imagesDoveva giungere al potere un idiota come David Cameron per spingere gli scozzesi a staccarsi dalla Gran Bretagna dopo una convivenza più o meno felice durata oltre tre secoli. Questo è quello che succede quando la plutocrazia assorbe la democrazia, piazzando pupazzi al potere nella speranza che il popolo mai si accorga dello stato dell’arte. Alex Salmond, primo ministro scozzese a capo del movimento indipendentista, è un bel tipo. Nonostante le crescenti minacce e pressioni non sembra affatto intimidito. Gli strumenti mafiosi che i capi della globalizzazione nazista utilizzano in automatico cominciano a mostrare i segni del tempo, apparendo infine ridicoli e grotteschi, di fatto somiglianti ad una ferocissima tigre di carta. Ora, il fatto che tutti i principali balordi che avvelenano il mondo attuale e contemporaneo (da Hilary Clinton a Tony Blair giù giù fino al maggiordomo Enrico Letta) tifino per la vittoria del No al prossimo referendum scozzese significa con certezza che il Si è la scelta giusta. Anche se, a leggere attentamente il programma degli indipendentisti scozzesi, non si capisce bene dove questi ultimi vogliano per davvero andare a parare. L’autonomia politica ha un senso solo se accompagnata dal potere di battere moneta e di autodeterminare le politiche macroeconomiche interne. In caso contrario il rischio è quello di finire come mosche nella tela del ragno. La Grecia, per esempio, pur formalmente conservando i tratti di uno Stato libero e sovrano, è stata di fatto saccheggiata e torturata da un manipolo di usurai in doppio petto inviati in nome e per conto di alcune istituzioni sovranazionali sprovviste di mandato democratico. Come è stato possibile che ciò accadesse? Semplice, è bastato che i greci rinunciassero alla Dracma per intrupparsi nell’incubo euro per finire risucchiati all’interno di una spirale disumanizzante. Cosa se ne fa Salmond di una presunta sovranità politica di una Scozia finalmente nazione, privandosi contestualmente della possibilità di governare in autonomia le casse dello Stato nascente? Mistero. Paradossalmente è molto più utile godere di una forte autonomia fiscale all’interno di una struttura politica federale per ottenere quei risultati di giustizia sociale che gli scozzesi a gran voce giustamente reclamano. Staccarsi dal Regno per condividere con gli altri la stessa Banca centrale e la stessa moneta rasenta invece la follia pura. Euro docet.  E meno male che Salmond pare abbia una formazione culturale di tipo economico. Pensate cosa avrebbe proposto nel caso in cui, al contrario, ne avesse avuta una di tipo umanistico. Tremo al solo pensiero. Comunque, tale apparente incongruenza può significare due cose: o Salmond è un Gattopardo che dorme sonni tranquilli perché recita una parte scomoda in realtà funzionale alle mire dei soliti padroni del vapore; o è confuso per davvero. In entrambi i casi rischia di risultare innocuo o, peggio, irrilevante. Paradossalmente, dopo avere ridotto alla fame gran parte del popolo scozzese proprio usando la Sterlina come una clava, Cameron invita gli eredi di David Hume e Adam Smith ad allontanare le tentazioni indipendentiste proprio al fine di non perdere la possibilità di utilizzare la comune sterlina. Bell’argomento. Un po’ come dire ad un alcolista in cura di non abbandonare le terapie per non perdere le tre casse di gin depositate in garanzia all’inizio del percorso riabilitativo. Qualcuno dica a Salmond che uno Stato a moneta sovrana può finanziare illimitatamente il suo welfare senza  dover elemosinare dai cravattari della City alcunché. Mentre una nazione politicamente sovrana, inserita però all’interno di una unione monetaria controllata da una serie di tecnocrati sadici e sociopatici (vi viene in mente qualcuno?), è destinata a morire tra stenti e dolori lancinanti. Chiedetevi come mai i tecno-nazisti globalizzati hanno concesso al popolo scozzese di potere celebrare un libero referendum mentre al popolo greco, ai tempi di Papandreou, è stato impedito di pronunciarsi sulla possibile uscita dal sistema dell’euro. Chiaro l’inghippo?

    Francesco Maria Toscano

    16/09/2014

    Categorie: Esteri

    17 Commenti

    1. Pierluigi scrive:

      Possiamo quindi dire che il riscatto delle popolazioni europee necessiti di due passi : 1) riconquistare la propria sovranità monetaria 2) trasformare l’attuale “apparato” UE arrivando a far sì che la BCE operi come “prestatrice di ultima istanza” per i paesi membri. Ovvio, risulta , che se le popolazioni non riconquistino il senso della democrazia, riuscendo ad eleggere i propri rappresentanti, facendo sì che le regole ( Costituzioni ) non siano parole scritte che nessuno rispetta ma Valori e Direzioni da porre in essere, se non avviene questo stiamo parlando di aria fritta ! Non so se e quando la ER comincerà ad avere un “peso” nella coscienza della persone vedo però che oggi non esiste nessuna opposizione parlamentare in grado di catalizzare il voto di chi ben conosce la disastrosa direzione che stiamo seguendo. I tempi sono drammaticamente stretti per operare un cambio di rotta. Dovremmo quindi sperare che un certo quantitativo di attuali eletti abbia un risveglio ? Pare, per il momento, l’unica alternativa.

      • Gianluca scrive:

        E se ti dicono di no!? (e già lo hanno fatto).

        • Rosario scrive:

          Ti rispondo io a questa domanda. Ci sono Stati che versano in condizioni disastrose. L’Italia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda…fra un po’ pure la Francia. L’Italia è il più importante tra questi Stati Membri.
          Ci sono dei morti in ballo, hai ragione a scriverlo (l’ho letto in vari tuoi post). Il sogno europeo è diventato un incubo. Bisogna far ragionare in primis la Germania. E se ci dicono di no? Allora, un Governo fatto di gente con le palle – questo è il vero problema, perchè un governo del genere non ce l’abbiamo ed è difficile trovarlo – dovrebbe minacciare una sospensione unilaterale di ogni Trattato UE in vigore, primo fra tutti il Patto di Stabilità, il Fiscal Compact e tutte le norme che regolano il funzionamento dell’Unione Economica e Monetaria. Se necessario, bisognerebbe anche minacciare di uscire dall’Eurozona. L’Italia è una delle maggiori economie europee, seconda soltanto a Francia e Germania, immaginate che scenario si creerebbe con un annuncio del genere? Se l’Italia uscisse dall’Euro, salterebbe per aria il mondo. Intimare un’azione di questo tipo lo farebbe quantomeno tremare. Anche indire un referendum popolare per capire se gli italiani vogliono rimanere nell’Eurozona, sortirebbe lo stesso effetto. Sarebbe un ricatto questo? No. Sarebbe un’azione per persuadere la Germania a ragionare. La realtà ci ha dimostrato che le ricette a base di austerity non hanno prodotto risultati, ma solo ulteriori danni. L’unico modo per far ragionare i tedeschi, ma anche le istituzioni europee infarcite di queste ideologie (come la Commissione e la BCE), è questo. Bisognerebbe, dunque, sedersi a un tavolo e cambiare le regole del gioco, poiché altrimenti non ne usciremo più: vedremo soltanto peggiorare la situazione e vedremo partiti di estrema destra crescere. E, sinceramente, non voglio aspettare che si incazzino di brutto anche i francesi, com’è successo in altre circostanze storiche, per veder succedere qualcosa di epocale in questo continente.

        • Pierluigi scrive:

          Concordo con Rosario sulle possibili e fattibili azioni che un Governo “Italiano” con gli attributi possa attuare. Negli attributi includiamo quindi : un viscerale attaccamento alla Democrazia, una elevata capacità diplomatica e il fermo proposito di rifiutare qualsiasi trattato o suggerimento che vada a discapito del tuo Popolo e idealmente un paradigma economico di matrice neo keynesiana.
          Ma @Rosario e @Gianluca la mia perplessità è rivolta proprio a questo “popolo italiano”. Ha realmente preso coscienza che è necessario cambiare, lasciandosi alle spalle la pia illusione che tutto ritornerà come prima ? Che per cambiare bisogna partecipare e non dico salire sulle barricate ma perlomeno andare a votare e alfabetizzarsi sulla vita politica. Chiudevo il mio precedente intervento domandandomi se in realtà tale cambiamento potesse avvenire solo se un numero ( “una certa quantità” ) significativo degli attuali eletti decidesse di cambiare rotta. Con tempi così drammaticamente stretti è questa l’unica possibilità ?

          • Rosario scrive:

            Esatto Pierluigi, occorre una grossa presa di coscienza da parte del popolo italiano, una consapevolezza collettiva di come stanno realmente le cose. Purtroppo abbiamo una “analfabetizzazione” politico-economica generalizzata e un’informazione manipolata, che non aiutano di certo in questo processo. Io ho paura che ci voglia tantissimo tempo e il timore che occorrano dei “mali necessari” affinché si realizzi questa “rivoluzione delle coscienze”. E’ proprio per questa paura, oltre che per una condivisione totale degli ideali esposti, che aderisco all’ “Associazione Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal”, riponendo fiducia e speranza che, altrimenti, non saprei dove andare a pescare. Il tempo sarà giudice.

      • Gianluca scrive:

        Voi volete cambiare la testa di un intero popolo, abilmente rafforzata dall’élite tedesca.
        Sono senza parole…

        • Pierluigi scrive:

          “Voi volete cambiare la testa di un intero popolo”. In ogni istante della nostra vita è in atto un cambiamento. E’ il nostro apparato percettivo che non rileva questi continui cambiamenti e percepisce solo dei cambi macroscopici. Quello che è indispensabile, a mio avviso, è che deve esserci una ” presa di consapevolezza” delle persone come condizione necessaria affinché si possa attuare, oggi, un cambio di rotta. E questa “presa di coscienza” non può essere imposta, deve essere abbracciata intenzionalmente. Delle due, l’una. O un numero sufficiente acquisisce la visione che “che il re è nudo” o subisce il cambiamento involutivo già in atto. Quello che personalmente auspico è mettere a disposizione agli altri un punto di vista diverso, per realizzare un cambio di rotta che “da soli” non si può attuare. Solo questo …. non è il momento di rassegnarsi !

          • Gianluca scrive:

            Forse vi sfugge un piccolo dettaglio, non dovete convincere gli italiani ma i tedeschi e soprattutto, soprattutto, l’élite tedesca (e francese).
            Che non lo faranno mai, è un dato di fatto. Prima vi sveglierete dal sonno, meno morti ci saranno per liberarci.

            • Pierluigi scrive:

              @ Gianluca, ho espresso una opinione personale e non rappresentativa di alcun gruppo tantomeno della ER. Non capisco l’uso del Voi ed escludo che tu intenda usarlo come “plurale maiestatis” :)

              • Gianluca scrive:

                Ahahah l’ho usato intendendo voi che “sognate l’europa”.
                Io sono un assoluto idealista, e proprio per questo assolutamente pragmatico (le apparenti contraddizioni fanno parte della vita no?).

              • Pierluigi scrive:

                @ Gianluca
                “Ahahah l’ho usato intendendo voi che “sognate l’europa”.
                Io sono un assoluto idealista, e proprio per questo assolutamente pragmatico (le apparenti contraddizioni fanno parte della vita no?)”
                Assolutamente d’accordo

    2. Gianluca scrive:

      Esatto…
      Consiglio la lettura dell’ottimo Paul De Grauwe:
      No independence of Scotland with the pound,
      http://escoriallaan.blogspot.it/2014/09/no-independence-of-scotland-with-pound.html

    3. Gianluca scrive:

      Perché il referendum sul Fiscal Compact è ridicolo:

      “Il mancato rispetto del Fiscal compact è un dato del tutto ovvio, scontato, prevedibile e previsto, per cui un referendum su di esso è spiegabile solo in base a tatticismi politici perdenti come quelli che abbiamo più volte messo in evidenza in questo blog: sostanzialmente, tutti i colleghi di sinistra hanno capito ormai di aver difeso per conformismo intellettuale la cosa sbagliata, molti me lo dicono in privato, nessuno ha il orsù di coraggio di dirlo in pubblico, di dare un segnale che avrebbe un elevatissimo valore morale e civile, perché aiuterebbe l’opinione pubblica a conformarsi al principio di realtà, e il referendum è solo un modo per salvare la faccia di questi ignavi (e di mettersi in coda per la cadrèga).

      Per quanto riguarda l’Italia, è chiaro che le violazioni del Fiscal compact ci saranno ottriate, come da copione e come avevo ampiamente previsto. Per tenere le cose insieme infatti, qualcuno deve spendere di più, e ognuno vuole che sia l’altro a farlo. A un certo tipo di leadership tedesca fa abbastanza comodo che siamo noi, piuttosto che loro, per diversi motivi:

      1) perché spendendo prenderemmo su di noi la colpa del protrarsi della crisi (“Avete visto? Non hanno fatto i compiti a casa, quei brutti porci, quindi la colpa è loro…”);

      2) perché spendendo sosterremmo la loro economia (e la Rewe non dovrebbe andare a cercar fortuna in Russia… ma daje a ride!);

      3) perché spendendo ci impantaneremmo sempre di più nella spirale del debito estero;

      4) perché se invece spendessero loro, come logica economica vorrebbe, sarebbero costretti a effettuare una ridistribuzione del reddito top-down, cioè a invertire un trend ormai ventennale di crescita della disuguaglianza che evidentemente ha fatto comodo ai pochi e potenti che comandano, lì come qui.

      Insomma: tutte quelle cose che ci siamo già detti, e in virtù delle quali abbiamo concluso che l’iniziativa cui Leonardo ha partecipato era nei fatti una iniziativa di sostegno alla Germania. Quali siano le intenzioni, Leonardo, non ci interessa, scusami, come a te non interessa sapere se era intenzione dello studente risponderti che una politica monetaria espansiva fa diminuire il tasso di interesse, quando invece ha detto: aumentare. Noi per lavoro giudichiamo dai risultati…

      Il vostro referendum non ha alcun senso.”

      L’articolo completo di Alberto Bagnai:
      http://goofynomics.blogspot.it/2014/09/becchetti-un-uomo-un-perche.html

    4. alessandro scrive:

      Le patetiche rassicurazioni degli indipendentisti promotori referendari scozzesi sul mantenimento della sterlina, in caso di indipendenza della Scozia, nascondono una svista a dir poco macroscopica e dilettantistica. E’ pur vero che Cameron agita lo spauracchio della perdita della sterlina, ma vorrei far presente che non è Cameron a determinare o a minacciare l’abbandono della moneta, è la stessa Banca centrale inglese che ha espressamente dichiarato che non potrà essere mantenuta la stessa moneta da parte della Scozia indipendente. Ovviamente per lo stesso motivo per cui gli UK non hanno aderito all’euro, sia perché sanno fare bene i conti, sia perché conoscono bene le trame occulte e le sottese questioni geopolitiche che derivano dal progetto aberrante dell’eurozona.

      • alessandro scrive:

        L’abbandono della sterlina da parte della Scozia indipendente è una conseguenza ovvia e scontata ed è giusto che chi ha responsabilità di governo lo faccia presente. In primis Cameron. Quello che mi lascia perplesso è invece il silenzio della corona inglese o le deboli e inutili dichiarazioni della Regina, a triste conferma della vetustà e del carattere meramente formale e simbolico del potere monarchico inglese, ridotto ormai a istituzione prettamente gossipara, intenta a farsi il make-up con le ultime liete novelle della giovane e bella coppia william and Kate

    5. Terry scrive:

      questione sostanzialmente inesistente

      la Scozia non diventerà mai indipendente perché i suoi abitanti hanno troppa paura di rimetterci votando sì

      gli sviluppi della situazione europea sono facilmente prevedibili

      le élites si stanno rendendo conto che la classe media, il loro più importante e indispensabile alleato, sta cominciando a innervosirsi per cui ci sarà a breve un allentamento della pressione sui “medi” che verrà realizzata un taglio al welfare per i “piccoli”

      la classe media ovvero “la maggioranza silenziosa” che notoriamente determina i risultati elettorali sarà accontentata e tutto il suo nascente slancio e impegno politico si placheranno.
      Si stavano avvicinando pericolosamente al concetto di “uguaglianza” i medio borghesi, stavano addirittura iniziando a pensare di rivolgersi al popolo. Ma la sagacia dei dominanti è troppo superiore e avendo minacciato di levare 100 ora che si accontenteranno di levare 30, ai medi sembrerà di aver guadagnato 70 per cui si rimetteranno disciplinatamente come loro costume nei ranghi. e la pace regnerà sovrana nella comunità.

    6. ugo scrive:

      Terry: “avendo minacciato di levare 100 ora che si accontenteranno di levare 30, ai medi sembrerà di aver guadagnato 70″

      E’ una tecnica tanto vecchia e consunta che c’è da stupirsi che funzioni ancora anche al di fuori delle aule scolastiche (posso testimoniare in prima persona che tanti ancora la usano in quei contesti, quindi parlo con cognizione di causa). Eppure, incredibilmente, funziona anche con gli adulti!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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