imagesTH6Q6QFOEsiste una pletora di sfruttati, raggirati e vilipesi che non può più contare su alcuna forma di potere organizzato. I sindacati svolgono oramai una funzione ornamentale, limitandosi a tenere fermi i neo schiavizzati mentre gli aguzzini alla Mario Monti sferrano colpi tremendi su mandato di padroni occulti; i partiti sono invece tutti pressoché intercambiabili, ubbidendo ciecamente agli stessi centri di potere che guidano e indirizzano in senso disumano e neonazista la globalizzazione in atto. Renzi è solo uno scaltro burattino, bravo nell’apparire autonomo a parole quanto zelante nel recepire gli ordini nei fatti. Non è stato forse il pinocchietto fiorentino a giurare rispetto eterno nei confronti di quelle regole europee (penso al limite del 3% nel rapporto deficit/pil) giudicate “stupide” ai tempi del pallido Enrico Letta? Non è stato forse Renzi a spiegare che bisogna ridurre la montagna del debito, non perché “ce lo chiede l’Europa”, ma per il bene dei nostri figli? Non c’è vera differenza fra quelli come Renzi e i tagliatori di teste dell’Isis: il primo uccide per “omissione”, assistendo cioè passivamente alla decimazione del suo popolo in ossequio al rispetto di regole riconosciute come astruse e senza senso; i secondi ottengono lo stesso risultato (su scala ridotta) usando però modalità così cruente da generare istintiva e unanime ripugna. I nazisti che mantengono un ferreo quanto riservato controllo delle dinamiche di potere continentale possono contare su una struttura piramidale, efficiente, logica, funzionale e razionale. Un circuito di Ur-Lodges di ispirazione reazionaria, presto smascherato dalla penna sapiente di Gioele Magaldi, si pone al vertice di siffatto sistema, muovendo con scrupolo le diverse pedine strategicamente schierate. I tecnocrati alla Mario Draghi, iniziato che svolge egregiamente un ruolo di collegamento tra quelli che stanno al “buio” e quelli che vengono alla “luce”, rappresentano il braccio violento e operativo di un gruppo di fuoco, chiamato “Troika”, già protagonista in Grecia come in Spagna di una vera e propria pulizia etnica completata per ragioni di censo e non di ceppo (i neonazisti tecnocratici, a differenza di quelli originali, vogliono sterminare tutti i poveri a prescindere dalla razza di appartenenza). I politicanti alla Renzi o Enrico Letta, così come i finti intellettuali alla Polito o Enrico Galli della Loggia, rappresentano l’ultimo e più meschino anello di questa struttura, incapaci di pensiero e autonoma iniziativa, simili figuri devono limitarsi a decantare le lodi dei superiori (“Draghi ci ha salvato”) e a chiedere all’infinito la realizzazione di imprecisate “riforme strutturali” che si traducono poi in ulteriori attacchi al welfare e ai diritti dei lavoratori. In cambio otterranno fama e denari in abbondanza. Non è semplice scalfire un edificio del male così granitico e collaudato, una specie di nuova Babilonia tracotante, ipocrita e apparentemente invincibile. E’ difficile ma non impossibile. In primo luogo, dopo avere attentamente analizzato i punti di forza del nemico neonazista, è doveroso valutarne e segnalarne anche le palesi debolezze. Come ogni potere infernale che si rispetti, infatti, anche quello oggi apparentemente esercitato dai vari Merkel, Schauble e Hollande vive e galleggia sulla menzogna. Ma, come diceva J. F. Kennedy, “è possibile ingannare tutti una volta, qualcuno qualche volta, mai tutti per sempre”. Per cui, passati anni a raccontare ai cittadini la favola dell’importanza dei sacrifici per uscire dalla crisi, oggi solo gli idioti continuano a farsi incantare. Le élite naziste al comando sono perciò adesso costrette a fare i conti con una grave crisi di legittimità, preludio per la nascita e la sedimentazione di una nuova consapevolezza di massa. In secondo luogo, la classe infame, avara e padrona che ci governa nell’ombra, per quanto ben organizzata e disciplinata, rappresenta pur sempre una minoranza infinitesimale rispetto alla massa abbrutita e frustata composta da ignari sottoposti. Soltanto quindi carpendo surrettiziamente il consenso beota delle vittime, i furbi carnefici continueranno a dormire sonni relativamente tranquilli. La modernità liquida dipinta egregiamente da Baumann costituisce l’habitat ideale per permettere a questi virus senza scrupoli né morale di moltiplicarsi in libertà. La prima risposta, indispensabile per pianificare una pacifica Resistenza degna di questo nome, sarà coerentemente quella di promuovere il ri-solidificarsi dei rapporti fra gruppi umani, usando con intelligenza e tatto il mastice potentissimo dell’ideologia. Una nuova idea di uguaglianza, capace di affratellare tra loro tutte le vittime di una minuscola genia perversa, illuminerà  perciò le nostre scelte, indicando agli “ultimi” la strada per trasfigurarsi in “primi” senza neppure il fastidio di dovere attendere la fine della vita terrena.

    Francesco Maria Toscano

    15/09/2014

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. Ho gradito il finale; una pacifica Resistenza in nome della uguaglianza. Certo, l’ideologia della uguaglianza!
      Lunga vita!

    2. Daniele Battisti scrive:

      Visto che è la prima volta che commento su questo blog, colgo l’occasione per complimentarmi con Francesco.
      Per quanto riguarda l’articolo, sono perplesso sul Renzi passivo, a me purtroppo sembra attivissimo.

    3. bertoldo scrive:

      Ottimo ed illuminante articolo.
      Aggiungerei (da credente) la Preghiera alla Madonna ed
      allo Spirito Santo.
      Luce ed Amore sono indispensabili.
      Dopo lungo “errare” si finira’ per trovare la Via.
      un caro saluto

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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