BagnaiA guardarli viene voglia di dare ragione a Jean Jacques Rousseau il quale sosteneva che la “sovranità non si delega, si esercita”. E infatti, i sovranisti veri, quelli che hanno puntato le rispettive fiches elettorali sui vari Claudio Borghi e Alberto Bagnai faranno ora molta fatica a dare torto al grande filosofo ginevrino. Eh si, perché dopo anni passati lodevolmente a spiegare le “bruttezze dell’euro”, i “pericoli insiti nella moneta unica” e il “malefico piano delle élite continentali che usano la finanza come arma di distruzione di massa”, i due summenzionati araldi del “pensiero libero e senza paura”- trionfalmente accolti nel ventre largo del Carroccio salviniano- sono diventati adesso un tantino più prudenti, “istituzionali” direbbero loro. L’euro è sempre brutto, per carità, però la politica non si fa con la “pancia” ma con la “testa”, e poi ci sono gli “equilibri interni”, quelli “esterni”, quelli “obliqui” e forse pure gli “equilibri squilibrati”. Colto in leggerissima contraddizione tra le cose dette prima e quelle fatte adesso, il deputato Borghi ha pensato bene perciò di calarsi nei panni di un moderno Rommel- alias “la volpe del deserto”- e per dare forza e coraggio alle truppe anti-euro, in evidente stato di prostrazione conclamata, il 5 febbraio ha twittato la seguente perla: “L’economia la puoi spiegare, la politica non sempre perché è uno sport di squadra. Se hai un piano i nemici non aspettano altro di saperlo, se non ce l’hai non puoi dirlo, se qualcuno in squadra ha sbagliato si parla solo nello spogliatoio. Possiamo solo sperare che ci arriviate”. Avete capito boccaloni che non siete altro? Non è che Borghi ora vuole tenersi la moneta unica perché da Presidente della Commissione Bilancio sente di meno le fatiche del progetto comunitario, ma perché se il piano di liberazione c’è deve rimanere segreto. Altrimenti i vari Juncker, Moscovici, Draghi e altri cattivi personaggi dell’establishment eurocratico- che magari ammazzano la noia girovagando sui vari profili social degli odiati “populisti”- scoprono che a Borghi e Bagnai l’euro non piace, neutralizzando conseguentemente sul nascere le forze della Rivoluzione luminosa. E voi, maliziosi plebei che non siete altro, avete invece osato credere (spero solo per un attimo) che i nostri eroi avrebbero mai potuto barattare la battaglia in difesa dell’Italia con una misera nomina a capo di una qualsiasi commissione parlamentare? Pensate davvero che sia possibile “normalizzare” il pensiero di cotanti scienziati con un posticino di potere? Il prof. Alberto Bagnai, ad esempio, ha spiegato all’infinito e con geometrica potenza come la “differenza tra un cambio fisso e una guerra civile non salti all’occhio. Perché non c’è”; lo stesso Bagnai che, calatosi poi nei panni di un novello Isaia si sentiva in dovere di profetare che un “giorno” (forse quando gli astri cadranno sulla Terra), “anche i più scettici capiranno”. Si si, sto parlando di quel Bagnai- autore del poderoso libro “Il Tramonto dell’Euro” (che semmai ristampato verrà forse rinominato il “Tremonti dell’Euro”)- a cui nessun “euroinomane” può darla a bere, perché lui li inchioda tirando fuori dal cilindro le analisi di Mundell e di De Grauwe, mica bruscolini signora mia, per non parlare del ciclo di Frenkel…dove lo mettiamo infatti il “ciclo di Frenkel” cari adoratori della perfida Bce guidata da “sor Marietto”? In attesa di capire dove vi hanno messo il “ciclo di Frenkel”, abbiate fiducia. Non si sono rimangiati la battaglia “anti-euro” per un piatto di lenticchie. Il problema siete voi che non capite niente né di politica (quella non si può spiegare secondo Borghi) né di “strateggia”. E poi, a pensarci bene, Bagnai non somiglia per niente neppure a Enrico IV, quello che diceva che “una presidenza di commissione val bene una moneta unica”. O no?

    Francesco Maria Toscano

    8/02/2019

    Categorie: Politica

    4 Commenti

    1. Marco Giannini scrive:

      Saluto Toscano dopo molti anni e invito alla lettura di questo mio pezzo:
      https://comedonchisciotte.org/di-battista-ovvero-fare-i-che-guevara-con-il-culo-degli-altri/
      Lo hanno letto in sole 12 ore i lettori di 10 giorni del Corsera.
      Saluti Marco Giannini

    2. Raimondo Fardella scrive:

      Articolo perfetto!

    3. Marco Giannini scrive:

      Dicevano ai 5s di essere dei cogl. perché non uscivano SUBITO dall’euro e poi…..

    Commenta a Marco Giannini


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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