ListaTra meno di tre mesi andranno in scena delle elezioni politiche semplicemente surreali, influenzate dal ritrovato protagonismo di un arzillo vecchietto come Berlusconi al quale il sistema mediatico e finanziario tutto ha perdonato nel nome della “responsabilità” e della “stabilità”. Gli stessi poteri che fino a pochi anni fa facevano a gara nel mostrificare il “Biscione” di Arcore, presentato quale quinta essenza dei concetti stessi di corruzione, perversione e collusione, oggi ne magnificano la ritrovata “serenità”, plaudendo al ritrovato feeling fra il nostro statista mancato e l’ex “culona inchiavabile” Angela Merkel. D’altronde l’odierno e camaleontico Berlusconi si è calato perfettamente nel ruolo di “stabilizzatore sistemico”, eterno federatore di un centrodestra in stile “arca di Noè” chiamato a moderare l’approccio muscolare dell’infelpato Matteo Salvini, mediocre politicante passato con disinvoltura dalla compagnia di madame Marine Le Pen a quella dei vari Lupi, Zanetti e Tosi. I temi del “sovranismo”- gli unici seri- sono infatti scomparsi sia dall’agenda della Lega che da quella dei Cinque Stelle, forze troppo impegnate nel rassicurare le massonerie internazionali per perseguire l’unico obiettivo potenzialmente in grado di liberare l’Italia dalla lenta e infinita agonia che l’attende: l’immediata uscita dall’euro. Il riposizionamento filo-europeista di forze che prima fingevano di voler rappresentare le aspirazioni di libertà e di indipendenza che salgono impetuose dal ventre di una società sempre più consapevole, può valutarsi alla stregua di un vero e proprio tradimento, una oscena resa anticipata che riporta alla mente il comportamento vile e volgare del moderno “Quisling greco” Alexis Tsipras. I tre poli principali, centrodestra, cinquestelle e pd, hanno già palesato la loro assoluta subalternità rispetto ai “padroni incappucciati” di Bruxelles, mentre sul partito di Pietro Grasso- che vanta al proprio interno la presenza di alcuni noti fan di Mario Monti come Pierluigi Bersani- è meglio stendere un velo pietoso. Cosa resta? L’astensione? Si comprendono le ragioni dei tanti che, nauseati e sfiduciati, non intendono più legittimare quella farsa pomposamente chiamata “rito democratico”. Da quando l’Italia è diventata spudoratamente serva delle massonerie continentali che soffocano i popoli usando la moneta al posto degli oramai desueti carri armati, recarsi alle urne è diventata effettivamente poco più che una perdita di tempo. Ma l’aumento dell’astensione, badate bene, non preoccupa affatto i “padroni del vapore”, convinti a ragione di poter meglio paralizzare l’Italia limitando il più possibile la partecipazione democratica di masse rese appositamente apatiche e distanti, come tra l’altro ammettevano senza fronzoli i noti autori del pamphlet “The crisis of democracy”- scritto all’inizio degli ’70 su mandato della Trilateral Commission- Huntington, Crozier e Watanuki. Ieri però, nel leggere una intervista rilasciata da Antonio Ingroia alla Gazzetta del Sud (clicca per leggere), mi si è accesa una lampadina: e se la soluzione fosse proprio la “Lista del Popolo-Mossa del Cavallo”? Ingroia, abbandonate esplicitamente le vecchie e perdenti suggestioni tipiche di una sinistra perennemente antagonista che finisce quasi sempre per fare il gioco- consapevolmente o inconsapevolmente- del grande capitale finanziario, articola una analisi lucidissima che individua il nemico irriducibile nelle “burocrazie di Bruxelles e Francoforte”, bollando coraggiosamente come infingarda la retorica “anticasta” di chi, come i cinquestelle, “blinda il sistema proprio nel momento in cui fa finta di attaccarlo”. Se questi sono i valori fondanti del nuovo Movimento- che dichiara esplicitamente pure di voler superare le oramai anacronistiche categorie di destra e sinistra per dare rappresentanza a tutti i “precarizzati torturati in ossequio al mito della competitività”, credo che l’esperimento finirà con il riscuotere un meritato e auspicabile successo. In ogni caso, su queste basi, merita di essere sostenuto con forza e convinzione.

    Francesco Maria Toscano

    21/12/2017

    Categorie: Politica

    4 Commenti

    1. roberto scrive:

      Caro Francesco Maria, devo confessarle che non riesco più a seguirla. Allora, d’accordissimo su tutte, o quasi, le analisi sul sistema ma che un voto possa cambiare le cose o il sistema stesso non ci credo assolutamente. Ingroia e Chiesa saranno l’ennesimo buco nell’acqua. Lei parla ancora di sinistra quando la maggior parte dei complottisti della prima e della seconda ora sa che destra e sinistra sono un colossale inganno, le due facce della stessa medaglia. Non è col voto che cambieranno le cose ma con un numero di persone consapevoli che, raggiunta la “massa critica”, potranno influenzare le cose. Quando un numero sufficiente di persone cambierà il proprio modo di vivere e uscirà dal consumismo ecco che allora arriverà la vittoria. Quando ci saranno le cancellazioni di massa da Facebook arriverà la vittoria. Quando ci saranno le rottamazioni dei televisori in massa ecco la vittoria. Il vero potere va colpito laddove ha i suoi interessi e cioè nel danaro.
      Buon Natale a tutti, poteri forti permettendo.

    2. Ghibli scrive:

      Il vero potere va colpito laddove ha i suoi interessi e cioè nel danaro.

      Roberto, ma di quale tipo di denaro parli ?
      Dell’Euro o del dollaro ?
      Ok. Ma se la soluzione è la sovranità monetaria promossa dalla MMT, passiamo direttamente dalla padella alla brace. Con buona pace per Toscano.
      Ma qui siamo a casa sua e non possiamo offenderlo.

    3. gianni scrive:

      Destra e Sinistra sono la stessa minestra, agli ordini del Capitale Globle.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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