Di MaioMilioni di italiani hanno votato il Movimento 5 Stelle nella speranza di fare la “rivoluzione”, scoprendo solo ora di essere stati usati per consentire ad un grigio e “moderato” politicante come Di Maio di coltivare le sue velleità da Primo Ministro in pectore. A dire il vero noi de “Il Moralista” ce ne eravamo accorti per tempo, denunciando ripetutamente e con largo anticipo la natura “gattopardesca” di un Movimento nato con l’obiettivo preciso di stabilizzare un sistema marcio e corrotto proprio nel mentre di fare finta di colpirlo (clicca per leggere). Sfortunatamente le masse viaggiano sempre con un certo margine di ritardo rispetto alle élite, incapaci di riconoscere e demistificare in tempo reale le luciferine manovre che il potere mette in campo per perpetuare all’infinito se stesso. La forza dei padroni, infatti, consiste nel “governare gli opposti”, nella capacità di gestire cioè contemporaneamente sia i governanti che i finti antagonisti. Ai grandi dioscuri della finanza globalizzata non importa un fico secco che il premier lo faccia Di Maio, Renzi o perfino Salvini, importa soltanto che chiunque governi non metta in discussione l’agenda con le riforme “necessarie” da approvare, per come continuamente indicate dai principali giornali di regime. E’ quindi sbagliato, fanciullesco e illusorio credere che la soluzione ai drammi contemporanei posa venire dalla vittoria elettorale di partiti apparentemente “antisistema”, sempre controllati discretamente dall’oligarchia mondialista bravissima nell’infiltrare dappertutto i propri uomini. Se Di Maio, anziché il leader dei 5 Stelle, fosse il segretario del Pd o di qualsiasi altro partito “responsabile”, atlantista e filoeuropeo presente su piazza, nessuno noterebbe la differenza. Questi sono i frutti velenosi di un esasperato personalismo, che ha ridotto la politica a sterile competizioni tra giullari che chiedono e ottengono consenso solo nella misura in cui l’elettorato li percepisce “carini” e “affidabili” come l’ultimo modello di aspirapolvere sponsorizzato in televisione. Paradossalmente l’unico partito di una certa consistenza che oggi sembra avere la forza e la libertà di esprimere posizioni di buon senso è la Lega di Salvini, risoluto nel condannare lo scriteriato attacco alla Siria consumato da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna sulla base di un pretesto. Ma anche dentro la Lega esistono personaggi che rispondono alla stessa discreta filiera di potere che sovrintende le mosse di Di Maio, tipi alla Giancarlo Giorgetti, già bollati teatralmente come “massoni” da un Umberto Bossi in versione “finto ingenuo (clicca per ascoltare). Anziché confidare nella forza “palingenetica” del leader di turno, prima Renzi ora Di Maio o Salvini, i cittadini italiani dovrebbero imparare a confidare sulla forza di una idea, di un pensiero puro che sopravvive rispetto alla parabola dei singoli uomini; una idea che rimetta al centro della scena il primato della politica e la giustizia sociale, che archivi una stagione fallimentare vissuta all’insegna della difesa acritica della globalizzazione e di quei fantomatici “mercati finanziari” che schiavizzano l’uomo.  Confidando nella forza dei progetti politici più che nella serietà di capi partito sempre “manipolabili” dal potere, non si corre il rischio di vivere perennemente delusi.

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    Francesco Maria Toscano

    17/04/2018

    Categorie: Politica

    5 Commenti

    1. roberto scrive:

      Invece, caro Toscano, noi complottisti della prima ora (h.23,55 del 15/12/1969) non crediamo da decenni al teatrino elettorale. E’ solo una squallida manfrina e pure ormai disgustosa. La democrazia non esiste. Buffoni incompetenti come Di Maio ne troveranno a milioni ma sempre buffoni sono e servi dei padroni.

    2. Dionigiosky scrive:

      Ha stato Puntin a creare questo caos in Italia…ve lo dico io che a me me lo ha detto un’amica che la volevano obbligare quelli del kappagibbi a fare la casalinga…ma lei si è ribbellata,non voleva lavare le mutande di dostoieski,stirare le camicie di solzenisti, cucinare il gulash a gagarin…no no no,si è impuntata contro questi cattivoni…e ha fatto buono ha fare cosi…adesso lei sta per scrivere un grande libbro di geopolitica sulle ingerenze russe all’estero dal titolo “C’era una vodka in america” che parla di quanto distillato patata ci vuole per fare la vodka.

    3. renato protti miracca scrive:

      La Lega è la Lega, ormai cresciuta e Salvini è Salvini! Il decadimento di uno non è il decadimento di una visione politica, ormai reale! Longitudine dierum!

    4. roberto r scrive:

      Il M5s è un partito in scatola di montaggio ad uso delle élite sovranazionali: lo si può montare a seconda delle esigenze, come il Lego. In dieci anni gli adepti di Grillo hanno detto tutto e il suo contrario; non sono riusciti nemmeno a produrre un gruppo dirigente, a meno di non considerare tale quel gruppetto di boriosi dilettanti composto da Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Toninelli, Bonafede, ecc.
      Inoltre Di Maio (e tutti gli altri miracolati succitati) è al secondo mandato, tra 5 anni al massimo dovrà farsi da parte (ma ho l’impressione che si riciclerà con qualsiasi partito; sempre che ce ne sia uno disposto ad accoglierlo); il cdx, con Salvini al vertice, non deve fare altro che mantenersi unito, e tra non molto Di Maio accetterà qualsiasi compromesso con chiunque pur di entrare a far parte del futuro governo. Governo che avrà interesse a mantenere in piedi, perché una sua caduta coinciderebbe con l’esaurirsi del suo secondo mandato, e quindi dovrebbe ritirarsi dalla politica e tornare nel nulla da cui proviene, anche se va notato che alcuni esponenti del M5s hanno già messo le mani avanti precisando che in caso di fine anticipata della legislatura ci sarà una deroga alla regola dei due mandati, che vanno intesi come un arco temporale di 10 anni.
      Nel frattempo Di Maio rischia di fare la fine del parmigiano sulla grattugia.
      Purtroppo, come rileva Toscano, non c’è partito che non sia infiltrato da rappresentanti di interessi sovranazionali, sicché non è ragionevole attendersi miglioramenti significativi.

    5. Brup scrive:

      Purtroppo il Grillismo non è una rivoluzione, ma una broda riscaldata in salsa PD.

    Commenta


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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