere quale sistema sia il migliore, bensi il Popolo Sovrano e i suoi rappresentanti politici pro-tempore, beninteso dopo aver consultato (come sobri esperti, non come indovini, sciamani o guru) anche degli economisti di diversi orientamenti. E siccome la mia/nostra weltanschauung si è nutrita negli anni di molti studi e letture anche economicistiche, posso ribadire che la mia sintesi è la seguente. Non è mai esistito, sin qui, un sistema economico migliore del Capitalismo liberoscambista nel procacciare benessere generalizzato per la maggior parte di esseri umani (a tal riguardo, hanno fallito miseramente tutti i sistemi pre o anti-capitalisti, dall’economia feudale al mercantilismo protezionista, dal corporativismo fascista o fascistoide al comunismo e così via). D’altra parte, c’è capitalismo e capitalismo. Altra cosa è il neoliberismo liberoscambista che imperversa attualmente nel Mondo globalizzato (e verso quello le critiche di Sapir hanno tutta la mia condivisione e solidarietà), altra ancora un modello di libera economia di mercato dove l’accesso al capitale sia garantito ai molti e non ai pochi, dove talora si intervenga con iniziative “a protezione” di sistemi economici sottosviluppati, sottraendoli ad una globalizzazione forzata e strupratice, dove i poteri pubblici abbiano sempre la facoltà di correggere e integrare le molte imperfezioni del “mercato”, e dove tutti e ciascuno abbiano diritto alla “piena occupazione” dignitosamente retribuita. Amen, per ora. Fra’ Cazzo da Velletri

            • marcobaldi scrive:

              Mi scusi, Fra cazzo, ma come si pensa di “correggere” e “regolamentare” il liberoscambismo (rendendolo sostenibile) senza utizzare un po’ di SANO (un po’, quanto serve, quanto basta) protezionismo?

              Pensiamo di farlo senza meccanismi di dazi e/o flessibilità della moneta? Senza controlli dei capitali da parte di istituzioni degli Stati-nazionali , ecc. ecc. ecc.?
              per favore; siamo realisti!

              O pensiamo di realizzare questa correzione per mezzo di una elite sovranazionale più o meno illuminata (ricorda molto l’ idea che avevano nella federazione sovietica…)?

              *************************

              Del TTIP che ne dite?
              Credo che i vostri lettori siano molto interessati ad una vostra opinione in merito.

              • Caro Marcobaldi, sul modo di regolare il liberoscambismo, ho già risposto: in un diverso quadro politico-istituzionale globale (globalizzazione della democrazia, dei diritti politici e civili ma anche sindacali, con l’universalizzazione della piena occupazione e del diritto di tutti e ciascuno ad una dignitosa retribuzione), in un contesto di attenzione sovranazionale ai diversi gradi di sviluppo di differenti territori, possono anche essere adottate misure temporanee e chirurgiche di “protezionismo ad hoc” (pacifici e condivisi multilateralmente), ma solo in tutela di paesi e industrie sottosviluppate di cui si intenda favorire l’opportuna crescita al riparo di concorrenze asimmetriche. Del TTIP diciamo che, nel contesto della globalizzazione attuale, non ci convince affatto. In un altro contesto e con altre modalità di confezione, saremmo senz’altro favorevoli. Ma bisogna prima costruirlo, quell’ “altro contesto” di globalizzazione democratica sostanziale cui mi riferisco. Buona serata. Fra’ Cazzo da Velletri

              • Giacomo Bracci scrive:

                Nel cogliere l’occasione per ringraziare tutti degli interessantissimi spunti provenienti da questo dibattito, mi inserisco sul tema del protezionismo portando alla vostra attenzione una concisa riflessione.

                E se il modo migliore di controllare i capitali fosse l’eliminazione della scarsità dei capitali stessi? Probabilmente in questo modo i cosiddetti “capitali” (che poi sono persone fisiche e precise organizzazioni) non sarebbero più strettamente necessari allo sviluppo economico di un Paese.
                Sarebbe piuttosto lo sviluppo economico del Paese stesso, promosso eventualmente da altre entità (intervento pubblico?), ad essere strettamente necessario allo sviluppo dei “capitali”.

    8. Cari/ e , ho gradito l’esposizione di Rosario a riguardo della SOVRANITA’ COMUNALE, giacché uno dei paletti della associazione E.R. è glocal e, di fatto, si deve altresì dare il contenuto a glocal. Il contenuto è il Comune d’appartenenza e creato ciò introdurlo nel contesto del nuovo Stato in visione europeista. Voglio dire, siamo tra persone istruite, appassionate di politica, di socialismo liberale, facciamo del nostro limitato sapere un trampolino di lancio, affinché ( ed è inevitabile) l’associazione abbia una chiara visione politica-amministrativa della nuova europa a venire. Se il nemico è il Venerabile Mario Draghi e la sua Europa, come intendiamo la nostra Europa, affinché i popoli europei ci comprendono e ci diano fiducia. Il nostro futuro, la nostra speranza è la Cultura, Cultura, Cultura.
      L’avvenire è nostra affare; Denis de Rougemont.

    9. Cari/e, adoro la visione politica/amministrativa del progetto GLOCAL.

      Sovranità Comunale; massima espressione delle problematiche territoriale riferite alla gestione del territorio e/o – occupazionale; contenitore del progetto Associazione Eleanor Roosevelt.

      Sovranità Europea; panacea della democrazia sia diretta sia rappresentativa.

      Detto ciò; cosa ce ne facciamo del potere intermedio dello Stato-nazione.
      Lo Stato- Nazione; si evolve in Regione che delega le leggi Europee in una visione del determinato territorio.
      Lunga vita!

      • Gianluca scrive:

        Aboliamo lo stato nazione, senza avere una carta costituzionale che garantisca pieni diritti e welfare europeo, senza poter imporre meccanismi di riequilibrio nazionale che non siano sulle spalle dei più deboli?
        Altro che salto nel vuoto, è omicidio di massa.

    10. Spartaco scrive:

      Caro Fra’ cazzo da Velletri ti ringrazio per esserti preoccupato del fatto che mi sono dato dello stronzo ma trovo che periodicamente sia salutare fare esperienze come quella del navigatore solitario. Aiuta a sentirsi stronzi per come ci lasciamo condizionare dalla società e dalle sue sovrastrutture.
      Mussolini e Mazzini non gli ho accumunati io ma Giovan Maria Catalan Belmonte e comunque concordo sul tuo giudizio storico su entrambi i personaggi. Anche se sarebbe bene precisare che senza la massoneria Mussolini non sarebbe andato al potere.
      Le stronzate che ho detto sul capitalismo, come tu saprai, iniziano in parecchi a condividerle (da quelli di occupy wall street ai nostri grillini) e sarebbe quindi opportuno rispettare queste idee se si vogliono creare delle associazioni che si battono per la sovranità popolare. Il New Deal ha sicuramente rappresentato la più alta forma di giustizia sociale della storia e Roosevelt è stato uno dei migliori presidenti americani, ma proprio durante la sua presidenza più di un gruppo finanziario riuscì a sostenere l’ascesa del nazismo. Non sarebbe il caso, quando si parla di new deal, di prendere in considerazione dei correttivi che limitino la concentrazione di ricchezza e il loro utilizzo?
      Affezionatissimo Spartaco

      • Caro Spartaco, certo che alcuni massoni crearono in vitro Mussonini e il fascismo e li imposero in Italia e in moltre altre lande europee ed extra-europee, ma si trattava di massoni reazionari, conservatori e oligarchici. Fra di loro,un Winston Churchill che più tardi ebbe a pentirsi e a riscattarsi dei suoi errori pregressi e che collaborò con FD Roosevelt e le migliori avanguardie massoniche progressiste per sconfiggerlo, il nazi-fascismo. Prima di Occupy Wall Street e dei grillini (ma di quali grillini parli, visto che Grillo, Casaleggio e diversi loro seguaci ortodossi con il capitalismo ci vanno a nozze: Casaleggio persino con quello più becero e neoliberista, pensa un po’…) anche i comunisti di tutto l’orbe terracqueo hanno demonizzato la libera economia di mercato. Risultato? Ci troviamo ex comunisti (italiani e non) che prima criticavano Keynes e Roosevelt da sinistra (si fa per dire) e ora lo disdegnano da destra. Due bei personaggi di questo tipo sono i massoni neo-aristocratici Giorgio Napolitano e Pier Carlo Padoan, entrambi allevati nel PCI e alle “luminose” dottrine anti-capitaliste del Marxismo…Guarda ora dove sono finiti…Quanto a Occupy Wall Street e ai grillini, comunque, si tratta di fenomeni transeunti e contingenti che, per la loro eterogeneità e fragilità intrinseca, non lasceranno un grande segno concreto nella Storia. Come che sia, a tutti gli anti-capitalisti vorrei chiedere: qual’è il modello socio-economico da voi proposto? Non mi si risponda l’economia curtense e feudale, quella mercantilista e protezionista dell’epoca imperialista (passata e presente, visto che anche i governi degli ultimi anni di Germania, USA, Cina, etc., spesso hanno fatto uso sia del protezionismo che del mercantilismo, in barba ai peana in nome del libero mercato e del libero scambio) oppure quella fascio-corporativa o peggio ancora di matrice comunista, perché altrimenti mi metto a sghignazzare e a compatire tutti coloro che, volendo passare dal neoliberismo vigente ad uno di questi sistemi, non sappiano di cadere dalla padella nella brace…e che brace! Sul sostegno di massoni anglo-americani reazionari al fascismo e al nazismo, ne abbiamo sempre parlato noi dell’area di GOD. Qual’è la novità? Molti di essi, peraltro, si riunirono nell’ “American First Committee”, contrario all’intervento militare americano contro Hitler e Mussolini e acerrimo nemico dell’amministrazione Roosevelt. Ma gente come FD Roosevelt, G. Marshall, B. Baruch (finanziere filantropo e illuminato come pochi), G. Swope, etc., fece un solo boccone dei simpatizzanti a stelle e strisce delle camicie brune e nere, e restituì all’Europa e al Mondo la possibilità della democrazia e della libertà. Che non soni mai, bada bene, una conquista definitiva e sicura. Hai ragione quando invochi dei correttivi che limitino la concentrazione di ricchezze. Mi permetterei di suggerire, tuttavia, che tali correttivi (anti-monopolistici e anti-oligopolistici) non si tramutino in espropriazione statale di ricchezza privata legittimamente guadagnata, che è cosa sbagliata al pari dell’espropriazione privatistica di risorse e ricchezze collettive, problema su cui si è soffermato a lungo il massone socialista Jean Ziegler. Buona notte. Fra’ Cazzo da Velletri

        • Spartaco scrive:

          Sono sempre stato convinto che la proprietà privata sia sacra ( lo possono testimoniare i miei due coglioni che iniziano a roteare ogni volta che devo pagare una tassa sulla proprietà) ma non per questo considero giusto che se un cittadino riesce ad accumulare miliardi poi possa utilizzarli senza rendere conto alla collettività. Possedere una pistola nel cassetto è giusto, possedere una bomba atomica nel giardino rappresenta una minaccia per la società; cosi come possedere una bella villa con un conto in banca di due milioni di euro guadagnati onestamente è giusto, possedere 10 miliardi in banca ed avere idee nazistoidi rappresenta una minaccia per la società. La seconda guerra mondiale con le sue 70 milioni di vittime, leggendo dai libri di storia, sembra sia stata causata solo da improvvise voglie di nazionalismo. Forse è il caso di analizzare il perché e il come queste voglie esplosero. Spero che nei libri di Magaldi, che acquisterò sicuramente, questi aspetti meno nobili del capitalismo vengano trattati.
          Alla domanda :qual’è il modello socio-economico proposto dagli anti-capitalisti?
          ti rispondo che keynesismo con correttivi che limitino la concentrazione di ricchezze già rappresenterebbe un’ottima partenza. Se poi vogliamo esagerare e partire a bomba, farei anche qualche nazionalizzazione ed eliminerei tutti i contanti per limitare evasione, corruzione, riciclaggio, peculato, gruppi di pressione, e per evitare soprattutto che si finanzino attività ritenute negative dalla collettività. Comunque non credo si possibile programmare nel dettaglio una terza via in quanto le variabili sono molte e imprevedibili per un modello socio-economico nuovo. Quello che serve è il coraggio di cambiare, poi i correttivi, come in tutte le attività, avverranno con il tempo, l’importante che a decidere sia sempre il popolo.
          Affezionatissimo Spartaco

          • Rosario scrive:

            Caro Spartaco, mi verrebbe da fare due osservazioni al tuo intervento:

            1- Quando scrivi:

            “eliminerei tutti i contanti per limitare evasione, corruzione, riciclaggio, peculato, gruppi di pressione, e per evitare soprattutto che si finanzino attività ritenute negative dalla collettività”.

            Attenzione, perché in questo modo si rischia di favorire soltanto le banche (se elimini i contanti) e rischieremmo di vivere in uno stato di polizia fiscale…Io credo che uno dei primi metodi per combattere l’evasione sia abbassare le tasse, tanto per fare un esempio.

            2- Invece, sul punto che ritengo più importante, quando scrivi:

            “Alla domanda :qual’è il modello socio-economico proposto dagli anti-capitalisti?
            ti rispondo che keynesismo con correttivi che limitino la concentrazione di ricchezze già rappresenterebbe un’ottima partenza”

            ..ti consiglio di leggere “La coscienza di un liberal” di Krugman, poiché spiega proprio questo fatto: cioè, che grazie a una politica economica keynesiana, negli Stati Uniti si riuscì a ridurre lo “spread” tra le classi benestanti e quelle indigenti (l’analisi si potrebbe allargare all’Europa, almeno fino agli anni 70). Questo comportò una significativa riduzione della concentrazione delle ricchezze, come tu auspichi, visto che la classe operaia potè permettersi uno stile di vita nettamente migliore rispetto alla generazione precedente. A tal proposito, Krugman parla di “middle class society”, poichè l’effetto sortito fu quello di un “livellamento” sociale, che garantì un periodo di benessere generalizzato.

            • Spartaco scrive:

              Caro Rosario rispondo alle tue osservazioni:
              1) Certo che si favorirebbero le banche, ma se le banche fossero pubbliche dove sarebbe il problema? Se in uno Stato la sovranità fosse del popolo, con una vera democrazia rappresentativa o con una democrazia diretta, ti darebbe fastidio se lo Stato ti controllasse con polizia e servizi segreti? A me no.
              2) Cero che “grazie ad una politica economica keynesiana, negli Stati Uniti si riuscì a ridurre lo “spread” tra le classi benestanti e quelle indigenti” ma proprio in pieno New Deal però, fra le classi benestanti alcuni, un po’ troppo benestanti e liberi di spendere goliardicamente i propri soldini, all’insaputa del Presidente, finanziarono un tipo un po’ troppo fumantino residente nella patria della Merkel. Sono sufficienti 70 milioni di morti per riconoscere che nel capitalismo (anche con politiche keynesiane) se non si mettono dei correttivi qualche problemino sorge? O la proprietà privata è un DOGMA che non si può neanche regolamentare? Per duemila anni le società segrete hanno combattuto i dogmi della chiesa e adesso iniziamo con i dogmi dell’economia? I progressisti dovrebbero progredire, cioè prendere il meglio del passato, migliorarlo e riproporlo. Se facciamo copia/incolla con la storia non se ne esce.
              Se nell’esoterismo la magia è l’arte di manipolare ed illudere le persone il Capitalismo (senza regole) è la più grande magia dopo quella Cattolica e comunista. Tutti i plebei sono illusi di potersi arricchire ed avere successo e, competendo per prevalere sugli altri, fanno il gioco di chi sa come sfruttare il sistema. Eppure anche in Italia il nostro maghetto ce l’abbiamo avuto. Berlusconi si è arricchito sfruttando determinati circoli e poi ha fatto la magia: ha trasformato gli Italiani in un popolo di consumatori e gli ha convinti che, avendo più soldi di tutti, era lui il migliore.

              Pace e Amore a tutti, anche a Rodion ….se solo capissi che cazzo scrive….in senso affettuoso

              • Caro Spartaco, ci sono molti spunti buoni nei tuoi ragionamenti, ma ti fa molto e grave difetto l’assenza di correttivi “liberali” alle tue istanze “socialiste”.
                Eppure, la vera democrazia si regge su un delicato equilibrio di eguaglianza e libertà. Inorridisco al pensiero di società da te vagheggiato quando scrivi:

                “Certo che si favorirebbero le banche, ma se le banche fossero pubbliche dove sarebbe il problema? Se in uno Stato la sovranità fosse del popolo, con una vera democrazia rappresentativa o con una democrazia diretta, ti darebbe fastidio se lo Stato ti controllasse con polizia e servizi segreti? A me no.”

                In nessuna società veramente aperta, libera e democratica il controllo di polizia e servizi segreti può realizzarsi nei termini che tu vorresti concedere. Parimenti, in nessuna società autenticamente aperta, libera e democratica tutte le banche possono essere nazionalizzate e la proprietà privata subire le limitazioni che tu proponi.
                Bisogna chiarirsi. La democrazia liberale e sociale non è la stessa cosa delle defunte democrazie popolari dell’Est Europa, dove la parola “democrazia” suonava come una tragica presa per il culo e servizi segreti e polizie politiche, IN NOME DEL POPOLO, soffocavano la libertà di cittadini trattati come sudditi.
                In fondo, questo tuo discorso somiglia al radicalismo degli anti-europeisti a prescindere. In un Mondo dominato da una teologia dogmatica mercatista e neoliberista e in una Europa egemonizzata da istanze oligarchiche e tecnocratiche, gli anti-europeisti arrabbiati vagheggiano tabule rase palingenetiche che sono impossibili da realizzare, mentre tu corri dietro a incubi statalistici molto simili al socialismo reale e/o agli eccessi di nazionalizzazioni che condussero alla rovina anche il fratello massone (pur animato da buoni propositi) Salvador Allende. Agli uni e agli altri (a te e agli anti-europeisti a prescindere) non vi viene in mente che, per realizzare un’Europa più prospera ed equa, basterebbe fondarla su istituti autentici di democrazia sostanziale. Non vi viene in mente che, per avere piena occupazione, giustizia sociale massima, uguaglianza concretissima delle opportunità, mobilità sociale, non serve nazionalizzare banche e attività produttive, oppure mettere limiti alla ricchezza privata. Basta piuttosto che accanto alle banche private vi siano banche centrali controllate dalla mano pubblica e qualche istituto finanziario a partecipazione statale che eroghi credito a settori strategici o in crisi di credito privato. Bastano politiche di massicci investimenti in grandi, medie e piccole infrastrutture, riqualificazioni ambientali e paesaggistiche, per ridare slancio per decenni al settore privato e a quello pubblico, cosi come alla qualità dei servizi erogati alla collettività. Basta abolire monopoli e oligopoli, basta porre fine all’isteria mistificatoria sui conti pubblici, basta riaffermare senza ambiguità la sovranità pubblica delle valute, in barba ad ogni gestione privatistica dell’emissione di moneta. Tutto ciò, senza nazionalizzare oltre lo strettissimo necessario, senza demonizzare la ricchezza e i consumi (viva i consumi, abbasso la decrescita sia felice che infelice…) e lasciando invece sussistere quella imprescindibile dialettica tra Stato e società civile/libera iniziativa privata che sola garantisce un vero mix di uguaglianza, libertà, fraternità e giustizia sociale, come ben aveva capito nella sua maturità anche il massone socialista-anarcoide Pierre-Joseph Proudhon. Il quale, dopo aver scritto in gioventù che la “proprietà era un furto”, in anni successivi comprese e dichiarò che solo la proprietà privata dei mezzi di produzione poteva garantire, con la sussitenza di una solida società civile, un antidoto agli abusi di uno Stato troppo invadente e incombente. In Medio stat Virtus: dunque nella tradizione liberal-socialista, non nel neoliberismo mercatista, ma nemmeno negli statalismi socialisti senza vera libertà dei privati di intraprendere, rischiare, arricchirsi, arricchire, creare le condizioni per la prosperità e per il lavoro (e il consumo, sia benedetto il consumo) altrui. Medita, Spartaco, medita. E con te meditino anche tutti quelli che ignorano come i membri più conservatori delle nomenklature comuniste novecentesche, stranamente (ma non troppo) stringevano periodicamente patti inconfessabili con gli esponenti più reazionari del capitalismo mondiale. Chissà perché?
                Cari saluti.
                Vostro Fra’ Cazzo da Velletri

    11. Nel leggere i quotidiani di stamani, emerge un fatto strano e debbo persino dare ragione al Venerabile Mario Draghi.
      La Sovranità Nazionale deve essere gestita dalla Troika; concetto perfettamente condiviso da un attempato signorotto di campagna che ha come miglior confidente SCIUPETA, VICECAPO MUNGITORE, ormai in pensione.
      Entrambi siamo europeisti e nel ragionare, a volte a voce alta oppure in altrui casa, è emerso ciò.
      Partiamo dal concetto della Associazione E.R. inerente a GLOCAL, da noi condiviso in toto, e da esso diamo i contenitori.
      Locale; sovranità comunale
      Globale; sovranità europea.
      Ecco l’altisonante ragionamento che stiamo implementando in terra di Lomellina, togliere il potere alla Troika e immettere nuovamente la Democrazia sia partecipativa sia rappresentativa.
      Il problema apparente secondo noi, non è l’europa oppure l’euro che impedisce l’Europa di essere l’Europa delle Famiglie, bensì i singoli che non riescono a identificarsi con un chiaro soggetto politico che possa controbattere l’attuale Troika.
      Sciupeta, a fine discorso ama sempre ricordare il concetto basilare del Socialismo Liberale; poche idee- chiare- precise- che vadano al POPOLO, altrimenti che cazzo di Socialisti siamo.

      • Risposta all’intervento di Rodion delle 23:54.
        Esimio “Rodion”, stavolta sei stato colpito nel vivo, eh? Colpito e affondato…Tra i miei fini, oltre a confutare nel merito (e credi di averlo fatto in modo tombale e definitivo, con i miei ultimi interventi) le tesi strampalate della tua weltanschauung confusionaria e sgangherata sia nella sostanza che nel metodo, c’èra quello di toglierti una certa patina di “bon ton”, di forzatamente educata e garbata complessione quale maschera inautentica della tua vera natura (rabbiosa, risentita e violenta). Anche qui, ho fatto bingo. Il tuo intervento delle 23:54, impossibile da affrontare nel merito perché mi scasso da morire…e perché ci vorrebbe una equipe composta da un esorcista, uno psichiatra, uno storico e un filologo (anche per spiegarti meglio la complessità di Kalergi, che considero un avversario in quanto massone ideologicamente neo-aristocratico che ha molte responsabilità nell’attuale assetto euro-tecnocratico, ma che non fu quel mostro che tu dipingi nel tuo delirio da psicopatico), è il miserevole flusso di coscienza di una persona molto malata, che avrebbe anzitutto bisogno di aiuto, non di partecipare a pubblici dibattiti. Sei un individuo ossessivo, ridondante, paranoide, verboso e torrenziale nel ripetere sempre i soliti due o tre concetti, variamente e malamente conditi con contorni insipidi, sempre diversi e sempre uguali. Siccome non ho né la voglia né il tempo di dedicarti ogni giorno tutto il tempo che ti ho dedicato ieri, facciamo una cosa…Se mi paghi lautamente, può anche darsi che mi impegni a leggere e a rispondere a tutte le frescacce stralunate che scrivi. Ma “aggratis”, devi perdonarmi, ma proprio non mi interessa. Facciamo così: hai ragione tu! (sai come si deve fare con i pazzi, no?…) Dopo di che, se gli eventi prossimi venturi si occuperanno di dimostrare (non a te, tu sei una persona bisognosa di cure, non di argomentazioni razionali e storicamente fondate) alla pubblica opinione che le tue posizioni teoriche e pratiche erano il miglior sostegno concreto e oggettivo all’attuale eurotecnocrazia anti-democratica, io sarò soddisfatto, Nell’attesa, fintanto che i tuoi cari e i tuoi amici non si siano resi definitivamente conto che sei una persona molto malata e disturbata, pregherei Il Moralista e tutti gli altri commentatori di darti sempre ragione a prescindere, in modo tale da scongiurare i tuoi noiosissimi e fluviali interventi reiterati di ora in ora, per dire sempre quattro cazzate mal digerite e mal rielaborate. Ok? Hasta la vista! Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

        • il Moralista scrive:

          Fra’ Cazzo non mi pare che Rodion meriti il ritratto che ne fai. Rodion ha espresso e difeso un punto di vista. Ma affibbiare la patente di “utili idioti” o di “consapevoli e occulti fiancheggiatori del nemico” a tutti quelli che, per paura o convinzione, non credono nella prospettiva degli Stati Uniti d’Europa (preferendo invece il ritorno alle singole e rassicuranti identità nazionali), mi sembra sbagliato sia nel merito che tatticamente. Il vero nodo della questione, purtroppo poi sfociata in uno sterile scambio di reciproche “gentilezze”, riguarda semmai la dicotomia nazionalismo/globalismo, già parzialmente accennata anche sulle pagine di questo blog in tempi non sospetti. Per cui caro Fra’ Cazzo, considerato che gli argomenti non ti mancano, ti inviterei a scansare la tentazione di ricorrere all’attacco personale, diluendo così inconsapevolmente la forza dei tuoi dotti ragionamenti. Lo stesso naturalmente vale per Rodion o per qualunque altro (me compreso). Sono certo che anche Gioele Magaldi approverebbe questo mio suggerimento, considerato che, come tu stesso ammettevi tempo fa, Magaldi possiede “contegno iniziatico” che tu, maschera ridanciana e volutamente provocatoria, candidamente disconosci.

          • pippo scrive:

            Poliziotto buono?
            Ho vinto quacchecosa?

          • pippo scrive:

            …e soprattutto, mi si perdoni l’asinina impudenza propria degli umili ed utili idioti: ma te, fraccoglione e il GM Venerabilissimo (e prolifico Scrittore) che ve magnate giorno per giorno con tutto sto tempo che ce dedicate a noi poveri asini ignoranti. Di grazia, per capire…de che campate?

            • Caro Pippo, non campiamo certo dei soldi tuoi. Dunque, a te che te ne cale, di che campiamo?
              Preoccupati di quello di cui non campano i tanti lavoratori disoccupati, gli artigiani e i liberi professionisti che perdono commesse e incarichi o non sono pagati, le aziende che chiudono, etc.
              E se perdiamo tempo anche per asini come te, Pippo, ringrazia e non rompere troppo i coglioni.
              Salute e prosperità.
              Fra’ Cazzo da Velletri

          • Caro Moralista, se Rodion meriti o non meriti quello che un altro collaboratore fraterno ne ha detto, è questione aperta e opinabile, sulla quale tuttavia non mi voglio soffermare. Personalmente interpreto la funzione “Fra’Cazzo” a modo mio, evitando lunghe polemiche con chi non ama il ragionamento socratico per brevi domande e risposte razionali, ma solo interminabili discorsi sofistici di poca sostanza e molta apparenza. Non mi pare che il mio “collega” abbia affibiato la patente che dici tu in modo totale e indiscriminato. Si è limitato a dire che esistono anche degli “utili idioti” di quel genere, così come dei dissimulati “fiancheggiatori del nemico” e che oggettivamente le posizioni pregiudizialmente annti-euro fanno un favore a chi vuole mantenere la UE, la BCE e l’eurozona cosi come sono. Infine, ti inviterei a preoccuparti del fatto che, nel suo ultimo “flusso di coscienza” rabbioso e avvelenato, “Rodion” ha detto testualmente che l’operazione dell’Associazione Eleanor Roosevelt ha una funzione di gatekeeping e che è molto pericolosa. In sostanza, ha dato ai “rooseveltiani” dei guardiani in mala fede degli attuali assetti oligarchici di potere. Tu, se non ricordo male, caro Moralista, sei uno dei principali protagonisti della costituenda ER. Non ti senti toccato da un simile giudizio infame e infondato di “Rodion” e da altre “gentilezze” del suo intervento delirante che chiamano implicitamente o esplicitamente (ma comunque velenosamente) in ballo anche i coordinatori di questo Blog? Tanto per sapere…Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

            • il Moralista scrive:

              Rodion ha detto chiaramente una bestialità, addivenendo ad una simile sintesi sballata solo sul finire di un dibattito che aveva toccato vette innevate. Rodion sa che mai Il Moralista presterebbe la sua opera per inseguire dissimulatamente un tanto misero obiettivo. Per cui sono certo che Rodion, sentendosi dare gratuitamente dell’”utile idiota”, abbia perso per un attimo lucidità. Questa è la mia salda convinzione. Ma se Rodion pensa per davvero che io sia la testa di ariete di una vergognosa pagliacciata farebbe bene a precisarlo ora a mente fredda. Per il resto, da ora in avanti, prego tutti i commentatori di argomentare le proprie tesi in maniera asettica e astratta, evitando cioè attacchi personali che nulla aggiungono al dibattito. In caso contrario, forzando la mia natura, sarò costretto a ripristinare la moderazione dei commenti.

              • Caro Moralista, per parte mia/nostra mi pregio di comunicarti che, qualora mettessi in vigore la moderazione preventiva dei commenti, io/noi non saremo più interessati ad intervenire in questo Blog. Potrai però consolarti magari con Rodion, Pippo o Marcobaldi, ecc…
                Pax et bonum.
                Fra’ Cazzo da Velletri

              • il Moralista scrive:

                Caro Fra’ Cazzo, l’idea di ripristinare la moderazione dei commenti rappresenta per me una extrema ratio. Molti pregiati siti (compresi quelli di God e Drp) non contemplano la possibilità di commentare. Il Moralista però nasce come Agorà e spazio di confronto, per cui, affettivamente, l’introduzione della moderazione equivarrebbe ad una specie di mutilazione. Mi appello quindi alla responsabilità di tutti affinché non venga messo nelle condizioni di prendere simile ipotesi in seria considerazione.

              • Appunto, caro Moralista. O il format non prevede i commenti (perchè sarebbero sterminati e ingovernabili, nel caso di GOD e DRP) o, se li prevede, essi debbono necessariamente essere liberi.
                Poi tu fai come ti pare.
                E noi anche.
                Buon pomeriggio.
                Fra’ Cazzo da Velletri

              • il Moralista scrive:

                Caro Fra’ Cazzo, hai centrato il problema. I commenti sul blog de Il Moralista stano diventando “sterminati e ingovernabili”. Per cui un fatto nuovo richiede una nuova “anamnesi”. Non intendo permettere che questo spazio di riflessione si trasformi in un suk. Per cui, in caso di ulteriore degenerazione complessiva dei toni, sarò mio malgrado costretto a introdurre forme di moderazione dei commenti (oramai, non a caso, ovunque presenti). In alternativa, sarebbe forse preferibile imitare il format usato da God e Drp per non dovermi trovare nella spiacevole situazione di dover scegliere quali commenti pubblicare. Ringrazierò chi sosterrà la mia decisione, comprenderò chi la criticherà. Saluti

              • Rodion scrive:

                Carissmo Francesco,

                ovviamente confermo tutta la mia stima nei tuoi confronti e nel lavoro che fai con il tuo blog.

                Occhio, stai attento alle persone che ti circondano, e cerca di non essere inconsapevole strumento di immondi fini.

                Il “quando ce vo’, ce vo!”, non era semplicemente in relazione ai gratuiti insulti di un mentecatto senza argomenti (Giannuli e Bagnai – e gli Italiani – stannno ancora aspettando le meritate risposte): il problema è il malcelato atteggiamento minatorio e l’ennesima velenosa intimidazione: questo è un profilo “pericoloso”. E immagino che tu l’abbia compreso.

                Stai vigile e un grande “in bocca al lupo” per seguire il tuo karma al meglio.

                Un sincero abbraccio,

                R.R.R.

              • il Moralista scrive:

                Caro Rodion, ti ringrazio per i tuoi consigli ma ci tengo a rassicurarti sul punto. Io non mi sento “circondato” e non posso essere strumento inconsapevole di “fini immondi” perché i fini che perseguo in privato sono identici a quelli che perseguo in pubblico. E sono nobili, alti, degni e niente affatto “immondi”. Non conosco nessuno dei massoni che animano la “maschera collettiva” di Fra’ Cazzo da Velletri. Così come non conosco il tuo vero nome e il tuo vero volto. Conosco invece Gioele Magaldi, uomo colto, raffinato e sensibile, perciò lontanissimo da quelle atmosfere “minatorie”, “velenose” e “anglomafiose” dalle quali senti di dovermi mettere in guardia. Non credo che la maschera di Fra’ Cazzo possa costituire un “pericolo” per nessuno. Si tratta, per l’appunto, di un personaggio fantastico che anima questo spazio alternando splendide analisi a trascurabili cadute di stile. Ma sbaglia chi confonde Fra’ Cazzo con Magaldi o pensa che Fra’ Cazzo rappresenti la voce ufficiale del God (circostanza tra l’altro esplicitata direttamente sulle pagine di questo blog dallo steso Fra’ Cazzo). Un caro saluto

              • Rodion scrive:

                Stai sereno…

                Sono convinto che farete grandi cose insieme. Se l’anonima fratellanza non avesse avuto quell’approccio mafioso e piduista, mi sarei anche solo fatto due risate per le scempiaggini sulle “monete flessibili” e altre amenità varie.

                Peccato che per queste scempiaggini la gente muoia.

                Ho visto i link sul sito ufficiale: qualche imbecille mi ha preso per un costituzionalista per aver citato chissà «quale articolo di quale Costituzione»: l’Art.11 della Costituzione Italiana, questo sconosciuto, questa sconosciuta.

                D’altronde sono €uropeisti. Io sono Europeo. Sono colto.

                Sono Italiano.

                Fanno proprio pena: oltre che inetti sono pure in malafede: malus in oculis…

                Hanno deturpato un dibattito interessantissimo credendo di far un po’ di spin €uropeista… come se ce ne fosse bisogno. Non gli bastavano Scalfari e i morti della Grecia?

                L’inanità umana e culturale qualifica loro per il giusto ruolo di collaborazionisti: lo vuole la natura: un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto.

                In più cercano di screditare un nickname, selezionando qualche spezzone per cercare il “calzino turchese”… poveri cojoni che non c’hanno niente da fare: nella vita faccio il poeta, non mesiano. Altro che costruire Templi: le favelas che da Ventotene si impegnano a edificare facendo i guardiani di Paneuropa. (A propos., agli amici diversamente istruiti, Kalergi non era propriamente “cosmopolita”, era “apolide”, come la neo-aristocrazia e, chiaramente, come i traditori della Patria)

                Intimidazione, perfidia e veleno: il karma, la nemesi,

                Questi “fratacchioni” hanno la stoffa di un Giuseppe Zangara.

                Salutami Gioele, che so per certo che non ha nulla a che fare con questi infami e non si permetterebbe mai questo tipo di atteggiamenti minatori.

                Non è nel suo stile.

            • Caro Moralista, mi raccomando, stai attento al satanico complotto demo-pluto-giudaico-massonico-anglo-americano che vuole stringerti tra le sue spire…Piuttosto, trova conforto tra le cure di un lucido e solido “maitre à pensèr” come “Rodion”, nell’abbraccio della “Grande Madre Russia”, fra gli Ayatollah dell’Iran, negli intellettuali coreani e, per restare a casa nostra, nelle previsioni sciamaniche di Giannuli e Bagnai, anche se non sempre l’Apocalisse eurognostica e altri avvenimenti si verificano quando decidono loro. Ma tu non demordere! Abbi fede! Perché la Nazione Proletaria Socialista è il vero Dio e Rosa Luxemburg e Rodion sono i suoi profeti…Abbandona le luride seduzioni dei luciferini grembiulini in mala fede e abbeverati alla pura sapienza che sgorga limpida da menti superiori e consequenziali non già secondo la misera e profana logica aristotelica, bensì secondo quella celestiale del linguaggio degli uccelli, tra i quali si possono annoverare anche i famosi asini che volano…
              Rodion sia lodato e venga il suo Regno!
              Fra’ Cazzo da Velletri

    12. alessandro scrive:

      Sono stato un pò a guardare, sornione, questo interessante dibattito. Non posso fare a meno d’intervenire perché sono rimaste questioni irrisolte. Manca la sintesi finale. Mi pare che si è passato proprio il segno, caro/i Fratacchione da Velletri, pur riconoscendo che Rodion se le andate a cercare… ma appellativi quali “ossessivo, ridondante, paranoide, verboso e torrenziale… psicopatico… bisognoso di cure… ecc”, non sono proprio accettabili.
      I commenti di Rodion hanno stimolato molti interventi del Fratacchione, che probabilmente con sapiente capacità argomentativa e di sintesi ha aggiunto novità al dibattito (forse il miglior contributo di sempre, prima di scadere sul piano personale…), risultando assai più efficace nella comunicazione del solito prolisso, vulcanico, ridondante, ma pur sempre stimato compagno bloggaro Rodion. Ben detto caro Moralista…
      “Gli intelletti più arguti dovrebbero sempre sentire il bisogno di addivenire ad una sintesi alta. In questo caso, senza voler ergermi a giudice di nessuno, non è andata così. E me ne dispiaccio. Me ne dispiaccio molto.”
      Anche a me spiace. In diverse occasioni ho provato a confrontarmi con Rodion sui temi del nazionalismo, globalismo, federalismo, eurismo e ho sempre cercato di stimolarlo a tirare una sintesi, ma ad ogni tentativo questi la mena con quelle che ho a suo tempo definito “iperbole filosofiche” e con tutta la sua cultura enciclopedica, che sembra più un tentativo di impressionare chi prova a confutare le sue tesi. Non si può arrivare ad una sintesi sfoderando una valanga di informazioni, richiami ad articoli, opere e rimandi a questo o quell’altro autore/filosofo/statista, a fatti e cazzi vari, che se dovessi verificarli tutti per confutarli dovrei possedere 5 lauree e lavorare per questo blog. Si può avere anche una cultura immensa e aver studiato tanto, ma può anche non bastare se non si sanno unire i puntini… Sapete che non ho ancora capito se Rodion accetterebbe una Federazione Europea, sorretta da una forma di governo democratica (ad esempio di tipo parlamentare simile a quella italiana o quella che ritiene) con Commissione sfiduciabile dal Parlamento e senza moneta unica (ciascuno stato membro la sua moneta). Rodion tenta di squalificare i commentatori con una cultura impressionistica (come definito dal GOD), che prende a stanchezza e sfugge a qualsiasi tentativo di sintesi, ma non appena si è confrontato con i Fratacchioni che possiedono strumenti ermeneutici e culturali per confutare le sue tesi, ha dimostrato tutti i limiti della sua cultura appunto molto impressionistica e della sua dialettica senza consecutio logica. Caro Rodion ti hanno messo all’angolo, ma quello che mi fa incazzare è che, pur conoscendo le criticità di tipo macroeconomico legate alla moneta unica, non impieghi efficacemente il tuo brillante talento per chiedere agli ambienti del GOD, in maniera chiara senza perderti in mille rivoli, del perché continuino a difendere la moneta unica. Vabbè, intanto gli interventi di Rodion hanno fatto emergere che gli ambienti del GOD conoscono molto bene le asimmetrie prodotte dall’euro in termini di indebitamento estero (soprattutto privato) e tutto il lavoro del Prof. Bagnai (non avevo nessun dubbio). Mi chiedo allora il perché continuate a difendere questa aberrazione economica. Mi chiedo del perché tentate di banalizzare il lavoro del Prof. Bagnai che ha sempre tenuto a precisare che l’Unione Europea non è la moneta unica. Il professore non è anti-europeista in quanto non è contrario all’integrazione nell’ambito della UE e del Mercato Unico Europeo, è contrario all’euro e ha dimostrato il perché. Tra l’altro Bagnai non ha mai detto che nel 2012 sarebbe crollato l’euro (qualcuno può indicare pagina del libro o un articolo dove ha fatto chiaramente e univocamente questa previsione per il 2012?). Tra l’altro il Professore, proprio nel suo libro, ha dedicato un paragrafo a parte sulle nefaste conseguenze che ha prodotto il principio dell’indipendenza delle banche centrali. L’uscita dall’euro potrebbe essere accompagnata dal superamento di questo principio. Se si hanno le palle di uscire dall’euro si può anche sfanculare la Banca centrale. Non si possono liquidare le posizioni degli europeisti anti-euristi con risposte evasive del tipo: “anche se si uscisse dall’euro permarrebbe il problema dell’indipendenza della banca centrale dal Tesoro… perché ai tempi di Andreatta ci fu il famoso divorzio… ecc.” Io sono favorevole alla costituzione degli Stati Uniti d’Europa, mediante un graduale processo d’integrazione in una cornice democratica, che passi inizialmente attraverso il ritorno alle valute nazionali, per correggere gli squilibri asimmetrici provocati dall’euro. Prima l’Unione politica ed economica, prima una forma di governo europeo spiccatamente democratica e un domani, forse, quando forme di integrazione più evolute lo consentiranno, con i tempi che questo ambizioso processo storico richiede, anche l’unione valutaria (ma anche no). Affinché l’euro sia quantomeno sostenibile, se non desiderabile, si devono avverare prima le suddette condizioni, altrimenti seguiranno crisi su crisi, austerità, tempi bui e disordini. I Vostri fratellastri reazionari credono di ripetere in Italia l’esperimento greco? Poveri arroganti presuntuosi…
      Se Voi del GOD avete preso atto che l’euro non funziona e che crea asimmetrie macroeconomiche enormi, che causa più danni che benefici, non capisco il perché volete diabolicamente proseguire ad adottarlo. Tiro ad indovinare o avrete la pazienza, quando e se lo vorrete, di spiegarlo pubblicamente ai vostri lettori e simpatizzanti in maniera chiara e argomentata? Un saluto a tutti.

      • Rosario scrive:

        Caro Alessandro, il tuo commento mi è sembrato molto più sensato di quelli di Rodion: anch’io la penso come te sui suoi post.
        Tuttavia, c’è una domanda che tu poni a Fra Cazzo da Velletri, che riporto:

        “Se Voi del GOD avete preso atto che l’euro non funziona e che crea asimmetrie macroeconomiche enormi, che causa più danni che benefici, non capisco il perché volete diabolicamente proseguire ad adottarlo. Tiro ad indovinare o avrete la pazienza, quando e se lo vorrete, di spiegarlo pubblicamente ai vostri lettori e simpatizzanti in maniera chiara e argomentata? Un saluto a tutti”.

        Mi inserisco anch’io nella discussione. Personalmente, essendo un normale lettore di questo blog, che ogni tanto si diletta a commentare, non saprei dire se ci siano risposte contenenti “spiegazioni occulte” alla tua domanda. Sono d’accordo con te su quasi tutto, tranne che sul rifiuto della moneta unica. A mio parere gli squilibri macroeconomici si sono verificati soprattutto perché i presupposti logici, che sottendono a tutta l’impalcatura dell’Euro, sono totalmente sballati. Mi riferisco ai famigerati Parametri di Maastricht, arricchiti dal Patto di Stabilità e Crescita e dagli ultimi Fiscal Compact e Six Pack. E’ un problema di impostazione a priori: il resto è tutta una conseguenza. Quindi, ti faccio una contro-domanda: secondo te, se non avessimo numeri come il 3% del rapporto tra disavanzo pubblico annuale e PIL, il 60% del rapporto tra debito pubblico e PIL, e:

        1- se condividessimo il debito pubblico con tutti i paesi dell’Eurozona, facendo emettere Eurobond a un Tesoro Europeo, in luogo dei bond nazionali,
        2- se avessimo una BCE NON indipendente dal potere politico e dal controllo democratico (quindi, controllata da quel Ministero del Tesoro Europeo di cui sopra),
        3- se cambiassimo lo statuto della BCE, facendola funzionare come prestatrice di ultima istanza (in stile FED) e affidandole il compito di favorire la piena occupazione, oltre che il controllo del livello dei prezzi (inflazione),
        4- se si avviasse, a livello europeo, una politica monetaria espansiva (pompando Euro a pressione nell’economia), associata a una sapiente politica fiscale (anch’essa rigorosamente espansiva), tramite l’emissione di Eurobond (di cui sopra) che consentirebbe di lanciare una sorta di “European New Deal” del XXIsimo secolo (piano di investimenti, soprattutto infrastrutturali),
        5- se non avessimo l’ansia di tagliare il debito (per rispettare i paletti logici dell’Eurozona, così come impostata a Maastricht), ma potenziassimo il sistema di welfare di tutti gli Stati Membri (magari ricercando anche valori comuni europei, dalle diverse tradizioni nazionali), impostando un sistema di tassazione progressivo e non iniquo,

        ….ecco…se tutte queste condizioni si verificassero, tramite una rimodulazione dell’Euro e dei presupposti che ne stanno alla base…come la vedresti la questione? Non mi parlare di fantapolitica, rimaniamo un attimo sul livello concettuale.
        L’Euro è, in pratica, un “Marco europeizzato”, poichè rispecchia tutte le caratteristiche della vecchia moneta tedesca: che la BCE si trovi a Francoforte, non è affatto un caso per quanto mi riguarda.
        Nel 1992 (almeno seguendo la traiettoria della storia “ufficiale”, che si legge sui libri universitari…ma sono in attesa della trilogia di Magaldi per saperne di più) praticamente tutti i paesi che decisero di aderire all’Unione Economica e Monetaria (UEM), si piegarono ai diktat tedeschi: “se volete che entriamo nell’UEM, allora dovete innanzitutto lasciarci unire con la Germania Est e poi accettare le nostre condizioni la moneta unica”. Detto, fatto: tutti entusiasti di fare questo grande salto nel buio (con molti economisti che già avevano capito, da allora, come sarebbe andata), accettando di impostare il futuro Euro quale moneta forte (simile al Marco, come dicevo precedentemente) e accettando lo stato di psicosi tedesco nei confronti dell’inflazione (memori, si dice spesso, della vicenda di Weimar). Risultato: la BCE ha soltanto il compito di vigilare sul livello dei prezzi e, per questo motivo, è praticamente impossibile applicare la svalutazione competitiva della moneta. Per poterci permettere l’Euro (ripeto, così come impostato a Maastricht) dovremmo avere le stesse caratteristiche dell’economia tedesca, che non abbiamo. E non avendole, siamo costretti a tagliare qualunque cosa, svendere, privatizzare, alzare il livello della tassazione, svalutare il lavoro (piuttosto che la moneta)…..
        Ma, ripeto: se i presupposti fossero diversi?

        • Gianluca scrive:

          Rosario, pensi che l’indice di povertà in aumento in Germania, l’enorme disoccupazione creatasi prima delle “riforme Hartz”, e l’impostazione mercantilista tedesca sia un caso?
          Non è che noi non possiamo permetterci il modello tedesco, è che non dovrebbero permetterselo nemmeno loro e non “funzionerebbe” (tragicamente come oggi) nemmeno se lo facessimo tutti!
          Uno può sognare che la Merkel e Schauble si trasformino in benefattori non solo dei tedeschi (e non lo sono mai stati, anche lì c’è stata una lotta di classe), ma addirittura dei greci… poi però DEVE fare i conti con il reale, altrimenti rischia di uccidere con le sue fantasie, milioni di persone.

          • Rosario scrive:

            Infatti parlavo più delle condizioni economiche tedesche di altri tempi; quelle di ora stanno cambiando e non credo proprio che l’impostazione mercantilista sia un caso. Merkel e Schauble non sono affatto dei benefattori (se non di loro stessi e delle élite di cui fanno parte) e quelle che ho scritto non sono fantasie: stessa cosa si poteva dire per l’Euro 50 anni fa…una fantasia…

            • Gianluca scrive:

              Quindi, se non ora, quando? Serve una “guerra” di indipendenza, altro che chiacchiere…

              • Rosario scrive:

                Serve una battaglia (non una guerra) contro questo mostro che è l’UE e a favore di un’Europa unita e federale, legittimata democraticamente a tutti i livelli.

      • Gianluca scrive:

        È il tema dei temi, visto che se c’era la volontà politica, si potevano risolvere con il semplice intervento del governo tedesco, senza chiedere nulla a nessuno. Ma sarebbe stato paradossale, visto che il governo tedesco “ha creato” il problema volutamente con uno shock interno deflazionistico.

        Ma di che parliamo? 1+1+1 fa ancora 1?

      • Caro Alessandro, credo che Rosario ti abbia risposto in modo eccellente, che rispecchia in pieno anche il mio pensiero e quello di chi anima la “funzione” FCDV. Non prendo impegni per GOD, perché pur facendo parte del medesimo ambiente, non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni ufficiali che impegnino un intero Movimento. Penso, però, che molti “goddini” siano d’accordo sia con me/noi che con “Rosario”.
        Ad Maiora.
        Fra’ Cazzo da Velletri
        PS. Mi complimento con te, Alessandro, per l’ottima sintesi a proposito del “problema Rodion”.

        • alessandro scrive:

          Rosario, piuttosto che una risposta, mi ha rivolto una domanda. Faccio una domanda e mi si risponde con un’altra domanda? Il quesito che ho posto riguarda un problema macro-economico connesso all’Eurozona, che gli ambienti del GOD dimostrano di conoscere bene, magistralmente sintetizzato dal Prof. Bagnai nel suo blog e nell’ultimo libro, al quale rimando (dove sono contenute anche le risposte che cerca Rosario).
          Prendo atto che i Fratacchioni del “Collettivo da Velletri” non possono giustamente assumere posizioni in nome di tutto il GOD, pertanto rinnovo cordialmente lo stesso invito a tutto il movimento affinché chiariscano (ovviamente se e quando lo vorranno) dalle pagine del proprio sito, in maniera argomentata, la propria posizione rispetto all’euro, a beneficio dei propri numerosi e affezionati lettori e simpatizzanti, spesso disorientati dalle tante e contrastanti opinioni in merito di numerosi intellettuali, economisti, politologi e opinionisti di vario genere. Con rinnovata stima. Alessandro

          p.s. Grazie, ma a mio parere Rodion non è un “problema”, tutt’altro, è capace di sollevare importanti questioni… e se non fosse troppo innamorato di se, ma della verità, il dibattito ne guadagnerebbe di molto… Rodion vedi di non sparire eeh!

          • Eh no, caro Alessandro, le domande di Rosario erano “retoriche”. La sostanza del suo argomentare (che personalmente condivido in pieno) era ed è che tutte le critiche di Bagnai ed altri professoroni esimi che spiegano da mane a sera quanto l’eurozona così com’è non funzioni (grazie al cazzo), non necessariamente deve ricondurci alle singole valute nazionali, soluzione proposta sempre da Bagnai & Company come se fosse l’unica e indiscutibile via d’uscita. Anzi, e qui lo dico come affermazione e non come domanda, se tutte quelle condizioni evocate da “Rosario” fossero realizzate, un’ eurozona e una entità istituzionale di quel genere (Stati Uniti d’Europa) sarebbe a mio parere una benedizione per tutti i popoli del Vecchio Continente che attualmente sono schiacciati da pessimi governi nazionali e pessimi eurotecnocrati, infeudati entrambi a potentati oligarchici privati. Ciò, perché alla gestione privatistica attuale della globalizzazione e della zona euro- sempre a mio personale parere- non ci si pùò contrapporre (come sarebbe nel caso si attuassero le ricette di Bagnai et similes) a partire da una trincea semplicemente nazionale, ma solo facendo leva su istituzioni pubbliche sovranazionali e democraticamente legittimate. Quanto alla fine dell’eurozona preconizzata da Bagnai, in innumerevoli interviste e interventi (di anni passati e del tempo presente) egli non ha mai cessato di ripetere che l’euro è destinato “a crollare sotto il peso delle sue contraddizioni intrinseche”, un po’ come il capitalismo secondo la dogmatica marxiana…E ha parlato e scritto anche del 2012-13 come data entro la quale tale evento si sarebbe probabilissimamente realizzato. Anzi, a pag. 237 della quarta ristampa del suo “Il Tramonto dell’Euro”, Imprimatur Editore, del gennaio 2013 (prima stampa nel 2012), scrive testualmente, preoccupato di avere dato alle stampe il suo (comunque pregevolissimo e utile) lavoro poco prima dell’ “Apocalissi finale e inevitabile dell’eurozona”: “Qualora l’euro non fosse già esploso nel periodo fra la consegna del manoscritto e l’uscita del libro…” . Peccato che l’euro non è esploso né nel 2012, né nel 2013 e nemmeno nel 2014. E non esploderà mai per le sue presunte, intrinseche contraddizioni, neanche nel 2015, nel 2050 o più avanti, lo dico senza tema di smentite. Se esploderà o imploderà, sarà per altri fattori, attualmente ancora di là da realizzarsi. Infatti, abbandonando qualunque dialettica metafisica hegelian-marxian-engelsiana o bagnaiana sulle dinamiche intrinseche e necessarie della storia economica e della storia tout-court, alle sapienti analisi di Bagnai (cui va tutta la mia stima intellettuale per molti aspetti tecnico-economicistici delle sue osservazioni) manca un ingrediente essenziale. E cioè la conoscenza e la comprensione delle reali dinamiche del potere in età moderna e contemporanea. Gli architetti e gli attuali conduttori dell’eurozona non hanno interesse né a guarire la crisi economica in corso (semmai gli pare utile renderla cronica) né a consentire l’esplosione dell’euro da Bagnai e da altri vanamente vagheggiata come inevitabile. Codesti architetti, ingegneri, capimastri e semplici “muratori” dell’attuale UE, BCE ed eurozona matrigna, infame e squilibrata (su questo ha pienamente ragione Bagnai) hanno tutto l’interesse a tenere i popoli europei (specie certi popoli di certe nazioni, ma anche i ceti meno abbienti di tutti gli altri paesi del vecchio continente) in una condizione di coma vegetativo, di stato miserevole tra la vita e la morte. Con un’euro che “non funziona” per consentire equilibrio tra le varie bilance commerciali e prosperità per tutti e ciascuno dei contraenti, ma che “funziona benissimo” per aumentare disoccupazione, fallimenti, degrado socio-economico e politico e, a seguire, rigori di bilancio, isteria da debito pubblico, dismissioni di beni e aziende pubbliche. Nella seconda fase, quando una manovalanza enorme di manodopera a buon mercato abbrutita e disoccupata sarà disponibile a lavorare a basso costo (vedi anche i mini job alla “tedesca”) e le classi medie saranno state proletarizzate, quelle proletarie asservite; quando i cittadini saranno ri-divenuti in larga parte sudditi cenciosi in cerca di sopravvivenza e con poco tempo e volontà per occuparsi della Res Publica, si potrà implementare finalmente quel nuovo “Sacro Impero Spirituale e Finanziario”, quel regime neo-aristocratico che, in effetti, era auspicato anche da Richard Coudenhove-Kalergi (e qui “Rodion” ha ragione, pur avendo torto nel demonizzare in toto la complessa figura dell’aristocratico massone boemo-austro-giapponese, specie nel confronto con il ben più feroce progetto oligarchico hitleriano e soprattutto tenendo conto che esistono due fasi del Movimento Paneuropeo, una più moderata, indeterminata e interlocutoria anteriore al Secondo conflitto bellico, un’altra più aggressiva, reazionaria e oligarchica, posteriore ad esso. Ma “Rodion” certe differenze, evidentemente, non ha gli strumenti né culturali né cognitivi per comprenderle e valutarle spassionatamente). Come si combatte questo stato di cose? Ignorando i contesti più generali del potere continentale e globale, come fa Bagnai, riducendo tutto ad un problema di impostazione economicistica e di velleità neo-mercantiliste tedesche? Gridando “morte all’euro, all’eurozona, al federalismo e persino alle ‘ Bestie di Ventotene’, poverine, che mai avrebbero immaginato di poter essere dipinte come feroci fiere neoliberiste, essendo in verità tutt’altro…”, come fanno lo stralunato “Rodion” e molti altri con lui? Oppure, con più pazienza, lungimiranza, solidità e forza- anche approfittando dell’altrui retorica manipolatoria che formalmente non esclude futuribili USE, ma sostanzialmente li teme come le peste- attuando veramente quell’Europa politica e democratica (USE a sovranità popolare sostanziale) che è appunto vista come il fumo negli occhi da quei potentati privati che hanno nell’attuale eurotecnocrazia e in gran parte delle attuali cancellerie continentali i propri maggiordomi e camerieri più servizievoli? Ai posteri l’ardua sentenza. Per parte mia, pur apprezzando Bagnai e certo non apprezzando Rodion, sto dalla parte dei vari Garibaldi, Mazzini, Hugo, Mill, Spinelli, etc. e per gli Stati Uniti d’Europa con un Parlamento unico e sovrano (che non deve cancellare i parlamenti nazionali e la loro importanza relativa), con un esecutivo fiduciabile e sfiduciabile da tale Parlamento, con una moneta unica ma flessibile, con gli eurobond, senza i vincoli folli del Fiscal Compact e dei Trattati europei da quello di Maastricht in poi, con una Bce subordinata ad un Ministero del Tesoro e delle Finanze continentale e alle direttive politiche di un governo federale democraticamente eletto e legittimato pro-tempore. Amen. Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

            • Rodion scrive:

              @Alessandro

              Per capire l’ennesima supercazzola del piddinazzo di turno, che ovviamente non ha capito un’emerita fava del “Tramonto dell’euro”, lo dovresti invitare ad essere così prolisso come è stato, definendo:

              «con una moneta unica ma flessibile»

              In che senso? Coniata con qualche lega d’acciao particolare?

              Ci definirebbe, Fra’ Krugman de’ miei cojoni, quale concetto di teoria della moneta sta definendo?

              ROTFL :o))))

              • Rodion scrive:

                p.s.

                Mi sono pure sganasciato a leggere il paragone tra Alberto Bagnai (eclettico professore pubblicato su riviste internazionali, letterato e musicista) e Rodion (eterno studente e simpatizzante de ilMoralista).

              • Esimio e sapientissimo Rodion: moneta “flessibile” nei rapporti di cambio con altre valute internazionali, senza predeterminarne la “forza” o la “debolezza” relativa. Sa com’è, esiste un Mondo globale con altre valute, fuori dalla sua testa ossessionata dall’euro e dal suo presunto, inevitabile tramonto…E la flessibilità non è solo quella che lei immagina nel rapporto tra singole valute nazionali ormai in naftalina, bensi anche e soprattutto rispetto al cambio con il dollaro, la sterlina, lo yen, lo yuan, il rublo, etc.
                Si faccia curare al più presto e vada a letto prima, la sera. Nelle sue condizioni, la terapia del sonno è già un buon inizio. DASVIDANIA! Fra’ Cazzo velletrano affezionato

                PS Ma Alberto Bagnai è a conoscenza della sua passione insana per lui? Non ne rimane un po’ schifato e allarmato? Fossi in lui, mi preoccuperei alquanto di non vedermi associato ad un simile CIALTRONE come lei, RODION. CIALTRONE? Volevo dire SANTONE E PROFETA, mi scusi…

              • Rodion scrive:

                ROTFL ROTFL :o))))))))

                No, no so com’è… me lo dichi lei, ragioniere :o) il mondo globalizzato… ce la Ciiiiiina!

                Effettivamente se non ci fosse Bagnai non mi sganascerei così tanto…

                Comunque un buon consiglio lo colgo volentieri:

                Buona notte

        • Gianluca scrive:

          Quindi ci lascerete ancora morire, in nome del sogno… al momento irrealizzabile, anziché scompaginare il gioco delle élite reazionarie.
          Questo atteggiamento da anima debole, sulla pelle altrui, è la cosa che ho più odiato del centro sinistra… prima di aver capito che erano del tutto conniventi.
          Oggi le mazzate sui denti, domani FORSE una versione rosé che arrotonderà le punte della mazza… un domani che sarà sempre domani, mentre l’oggi frana e crea voragini difficili da ripianare in futuro.

          Il sogno è più importante della vita di milioni di persone…

          • Caro Gianluca, invertiamo la questione. Se voi anti-europeisti del qui e ora e a prescindere ritenete di avere la forza e la legittimazione popolare e democratica per determinare rapidissimamente il ritorno alle care, vecchie, rassicuranti e buone patrie nazionali (quelle che decretavano però il divorzio tra Bankitalia e Ministero del Tesoro anche senza l’alibi del “ce lo chiede Bruxelles”, in quanto determinati potentati oligarchici reazionari se ne fottono se tu sei governato da uno Stato nazionale o da un Super-stato continentale: soldi alla mano, si comprano rappresentanti istituzionali dell’uno e dell’altro…), accomodatevi a fateci vedere di cosa siete capaci. Alle ultime elezioni europee (che comunque non contavano un cazzo), però, mi pare che tutto questo consenso popolare e democratico non vi sia stato, per le vostre posizioni, peraltro anche molto eterogenee tra loro. Anzi, la spinta anti-europeista (variegata e litigiosa al suo interno) ha marginalizzato l’unica proposta seria di cambiare concretamente la UE dal di dentro (Lista Tsipras: comunque carente per altri aspetti ideologici e organizzativi) e ha nuovamente legittimato per altri 5 anni il consueto consociativismo conservatore PSE-PPE. Allora, di che parliamo? Chi vi impedisce di fare tabula rasa non solo di questa UE, ma di ogni ipotesi di unione europea? Temo che ad impedirvelo sia il fatto che siete voi anti-europeisti radicali e arrabbiati ad essere minoranza, più o meno numerosa da un elezione all’altra ma, sai com’è, campa cavallo tra altri 5 anni… La maggioranza del Popolo Europeo, invece, vorrebbe gli Stati Uniti d’Europa, ma è manipolata e presa in giro da partiti continentali che magari promettono anche di realizzarli in futuro (non si sa mai bene come e quando) e invece perseverano a mantenere lo status quo. Il problema, allora, è fare in modo che gli attuali anti-euro o euro-scettici divengano euro-costruttivi e, insieme ad altri settori già europeisti ma molto critici degli attuali assetti, trovino il modo di far pressione sui meno peggiori fra i rappresentanti degli attuali partiti del Vecchio Continente, onde formare una trasversale maggioranza progressista e riformatrice che cambi rotta a tutta la traiettoria europea, annullando vecchi trattati e istituendone di nuovi nella prospettiva degli USE. Anche a tal fine sta nascendo l’Associazione “Eleanor Roosevelt”. E questo è un progetto politico concretissimo, realizzabile (ancorché difficile) e immediato che si può perseguire subito, iniziando un cammino di battaglie mirate e progressive. Il sogno stralunato, invece, è quello di chi abbaia alla luna contro la UE, l’eurozona e la BCE e poi, però, con le sue condotte velleitarie e le aspirazioni palingenetiche e anti-tutto l’esistente, favorisce l’egemonia dei consociativismi conservatori altrui.
            Tanto per essere chiari.
            Fra’ Cazzo da Velletri

            • Gianluca scrive:

              L’Europa, salvo sconvolgimenti tettonici, esisterà sempre… a prescindere delle mie o vostre idee.

              Mi considero un europeista, e anti-europeista chi si ostina a voler imporre un modello irrealizzabile, fanatico e fuori dalla realtà odierna. Non scambierei mai una casa più calda e confortevole con una più grande che ancora non è stata costruita (nessuno sano di mente lo farebbe nel proprio ambito privato… eppure si chiede questo a milioni di persone in ambito politico).
              In sintesi: PRIMA si costruisce la casa, POI si vende quella vecchia in cambio di quella nuova…

              Il divorzio tra banca d’italia e tesoro, lo avete voluto voi libero scambisti che poi avete imposto lo SME e l’Euro. Andreatta vi dice nulla?
              La famosa libera circolazione dei capitali, tanto cara a Barbara Spinelli, ha queste conseguenze: si è ricattati dal grande capitale. Accomodatevi…
              Le ultime elezioni sono state quanto di più arido che ci possa essere… praticamente nessuna vera forza di sinistra, non comunista, che abbia messo al centro il lavoro. Se parliamo di Lega o peggio(?) di m5s, davvero scendiamo nel ridicolo…
              Tsipras che poteva essere un occasione formidabile, ha preferito rassicurare i grandi capitali e la grande finanza: morti e disoccupati si, ma l’euro non si tocca!
              Peggio dei nemici, gli amici…

              Mi ripeto: io mi considero socialista moderatamente liberale, e assolutamente Europeista. Siete voi, avendo eretto l’Euro a totem e dio da venerare, gli anti-europeisti. Non guardate gli enormi sacrifici al vostro dio, e piuttosto che riconoscere gli enormi errori e ripartire da capo, lasciate che si perseveri in questa follia. Esistono enormi problemi tecnici e soprattutto interessi, per cui il sogno USE, progressista e magari anche 1 po’ socialista, è totalmente velleitario.
              Non si tratta di uscire dall’Europa, ma piuttosto di ripristinare la sovranità POPOLARE E DEMOCRATICA ove possibile, gli strumenti monetari e fiscali. Ripartendo dagli errori che si sono fatti, e riprogettare, stavolta con 1 po’ di onestà intellettuale SOLO CON CHI CI STA.
              Chi ha costruito questa europa era in malafede, sapeva a cosa andava incontro e loro stesso ammettono che c’erano enormi problemi, costi, anche umani, che a quanto pare non interessano a quasi nessuno.
              Il fine giustifica i mezzi? Su questo non ci sto, specie quando il fine è ancora poco chiaro.
              Un Europa in cui ci sono delle pezze, non va ancora bene… forse per qualche coscienza “dura” si, ma guardando la storia d’Italia, e al disastro tra nord e sud forse dovremmo iniziare da essa, cercare prima di riparare i danni fatti qui e capire come evitarli in futuro in europa.

              • Caro Gianluca, non farmi anche tu il “Rodion” della situazione. Giudico/giudichiamo il divorzio tra Bankitalia e Ministero del Tesoro un’infame e subdola manovra per aumentare gli oneri del debito pubblico e, un giorno, alimentare l’isteria sui conti dello Stato. Ciò non ha nulla a che vedere con il “libero scambio” che è il contrario dello “scambio non libero”, cioè soggetto a pratiche protezioniste, foriere di divenire nazionaliste, imperialiste e guerrafondaie (cosi sono andate le cose, lungo la storia, al di là delle chiacchiere). Velleitaria appare la tua impostazione. Con chi te le prendi se le posizioni che tu esprimi non incontrano il favore maggioritario delle persone? Forse che nell’Europarlamento è in maggioranza il Fronte nazionale della Le Pen insieme agli altri sedicenti euro-distruttori di ascendenza fascistoide? Non mi sembra. E questo è un bene, almeno per me. Il male è che il patto consociativo tra PSE e PPE mira a conservare gli assetti attuali. Ma, ti domando io, è più velleitario cercare di spaccare tale patto consociativo e trasformarlo in una alleanza (che includa altri soggetti politici, oltre alle due massime famiglie politiche europee) progressista che punti agli USE e alla democrazia sostanziale delle istituzioni continentali, oppure piagnucolare come fai tu (e con te altri) perché la UE, così come si presenta, è cattivona e “bisognerebbe” cassarla con un colpo di bacchetta magica? In cosa confidi per la buona riuscita di tale opera di cassazione? Nella vittoria fra mille anni del M5S in Italia? E se poi, fra mille anni, i discendenti di Casaleggio ti dicono che accettiamo l’eurozona così com’è e introiettiamo pure il rigore dei conti e il taglio della spesa pubblica, perché la priorità è la lotta anti-casta e contro gli sprechi…? Aspetti che la Le Pen vinca in Francia? E se invece, come già accadde con il padre Jean-Marie contro Chirac, alle prossime presidenziali, lo spauracchio del Front National servirà a far votare al ballottaggio un socialista da quelli dell’UMP o uno dell’UMP dai socialisti? E se anche, cosa improbabilissima, vincesse la Le Pen, credi che cambierebbe qualcosa, sullo scenario continentale? Considerato il livello medio dei dirigenti del FN, la maggior parte di loro si venderebbe lautamente agli oligarchi di cui tanto discettiamo. Così hanno sempre fatto i fascisti e i post-fascisti, da che mondo è mondo. Certo che chi ha costruito questo tipo di Europa era in mala fede, su questo hai perfettamente ragione. Ma siccome NOI invece siamo in buonissima fede, vedrai che presto o tardi metteremo nell’angolo “gli incappucciati in mala fede”. Per farlo, però, ci serve l’aiuto di tutti. Soprattutto di coloro che al momento, senza saperlo, ululando alla luna che vogliono far tabula rasa di tutto, fanno proprio il gioco di chi non vuole cambiare nulla. Buona notte. Fra’ Cazzo da Velletri

      • Rodion scrive:

        @Alessandro

        La “sintesi finale”, mio affezionatissimo “cazziatore” è che:

        1 – l’integrazione va naturalmente fatta ma rispettando l’Art.11 Cost.: dalle origini, chi optava per il “federalismo interstatale” senza tenerne conto, era (ed è) un diversamente democratico (per la serie, quelli della “costituzione italiota”).

        2 – dal Manifesto di Ventotene in avanti, “il Mov. Fed. Europeo” è stata una gigantesca operazione di “gatekeeping”: per questo abbiamo il pensiero unico neoliberista, chiamato anche PUD€ nella sua versione europea.

        3 – (ti risparmio il “razzismo” implicito di chi ritiene gli anglosassoni “superiori” – come le loro èlite stesse si ritengono – e di quale sia il risvolto “autorazzista” e “collaborazionista” anti-italiano: ma te lo dico perché è un primo passo per capire quali sono i vari risvolti “mondialisti”)

        La distopia orwelliana è tra noi.

        • Ma che hai detto, Rodion?
          Almeno tu ti sei capito, anche in questa presunta sintesi per “Alessandro” che non esplica e sintetizza un bel niente?
          Ho riletto il tuo sproloquio di coscienza di ieri e, francamente, non saprei da dove cominciare per dare riscontro alle bestialità che hai scritto.
          Meglio ricorrere all’esorcista e allo psichiatra, come suggerito già da un mio “collega” in fracazzite velletrana.
          Nelle notte in cui tutti quelli che ti contraddicono, O RODION IL SOMMO E L’INDISCUTIBILE, sono neoliberisti, non si distingue più chi davvero lo sia. Così a qualcuno può venire il dubbio che tu faccia il gioco di chi vuole che tutto rimanga tale e quale com’è, dividendo in Mondo in neoliberisti e rodionisti…
          Ma, poi, scusami, TU CHE VIVI E REGNI NEL MONDO DELLA VERITA’ somma e indiscutibile, insufflata nelle tue grandi orecchie di ASINO CON LE ALI da profeti del calibro di Rosa Luxemburg e magari anche di Caterina di tutte le Russie, che bisogno hai di convincere noi miserrimi mortali delle sublimi certezze che sostanziano la tua vita serena ed equilibrata?
          Lunga a vita a te, SOMMO E INEGUAGLIABILE RODION e che la tua prosa, come quella eraclitea, rimanga sempre incomprensibile ai profani, chiara e limpida solo per chi parla e intende la lingua degli uccelli…fossero pure uccelli da pollaio…
          SEMPER VIVIT ET REGNAT RODION REX UNIVERSI!
          Affezionato Fra’ Cazzo velletrano

        • alessandro scrive:

          Accidenti Rodion! non ti sarai sforzato troppo nella sintesi? così sei quasi didascalico!! Caro Rodion, come vedi chi ti scassa le palle (tuo affezionatissimo cazziatore) non sempre lo fa per metterti nella merda… altrettanto non posso dire dei tanti Frà (Scassa)Cazzo da Velletri che pare si stiano moltiplicando e clonando in continuazione e ti/ci stanno mandando in tilt. Ormai è tutto un buttarla in caciara, come direbbe uno dei Fratacchioni dichiaratosi del sud del Lazio. L’argomento per me è chiuso, ho tentato di porre un quesito (che in parte contiene anche considerazioni a te ben note e che potevi chiedere anche te, senza perderti in lunghe disquisizioni) che mi auguro trovi risposta una volta o l’altra da parte dell’area GOD in forma argomentata e ufficiale, comprendendo che non è questa la sede giusta. Bene grazie a tutti e arrivederci

          • Rodion scrive:

            @Alessandro

            All’ultimo meeting si devono essere fumati quello che resta di Spinelli.

            Sembrano i bulli cattivi del cortile che urlano “BABABSBABABAH” per non far sentire alla loro mamma (in tutti i sensi) le malefatte denunciate dagli altri bambini.

            Ti rendi conto del livello?

            Gli amici libbbbberali stavano chiedendo a IlMoralista di CENSURARE l’Agorà di coloro che portano la letteratura scientifica nei dibattiti.

            Non possono rispondere semplicemente perché non c’è nessuna risposta: ma questo lo sapevamo dall’inizio, no?

            L’episteme è una cosa, la doxa è un’altra.

            Cosa ne pensi di proporre loro questo nuovo nick?

            Fra’ Piddino Campanaro

            • Caro Rodion, continui a vederti consentire la libera uscita fino a tardi da parte degli infermieri che ti hanno in cura…? Ah, no, scusami, è stato detto che parlarti cosi non è “politically correct”!
              E allora mi emendo e mi prostro dinanzi ai tuoi PIEDI, o SOMMO RODION. Possa la luce sfolgorante della tua MIRABILE EPISTEME rischiarare le tenebre della DOXA in cui noi poveri fraticelli velletrani ci dibattiamo miseramente. Ma “Alessandro”, cui ti rivolgi nella speranza di un po’ di umana compassione per la tua condizione disturbata, non ha scritto sopra che te le abbiamo suonate di santa ragione? Sai leggere,almeno, pur non sapendo né scrivere né far di conto? Oh, scusami! Ecco che ricado nel peccato originale di voler rimettere in discussione quella tua infinita ignoranza e insipienza agli occhi del Mondo che, invece, al cospetto degli dei iperuranii rimossi dalla vile doxa, è sublime e asinina sapienza! Gloria a Te, onnisciente e onnipotente Rodion, la cui prosa sgangherata è invece poesia carezzevole e altissima per chi partecipi della tua stessa bestiale divinità! Ave! E buona notte! Fra’ Cazzo da Velletri

              PS Scusaci se abbiamo chiesto AL MORALISTA di NON CENSURARE alcunché ma, visto il livello celeste della tua capacità di comprendonio, e visto che incarni alla perfezione lo stile del bipensiero orwelliano, se abbiamo chiesto una cosa, in realtà volevamo significare il suo esatto contrario. E se lo dici tu, deve essere per forza vero, perché TU SEI LA VERITA’ E LA VITA…

              • Rodion scrive:

                Mi cominciate veramente a far pena…

                I “bulli veri” che conoscevo io da piccolo ora lavorano in finanza ad altissimo livello e sanno di essere quello che sono.

                Mi fate una grande tristezza.

                Buona notte.

                p.s.

                Ale, credo che sfugga loro qualcosa: glielo dici tu?

    13. Cari/e a mio avviso il problema di Rodion è fine a se stesso, giacché personalmente l’ho considero un libro umano che, nel leggerlo, mi istruisce, mi arricchisce in modo retrò, vintage. Partendo dalle nozioni retrò di Rodion, mi eccito, mi masturbo mentalmente nel creare visioni futuristiche rispetto alla nuova Europa e la medesima conformazione del territorio e dei suoi abitanti. Detto ciò, chi mi conosce si è creato una visione del mio essere presente in taluni dibatti. Ora mi permetto di porre l’attenzione a un particolare e incisivo articolo apparso stamani su AFFARITALIANI; economia.
      ” Renzi non convince i manager; predicato bene razzolato male”.
      Anche nella conferenza stampa sul programma dei 1000 giorni niente di nuovo se non uno strumento di accountability. E’ il j’accuse di Guido Carella, Presidente Manageritalia; ” L’Italia ha bisogno di meno chiacchiere e più fatti, di un governo e una politica che restringano e di molto il loro raggio d’azione. Ha bisogno di una politica che faccia poche cose, ma buone”.
      Detto ciò, dopo avermi consultato con Sciupeta- Vicecapo mungitore- abbiamo apprezzato il concetto Socialista intrinseco nell’asserire del. sig. Carella.
      POCHE COSE MA BUONE- RIDURRE LO STATO A POCHE FUNZIONI E CREARE IL CONCORDATO DI NON INTERFERENZA COL POTERE ECONOMICO-FINANZA.
      Lunga vita pure a Rodion, che nel suo egocentrismo è in grado di istruirmi; d’antan.

    14. Gianluca scrive:

      Un contributo d’oltralpe, di Jacques Sapir che secondo me riassume abbastanza l’insensatezza dell’Euro:

      Il debito pubblico e l’austerità.

      Cominciamo prima con la questione dell’evoluzione del debito pubblico. Il rapporto che sta alla base della discussione è il debito/PIL. Le grandezze sono espresse in euro attuali. La crescita di questo rapporto (tecnicamente: la sua derivata…) si scrive Δ debito / Δ PIL. Il primo termine, Δ debito, è in realtà il deficit statale. Il secondo termine corrisponde alla crescita del PIL nominale, ossia alla crescita reale più il tasso di inflazione. Il problema è che c’è una relazione tra il valore del deficit e il tasso di crescita. Se si riduce il deficit nella situazione attuale, sia con una riduzione netta della spesa pubblica che con un aumento delle imposte, la crescita si riduce. Si è creduto a lungo che la riduzione della crescita fosse inferiore a quella del deficit (tecnicamente: che il moltiplicatore della spesa pubblica fosse inferiore a 1). In questo modo, si può ridurre il deficit di 40 miliardi (ossia del 2% del PIL) e avere, se il moltiplicatore è 0,5, una riduzione di soli 20 miliardi della crescita potenziale (ossia circa l’1% del PIL). Tutto bene, insomma. E’ certamente doloroso (per gli altri), ma ne vale la pena. Tuttavia, ci si è resi conto che il moltiplicatore è MOLTO superiore a 1 (tra 1,7 e 2,2 a seconda dei Paesi). Esso è stimato, oggi, essere pari a 1,5 in Francia. Quindi, se si riduce di 40 miliardi il deficit, la crescita potenziale viene ridotta di 60 miliardi. Non è certo la stessa cosa. Si capisce quindi perché le politiche di austerità AUMENTINO il debito anziché ridurlo.

      Valls ha poi sostenuto che la politica francese non fosse una politica di austerità. Questa è pura e semplice malafede. Da una parte, come abbiamo mostrato, l’austerità può portare a dei deficit e a un debito in crescita costante. Lo si è visto in Grecia, in Spagna e in Italia. D’altra parte, il ragionamento del Primo Ministro è stato: non abbiamo una politica di austerità perché creeremo 60.000 posti di lavoro nell’istruzione (in 5 anni…). Questa argomentazione è grottesca. La disoccupazione aumenta circa di 180.000 persone all’anno (e probabilmente anche di più) e a questo ribattiamo con 60.000 posti creati in 5 anni? Ci sarebbe da ridere se non avessimo a cuore il problema.

      Poi abbiamo il tasso di inflazione. Se fossimo negli anni sessanta, con un’inflazione al 3,5%, anche con una crescita di 0,5% un deficit del 4% non farebbe crescere il debito pubblico. Salvo che, in seguito alla politica della BCE, siamo sull’orlo della deflazione, con un tasso di inflazione di 0,5%, o anche meno. Si comprende allora il problema. Mi sembra già di sentire alcuni che dicono: “Eureka, basta che la BCE cambi la sua politica”. Salvo che le cose si complicano ulteriormente. Infatti, l’inflazione dipende da diversi fattori (tranne nel caso di un’economia surreale in cui essa dipende dal fattore Cheval). Infatti, la relazione tra la crescita e l’inflazione dipende dall’inflazione cosiddetta “strutturale”, ossia il tasso di inflazione che si ha con una politica monetaria ‘neutra’ e con l’economia in piena occupazione dei fattori produttivi (quindi, con la disoccupazione dell’ordine del 3%…). Questo tasso strutturale non è lo stesso nei diversi Paesi, il che è perfettamente comprensibile. Esso dipende dal tasso di investimenti, dall’età media del capitale produttivo, dalla formazione della manodopera e dalla dinamica demografica (e potremmo proseguire). Pertanto, quando si impone lo stesso tasso di inflazione a diversi paesi, per alcuni corrisponderà, più o meno, al tasso “strutturale”, mentre per altri sarà troppo debole o troppo forte. Quindi, a quale tasso dovrebbe puntare la BCE? Supponiamo che decida per il 4% (e i rappresentanti tedeschi e finlandesi – e non solo – si suicidano sulla pubblica piazza); questo converrebbe alla Francia e all’Italia, ma certamente non alla Germania. Infatti non possiamo avere un tasso di inflazione armonizzato tra paesi con strutture economiche molto differenti, senza immaginare trasferimenti finanziari significativi tra di loro. Per la Germania, sarebbero almeno dell’8% del PIL ogni anno. Perciò dimentichiamocelo, è chiaro che è impossibile.

      Ma c’è una trappola dentro la trappola. La questione dell’inflazione determina anche in gran parte la competitività relativa tra i paesi. Infatti, dal 2000 al 2008, i tassi di inflazione sono stati molto diversi nell’eurozona. Quello che abbiamo guadagnato, per un po’, durante la crescita, abbiamo poi perso pochi anni dopo a causa dell’accumulo della differenza nel tasso di inflazione che, se si è in un’unione monetaria, come è l’eurozona, si traduce in uno scarto importante di competitività. Pertanto, se uno lascia diminuire l’inflazione, poco o tanto, rispetto al tasso strutturale, si pone un problema di competitività, e se tutti cercano di avere la stessa inflazione, i Paesi con un’alta inflazione strutturale sono terribilmente penalizzati. NON CI SONO SOLUZIONI all’interno della moneta unica. Solo la svalutazione della moneta, in funzione del reciproco tasso di inflazione, ma anche degli incrementi di produttività, offre una soluzione. Ma ciò implica che ogni paese recuperi la propria sovranità monetaria.

      La questione dell’euro.

      Ed eccoci qua: la questione dell’euro è al centro del problema. Manuel Valls l’ha riconosciuto, ma per negare immediatamente qualsiasi credibilità a una politica di rottura nei confronti dell’eurozona. Notiamo subito che se questo problema fosse stato DAVVERO insignificante, non si capirebbe la necessità di soffermarsi su di esso con tale violenza e tanta cattiva fede. Qual è la sostanza del suo ragionamento? Se la Francia dovesse lasciare l’euro, cesserebbe di esistere e di contare in Europa. C’è da stupirsi dell’impudenza del ragionamento. Per quel che sappiamo la moneta, sia essa l’euro o il franco, non rappresenta il prestigio o la forza internazionale della Francia. E’ il dinamismo della sua economia, la chiarezza della sua politica, è insomma la capacità della Francia di essere una forza propositiva che determina la sua forza e il suo prestigio. Tuttavia, l’euro condanna la Francia a una lunga e dolorosa agonia economica, alla perdita oggi del suo potenziale industriale e domani della sua capacità scientifica. Ormai ce ne accorgiamo nella gestione delle crisi internazionali. Qual è il peso della Francia in Medio Oriente? Qual è il nostro ruolo nella crisi Ucraina? L’euro ci mette a rimorchio della Germania, ci priva di sovranità, ci conduce a una sparizione inevitabile. Già ora, la politica economica della Francia non viene decisa a Bercy, ma a Francoforte e a Berlino. Siamo condannati a “occuparci dei dettagli”, come disse il cancelliere tedesco Stresemann negli anni ’20. Ma egli aveva la scusa del trattato di Versailles e il peso della sconfitta del 1918.

      Manuel Valls ha fatto riferimento anche al contesto internazionale. Non sarebbe saggio aprire una crisi europea in un periodo di minacce esterne. Ma questa crisi è GIA’ aperta, se non gli dispiace. Quanto ai “venti di guerra” che ha richiamato, riferendosi implicitamente alla Russia, chi è il responsabile? Come si può qualificare la posizione del governo francese, che si allinea con la posizione degli Stati Uniti e degli europei più entusiasti, mentre ancora oggi non ci sono prove del coinvolgimento della Russia o degli insorti di Donbass nella tragica distruzione del velivolo della Malaysian Airlines (volo MH17). Col nostro sostegno, molto discutibile, al processo ‘rivoluzionario’ ucraino, ci siamo negati, ormai, di poter svolgere il ruolo di mediatore tra la Russia e l’Ucraina e lasciamo la Germania libera di sviluppare le sue strategie (ma anche le sue contraddizioni). In effetti, la situazione internazionale, che è oggi effettivamente difficile, è essa stessa una condanna senza appello della “politica estera” dell’Unione Europea. Allora, sì, se non vogliamo sprofondare in questo abisso, occorre far scoppiare la crisi europea, facendola passare dalla fase latente alla fase manifesta.

      L’ultimo argomento, uscire dall’euro significherebbe attuare la politica del Front National. E’ quindi chiaro per Manuel Valls che se, per via del sole splendente, Marin le Pen dice che fa bel tempo, noi dobbiamo immediatamente sostenere che piove e aprire gli ombrelli. Come non essere stupiti da tale bestialità? Una politica si giudica dalla sua razionalità e dai suoi frutti. Purtroppo oggi sappiamo che i frutti delle politiche attuate dal 2012, in continuità con quelle condotte da François Fillon a partire dal 2011, sono stati molto amari. Un mio collega italiano, Alberto Bagnai, ha scritto sul suo blog “l’acqua bagna e la disoccupazione uccide”. Niente di più vero. Abbiamo avuto 26.000 nuovi disoccupati a luglio, come annunciato mercoledì. Non dobbiamo dimenticarlo.

      La scelta di Manuel Valls non è fatta con coraggio e volontà, è fatta con rassegnazione. Sarà pure la sua scelta, libero di farla; ma non può essere quella della Francia e dei francesi. Glielo faremo presente.

      Grazie a http://vocidallestero.blogspot.it/2014/08/sapir-valls-e-la-rassegnazione.html

    15. Diego scrive:

      Ero indeciso se cimentarmi anche io con un modestissimo intervento; visto che il topic continua ad essere gettonatissimo, mi ci butto.

      Penso di poter isolare, nei torrenziali interventi di Rodion, due messaggi. Il primo è antifederalista, con riferimento all’Europa.

      Ora, la mia formazione tecnico scientifica mi rende un perfetto illetterato al cospetto di Rodion e ancor più dei compagni di GOD/DRP. Una cosa però la so. So che Rodion si è messo a fare l’equilibrista sul rasoio, tentando di dimostrare che l’eurofederalismo sarebbe incompatibile con (per brevità) la piena realizzazione della D.U.d D.U. Caro Rodion, i teoremi lasciamoli alle scienze esatte. Le scienze politiche ed economiche, in quanto scienze umane, nascono con l’uomo ed è quindi l’uomo che dovrebbe forgiarle in modo sapiente, nonché nell’interesse di tutti e di ciascuno.

      Detto questo, sul piano ideologico a proposito di USE, la mia bilancia pende decisamente verso il fronte massonico-progressista. Eppure, tale dibattito ancora non mi infiamma, perchè la sensazione è che siamo ancora abbastanza in anticipo sui tempi, soprattutto per colpa della riscossa dei massoni topi-di-fogna-controiniziati iniziata ben 40 anni fa, e della costruzione di questo mostro di UE iniziata più di 20 anni fa. E qui veniamo al secondo punto caldo by Rodion, l’antieurismo.

      Pur supponendo che la moneta unica sia intrinsecamente incompatibile con gli obiettivi di prosperità e giustizia sociale che ci proponiamo, il suo superamento e il ritorno a valute nazionali, costituisce un eventuale (ti concedo anche l’inevitabile, giunti a questo punto) passaggio per una riscossa di fronti progressisti.

      E fare dell’uscita dall’euro (cioè una tappa probabile) un totem, significa confonderlo col traguardo, in altri termini confondere la strategia con la tattica. Sul punto è assai rassicurante la posizione aperta e pragmatica della bozza di statuto dell’associazione Eleanor Roosevelt

      • Caro Diego; essere in anticipo sui temi, oppure creare una piattaforma politica, affinché si possa avere un’altra visione della Europa; ormai deceduta grazie all’insipienza degli economisti?
        Lunga vita

        • Diego scrive:

          Trovo che avere una visione di ampio respiro ideale e futuribile, nonché in continuità col pensiero dei giganti richiamati ad ogni occasione da Frà Cazzo, sia indispensabile e del tutto condivisibile.

          Cionondimeno, le mie attenzioni e le mie tensioni emotive, sono rapite dal qui & ora, dal momento che l’organizzazione del nostro fronte progressista è ancora in fase embrionale, mentre il progetto di cinesizzazione dell’Europa è giunto ad uno stadio di realizzazione avanzata.

          Questo ovviamente non vorrà dire che farò mancare il mio impegno (o sostegno morale, qualora fossi impossibilitato ad agire concretamente) a quelle iniziative della ER particolarmente rivolte ed ispirate ad un progetto di integrazione continentale antitetico rispetto a quello attuale, anzi. Il nostro europeismo, tra gli altri, avrà lo scopo di inchiodare gli antieuropeisti de facto, oligarchi di questa UE, alle loro responsabilità e alla loro disonestà.

          Il pessimismo della ragione mi suggerisce che la formazione degli USE realmente democratici eccetera, non è oggi all’odg, non lo sarà domani, dopodomani forse. Questo, però, non intacca l’ottimismo della volontà, e soprattutto la ragione è sempre pronta a riformulare analisi e giudizi di fronte a scenari mutati, magari proprio a causa della nostra azione sospinta dalla nostra volontà.

          Un caro saluto

      • Rodion scrive:

        Hai proprio ragione: vedrai come ti troverai bene nel fantastico mondo Kalergi…

      • Rodion scrive:

        @Diego

        Hai proprio ragione: vedrai come ti troverai bene nel fantastico mondo Kalergi…

    16. alessandro scrive:

      Ultimo tentativo e poi ci metto un punto. Chiedo ai lettori di aiutarmi a fare un punto della situazione e una sintesi finale del dibattito.
      1) In cosa difetta il ragionamento di Rodion. Discettare all’infinito sulla paternità e progettualità del malefico disegno di costruzione dell’attuale Europa matrigna (che comprende sia l’Unione Europea che l’Eurozona), attribuendo a questo o a quel filosofo/statista/politologo o personaggio del passato la responsabilità dell’attuale crisi economico-sociale. Esaminare con lunghe dispute letterario-filosofiche-bonne-literie, il pensiero e l’impianto dottrinario di questo o quello (passando da Kalergi ad Hayek, da Luxemburg agli intellettuali coreani, da Marx a Spinelli, da Mussolini a Mazzini e Garibaldi, da Frà Cazzo da Velletri a Sorella Tettina da Fighera, ecc.), attribuire responsabilità ad uno piuttosto che ad un altro la paternità del noto disegno oligarchico neo-feudale europeo (ed in prospettiva l’ipotesi del concretizzarsi del disegno federalista degli USE), può servire, certo! Ma fino a che punto? Può servire per il futuro a colmare gli errori del passato. Va bene. Ma stiamo o no parlando, caro Rodion, di personaggi che oggi sono tutti morti (o quasi tutti)? Oggi ci siamo Noi al mondo, cosa vogliamo progettare per il futuro nostro e dei nostri figli? Possiamo correggere il tiro degli errori del passato? Come ti hanno ampliamente dimostrato nel merito i Fratelli Velletrani (che tu, arrogantemente, con presunzione e presunta saccenza, sottovaluti), se si addivenisse ad una forma di governo democratica delle istituzioni europee (ad esempio di tipo parlamentare con potere legislativo in capo al Parlamento UE eletto dai cittadini UE, con potestà primaria ed esclusiva nel controllo e vigilanza del bilancio comunitario; Commissione fiduciabile/sfiduciabile dal Parlamento; Consiglio con funzioni consultive), l’ipotesi federalista sarebbe auspicabile e si supererebbe anche quello scoglio dell’art. 11 della costituzione che tu, caro Rodion, richiami ogni 2×3. Il Mercato Unico Europeo offre innumerevoli vantaggi ai paesi membri. Basti pensare al successo, fra alti e bassi, delle politiche agricole comunitarie (cosiddetta PAC) che nel dopoguerra ha assicurato il fabbisogno alimentare di beni di prima necessità e garantito, nel bene e nel male, l’autosufficienza alimentare di ingenti masse di popolazione, redditività delle imprese agricole e presidio e salvaguardia ambientale dei territori e delle tradizioni a vocazione agro-pastorale. Immaginiamoci come una politica energetica comune possa essere utile per assicurare l’autosufficienza e il fabbisogno energetico dei cittadini europei, sfuggendo alle tensioni geopolitiche internazionali causate dall’accaparramento delle risorse energetiche e naturali. L’Europa non è solo un sogno “piddino” di pace e serenità, se i cittadini europei fossero chiamati a decidere quali siano le forme più evolute d’integrazione da porre in essere.
      In questo articolo i Fratacchioni Velletrani sono stati molto convincenti. Sarà un mio limite culturale, non ho studiato filosofia, ma conosco bene gli uomini e questo in parte basta e quando non basta studierò! Ma me ne sbatto altamente se Spinelli sia o meno stato un convinto democratico o che abbia o meno ingenuamente sottovalutato la piega neo-liberista che avrebbe assunto la costruzione europea nel futuro. Ora ne abbiamo parlato, basta! andiamo avanti… Spinelli e morto, ai posteri l’ardua sentenza… Oggi ci siamo Noi e tocca a Noi. Quanto all’anti-anglo-americanismo e al presunto valore salvifico della patria russa, ancora una volta i Fratacchioni Velletrani sono stati più convincenti e attendiamo con impazienza il libro del G.M. Magaldi. E comunque piuttosto che della Russia, caro Rodion, ti concederei l’amore per una bella russa, da amare rigorosamente in patria italica, in quanto il Presidente russo Putin, gli smanettoni del web come te e me, li definisce CRICETI!! E come ben sai i criceti hanno una vita assai corta…
      2) Differenza fra UE, Mercato Unico Europeo ed Eurozona. Non ignoriamo più nei dibattiti questa differenza, altrimenti verrà fuori una diatriba fuorviante, sarebbe come confondere capre e cavoli a merenda. Come noto io desidero che si esca dall’euro, ma auspico la formazione degli USE e forme d’integrazione più evolute del Mercato Unico, in un ottica genuinamente democratica. Che si uscisse o meno dall’eurozona, quale svantaggio si avrebbe nell’estendere “democrazia” in ogni angolo della terra, nelle varie entità, statali e non, governative e non-governative, a partire dall’Italia e dall’Unione Europea? La lotta penosa per addivenire ad una Europa genuinamente democratica va comunque condotta a tutti i livelli. Il che non pregiudica che gli anti-euristi conducano una battaglia su un fronte parallelo per restituire un orizzonte liberale e liberista nella politica economica (se accettiamo il libero marcato dei capitali, dei beni e servizi, allora che si accetti la libertà “valutaria” e che i cambi fluttuino nel mercato dei cambi liberamente, secondo le regole della domanda e dell’offerta).
      3) Motivo politico del perché si vuole tenere ancora l’euro. Preso atto che l’euro non funziona per i motivi che ormai tutti sanno (per quei pochi che non sanno, basta leggersi Il tramonto dell’euro dell’ottimo Prof. Bagnai), fermo restando la battaglia per gli USE e una Europa genuinamente democratica, perché non si vuole far crollare l’unione monetaria foriera di danni, squilibri e asimmetrie ormai conclamate e visibili ictu oculi? Qual è la motivazione politica? La motivazione di Germania e paesi satellite la conosciamo. La motivazione degli industriali tedeschi la conosciamo. La motivazione delle grandi corporation dell’industria e della finanza globalizzata la conosciamo. Ma perché anche i progressisti difendono l’euro? Perché non sanno la tecnica economica? Non ci credo più, non possono più dire di non sapere!! Perché anche gli ambienti del GOD e DRP? La risposta non può essere di natura macro-economica, perché le analisi dell’esimio insigne Prof. Bagnai hanno confutato e smontato ogni genere di tecnicismo e luogo-comune portato a difesa dell’euro, da questo o quell’altro presunto economista o “piddino” di turno. La risposta che vorrei è prettamente politica. Astenersi complottisti e “filosofi bonne-literie” perditempo. Grazie anticipatamente ed arrivederci.

      • Gianluca scrive:

        Basta leggere cosa scrive “Fassina”… il costo politico per il PD sarebbe enorme.
        Capito? Il costo umano non conta…
        Troppi al caldo, del loro futuro “assicurato” e rassicurante, discettano di Euro senza pensare ai tanti disperati che hanno sulla coscienza, indirettamente si intende. Vi piace il capitalismo? A me no, ma non ce ne sono di migliori, di conseguenza dobbiamo fare i conti e la moneta è una componente fondamentale per la libertà economica e sviluppo di un paese. Spostare le decisioni ancora più lontano, a paesi che poi sono i più anti-progressisti e neoclassici che ci siano, ha dei costi GIGANTESCHI.
        Un uomo solo, non ha nessun potere. Tanti uomini che si professano progressisti e che seguono invece dei leader europei che sono reazionari… gli e ne danno tanto di potere!
        In nome dell’euro, per difendere la sua tenuta, troppe decisioni sbagliate e omicide sono state prese.

    17. Caro Alessandro, ottima sintesi provvisoria. In attesa di una risposta ufficiale e ad hoc alla domanda che fai da parte degli “ambienti di GOD e DRP”, ti dico la mia modestissima opinione. Io aborro il modo in cui attualmente è gestita la valuta “euro”. Ma ritengo che sia molto più facile e indolore, cambiarne la gestione (con tutte quelle misure da te riepilogate sopra e da me elencate in precedenza, che conducono ad una direzione democratica sul piano politico e ad una primazia dell’indirizzo politico su quello economico-finanziario nel Vecchio Continente) in termini proficui per il POPOLO EUROPEO, che non avviare un accidentato e insidioso percorso di ritorno alle varie valute nazionali. In altre parole, una volta che la BCE sia subordinata ad un potere politico-istituzionale democraticamente legittimato, che sia banca prestatrice di ultima istanza, che siano vigenti gli eurobond, che siano implementate delle regole “keynesiane” precise nei rapporti delle bilance commerciali dei vari paesi dell’eurozona, che si lanci un New Deal europeo di amplissimi investimenti pubblici in infrastrutture grandi, medie e piccole e poi nella loro costante manutenzione e modernizzazione, che si abbandoni l’austerità e ogni isteria da deficit e debito pubblico, a che servirebbe il ritorno alle valute nazionali? E, viceversa, che utilità può avere il ritorno alle monete particolari (lira, franco, marco, peseta), in un clima di muro contro muro tra anti-europeisti ed europeisti a prescindere, e in assenza di un condiviso paradigma keynesian-rooseveltiano? Dunque, la motivazione principe per insistere a riformare l’eurozona invece che abbatterla e ricominciare daccapo, almeno per quanto mi riguarda, è che in caso di tabula rasa avremmo comunque delle ripercussioni problematiche sul breve-medio periodo (certo, senza evocare le catastrofi apocalittiche che taluni pongono a guardia del “dogma euro”), in un contesto di feroci contrapposizioni con altre nazioni che l’euro lo volessero mantenere e con i soliti “potentati avvoltoi sovranazionali” pronti a sfruttare la situazione di caos e di conflittualità che si verrebbe a creare. Ciò, senza alcuna garanzia che il ritorno alla lira comporterebbe ipso facto delle politiche keynesiane e rooseveltiane. Viceversa, una volta resa l’euro moneta sovrana di un super-stato democratico, chi potrebbe contestare un uso virtuoso e fecondo di tale valuta? Chi potrebbe competere, tra i destabilizzatori finanziari sovranazionali, con una BCE subordinata a politiche governative, lo ripeto ancora sino allo sfinimento, keynesian-rooseveltiane? Tutto chiaro?
      Spero di si. Con buona pace di Rodion e di tutta quella retorica infingarda secondo cui l’euro è il Male assoluto in ogni caso e sotto ogni punto di vista.
      Le valute, il loro uso e la loro emissione dipendono da decisioni sovra-economiche. Non esiste una condizione assoluta per cui una valuta sia buona e apportatrice di prosperità in sé e per sé, e un’altra sia destinata inevitabilmente all’esplosione in virtù di non meglio precisate necessità meta-storiche ammantate di episteme econonomicistica (vedi il pur ottimo Bagnai, eccellente in tante analisi, ma carente in codesta convinzione fideistica e nella presunzione di poter interpretare ciò che accadrà o non accadrà nellì’eurozona e in Europa solo con strumenti di scolastica economica, senza alzare gli occhi al cielo delle più complesse dinamiche del potere palese e riservato. A proposito, Alessandro, hai letto la pagina 237 de “Il Tramonto dell’Euro” che ti menzionavo sopra, in cui Bagnai si preoccupa che l’euro possa essere esploso prima dell’uscita del suo libro del 2012?). Salute e prosperità.
      Fra’ Cazzo da Velletri

      PS Naturalmente, è mia connvinzione (credo di poter dire, comune anche agli ambienti di GOD e DRP) che un governo italiano degno di questo nome, nel richiedere la sospensione immediata dei vigenti trattati europei (a partire da quello di Maastricht) e nel promuovere le trattative per accedere ad un New Deal politico-economico per l’Europa e l’eurozona, debba essere anche disposto a minacciare la sospensione unilaterale di ogni accordo UE e persino il ritorno alla lira (e ad attuarlo, fintanto che ciò non induca “altri” a più miti consigli e alla ragionevolezza), qualora le sue legittime richieste non divenissero oggetto di leale discussione continentale.

      • alessandro scrive:

        Intanto chiedo scusa per gli innumerevoli errori ortografici e di punteggiatura dei precedenti commenti. Confermo che a Pag. 237, caro Frà Cazzo, è scritto esattamente quello che dici tu e di questo ne avevo memoria. Contestavo solo che il Professore non ha mai detto univocamente che l’anno preciso del collasso dell’euro fosse il 2012 e inoltre non trovo opportuno “screditare” l’eccellente lavoro di un economista che ha detto solo la verità e ha raccontato la crisi in modo impeccabile, per una previsione errata. Tra l’altro su una previsione “politica” (ramo non proprio di sua competenza) e non economica. Il lavoro del Professore servirà tantissimo comunque, sia in caso di uscita o di non uscita dall’eurozona e pertanto non merita colpi bassi, semmai di essere incoraggiato e sostenuto, anche con un contributo economico all’Associazione che presiede. Poi concordo che il Professore non considera determinante il ruolo dei consessi oligarchici sovra-nazionali che faranno di tutto per non far crollare l’euro. E non è neanche detto che quando il processo d’impoverimento e cinesizzazione dell’Europa raggiunga il livello desiderato dall’élite oligarchiche, le stesse non decidano di mandare l’euro in malora per utilizzare un altro strumento più efficace, tirando fuori dal cilindro chissà quale altra diavoleria.
        Circa tutta la questione dell’antieurismo, ora per me è il momento della riflessione, di collazionare tutti i pezzi e farmi un’idea su quale fronte sia meglio difendere. Intanto anticipo che ho letto con amarezza il seguente commento di Gianluca (2 settembre 2014 alle ore del Moralista 13:08):
        “Quindi ci lascerete ancora morire, in nome del sogno… al momento irrealizzabile, anziché scompaginare il gioco delle élite reazionarie.
        Questo atteggiamento da anima debole, sulla pelle altrui, è la cosa che ho più odiato del centro sinistra… prima di aver capito che erano del tutto conniventi.
        Oggi le mazzate sui denti, domani FORSE una versione rosé che arrotonderà le punte della mazza… un domani che sarà sempre domani, mentre l’oggi frana e crea voragini difficili da ripianare in futuro. Il sogno è più importante della vita di milioni di persone…”
        E se avesse ragione Gianluca? Se non ci fosse tutto questo tempo per rendere l’euro sostenibile o governabile? Non credo che nessun economista, penso neanche Bagnai, ritenga che almeno potenzialmente, in linea teorica, non ci siano gli strumenti tecnici per evitare che l’euro produca squilibri o asimmetrie. E’ difficile trovare un’area valutaria ottimale. Sicuramente l’eurozona difficilmente può essere un’area valutaria ottimale, quindi a nessun sano di mente sarebbe balenata l’idea di creare una moneta unica senza unione politica ed economica e senza istituzioni democraticamente elette con una struttura solida e basata su una carta costituzionale (non con struttura liquida e tecnocratica, mutuata dalla forma organizzativa propria delle élite oligarchiche sovra-nazionali). Non credo ci sia ancora più nessuno, che ha un minimo di cognizione di economia (basta anche un bignami di economia), desideroso di proseguire con l’attuale costruzione dell’eurozona. Ma è pur vero che adottando tutti gli accorgimenti della tecnica economica si possono anestetizzare gli effetti negativi dell’euro (perlomeno questo mi sembra di aver capito). Si ma a quale costo? E nel mentre quanti sacrifici umani e quante vittime? E se si uscisse dall’eurozona (riducendo parte degli squilibri macro-economici), non si potrebbe realizzare quel “sogno” di una genuina e democratica federazione europea con maggior serenità, con tutto il tempo che questo complesso processo d’integrazione richiede, senza dover sentire il peso dei numerosi sacrifici umani? Invito a considerare il fattore TEMPO e anche su chi grava maggiormente il costo di questa crisi, ovvero sui redditi dei salariati e sulla piccola-media impresa. Di quale sia la strada politicamente più breve e meno insidiosa da percorrere, non saprei. Sicuramente ci sono trame occulte e conseguenze pericolose in caso di uscita, che i non addetti ai lavori ignorano, altrimenti si sarebbe usciti dall’eurozona subito. L’unica certezza su questo punto è che mi rimangono molti dubbi e perplessità. In attesa di tempi migliori, saluto tutti i lettori de Il Moralista e gli Incursori da Velletri, good night and good luck

        • Rodion scrive:

          Alessandro, fattelo dire: sei proprio tonto…

          Mi spiace, ma l’euro te lo meriti.

          • alessandro scrive:

            Tonto ci sarai tu e la tua fidanzata russa e la tua amante coreana!! E visto che ci sei prestamene una! Ho appena detto che auspico di uscire dall’euro, sai leggere? oltreché non saper comunicare? Insulti gratuitamente, senza argomentare e rispondere al mio quesito che è di natura politica non macro-economica. Cerco risposte e verità. Leggi i commenti di Gianluca e impara come ci si relaziona positivamente con il prossimo. Ti ho offerto degli assist per uscirtene dall’angolo in cui ti hanno messo gli incursori velletrani e tu non hai colto… tonto!! Comunque grazie lo stesso e dell’interessante dibattito, è stato bellissimo… senza di te, caro Rodion affezionatissimo compagno bloggaro, tutto questo non ci sarebbe mai stato. Un caro saluto

            • Rodion scrive:

              Quello che soprattutto non hai capito è che non sono finito in nessun angolo: ciò che tu volevi io dicessi loro, si trova su qualsiasi manuale di economia. Non lo stavo spiegando a terzi.

              Loro devono fare proselitismo pop per manipolare nuovi frame neo-liberali, man mano si consuma il genocidio degli Europei.

              La domanda a cui abbiamo cercato risposta è, in parte trovato, era: come mai persone di certa cultura umanistica mente spudoratamente, vilipendendo i cadaveri dei loro stessi cittadini?

              Qual è il frame politico e ideologico che li rende sociopatici?

              È più chiaro?

              Un abbraccio

              • alessandro scrive:

                chiarissimo, come al solito

              • Ma la domanda ancora più stringente e rilevante, caro Rodion, è, a parte qualche asino e qualche bue orbitante presso questo Blog (in maggioranza frequentato da commentatori di qualità, che, proprio in quanto tali, con l’eloquio sconclusionato e perturbato di “Rodion” hanno problemi seri a confrontarsi) e/o presso altri siti e blog dell’area anti-eurista e “anti-sistema” dura e pura, quanti sono i supporters complessivi di queste posizioni arrabbiate, incolte nella sostanza, viscerali, truculente, manichee, demonizzanti, pateticamente roboanti ma prive di conseguenze politiche, di cui codesto cicisbeo del web dalle passioni russe e coreane si mostra corifeo? No, perché non vorrei – e la questione la pongo in quanto tale anche al Moralista- che si continuasse a credere che la stragrande maggioranza del Popolo Italiano ed Europeo sia rappresentata da soggetti psicopatici come Rodion o come i pochi seguaci delle sue sciamannate e incivili tirate retoriche contro questo e contro quello. Parimenti, non vorrei che si cadesse nell’equivoco che al bacino di milioni di italiane e italiani, di europee ed europei, di cittadini e cittadine del Mondo cui dovrebbe rivolgersi la ER, sia invece da anteporre la preghiera a Rodion e ai suoi pari affinché “venghino” in seno alla suddetta Associazione…”nemmeno in posizione di minoranza, ma forse di maggioranza, perché lo deciderà l’assemblea sovrana della ER”, chiosa un poco riflessivo Francesco Toscano. Ma se nella ER fossero in maggioranza psicopatici manichei e demonizzanti come Rodion, tale Associazione si dovrebbe chiamare “Anti-europeisti per il Socialismo Nazionale” oppure “Grande Madrea Russia”, non certo “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal”.
                Caro Moralista, forse un po’ di autochiarificazione interiore non guasterebbe anche per te. Certo che tutti sono benvenuti sul tuo Blog (io stesso ti ho detto che sarebbero esecrabili delle censure, verso chiunque rivolte) e certo che nella ER, a differenza che in una Associazione che fosse ispirata dagli illiberali come Rodion, saranno ammesse e favorite posizioni di minoranza. Ma anche solo ipotizzare che un culturame anti-demo-pluto-giudaico-massonico-anglo-americano potrebbe essere “maggioritario” in seno alla “Eleanor Roosevelt” è una bestemmia troppo ostica da digerire. Stai attento, Moralista, che queste posizioni indifferenziate da te assunte non facciano credere a chi ti legge che la trasversalità e l’ecumenismo pre-politico pragmatico siano un luogo dello spirito dove si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Una cosa è ammettere volterrianemente il confronto con gli “altri da noi”, per un imperativo categorico di natura dialogica e liberale; altra cosa è perdere il senso della propria identità e della delimitazione di ciò che può caratterizzare un’azione pre-politica coerente e genuina. Tanto per fare un esempio: i razzisti, i nazisti, gli stalinisti, i filo-terroristi, etc., non saranno ammessi, immagino…, nell’Associazione ER. Figuriamoci immaginare che essi possano diventare maggioranza in essa…D’altronde, opino, tutti saranno ammessi, anche se non dovessero riconoscersi in ciascuno degli scopi associativi, ma solo in parte di essi. E però anche soltanto ipotizzare il possibile carattere maggioritario di certe posizioni che aborriscono i valori liberali e democratici partoriti in Occidente (e non in Russia, in Iran o in Corea, nemmeno quella del Sud), mi sembra significhi avere un momento di grande confusione ideologica.
                Ciò premesso, annuncio che, per il momento, la funzione “Fra Cazzo da Velletri” si autosospende dagli interventi su questo Blog. Dispiace per tutti coloro che fin qui ne abbiano apprezzato gli interventi e che avevano posto questioni e domande cui provvisoriamente non sarà data risposta, ma forse è venuto il momento di lasciare più spazio a certo culturame anti-liberale, massimalista, social-nazionalista, anti-inglese e anti-americano che, fuori da questo spazio telematico, è fortemente minoritario ancorché virulento, aggressivo e sapientemente manipolato proprio da alcuni di coloro che crede di combattere. Su questo Blog, però, tale culturame potrà magari trovare qualche occasione di conforto e rilancio per le sue fisime paranoidi.
                Affezionatissimo come sempre, Fra’ Cazzo da Velletri

              • il Moralista scrive:

                Scusami Fra’ Cazzo, in quale categoria rientrerebbe Rodion? In quella dei nazisti, gli stalinisti i razzisti o in quella dei filo-terroristi? Va bene la polemica, anche aspra, ma è giusto non perdere mai il senso della misura. Non credo sia utile, né tatticamente né strategicamente, demonizzare tutti quelli che, e sono tanti, sperano nella fine dell’euro. Con loro ci si può e ci deve confrontare riconoscendo pubblica dignità alle loro posizioni in maniera franca, pacata e dialogica, opponendo cioè argomento ad argomento. E se Rodion è un nazista, Barnard, che aggiunge alla furia anti-euro anche virulentissime pulsioni antisioniste, che cos’è? Un mostro a tre teste? Noi stessi abbiamo sempre detto e scritto che la via maestra è quella di chiedere all’Europa di svoltare in senso federale e democratico, altrimenti Paesi come l’Italia avrebbero fatto bene a minacciare l’uscita da questa Ue matrigna e infame. Tentazione quest’ultima oggi tra l’altro prevalente non in Corea del Nord ma nella civilissima e liberalissima Inghilterra. Spero tu voglia riconsiderare la tua posizione in merito all’abbandono del blog. Al netto di alcune spigolature, che spesso hanno depotenziato la forza sublime dei tuoi ragionamenti coltissimi, indicando contestualmente agli occasionali interlocutori ottime vie di fuga, la tua presenza sul blog è certamente preziosa e arricchente.

              • Rodion scrive:

                @Alessandro

                :o)

              • Risposta per Il Moralista, intervento delle 11:12 del 4 settembre.
                Faccio una sola eccezione, poi mi tacerò qualunque cosa venga detta e da chiunque venga detta.
                Non so in quale categoria debba essere collocato Rodion.
                E non ho nemmeno detto che, Rodion, in quanto viscerale anti-europeista, non possa essere ammesso nella ER (che personalmente auspico abbia una solida maggioranza europeista in senso democratico, libertario, pluralista, popolare e nella prospettiva degli USE).
                Ho detto invece che commetti un tragico errore tu, caro Moralista, quando dai per possibile che le sue posizioni al limite del razzismo antropologico contro anglo-americani e certamente illiberali su molte questioni (questi aspetti mi fanno pensare che si, forse Rodion non avrebbe nemmeno i requisiti per essere ammesso in posizione di minoranza nella ER, essendo in odore di razzismo e illiberalismo…) potrebbero teoricamente divenire maggioritarie in sede di Assemblea generale e sovrana della ER. Non farmi paragoni tra Barnard e Rodion, perché il primo, rispetto al secondo, è uno smisurato gigante. Entrambi accomunati da qualche disturbo di natura psicopatologica (in Rodion più grave, forse), la prosa chiara e tagliente di Barnard sorpassa di infinite spanne il linguaggio involuto e sconclusionato di Rodion. Non solo. Paolo Barnard, al netto delle sue fissazioni anti-europee e anti-sioniste (mai però revisioniste sull’Olocausto, ad esempio)e al netto di certe sue gravi intemperanze comportamentali, è certamente benemerito per la sua pionieristica opera di diffusione della MMT in Italia. Sapresti dirmi per che cosa è benemerito Rodion? Per aver scritto “Bestie di Ventotene” su Il Moralista, un testo pubblicato grazie alla tua ingenua e forse poco vigile e lungimirante generosità verso una povera persona dalle molte sconclusionate letture e dalla tragica incapacità di sintesi e consecutio logico-argomentativa? Forse per aver riproposto, sempre su Il Moralista, una carampana veteromarxista come Rosa Luxemburg, morta per un ideale infame in cui credeva (ideale liberticida e anti-democratico) e dunque nemmeno apprezzabile per tale coraggioso martirio, dal momento che non è il martirio in se stesso che nobiliti chi se ne faccia protagonista, bensì proprio la qualità delle idee in nome delle quali si è disposti a morire. Ecco perché un nazista, un leninista-stalinista, un maoista o un kamikaze giapponese o integralista di qualsivoglia religione che affronti il martirio rimane una persona ignobile sia da vivo che da morto, mentre in molti onorano a buon diritto il martirio sulla croce di Gesù di Nazareth o quello sul rogo di Giordano Bruno…Mi segui, Moralista ultimamente un po’ confuso?
                Pace e bene e fate pure e meno di me.
                Io vado a lavorare all’opera di “gatekeeping” subdolamente implementata dall’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal”…Tu, caro Moralista vittima dei mostri da te stesso creati, alimentati e pasciuti, non domandare a Rodion o a quell’altro che si firma “Les voluptueux voyages” (e che però, chissà perché, ha una prosa involuta molto simile a quella di Rodion, che cita e critica in modo sospetto e “non petito”…) argomenti razionali in favore della loro calunniosa affermazione a proposito del “gatekeeping”. Devi crederlo per fede! In nome dell’Ayatollah Khomeini, della Grande Madre Russia, e di Rodion Romanovič Raskol’nikov…”,
                Ripeto: pace e bene e che ogni bestia rientri all’ovile che gli è destinato.
                Affezionatissimo ma da ora latitante Fra’ Cazzo da Velletri

              • il Moralista scrive:

                Caro Fra’ Cazzo, fino a pochi giorni fa entrambi consideravamo Rodion un “commentatore brillante”. Non credo basti citare la marxista Rosa Luxemburg, la cui traiettoria andrebbe valutata calandosi nelle atmosfere del tempo, per trasfigurarlo in un pericoloso illiberale indegno di essere potenzialmente ammesso a far parte della E. Roosevelt. Ripeto: ci vuole senso della misura. Poi fai tu.

              • Rodion scrive:

                Carissimo anti-italiano e anti-europeo:

                Suggerisci:

                “Anti-europeisti per il Socialismo Nazionale”

                Io credo: “anti-europeisti per la Democrazia costituzionale”

                Difficile da digerire?

                Vi state sputtanando con le vostre mani.

                (Comunque il tuo insistere su psicopatologie che non puoi conoscere, dato che già “il riconoscerle” comporterebbe il primo passo verso la guarigione, rende patente che chi è stato “toccato sul vivo”, è l’anima morta che non può dar vita a quel frate zombiezzato multi-utente. Un professionista ti può aiutare, te lo dico in modo fraterno.

                La sindrome proiettiva può essere peggiorata dalle auto-suggestioni esoteriche e dalle delizie cabalistiche.

                Passa più tempo con la tua famiglia)

              • Rodion scrive:

                p.s. “vecchia carampana” citata proprio perché, a differenza dei tuoi confratelli, previde con assoluta chiarezza la traiettoria politica che avrebbe portato il tentativo di federare un superstato.

                (Barnard ha fatto una nota operazione di gatekeeping, per questo siete stati messi sotto lo spot: come ha sputtanato lui il movimento democratico contro i fascisti del vincolo esterno, non è riuscito nessun altro complottologo: per questo non mi ha meravigliato che poteste farfugliare di “finanziamenti” agli anti-europeisti: magari profusi al vulcanico giornalista e ai simpatici economisti della MMT, e si fa la fine di #OccupyWallStreet: vedremo quanti soldi pioveranno nella casse di a/simmetrie…)

                Comunque il minaccioso tentativo di risalire alla mia identità, intimidendomi, continua.

                A questo punto io eviterò di esprimere la mia opinione pubblicamente in quanto temo ritorsioni di cui non posso valutare la consistenza. E temo una perdita di serenità che potrebbe effettivamente impattare la mia salute mentale, portando a un degrado della mia vita privata e dei rapporti con i miei cari.

                Purtroppo, caro Francesco, potrei essere costretto a far richiedere le identità di coloro che mi minacciono pubblicamente e ledono il mio diritto all’opinione.

                Così, in un’aula di un tribunale, potrebbero veramente conoscere la mia identità.

              • il Moralista scrive:

                Scusami Rodion, mi spieghi da cosa evinci che “sono in corso manovre per accertare la tua identità al fine di pianificare ritorsioni la cui ipotetica consistenza non saresti in grado di valutare”. Così, giusto per sapere. Sempre in ossequio al fatto che ci vuole in tutto senso della misura…

        • Gianluca scrive:

          @alessandro più volte Bagnai ha confermato che l’Euro si potrebbe correggere: con la “semplice” volontà di Angela Merkel (non dovrebbe intervenire nessun altro).
          Dovrebbe cominciare a inflazionare la sua economia, redistribuire al proprio interno e aumentando la domanda interna… favorirebbe il ciclo economico anche del sud europa. Nessuna strana alchimia o trattato, se c’era la volontà politica (ma lì la lotta di classe non è così “viva”, e i ceti più forti sono ovviamente contrari a tutto ciò) lo avrebbero già fatto. Ma essendo guidata, la Germania, da degli ortodossi neoclassici e reazionari… figurati come vedrebbero una forte spinta redistributiva e di domanda al proprio interno: come acqua santa negli occhi del diavolo… ;-)

          Jacques Sapir, economista marxista francese, ha calcolato che un eventuale unione europea con meccanismi di “finanziamento” tra paesi, costerebbe alla Germania circa l’8-10% del suo PIL.
          Non so se mi spiego…
          Ecco un articolo che spiega meglio, e ti fa capire perché vedo come pura utopia pericolosa e dannosa, qualunque ipotesi di unione federale europea (calata nella realtà di oggi e del prossimo futuro si intende):
          http://vocidallestero.blogspot.it/2012/11/il-costo-del-federalismo-nelleurozona.html

          • Ah, ah, ah!!! Piccola deroga spassosa al silenzio promesso e che sarà poi rigorosamente mantenuto.
            Piccola deroga in riferimento a quando codesto povero squilibrato farneticaente di Rodion scrive, alle ore 14:31 del 4 settembre 2014:

            “Comunque il minaccioso tentativo di risalire alla mia identità, intimidendomi, continua.
            A questo punto io eviterò di esprimere la mia opinione pubblicamente in quanto temo ritorsioni di cui non posso valutare la consistenza. E temo una perdita di serenità che potrebbe effettivamente impattare la mia salute mentale, portando a un degrado della mia vita privata e dei rapporti con i miei cari.
            Purtroppo, caro Francesco, potrei essere costretto a far richiedere le identità di coloro che mi minacciono pubblicamente e ledono il mio diritto all’opinione.
            Così, in un’aula di un tribunale, potrebbero veramente conoscere la mia identità.”

            Mentre il povero Moralista (chi è causa del suo mal, pianga se stesso…) giustamente allibito, gli domanda (ore 15:09):

            “Scusami Rodion, mi spieghi da cosa evinci che “sono in corso manovre per accertare la tua identità al fine di pianificare ritorsioni la cui ipotetica consistenza non saresti in grado di valutare”. Così, giusto per sapere. Sempre in ossequio al fatto che ci vuole in tutto senso della misura…”.

            Orbene,vorrei davvero poter rassicurare questo patetico mentecatto che ha scelto il nickname di un personaggio di “Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij altamente significativo per il messaggio che il suo subconscio ci vuole disperatamente comunicare…
            Senza allontanarsi troppo dal web, infatti, andando anche soltanto sulla sempliciotta enciclopedia telematica denominata Wikipedia, alla voce Rodion Romanovič Raskol’nikov, si legge, tra le altre cose, che si tratta di un individuo

            “spesso preso da manifestazioni psicosomatiche (come svenimenti, sonno prolungato…) aggravate dalla malnutrizione e dallo stato neurologico, come attacchi di panico e deliri, alternate a momenti di calma apparente. Questa sua condizione è dovuta all’odio interiore [...] sopraffatto da una cupa angoscia, causata da rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto dalla tremenda condizione di solitudine [...] Raskol’nikov rappresenta la mente umana dilaniata dall’istinto e che si estranea dalla ragione [...].”

            Insomma, caro Rodion dei miei stivali:
            A) Ma chi se ne fotte della tua identità? Chi ti caca di striscio? Chi ti cerca o vuole risalire al tuo insignificante nome e cognome? Chi si può preoccupare di venire a scavare in una vita miserabile come la tua, dove il disordine emotivo e intellettuale la fanno da padroni? Chi può essere così idiota da voler nuocere ad una misera e infelice persona quale tu appari e, probabilmente, sei? Io no di certo e nemmeno alcun altro dei miei fratelli “velletrani”. Figurati! Abbiamo senz’altro di meglio da fare.
            B)Rimane agli atti, però, che la “protezione” della “tua vera identità” si manifesta in te con tratti di vera e propria paranoia delirante e manie di persecuzione.
            Come potrebbe essere diversamente, avendo tu scelto, volendo in questo modo disvelare più o meno consciamente il vero senso malato della tua personalità, un nickname come quello di “Rodion”, che rinvia appunto allo psicopatico e tristissmo personaggio mirabilmente raffigurato da Dostoevsij?

            Pace e bene, e dormi sonni tranquilli (dopo aver preso gli psicofarmaci…), perché non c’è nessun complotto e nessuna persecuzione contro di te. Sia perché “noi” non siamo soliti perseguitare nessuno, sia perché a nessuno sano di mente potrebbe venire in mente di perseguitare una nullità come te…

            Affezionato Fra’ Cazzo da Velletri

      • Gianluca scrive:

        In attesa di un colpo di Stato Vostro in Germania, continuando a contare nel frattempo i morti impiccati e gli emigrati, continuo a pensare che la minaccia seria (non del tipo: io amo l’euro, ti voglio a tutti i costi, ma se Angela mi dai le briciole resto eh!) e conseguente uscita (i tedeschi non li convincerete mai, almeno non in tempi umani) mi sembra l’unica possibilità di rilancio di questo paese in senso veramente progressista.
        Non capisco nemmeno perché l’Europa non possa avere differente monete per ri-equilibrare i conti. L’Euro non è l’Europa e del resto la Germania nel dopo guerra ha tendenzialmente sempre rivalutato, verso tutti… (se non sbaglio)
        Non è nemmeno una novità.

        Nell’ultima parte, c’è un passaggio interessante…

        Fra’ Cazzo da Velletri scrive:
        “PS Naturalmente, è mia connvinzione (credo di poter dire, comune anche agli ambienti di GOD e DRP) che un governo italiano degno di questo nome, nel richiedere la sospensione immediata dei vigenti trattati europei (a partire da quello di Maastricht) e nel promuovere le trattative per accedere ad un New Deal politico-economico per l’Europa e l’eurozona, debba essere anche disposto a minacciare la sospensione unilaterale di ogni accordo UE e persino il ritorno alla lira (e ad attuarlo, fintanto che ciò non induca “altri” a più miti consigli e alla ragionevolezza), qualora le sue legittime richieste non divenissero oggetto di leale discussione continentale.”

        Penso che molti alla fine, non andrebbero fino in fondo.
        Questo maledetto euro è diventato un Dio… assolutizzante (e fa fare troppi soldi a qualcuno).
        Quindi si partirebbe come al solito, con la rivoluzione, borghese, per poi tornare con le briciole…
        Non posso avere fiducia in una sinistra che ha smarrito i suoi ideali… scambiandoli con la libera circolazione dei capitali e delle merci (come se questo fosse un valore, sempre un bene …), e l’Erasmus (grande conquista per chi ha già tutto). Sono cresciuto con la tecnologia, la adoro, ma non scambierei MAI la serenità dei miei concittadini, con un prezzo più basso delle arance, o del nuovo Iphone. Al contrario mi sembra che tante nuove generazioni, cinicamente, pur di avere il nuovo Iphone… lascerebbero impiccare tanta gente in italia (poi un po’ di razzismo italico aiuta!).

      • Gianluca scrive:

        P.S.
        …E pensare che per rivoluzione massonica francese, si è versato del sangue per liberarsi da dei tiranni…
        Al contrario i discendenti di oggi, hanno paura di uscire dall’Euro… e fare “bau” ai grandi capitali.
        Io posso anche concepire (ma se non fate autocritica sull’Unità d’Italia, chi mi garantisce che per l’Europa invece funzionerà!?) che ci sia un piano “A” fantasmagorico e super equilibrante per l’EZ, ma un piano B credibile andrebbe, anche sul piano politico e popolare, discusso e messo agli atti!

        • alessandro scrive:

          ecco bravo, grazie, in effetti la mia domanda era proprio questa che fai tu: “che ci sia un piano “A” fantasmagorico e super equilibrante per l’EZ, ma un piano B credibile andrebbe, anche sul piano politico e popolare, discusso e messo agli atti!”.
          Quanto agli aspetti macro-economici da te sintetizzati, credo non ci sia neanche più bisogno di argomentarli, in quanto come ho già detto li sanno tutti… almeno credo

        • Diego scrive:

          ma non è vero, Fra’ cazzo ha scritto:

          Naturalmente, è mia connvinzione (credo di poter dire, comune anche agli ambienti di GOD e DRP) che un governo italiano degno di questo nome, nel richiedere la sospensione immediata dei vigenti trattati europei (a partire da quello di Maastricht) e nel promuovere le trattative per accedere ad un New Deal politico-economico per l’Europa e l’eurozona, debba essere anche disposto a minacciare la sospensione unilaterale di ogni accordo UE e persino il ritorno alla lira (e ad attuarlo, fintanto che ciò non induca “altri” a più miti consigli e alla ragionevolezza), qualora le sue legittime richieste non divenissero oggetto di leale discussione continentale.

    18. Spartaco scrive:

      @Fra’ Cazzo da Velletri
      2 settembre 2014 alle 15:34

      Carissimo Fra’ Cazzo da Velletri, avendo ben presente i miei limiti, sono consapevole che se si compete su chi conosce meglio i sistemi economici delle varie Nazioni del mondo, presenti e passati, con i loro pregi e difetti, sono destinato a capitolare nello spazio di poche righe. Propongo di spostare quindi il punto di vista, dal particolare (i vari sistemi economici) al generale (i modelli sociali).
      L’’Associazione “Eleanor Roosevelt” promuove un nuovo paradigma politico, sociale ed economico e difende i diritti stabiliti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il sistema economico ideale è dunque quello che si piega alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e non viceversa. Altrimenti si commette l’errore della chiesa cattolica che ha piegato i principi originali del cristianesimo alle sue leggi, o l’errore che sta commettendo il governo italiano piegando e cambiando la Costituzione in funzione dei dogmi dell’economia. Ecco quindi che quando scrivi che “per avere piena occupazione, giustizia sociale massima, uguaglianza concretissima delle opportunità, mobilità sociale, non serve nazionalizzare banche e attività produttive, oppure mettere limiti alla ricchezza privata” mi vengono dei dubbi. In una società, come tu descrivi, i privati avrebbero quindi la possibilità di investire anche nell’istruzione, nella sanità e nella giustizia che sono DIRITTI DI TUTTI I CITTADINI. Ovviamente, visto che il loro scopo è il profitto saranno costretti a offrire un servizio migliore rispetto a quello pubblico altrimenti non ci sarebbero clienti disposti a pagare un qualcosa che gli viene già offerto gratuitamente dallo stato. E ovviamente, non avendo tutti le stesse disponibilità, ci sarà chi potrà permettersi il docente, il medico, l’avvocato migliore e chi sarà costretto ad accontentarsi di quello che passa il convento. Considerando che l’art. 1 recita che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e DIRITTI, come si conciliano le due cose? Non mi si venga a dire che “stessi diritti” di curarsi, istruirsi e difendersi vuol dire che tutti debbano poter curarsi, istruirsi e difendersi. Uguali dignità e DIRITTI vuol dire che tutti debbano poter essere curati nello stesso modo “senza distinzione di ricchezza “(Art. 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
      Non parliamo poi dell’art 23: Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego. LIBERA SCELTA DELL’IMPIEGO vuol dire che un cittadino che decide di fare l’ingegnere, prende la laurea in ingegneria e lavora da ingegnere con EGUALE RETRIBUZIONE PER EGUALE LAVORO (art. 23) Non vuol dire che un cittadino che si laurea in ingegneria è costretto a scegliere il lavoro che il mercato gli mette a disposizione in quel momento.
      Il presidente Roosevelt istituì il “brain trust”, un gruppo di docenti universitari e ricercatori che aveva il compito di consigliare il presidente sulle scelte giuste per combattere la crisi. Forse è il caso di istituire un “brain trust 2” con il compito di ideare un modello economico al servizio della
      Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
      Io come tu mi consigli mediterò sulle tue parole, spero tu faccia altrettanto non sulle mie, ma sul confronto tra la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e il modello economico da te auspicato.

      Affezionatissimo Spartaco

      • marcobaldi scrive:

        Caro Spartaco; la tua divergenza di vedute con Fra cazzo è la diversità di vedute sul concetto di democrazia tra gli europei e gli americani/anglosassoni.

        Tra democrazia liberale e democrazia costituzionale pluriclasse e redistributiva, tra democrazia formale e democrazia SOSTANZIALE.

        Io sto dalla parte tua, con tutto il rispetto per il modello americano (se lo tenessero loro, però).

        • Rosario scrive:

          Marcobaldi, secondo me non hai capito un cazzo di quello che ha scritto Fra Cazzo da Velletri. E non te lo dico in modo distruttivo. Si vede, da alcuni commenti, che non sei un cretino qualsiasi, perciò, se vogliamo arricchire il discorso e uscirne, anche noi stessi, arricchiti, forse sarebbe meglio abbandonare questo comportamento “risentito” nei confronti di FCDV e intavolare confronti più costruttivi. Come, ad esempio, quando hai parlato di liberoscambismo e TTIP. Non lo dico soltanto a te, ma anche a Rodion e agli altri. Anche a Fra Cazzo, il quale, magari moderando i toni, potrebbe risultare meno fastidioso per alcuni. Altrimenti è questo spazio a perderci e anche noi.

          • marcobaldi scrive:

            Credo di aver capito benissimo, invece, caro Rosario.
            Questo mio intervento qua sopra, comunque, non è affatto polemico.
            E’ esattamente un contributo alla riflessione. Sulla diversità di vedute in merito al concetto di democrazia -noto a tutti i politologi- tra i liberalisti anglo-americani e i socialdemocratici (aimé, ormai scomparsi nell’ elite) europei.
            Io, pur nel massimo rispetto della visione che hanno insita nella loro cultura gli americani, preferisco tenermi la MIA Costituzione “socialdemocratica”.

          • marcobaldi scrive:

            Per inciso:
            Un trattato come TTIP sarebbe incopatibile con la nostra costituzione (e col sottostante concetto di democrazia). Quella americana…non lo so.

            Hai capito perché JP Morgan si è premurata di farci sapere (E DI FAR SAPERE ALLA NOSTRA CLASSE POLITICA) che la nostra costituzione era superata e da cambiare?

            • Rosario scrive:

              Ma fammi capire una cosa…tu fai coincidere JP Morgan con la democrazia americana? Oltre a ciò, sembra di rilevare, secondo il tuo pensiero, che le costituzioni europee siano social-democratiche e quelle anglo-americane magari neo-liberiste…Praticamente, mettiamola in termini spiccioli: noi europei siamo di sinistra e gli americani di destra?
              E di più, tu sei davvero convinto che Fra Cazzo da Velletri sia in favore delle costituzioni di matrice anglo-sassone, piuttosto che di quelle provenienti dal Vecchio Continente?
              Io ho capito totalmente altro e lo dico non per fare il suo portavoce, ma per dirti che io mi ritrovo totalmente nei suoi ragionamenti. Ho capito che FCDV non è contro nessuna delle due, anzi, è sempre impegnato a ritrovarne i punti comuni, derivanti da comuni ideali di matrice massonico-progressista. E, difatti, è questo ciò che rende il confronto – in termini di migliore o peggiore – davvero inutile. Sicuramente ci sono tradizioni diverse, ma le matrici sono comuni e la nostra Costituzione (bellissima) è il frutto di ideali portati avanti nei secoli, per i quali è stato versato del sangue. E, ancora sull’inutilità del confronto in termini di migliore o peggiore, in Italia le larghe intese esistono da decenni, con la DC sempre al potere e il PCI sempre all’opposizione, nessuna alternanza al governo e “compromesso storico” (cioè, “larghe intese” in salsa vintage), che ha permesso a entrambi di spartirsi l’Italia. Con l’unica differenza che, forse (FORSE!), nel periodo della Prima Repubblica c’era un’attenzione maggiore nei confronti della gente. Invito, perciò, a non avere paletti anti-americani a prescindere. La storia degli USA è molto particolare e non si può liquidare in maniera così spicciola; bisognerebbe farne un’analisi più critica.

    19. E’ oppure non è una officina di pensiero. Se è una officina di pensiero che c’entra continuare a parlare del passato. C’entra il passato come base per rilanciare il futuro e dagli errori del passato gettare le basi del futuro. Siamo o non siamo nel futuro? D’altro canto creiamo una piattaforma politica e da quei ritrovati paletti costruire la NUOVA EUROPA. Detto ciò, a breve nelle conferenze Lomelline che cazzo gli racconto… ahhh AMARCORD! Le vedute, le divergenze, le diversità, i concetti, le seghe mentali, il saccente apostrofato da leader… Credo nei pensieri di uguaglianza!
      Lunga vita.

    20. Rodion scrive:

      @IlMoralista

      Stai sereno…

      Sono convinto che farete grandi cose insieme. Se l’anonima fratellanza non avesse avuto quell’approccio mafioso e piduista, mi sarei anche solo fatto due risate per le scempiaggini sulle “monete flessibili” e altre amenità varie.

      Peccato che per queste scempiaggini la gente muoia.

      Ho visto i link sul sito ufficiale: qualche imbecille mi ha preso per un costituzionalista per aver citato chissà «quale articolo di quale Costituzione»: l’Art.11 della Costituzione Italiana, questo sconosciuto, questa sconosciuta.

      D’altronde sono €uropeisti. Io sono Europeo. Sono colto.

      Sono Italiano.

      Fanno proprio pena: oltre che inetti sono pure in malafede: malus in oculis…

      Hanno deturpato un dibattito interessantissimo credendo di far un po’ di spin €uropeista… come se ce ne fosse bisogno. Non gli bastavano Scalfari e i morti della Grecia?

      L’inanità umana e culturale qualifica loro per il giusto ruolo di collaborazionisti: lo vuole la natura: un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto.

      In più cercano di screditare un nickname, selezionando qualche spezzone per cercare il “calzino turchese”… poveri cojoni che non c’hanno niente da fare: nella vita faccio il poeta, non mesiano. Altro che costruire Templi: le favelas che da Ventotene si impegnano a edificare facendo i guardiani di Paneuropa. (A propos., agli amici diversamente istruiti, Kalergi non era propriamente “cosmopolita”, era “apolide”, come la neo-aristocrazia e, chiaramente, come i traditori della Patria)

      Intimidazione, perfidia e veleno: il karma, la nemesi.

      Questi “fratacchioni” hanno la stoffa di un Giuseppe Zangara.

      Salutami Gioele, che so per certo che non ha nulla a che fare con questi infami e non si permetterebbe mai questo tipo di atteggiamenti minatori.

      Non è nel suo stile.

      • il Moralista scrive:

        Rodion, in ogni caso, questo spero tu voglia continuare in futuro ad esporre le tue analisi. Questo luogo non è una caserma e serve la dialettica per addivenire ad una sintesi. La mia idea di Er, plurale, democratica e dal basso, contempla anche la presenza interna di posizioni come le tue. Se di maggioranza o di minoranza, poi, sarà l’assemblea sovrana a deciderlo. Un caro saluto,

        Francesco

        • alessandro scrive:

          Si giusto Moralista! anche io spero che Rodion continui a commentare nel blog, specialmente nelle giornate uggiose, giusto per tirarci su il morale, giacché l’estate sta finendo e divento metereopatico

    21. Gianluca scrive:

      Ho letto un vecchio post molto più su’ di “Fra’ Cazzo da Velletri” sull’euro “flessibile”.
      Mi permetto di farvi notare che l’Europa mercantilista è in surplus… e di conseguenza è un NON problema. Nascondere gli enormi squilibri interni, scaricandoli all’esterno e la cattiva “Cina!” non ci aiuterà molto. Non discuto poi che la depressione economica porti anche a quel surplus…

    22. Gionni scrive:

      @Fra Cazzo
      Buongiorno,vorrei fare delle domande Ot ma non troppo per capire meglio.
      Cosa ne pensi:
      Della”via della seta” che coinvolge Cina,Russia e Germania.
      Brezinzski che parla di duopolio Cina-Usa,sperando che i cinesi sfanculino i Russi.
      L’America che si sta apprestando,dal 13 settembre in poi,a fare esercitazioni in Ucraina.

    23. Pierluigi scrive:

      @Gionni
      puoi aggiungere anche, se il Congresso darà via libera, l’intervento in Siria così avremo un conflitto che vede Russia, Cina, Iran Libano e Siria vs Stati Uniti ( d’America ), Francia, Inghilterra, Turchia, Israele, Arabia Saudita, Qatar e Jihadisti. E come vuole tradizione nostrana, alla faccia del art.11 della nostra Costituzione, entreremo in guerra anche noi direttamente o indirettamente visto che in Italia vi sono perlomeno 107 basi USA con qualche testata nucleare in caldo. Tutto questo nell’ipotesi che la situazione da “sotto controllo” precipiti.

    24. Caro Rodion, debbo dire che, grazie alle tue argomentazioni, non mi stuferei di continuare nel solco creatosi in codesto magico articolo, di fatto rilancio.

      Progetto GLOCALE;

      A; Sovranità Comunale, per gestire il territorio locale.
      B; Sovranità Globale; per gestire il territorio europeo.

      Detto ciò, poco importa dello Stato- NAZIONE, di fatto lo Stato-Nazione diviene Regione Europea.
      Come deve essere gestito il potere delle nuove Regioni Europee? Semplice tramite il corporativismo sperticato nel Manifesto dei fasci di Combattimento e riportato nel periodo in cui viviamo e altresì nel futuro che stiamo creando.

    25. Rodion scrive:

      Certo che prendersi dell’ “illiberale” da un piddino “eurista”, vincolista, collaborazionista, apolide, eugenetista che manda messaggi minatori e mafiosi, non è da CV.

      È da medaglia al merito.

      R.R.R.

      p.s.

      Salutateci Fratacchione Romano Prodi

      (La violenza di cui blaterate, purtroppo verrà: e ne sarete corresponsabili al massimo grado. E, come ci ricordava Kissinger, questa volta non avrete “un’isoletta dove nascondervi”)

      • alessandro scrive:

        aaah Rodion ci mancava solo che citassi Kissinger… citi un personaggio morto del passato per ogni lettera dell’alfabeto? Ma guarda che con la K hai già citato Kalergi e con la L la Luxemburg, ora passa alla M. A proposito come si chiavava quel noto intellettuale coreano? Yiung Ciao? come era? comunque aspetto sempre il numero della tua fidanzata russa!! come è 90 60 90 e poi? dai chiudi tu questo post con uno dei tuoi interventi chiarificatori… Dai Rodion, facci sognareee

        • Rodion scrive:

          Sei il solito tontolone… Kissinger è vivo e vegeto.

          • alessandro scrive:

            Si in effetti da come ho formulato la battuta sembra che ho dato Kissinger per morto, ma non ho mai scritto che è morto. Rettifico: “citi un personaggio del passato (quasi sempre morto) per ogni lettera dell’alfabeto”

    26. Nessuno scrive:

      Credo che sia meglio evitare di abbassarsi al livello dei commenti di rodion altrimenti cadete nella trappola della provocazione.
      Poi, che ognuno scriva ciò che vuole, sono i fatti quelli che contano.

    27. Cari/e, che articolo e relative discussioni indimenticabili.
      Credo che il CONCORDATO TRA IL NUOVO STATO E IL POTERE ECONOMICO FINANZA SIA FATTIBILE:

      Cito taluni passaggi de Fra Cazzo da Velletri.

      29 agosto alle ore 19,17.
      Divieto di ingerenza della Chiesa nella vita istituzionale dello Stato.
      1787; Vietata dalla Costituzione Americana.

      Fra Cazzo da Velletri 2 Settembre ore 15,34.
      Pierre Joseph Proudhon; solo la proprietà privata dei mezzi di produzione poteva garantire, con la sussistenza di una società civile, un antidoto agli abusi di uno Stato troppo invadente e incombente!

      Fra Cazzo da Velletri 2 Settembre ore 15,34.
      Basta piuttosto che accanto alle banche private vi siano banche centrali controllate dalla mano pubblica e qualche istituto finanziario a partecipazione statale che eroghi credito a settori strategici o in crisi di credito privato.

      Detto ciò; il Concordato è fattibile e non una utopia.

    28. Fra' Piddino Campanaro scrive:

      Certo che tradurre “overwhelming majority of white Americans” con “alcuni americani” è proprio segno di grande onestà intellettuale

    29. MARCO ORSO Giannini scrive:

      A Prodi andrebbe ricordato che gli atti di fede non si fanno sulla pelle degli altri. Comunque io sono ormai scoraggiato. Sui temi economici è una battaglia persa, ho anche scritto un libro su Amazon = 7 copie vendute, di cui una all’estero e una acquistata dalla mia fidanzata.
      Se mi torna la salute emigro.

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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