untitledNell’articolo pubblicato ieri, titolato Massoni/1 Introduzione Generale (clicca per leggere), abbiamo spiegato come e perché il soggetto storico che guida i processi globali da almeno tre secoli a questa parte sia la Massoneria. Istituzione misteriosofica e spirituale che, surrogando il ruolo prima esercitato dalla Chiesa di Roma, sovraintende oggi in maniera riservata ed occulta le dinamiche del potere terreno. Tale assunto, di primo acchito, potrebbe irritare un numero consistente di “iniziati” adusi a frequentare le diverse logge articolate presso l’intero territorio nazionale. “La massoneria”, sostengono infatti molte anime belle in buona fede in compagnia di pochi volponi in malafede, “rappresenta un percorso di miglioramento individuale che nulla ha a che fare con la ricerca del potere profano. Non a caso in loggia è vietato discutere tanto di religione quanto di politica”. In linea di principio chi sostiene simili tesi dice il vero. Formalmente la massoneria “sorvola” e assorbe le miserie che quotidianamente affannano uomini che non trovano mai il tempo o la voglia di volgere lo sguardo in direzione del  “cielo stellato”. Formalmente però. Perché praticamente le cose stanno in maniera alquanto diversa. Preliminarmente è giusto riconoscere come molti massoni “iniziati” presso le diverse Obbedienze sottostimino senza dolo la vera portata dell’Istituzione che li accoglie e li forma. Così come non tutti i parroci di campagna influenzano o comprendono le scelte prese in Vaticano, allo stesso modo non tutti i massoni compenetrano l’essenza di quelle che Magaldi chiama Ur-Lodges, ovvero superlogge a vocazione cosmopolita che accolgono al proprio interno solo uomini e donne ritenuti “eccellenti”. Per fare un esempio utile a rendere fruibile dai più un concetto di per sé complicato, potremmo dire che le logge articolate secondo le vecchie Obbedienze nazionali (Goi, Godf,  Ugle, ecc.) sono paragonabili ad una squadra di club. Le Ur-Lodges invece somigliano ad una nazionale di calcio, necessariamente figlia di una selezione che punta a mettere insieme solo e soltanto i migliori. Anche gli uomini di media intelligenza possono comprendere come la direzione di un mondo “globale” presupponga l’esistenza di identici centri decisionali. Per questo le Obbedienze massoniche che si articolano oggi su un piano perlopiù nazionale vivono un periodo di grave crisi. Come è possibile incidere su fenomeni ampi e interconnessi vivendo di fatto all’interno di uno schema limitato e provinciale? Come possono le singole Comunioni massoniche nazionali pianificare in forma endogena processi che interessano l’intero orbe terracqueo? Semplicemente non possono. L’esistenza di un progetto “ampio” presuppone l’esistenza di “camere di compensazione” altrettanto “ampie”. Oppure per davvero pensate che la globalizzazione in atto sia figlia dei capricci del caso? O che la scelta di costruire l’Europa in chiave affamante e antidemocratica sia il risultato di una indecifrabile lotteria? Le cose non stanno così. “Ogni scelta reale”, spiegava Hegel, “è anche razionale”. Purtroppo in molti, massoni compresi, ignorano il luogo dove tale “razionalità” alloggia e risiede. Stabilito quindi che il livello massonico che dirige la contemporaneità non coincide più con le visibili e rassicuranti comunioni tradizionali, resta sullo sfondo il problema di principio evocato in apertura di articolo: è possibile fare “politica” in massoneria? Anche in questo caso, per sbrogliare una apparente incongruenza, è utile avanzare un paragone con i tempi passati. Quando, specie nel Medioevo, il papato si sentiva minacciato da nemici veri o presunti, conseguentemente delegava all’Imperatore di turno il compito di sguainare la spada. Si trattava di una forma sublimata di ipocrisia, che permetteva ai porporati di recitare la parte di quelli attenti a considerare solo le cose “del cielo”, riuscendo però nel contempo a mantenere il ferreo controllo di un potere oltremodo terreno. Le Ur-Lodges contemporanee, specie quelle di ispirazione neo-aristocratica, si comportano allo stesso modo. Non intervengono cioè direttamente nel dibattito pubblico, affidando ad entità para-massoniche subordinate, tipo il Bilderberg o la Trilateral, il compito di sporcarsi le mani per conto terzi. Come ha ben documentato Magaldi, infatti, con buona pace di tutti i cospirazionisti un tanto al chilo, la Trilateral Commission è soltanto il braccio armato della ben più potente loggia “Three Eyes”, fondata sul finire degli anni ‘60 da pesi massimi come David Rockefeller, Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. Allo stesso modo, i tanti e diversi sodalizi para-massonici, dal Riia al Cfr, dal Bilderberg al Lucis Trust, sono di fatto ricadenti sotto l’influenza di una o più Ur-Lodges operanti nel pianeta. L’insieme di queste Ur-Lodges forma forse un mostro unitario e monolitico? Niente affatto. Le diverse Ur-Lodges, spesso in lotta feroce tra di loro, conoscono una dialettica molto accentuata. Semplificando al massimo potremmo dire che esiste una forte dicotomia che vede contrapposte le Ur-Lodges cosiddette progressiste a quelle più spiccatamente reazionarie ed aristocratiche. E proprio la “guerra”, tuttora in corso, fra massoni elitari e massoni progressisti sarà al centro dell’approfondimento di domani.

    P.s. Invito tutti i lettori de Il Moralista ad iscriversi al “Movimento Roosevelt” in vista del congresso di Gennaio/Febbraio 2015. Il modulo per aderire lo trovate in alto a destra

    Francesco Maria Toscano

    4/12/2014

    Categorie: Cultura, Editoriale, Politica

    4 Commenti

    1. Giunti a ciò, emerge sempre la solita domanda? Come mai la massoneria progressista si desta ora dal ” Sonno”?

      • aleale scrive:

        Effettivamente si tratterebbe di un sonno che dura più o meno dal Risorgimento a oggi, senza contare il totale asservimento di pressoché tutti i media (dalla loro comparsa sino ai nostri giorni) dell’intero orbe terracqueo alla massoneria aristocratico-reazionaria. Mi pare una guerra abbastanza impari, o forse chissà domani assisteremo a un commento di Benigni (progressista?) in mondovisione sul libro di Magaldi. La massoneria che non agisce nell’ombra non è massoneria, fatevene una ragione. Il bistrattatissimo Tolkien dovrebbe suggerire qualcosa. Ciononostante grazie e lode alla ragguardevole opera di Magaldi che squarcia per la prima volta da tre secoli il velo di Maya (almeno per coloro che lo leggeranno). Certo due pagine di regesto documentario sarebbero state apprezzabili ma, come si dice, quando il diavolo ci mette lo zampino…

    2. Giovanni scrive:

      Ho letto il libro al 70% tralasciando per ora le parti che mi sembravano più noiose.
      Da profano rimango dell’idea che la divisione delle logge in neoaristocratiche e moderate sia parte di un gioco delle parti che fraintende comunque alla realizzazione di un progetto comune.
      Progetto che sospetto appartenga ad un ‘ordine superiore’ alle stesse Ur lodges e che nessuno mai ci dirà.
      Vediamo e speriamo che qualcuno smentisca le mie convinzioni.

    3. Questa è tosta; LA MASSONERIA CHE NON AGISCE NELLA OMBRA NON è MASSONERIA, FATEVENE UNA RAGIONE!

      Essendo profano e informandomi assai sul circuito massonico, di fatto, sgorga un’altra quesito. La massoneria oppure le office servono a migliorare gli uomini e il mondo in modo palese ( tipo grande oriente democratico) oppure la massoneria ( negando visibilità) serve per creare uomini e mondi senza scrupoli del tipo; l’Europa che stiamo vivendo. Sin ora, apprezzo il lavoro svolto da ogni parte del circuito massonico-progressista.
      Lunga vita

    Commenta a Giovanni


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