TrumpLa triste parabola di Donald Trump, presidente apparentemente anti-establishment subito normalizzato dallo “Stato profondo” americano, palesa il carattere fondamentalmente “cosmetico” della cosiddetta “democrazia rappresentativa”, simulacro di una sovranità popolare che affascina oramai solo i cittadini più stupidi e ottusi. “La potenza del capitale è tutto, la borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni sono un gioco di marionette, di pupazzi”, disse un ispirato Vladimir Lenin nel 1919. Allo stesso modo la natura estremamente volatile, ipotetica e transitoria del potere popolare esercitato per mezzo del voto dall’intero corpo elettorale ci induce a riattualizzare il pensiero di Rousseau, il quale derideva chiaramente quelli che parlavano di democrazia rappresentativa: “la sovranità si esercita, non si delega”, sintetizzava sul punto lo scienziato politico ginevrino. Per giustificare il tradimento di tutte le promesse elettorali una volta agguantato lo scettro presidenziale, i soloni di regime spiegano in genere che- a garanzia stessa della tenuta della democrazia nel suo insieme- gli eletti “esercitano il ruolo senza vincolo di mandato”. Principio astrattamente condivisibile, che dovrebbe in teoria assicurare il rispetto del libero convincimento di chi rappresenta l’intera nazione dai sempre possibili condizionamenti esercitati da privati facoltosi o lobby di potere; principio che, però, prostituito in senso inverso nella concreta prassi, è diventato un passepartout buono per ammantare di nobiltà qualunque volgare raggiro architettato da élite spregiudicate nei confronti del “popolo bue”. Donald Trump ha vinto le elezioni proprio perché avvertito quale elemento di rottura rispetto ad un raggruppamento nel suo insieme “nazista” (a proposito: a breve darò alle stampe  il mio libro titolato non a caso “Il Nazismo Tecnocratico”). Stanca dei raggiri del potere, la gente ha preferito puntare su un “enigma” pur di non affidarsi ad Hillary Clinton, emblema vivente di un sistema imbellettato, feroce e ipocrita che controlla le leve globali della finanza e dell’informazione corrotta. Cosa prometteva Trump? Cose normali che diventano eccezionali solo in periodi folli come quelli che stiamo vivendo. Una economia pensata per venire incontro alle esigenze delle persone in carne ed ossa, e migliori rapporti con la Russia di Putin costituivano in estrema sintesi i due pilastri posti a fondamento dell’inaspettato successo “dell’outsider biondo che ha fatto impazzire il mondo”. Cosa rimane oggi di quelle (ingenue?) speranze? Nulla, o quasi. Il potere vero, quello che per dirla con Lenin se ne infischia delle marionette che vincono di volta in volta le elezioni raggirando masse composte perlopiù da gonzi inutilmente eccitati, ci ha messo poco ad imbavagliare il nuovo Presidente. Non so precisamente cosa sia successo, ma credo che i “soliti noti”- ovvero le massonerie mondialiste che controllano gli apparati- abbiano trovato argomenti convincenti in grado di ridurre rapidamente “The Donald” a più miti consigli. La recente cacciata del generale Flynn (clicca per leggere) aveva già palesato la natura friabile e infingarda di un Trump incapace di tenere il punto. Adesso c’è poco da stare allegri. I più ottimisti, valutata la reale portata del bombardamento (poca roba), ipotizzano che l’attacco di Trump alla Siria sia il risultato di una messinscena architettata dal Presidente americano in combutta con lo stesso Putin. Uno stratagemma pensato e attuato con l’obiettivo di allentare la tensione interna (della serie: “avete visto che non sono filorusso? Ho persino colpito l’amico di Putin!”) e riordinare le idee in vista delle prossime mosse. Ci credo poco. Ma se anche fosse si tratterebbe di una prova di debolezza, più che di astuzia, che non porterà nulla di buono. Un presidente legittimato dal voto dei suoi connazionali non ha bisogno di mettere in piedi nessuna macchinazione utile per mascherare le sue scelte di indirizzo politico. Un presidente degno di questo nome parlerebbe a tutti i ricattatori interni- ovunque annidati- più o meno nei seguenti termini: “Il Presidente sono io e la linea in politica estera la decido io. Ai miei occhi la Russia è un interlocutore indispensabile per ricostruire un nuovo, e migliore, ordine mondiale. Il mondo che ho trovato in eredità da voi “galantuomini” infatti fa schifo. Fine della discussione”. E poi vada come vada. Ma per parlare così alla Casa Binaca ci vorrebbe un Uomo, mica un quaquaraqua’.

    Francesco Maria Toscano

    8/04/2017

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. Manrico scrive:

      http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/04/09/siria-usa-accuseranno-mosca-complici_3ea309ce-4c87-4c60-9928-f51d701be8c1.html

      E che ripercussioni avrà sul populismo questo rinnovato attivismo americano?
      Temo non positivo…

      • . scrive:

        non so che pensare..i nostri ragionamenti sono in base a cio che leggiamo..le versioni dell’informazione cosidetta main stream io le scarto sempre in partenza perché son tutte falsate e pilotate (da qualunque parte vengono ). Le versioni dell’informazione cosiddetta alternativa..son molto più credibili e veritiere (infatti con la storiella della fake news vogliono metterle a tacere ) però anche esse sovente contradditorie. Una cosa : comunque tutti hanno capito che la versione dell’attacco del gas sarin di Assad è ridicola quasi puerile…tantomeno la complicità di Putin. La guerra in Siria sostanzialmente la hanno vinta sia Putin che Assad…e la versione dell’attacco con tanti morti civili alla stessa popolazione siriana da parte di Assad è ridicola perché sarebbe un non-sense strategico . L’opinione pubblica (tranne i cronici babbei che si vogliono nutrire e vogliono credere alle Fake News main stream)sa benissimo che si tratta di falsità…come lo sa tutto il mondo politico nazionale e internazionale. E i politici americani che pompano questa versione sanno di mentire e sanno che tutti sanno che stanno mentendo. Certo che di pazienza e sangue freddo il Putin ne ha …spero che non la perda..perché dopo saranno dolori per tutti. Però ormai le provocazioni son continue , evidenti, sfacciate….e alla fine non so che sviluppi avrà: ce poco da fare —->>> il vero stato canaglia per eccellenza cioè gli Stati Uniti…ha voglia di menar le mani…e come dice il Generale Mini..quando una potenza ha voglia di menar le mani non c’è nulla che la fermi continuerà e continuerà ancora .
        Chi cerca alla fine trova:—–>>> nell’eventualità che non mi auguro del patratrac…ci aspetta questo:

        https://www.youtube.com/watch?v=9cHVNDE-XRM

        l’ultima generazione di missile nucleare russo chiamato Satan 2—->>> se non erro può arrivare anche negli Stati Uniti…non c’è nulla che lo possa fermare..ed ha la potenzialità di distruggere in una sola volta uno Stato come il Texas o la Germania…

        si sperava in Trump…invece il Deep State lo ha “cotto” a puntino…adesso vogliono far piegare Putin…e se Putin non si piega? scatenano la guerra ?…quelli son dei pazzi sociopatici che hanno perso il senso della misura….sino a non volersi rendere conto che un eventuale scontro è a somma zero: ne usciremo tutti liquefatti. Se esiste un Dio…mi sa mi sa che bisogna seriamente incominciare a pregarlo.

      • . scrive:

        Credo che il “solito” Paul Robert Graigs..descrivi secondo me in modo credibile la situazione: la pressione per piegare Putin vien dall’esterno e dall’interno della Russia con una parte dell’establishment russo alleato con Washington.

        http://www.libreidee.org/2017/04/craig-roberts-trump-si-e-arreso-il-prossimo-sara-putin/

        come andrà a finire ?…non lo so…ma non sono ottimista per il futuro.

        • Manrico scrive:

          La posizione di Putin in Russia temo sia meno forte di quello che sembra.
          Però è anche difficile che si arrenda senza reagire.
          Credo che gli americani siano convinti di riuscire a creare una ennesima rivoluzione colorata o quantomeno un forte dissenso che lo metterebbe in difficoltà a meno che lui non riesca a fomentare un ondata di patriottismo.
          Dipende anche da come reagiranno i cinesi, se rimarranno alleati di Mosca o se si caleranno le braghe.
          Un altro segnale saranno le elezioni francesi. Ho l’impressione che il populismo della le Pen perderà consensi e magari il FN arriverà secondo al primo turno che sarebbe un brutto smacco.
          Intanto il resto della comunità internazionale si è prontamente appecoronato…
          Il Papa poi fa l’indiano. Ha da dire su qualsiasi stronzata poi quando il padrone bombarda se ne sta zitto zitto, il gesuita.
          Vedrai che dopo aver promesso a destra e sinistra di far cessare le sanzioni contro la Russia le inasprirà.
          Ormai è solo un pupazzo nelle mani dello stato porofondo.

    2. Barbato Giovanni scrive:

      C’e’ un ipotesi che non è stata presa in considerazione.
      Trump non è stato normalizzato per il semplice fatto che
      è stato sempre normale.Cosa voglio intendere? Mirando alla
      Casa Bianca e avendo come rivale la guerrafondaia Clinton
      non ha senso presentarsi con un programmma elettorale simile
      ai neocon.
      Gli elettori avrebbero votato la Clinton che lo surclassava
      in esperienza ed anni di governo.Trump usando il metodo di
      Niccolò Machiavelli della volpe e del lione furbescamente
      ha adottato una campagna opposta a quella della Clinton.
      Una volta eletto ha mostrato le sue intenzioni reali e di
      sempre. Tattica che potrebbe essere stata anche concordata
      col le lobby neocon. Questo spiega anche la fine di Flynn.
      Non si è MAI avuto l’intenzione di averlo nel governo . Queste lobby sono prevalentemente in mano maschili e poco avrebbero visto di buon occhio una donna allaCasaBianca.
      Forse anche l’elezione di Obama è stata pilotata vs la Clinton.
      D’altronde non si accede alla massima guida politica
      dell’America se non si condividono a priori gli obiettivi
      delle grandi lobby della finanza.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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