untitledDa qualche giorno nel bagno ho un’infiltrazione, ma non è acqua, è Mafia. Sono preoccupato, non tanto per la convivenza che mi tocca subire e alla quale sono abituato da anni, poiché meridionale, ma più che altro a cosa agogna un’organizzazione mafiosa per volersi infiltrare nel mio bagno. Vuole inserirsi nel traffico della carta igienica, vuole avere pieno controllo della mia igiene intima imponendo prodotti provenienti da suoi stretti contatti o vuole entrare nella gestione del bacino idrico che alimenta lo sciacquone del cesso?

    Questo episodio me ne ha portato alla mente uno simile, accaduto durante la campagna elettorale del 2013. Dopo un iperpresenzialismo televisivo e radiofonico Berlusconi ha cercato di persuaderci in altri modi. Sono andato in bagno e dopo aver alzato la tavoletta, ho visto il suo riflesso nell’acqua che prometteva più asciugamani per tutti, un aumento della morbidezza della carta igienica e un taglio netto della stitichezza. L’episodio è stato isolato e non mi sono preoccupato più di tanto, ora, poiché al peggio non c’è mai fine, mi aspetto un tweet di Renzi che mi appaia nella tazza.

    Sono andato a parlarne con un mio amico commissario e mi ha consigliato vivamente di far finta di niente. Se in merito all’infiltrazione entrasse lo Stato, sarei fottuto, oltre al bagno potrei perdere anche la casa. Devo cercare di contenerla da solo, in fondo sono anni che in alcune zone del sud senza l’ausilio dello Stato si cerca di porre un argine al dilagare della criminalità organizzata.

    Poi ho capito che non era una cosa personale, siamo un popolo così contaminato dal malaffare che i muri ne trasudano. Spesso il premier di turno in maniera propagandistica dichiara alla Nazione che inasprirà la dura lotta all’evasione e alla corruzione. In cuor suo sa che non è così, poiché, soprattutto nel mezzogiorno, la corruzione e l’evasione sono la prima forma di reddito, in alcune zone l’unica. Senza di esso ci sorpasserebbero come PIL anche gli abitanti della Lapponia che hanno incentrato la loro economia sulla coltivazione ecosostenibile del lichene e sullo sfruttamento commerciale dell’immagine di Babbo Natale, che usata solo per 15 giorni l’anno non dà i guadagni sperati.

    Purtroppo quello della corruzione è un fenomeno sempre più dilagante, anch’io non ne sono immune. Sono andato in chiesa e dopo anni mi sono confessato, il prete ha detto che se fosse stato un uomo di legge mi avrebbe dato 2 anni con la condizionale, ma dovendo seguire il rito canonico mi ha dato 100 Padre Nostro, 100 Ave Maria e 100 Atto di dolore. Allora gli ho allungato 50 euro per avere una riduzione della penitenza. Quello mi ha guardato con malcelato disprezzo e si è detto offeso, per chi lo avevo preso… Per meno di 150 euro la mia anima poteva rimanere immonda e impura, abbiamo contrattato e per mondarla ci sono voluti 100 euro, un gloria al padre e la foto in topless di una mia cugina tettona.

    Io a mia volta ho chiesto la tangente a un venditore ambulante al semaforo. Gli ho detto che se avesse voluto vendermi la merce che forniva, avrebbe dovuto pagarmi perché avevo già promesso l’appalto dei fazzolettini e degli accendini a un suo collega. Mi ha dato 1 euro e gli ho comprato 6 euro di roba, secondo le regole dettate dalle linee guida nazionali su mazzette e bustarelle.

    Mafia Capitale non è lo specchio del Paese, perché sarebbe un brutto riflesso e basta. Mafia Capitale è il Paese. Anche per questo non si arriva a capo della trattativa Stato-Mafia, sono la stessa cosa. Lo Stato tratta con se stesso e se non c’è un accordo si minaccia arrivando fino a veri e propri atti di autolesionismo. Tutto questo ha un nome: disturbo dissociativo dell’identità, volgarmente chiamato disturbo da identità multipla.

    Mafia Capitale ricorda in maniera topografica l’ambientazione del Signore degli anelli. C’è una terra di sotto dove ci sono i criminali in tutte le loro accezioni, la terra di sopra dove ci sono uomini d’affari, politici e potenti di turno e la terra di mezzo dove c’è gente che mette in contatto le due terre all’estremo, sono gli hobbit del malaffare. I cittadini normali avevano il loro mondo, ma lo ha sequestrato una cartella esattoriale di Equitalia.

    I politici italiani si dicono indignati, e faranno di tutto per combattere la criminalità, se non dovessero riuscirci, la legalizzeranno. Guardano anche a quello che succede fuori dal bel paese, indignandosi anzichenò. Come mai nessuno si risente di un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti, ma sembra non interessare ad alcuno, l’espandersi dell’universo. Come fa l’universo a occupare tutto lo spazio infinito? A chi corrompe?

    Forse c’è una speranza, tutto potrebbe finire con l’arrivo sulla terra dell’uomo incorruttibile. Non è di questo mondo ma di un mondo parallelo, fatto di giustizia e legalità. Dove il negoziante fa lo scontrino, anche se non vende niente, le tasse sono pagate ma soprattutto, incredibile a dirsi, amministrate bene. La criminalità non è mai esistita e i bambini non giocano a guardie e ladri, ma a guardie e basta perché un ladro non sanno neanche cosa sia.

    Intanto, per essere al passo con i tempi nel presepe ho messo un finto pastore che cerca di corrompere Gesù bambino al fine di poterlo far intercedere presso il padre per alcuni favori. Il padre non è il falegname ma quell’altro, quello naturale.

    Per Natale non mi auguro che tutti siano più buoni, ma che tutti siano meno disonesti.

    Masariello

     

     

     

     

    Categorie: Società

    Un commento

    1. Grande, Buon Natale e arrivederci a presto

    Commenta a Renato Protti Miracca


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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