untitledCerchiamo di fare una analisi obiettiva che prenda in considerazione i possibili futuri scenari che riguarderanno l’Italia e l’Europa. Fino ad oggi ha prevalso una sterile retorica “europeista”, pronta a lodare a prescindere tutte le scelte di indirizzo chiamate a rafforzare le istituzioni comunitarie. Da un lato istituzioni antidemocratiche come la Ue bacchettano di continuo i singoli governi democraticamente eletti dai rispettivi popoli, dall’altro lo spauracchio dei “mercati”- braccio armato degli usurai legalizzati e globalizzati- limita fino ad annullare i margini di manovra dei diversi governi nazionali. Quanto potrà durare ancora questo equilibro fallimentare? La strategia del “galleggiamento” trova in Angela Merkel il suo alfiere più famoso. La Cancelliera tedesca, pronta a candidarsi ancora una volta alla guida di una Germania tornata pericolosa come al tempo di Hitler, è infatti bravissima nel sopire e nascondere le tensioni che attraversano l’Europa, favorendo di fatto il gonfiarsi di una bolla, fatta di rancore e risentimenti diffusi, destinata prima o poi ad esplodere con effetti sconvolgenti. Oramai è chiaro e indiscutibile: il mix fra rigore in economia e incitamento all’immigrazione diffusa determina l’esponenziale crescita politica di forze politiche fortemente identitarie e nazionaliste. Lo si evince osservando la geografia di tutti i paesi dell’est Europa, così come l’evoluzione del quadro politico in Austria e in Francia. Parimenti, le stesse politiche prima indicate producono in Inghilterra e negli Stati Uniti sentimenti di forte rigetto nei confronti della globalizzazione, inducendo i cittadini votanti a rivalutare le bellezze del “protezionismo” proprio in Paesi che veneravano il “free trade” come un dogma di fede. Focalizziamo ora la nostra attenzione sull’Europa. Quale destino attende il Vecchio Continente? Iniziamo con il dire che, allo stato, parlare ancora di Stati Uniti d’Europa rasenta il vaneggiamento. Le classi dirigenti europei degli ultimi vent’anni, con Schaeuble in testa, hanno coscientemente diffuso sentimenti di odio e competizione fra i diversi popoli imprigionati nella gabbia dell’euro. Ai tedeschi viene detto che i problemi sono figli della pigrizia dei popoli mediterranei, mentre ai popoli mediterranei viene spiegato che i continui e disumani “sacrifici” sono imposti dai cinici e ottusi popoli del nord. Questo tipo di narrazione, converrete sicuramente con me, non è esattamente speculare alla creazione di un unico superstato continentale che affratelli gente con storie, culture e tradizioni diverse. Quindi il racconto del “ci vuole più Europa” è archiviabile senza timore di smentita alla voce “anacronistica boutade”. Gli Stati Uniti d’Europa rappresentano ora nient’altro che una suggestione ipotetica, un mero caso di scuola che- pur rimanendo vivo nella mente dei pochi che “eroicamente” li evocano- non hanno alcuna possibilità di vedere la luce per i prossimi cento anni. Sul tappeto restano perciò soltanto le due rimanenti ipotesi: o la continuità tecnocratica e affamante di Merkel e dei suoi cagnacci alla Juncker, o il recupero di una sovranità nazionale forte e piena. E’ chiaro che bisogna perseguire pragmaticamente la seconda ipotesi, l’unica possibile e auspicabile anche agli occhi di chi, come me, non ha mai creduto nei valori esasperati di un patriottismo fanatico che scade sovente nello sciovinismo o perfino nel ridicolo. Chi non crede nel ritorno del “sovranismo” per convinzione lo faccia per necessità e costrizione, mancando di fatto qualsiasi alternativa rispetto all’esistente che non passi per la via stretta e difficile appena individuata. Si acceleri perciò anche in Italia la costruzione di un partito chiaramente ispirato ai valori di un lepenismo che coniughi difesa dei confini a principi di giustizia sociale ora ovunque impunemente calpestati. Salvini proponga perciò al più presto lo scioglimento della Lega Nord con l’obiettivo di dare vita ad una costituente che da, nord a sud, raccolga sotto gli stessi simboli  e le stesse insegne tutti gli oppositori di una globalizzazione fallita che oramai  mostra la corda.

    Francesco Maria Toscano

    23/11/2016

    Categorie: Editoriale

    7 Commenti

    1. lorenzo scrive:

      Hai perfettamente colto nel segno. Dubito, però, che Salvini sia disposto a tanto, il suo movimento dialoga con una fascia di elettorato ben preciso, definibile “di pancia”..
      Sarebbe un po’ come pretendere di curare un’emicrania somministrando una purga…

    2. Sonorobbertocarlino scrive:

      Il sovranismo può avere una sola funzione: far crollare il sistema europeo delle neo oligarchie tecnocratiche.
      Il sovranismo è pessimo e non porterà né pace né ugauglianza né maggiore democrazia ma la sua vittoria comporterà la sconfitta di élite potentissime contro le quali sembrava non potesse esistere alcuna via di resistenza.
      Il sovranismo invece non è così strutturato e questo consentirà alle forze autenticamente democratiche e progressiste una lotta politica meno disperata che con le élite precedenti.

      In altre parole nel 2017 non sarà l’inizio della fine per le oligarchie ma come disse Chruchill nel 1942, solo “la fine dell’inizio”. La battaglia vera potrà cominciare.

    3. learco scrive:

      A proposito del sistema finanziario che sta spolpando le risorse dell’Europa e il ruolo delle elites mondiali:

      http://www.controinformazione.info/la-matrice-che-ci-imprigiona/

    4. renato protti miracca scrive:

      Complimenti per la visione futuristica delle sorti Europee. A mio avviso ci saranno due schieramenti politici ( ideologie): Europeisti contro Nazionalisti. Resta ancora da comprendere in toto, sia amministrativo sia politico,delle varie governance. Detto ciò, finalmente, passo dopo passo al pari dei gamberi, si ritorna a casa: Girondini contro Giacobini. Nel leggere tra le pieghe della storia Europea emerge la visione fallimentare dei Giacobini ora spetta, di fatto, che le anime Girondine alzino la voce per una Europa Federale- più potere alle realtà locali- e altresì la nazione Europa non deve interessarsene delle faccende economiche-finanza.
      Lunga vita e w gli Stati Uniti d’Europa: crois soulement!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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