images0BRTIVTDIl libro “Massoni”, scritto da Gioele Magaldi, va letteralmente a ruba. Non a caso la casa editrice Chiarelettere ha già dato il via alla seconda edizione (clicca per leggere). A parte qualche temerario improvvisato, il sistema mainstream ha scelto di provare ad ignorare la portata dirompente di una pubblicazione destinata comunque a fare epoca. Si avverte nell’aria come un senso di imbarazzato e diffuso terrore nell’approcciarsi alle questioni analizzate con rara precisione ed efficacia da Gioele Magaldi. Sembra quasi che le élite italiche (o presunte tali), confuse e frastornate, abbiano deciso di tenere la testa sotto la sabbia, imitando così il comportamento di quel famoso volatile che mai oggettivamente brillò né per acume né intelligenza. Ora, abbandonando momentaneamente  al proprio pavido destino tutti coloro i quali (e sono tanti) tremano alla sola idea di sfogliare la monumentale opera in argomento, frutto del genio e dell’impegno del Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, è giunto finalmente il momento di occuparsi rapidamente di tutti quelli che in questi giorni hanno deciso invece di mostrare al mondo quanto può essere profondo l’abisso che sovraintende l’umana insipienza e stupidità. Una premessa: molti di quelli che in questi giorni hanno provato a criticare il libro di Magaldi evidentemente non l’hanno letto; o, nella migliore delle ipotesi, se l’hanno letto nulla hanno capito. Tanti ridicoli ed improvvisati esegeti, infatti, non potendo smentire nel merito una virgola di quanto scritto e certificato da Gioele Magaldi, cercano di buttarla in caciara. Peccato risulti universalmente grossolano e patetico il tentativo  di catalogare alla voce “cospirazionismo” un libro che, al contrario, brilla per lucidità, consequenzialità, rigore logico e precisione bibliografica. In pieno clima orwelliano, inoltre, è singolare notare come tutti i profeti di teorie effettivamente demenziali, assurde e già smentite dalla realtà empiricamente verificabile, penso ad esempio all’austerità espansiva cara ad Alberto Alesina, accusino di “irrazionalità manifesta” i  granitici ragionamenti altrui. Sta di fatto che, ad oggi, passati ben 4 giorni dall’ uscita ufficiale di “Massoni”, non si è ancora alzata una sola voce in grado di sbugiardare le ricostruzioni offerte da Magaldi. Stranamente, poi, molti siti che hanno veicolato in maniera distorta e manipolatoria alcuni contenuti presenti nel testo in argomento vantano rapporti privilegiati con Luigi Bisignani,  guarda caso già in passato protagonista di quella P2 magistralmente denudata proprio dalla penna di Magaldi. Roberto D’Agostino ad esempio, titolare del noto sito “Dagospia”, conferma  in pieno la sua vera indole di cinico e lucido mistificatore furbo nell’operare al riparo di una sapiente quanto costruita maschera “naif”. Nel rilanciare un’ intervista a Magaldi pubblicata sul Fatto Quotidiano dell’ottimo giornalista Fabrizio D’Esposito,  D’Agostino ha pensato bene di far precedere il testo dalla seguente, stralunata, premessa: “LO SBALLO DEL MASSONE – E SE QUESTO GIOELE MAGALDI NON FOSSE ALTRO CHE L’ENNESIMO CAZZARO UBRIACO DI COMPASSI E GREMBIULINI? CHE VEDE PERSINO IL CALIFFO DELL’ISIS TRA GLI “ILLUMINATI” DELLE SUPERLOGGE? TORNA GELLI, TUTTO E’ PERDONATO!” (clicca per leggere). Già in passato D’Agostino si era reso protagonista di condotte deontologicamente zoppicanti, censurando maldestramente notizie già pubblicate nell’interesse dell’ex  presidente della società romana Acea Giancarlo Cremonesi (clicca per leggere). Notoriamente, infine, D’Agostino vanta (vantava?) fra le sue fonti privilegiate l’ex piduista Bisignani. Anche il sito “Lettera43”, per la firma di tale Lia Celi, ha pubblicato un pezzo ebete di commento al libro “Massoni” (clicca per leggere). Per una singolare coincidenza il sito in questione è diretto da  un certo Paolo Madron. Chi era costui?, si staranno giustamente chiedendo la maggior parte dei lettori. Era, anzi è, il co-firmatario di un libro di gossip con velleità storiografiche: “’L’uomo che sussurrava ai potenti”. Scritto da Madron e…Bisignani per l’appunto (clicca per leggere). Giusto poi per fare capire a tutti a quale tipo di mondi il libro di Magaldi non è andato a genio, il sito “L’Ultima Ribattuta” ha pensato bene di vergare un articoletto scriteriato, per la firma di Paolo Signorelli, enigmaticamente pronto a chiedere a “soggetti non meglio identificati” di “fermare Magaldi(clicca per leggere). Il direttore de “L’Ultima Ribattuta” è, guarda caso, il famoso Guido Paglia, personaggio già al centro di vicende da rileggere ora alla luce dell’ermeneutica magaldiana (clicca per leggere). Chiudo questa prima carrellata contenente i peggiori articoli della settimana, esprimendo comprensione per le difficoltà cognitive palesate da tale Andrea Mollica sul blog di Gad Lerner (clicca per leggere). Mollica, forse in preda ad una specie di trance agonistica, crede che  Magaldi sostenga la tesi che vuole Berlusconi affiliato alla Ur-Lodges “Three Eyes”. Peccato, per Mollica naturalmente, Magaldi affermi esattamente il contrario. Caro Mollica, ti capisco, scrivere è piacevole ma documentarsi è obiettivamente faticoso. Proprio perché rifuggo qualsiasi tentazione “cospirazionista” o “complottista” non intendo aggiungere alcunché. I lettori, alla luce dei fatti, possono benissimo trarre in perfetta autonomia le conclusioni che riterranno più opportune.

    Francesco Maria Toscano

    24/11/2014

    P.S. L’Associazione “New Deal Per la Calabria”, in compagnia dell’autore, presenterà il libro “Massoni”:

    Mercoledì 26 Novembre, Gioia Tauro, Sala Fallara, Piazza Municipio, ore 17.30

    Giovedì 27 Novembre, Reggio di Calabria, Palazzo della Provincia, Piazza Italia, ore 17.30

    Venerdì 28 Novembre, Vibo Valentia, Sistema Bibliotecario Centro Santa Chiara- Via Ruggero il Normanno- ore 17

    Sabato 29 Novembre, Cosenza, Sala Nova Provincia di Cosenza, piazza XV marzo, ore 17.30

    Categorie: Editoriale

    16 Commenti

    1. Javier scrive:

      Mi sembra evidente come mentre le testate principali abbiano completamente censurato un libro che probabilmente sarà un bestseller, alcune testate minori e blog tra cui lo stesso D’Agostino abbiano scelto la strada della mistificazione, buttandola in caciara e cercando di screditare o di deridere l’autore. Si tratta di strategie che abbiamo già’ visto all’opera in altre occasioni nei confronti di personaggi scomodi, dunque non dobbiamo sorprenderci più’ di tanto. Prima censurano, quando non possono più’ censurare discreditano, se non riescono a screditare aggrediscono in maniera diretta.
      Nondimeno trovo particolarmente significativo come hai sottolineato tu l’atteggiamento di Dagospia, che nell’occasione ci toglie gli ultimi dubbi rimasti circa la sua vera cifra giornalistica.

      • Trovo assai improprio parlare di “censura” nei confronti dell’opera di Magaldi. In questa fase iniziale del lento cammino di molti verso una più piena consapevolezza della “verità storica” (a me Magaldi l’ha scritto proprio così), è fondamentale evitare di fare il gioco di chi vorrebbe tutta l’operazione editoriale prodotto e consumo della nevrosi di pochi complottisti. Purtroppo io stesso l’ho in parte vissuta così, parlando con qualche amico del resto non sprovveduto: credo che il titolo, così schietto, abbia concorso all’idea. Asserire che sia in corso una censura (come non dice affatto il Moralista, attento ad usare le parole) significa porsi sul piano di quei complottisti facilmente liquidabili dal mainstream. Diciamo le cose come stanno: il libro è stato pubblicato da un editore importante e ben attrezzato, e la sua pubblicazione è stata segnalata da alcune testate importanti e ripresa da molte altre, certo sottotono e scetticamente, ma senza alcuna forma di censura. Personalmente poi non ho mai avuto alcuna stima di D’Agostino e non capisco come qualcuno possa averne.

        • Javier scrive:

          Mi sembra un dato di fatto che i media mainstream e le grandi testate abbiano ignorato la pubblicazione. Non mi pare di aver letto una sola riga su Corriere o Republica o La Stampa, tanto per citarne alcune, a meno che non mi sia sfuggita. Altri media minori hanno invece dato spazio all’opera spesso commentandola in modo sgangherato. Forse l’unica eccezione positiva mi sembra quella del sito “affari italiani”.
          Anche “Libero” mi pare abbia recensito il libro senza toni denigratori. Non mi pare di pormi sul piano dei “complottisti”, facendo una semplice ricognizone delle recensioni lette (o non lette) in questi giorni.

          • Javier scrive:

            Dimenticavo ovviamente il Fatto Quotidiano

            • Questo non vuol dire affatto che sia in atto una censura. Non si può ridurre l’impatto (sia pure per difetto) della pubblicazione di “Massoni” a un termine del resto abusato per vent’anni nell’Italia berlusconiana. Youtube è pieno di video dove la parola “censura” non serve ad altro che ad incrementare le visualizzazioni. La mancanza di riscontri nelle testate principali è qualcosa di forse più complesso e meno definibile, ma meglio inquadrabile con le accurate parole: “Si avverte nell’aria come un senso di imbarazzato e diffuso terrore nell’approcciarsi alle questioni analizzate con rara precisione ed efficacia da Gioele Magaldi. Sembra quasi che le élite italiche (o presunte tali), confuse e frastornate, abbiano deciso di tenere la testa sotto la sabbia, imitando così il comportamento di quel famoso volatile che mai oggettivamente brillò né per acume né intelligenza”, piuttosto che con un fraintendibile e potenzialmente controproducente “censura”. Ma esprimo, ovviamente, soltanto un’opinione.

              • Javier scrive:

                Non mi interessa farne una questione semantica. Giornalisticamente la pubblicazione di un libro come “Massoni” rappresenta una “notizia”. Non dare conto delle notizie, sempre in termini giornalistici, vuol dire censurare. Perciò il termine in questo contesto non mi sembra del tutto improprio.
                Del resto credo che non ci sia motivo di stupirsi, dato che gli editori di quei giornali che hanno “omesso” una notizia così importante, in molti casi appartengono o sono contigui agli stessi consessi che sono oggetto di indagine nel libro di Magaldi.
                Credo inoltre che tu possa convenire sul fatto che il modo in cui diversi siti di informazione, al netto di lodevoli eccezioni che non ho mancato di sottolineare, hanno recensito il libro sia come minimo mistificatorio.
                Un opera scritta con grande rigore metodologico, di respiro molto ampio, le cui tesi sono molto difficili da smentire nel merito, è stata presentata, in molte delle recensioni che mi è capitato di leggere in questi giorni, come un libro “scandalistico” di un autore che vede massoni ovunque.
                Questo perchè non potendo in alcun modo smentire le sue tesi, si cerca di depotenziarle presentando l’autore come poco credibile.
                Lungi da me l’idea di sminuire l’impatto della pubblicazione di “Massoni”, che anzi mi appare un operazione mediaticamente molto ben congegnata, al contrario volevo solo registrare alcuni tentativi di mistificazione o di insabbiamento che peraltro non mi provocano alcuno stupore.
                Intanto il libro è al secondo posto nella classifica Amazon dei titoli più venduti.

    2. Stefano scrive:

      Finalmente provo un minimo di ottimismo
      ed un filo di speranza.
      E mi sovviene questa frase(di un Grande):
      Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono
      poi vinci.
      Vada avanti fino in fondo, Venerabile Maestro Jahoel
      che qualcosa si muove in Italia, guardi in Emilia cosa è accaduto, in casa del PD una simile perdita di consenso
      e di votanti non si era mai vista prima.
      Questo finto ordine si dirige verso il caos
      ad una velocità, (mi pare di percepire) quasi sospetta.
      A voler fare della dietrologia…..
      Consiglierei Occhi ben aperti e orecchie dritte.

      Una domanda per il bravissimo Toscano:
      E dopo Renzi che cosa si inventano?

    3. Care/i, ormai il popolo è consapevole. Due concetti stanno segnando il cambiamento epocale; UGUAGLIANZA E STATI UNITI D’EUROPA.
      Due visioni che fermeranno l’avanzata dei Nazionalisti.
      Lunga vita!

    4. Nessuno scrive:

      una curiosità: come mai alla presentazione non c’era la Guzzanti?

    5. Mariana scrive:

      Secondo me sono impauriti i seguaci del Fratello John Rawls che non deve essere stato invitato alla United Colors of Massons for Globalization:

      «Una domanda che gli Europei dovrebbero porsi, se mi è consentito azzardare un suggerimento, è quanto vincolante dovrà diventare la loro unione. Si perderebbe molto, credo, se l’Unione Europea diventasse un’unione federale, sul modello degli Stati Uniti. Qui esiste un linguaggio politico comune e una certa disponibilità a spostarsi da uno Stato all’altro.
      Non vi è conflitto tra un mercato esteso, libero e aperto che comprende l’intera Europa e i singoli Stati-nazione, ognuno con le proprie istituzioni sociali e politiche separate, le proprie memorie storiche, e le proprie forme e tradizioni di politiche sociali. Di sicuro si tratta di valori significativi per i cittadini di questi Paesi, valori che danno un senso alle loro vite.
      Il mercato aperto europeo è tra gli obiettivi dei grandi gruppi bancari e dei più grandi gruppi capitalistici, il cui scopo principale non è altro che aumentare il profitto.
      L’idea di una crescita economica, continua e marcata, senza alcun obiettivo specifico all’orizzonte, si addice perfettamente a questi gruppi. Se parlano di distribuzione, lo fanno quasi sempre in termini di effetti a cascata o ricadute favorevoli.
      Il risultato di lungo periodo di tutto questo – già manifestatosi negli Stati Uniti – è una società civile immersa in un qualche tipo di consumismo privo di senso.
      Non posso credere che questo sia quello che volete», Rawls, 1999

      Infatti, non volevamo diventare degli “incolti consumatori privi di senso” come gli statunitensi, volevamo essere incolti senza essere consumatori: infatti volevamo essere consumati dal complesso industriale franco-teutonico e dai fondi di investimento anglo-americani.

      p.s.

      Ma perché dove c’è un contenitore del dissenso c’è GOD?

      Agosto 2014: http://goofynomics.blogspot.nl/2014/08/keynesiani-per-caso.html

      • il Moralista scrive:

        Ha letto il libro di Magaldi? Non credo. Se lo avesse fatto non sarebbe ancora vittima di alcune false suggestioni. Saluti

        • Mai parlato di UNIONE FEDERALE! Ho sempre parlato di UNIONE REGIONALE; gli Stati-Nazione diventano REGIONI pur mantenendo le loro peculiarità.
          La vittoria politica, ribadisco, sarà il progetto EURO-REGIO, avente come piattaforma politica il concetto di UGUAGLIANZA.
          Lunga vita.

    6. Lorenzo Felloni scrive:

      Che Dio ci salvi da massoni, banchieri e altre emenazioni infernali.

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    DOPO LA TRAGEDIA ARRIVA...

    Scritto il 2 - mar - 2019

    7 Commenti

    L’ERRORE PRIMIGENIO DEI GRILLINI

    Scritto il 28 - feb - 2019

    2 Commenti

    IL RISORGIMENTO MERIDIONALE E’...

    Scritto il 23 - feb - 2019

    2 Commenti

    PERCHE’ L’INCONTRO DEL 20...

    Scritto il 15 - feb - 2019

    0 Commenti

    IL GRAND GUIGNOL DI...

    Scritto il 12 - feb - 2019

    1 Commento

    O VOTI PER IL...

    Scritto il 6 - giu - 2016

    25 Comment1

    IL “CARO LEADER” GIORGIO...

    Scritto il 31 - mar - 2013

    2 Comment1

    LE SINGOLARI ASSONANZE TRA...

    Scritto il 31 - lug - 2013

    3 Comment1

    MARIO DRAGHI CONFESSA CHE...

    Scritto il 20 - apr - 2015

    1 Commento

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.